Il grande re dei boschi

"Non badate a me, cerco solo di attirare l'attenzione" - Frances Ha

lunedì 18 settembre 2017

"Istanbul Istanbul" di Burhan Sönmez


"Quando non eravamo sotto tortura passavamo il tempo dormendo, chiacchierando e tramando dal freddo. Condividevamo i nostri sogni e costruivamo qui il nostro paradiso. Così come Istanbul nasconde i suoi segreti, anche noi li nascondevamo l'uno all'altro". Quattro uomini, prigionieri in una cella angusta, condividono il tempo di attesa tra una tortura e l'altra raccontandosi storie e ricordi. Il romanzo copre un arco narrativo lungo dieci giorni ed è formato da dieci capitoli, ognuno dei quali ha una voce narrante diversa tra i quattro prigionieri, che si scambiano il punto di vista sulla prigionia e sulla città di Istanbul, perché "Se un villaggio rappresenta l'infanzia della vita e la città l'età adulta, gli abitanti di Istanbul vivevano ancora in purgatorio come adolescenti problematici". La doppia Istanbul del titolo è l'immagine speculare di due città in una: la prima, quella in superficie, in decadenza, consumata dagli uomini che hanno smesso di vedere la sua bellezza; la seconda, quella sotterranea, dove i protagonisti del romanzo si consumano in ricordo di quella bellezza. 
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sabato 9 settembre 2017

Dunkirk: Goffredo Fofi contro tutti


Il critico e giornalista Goffredo Fofi ha scritto un articolo sul film "Dunkirk" di Christopher Nolan che intitola "Le false emozioni di Dunkirk". Come se il titolo non bastasse a chiarire l'opinione di Fofi riguardo il film, il primo rigo dell'articolo ci conferma subito il presentimento: "Dunkirk è un film brutto e detestabile per molti motivi". Sono sicuro che qualche giornale intitolerebbe che poi il "web si è indignato", infatti le risposte degli estimatori del film non hanno tardato ad arrivare. Il problema è che si sono concentrate a insultare il giornalista piuttosto che rispondere alle critiche che solleva contro il film.
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martedì 2 agosto 2016

La bicicletta verde politicamente scorretta


I titoli di alcuni film mi tormentano per mesi, alcuni addirittura per anni, prima che io decida di arrendermi e di vederli. La maggior parte di essi, all'inizio della loro insistenza subliminale, erano titoli che nemmeno volevo vedere. È il caso del titolo di questo articolo, "La bicicletta verde". Ritrovavo il titolo di questo film un po' ovunque. Anzi, magari non è vero, ma è un titolo che resta impresso e io ricordo chiaramente di esserci inciampato più volte di quanto avrei voluto. Quando la scrittrice Igiaba Scego ha scritto un breve commento su un libro per ragazzi tratto proprio da questo film, ho pensato che l'universo mi stesse comunicando qualcosa. Non avrei voluto vederlo - non ne avevo nessun interesse - ma non guardavo il film d'autore da tanto tempo (in realtà, non guardo un film-e-basta da tanto tempo), così ho ceduto alle lusinghe di questa benedetta bicicletta verde.
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venerdì 22 luglio 2016

Pokémon GO e le scemenze del TG5


Il servizio di prima pagina del Tg5 dell'edizione delle 20:00 di lunedì 18 trattava la diffusione dei social network e il loro utilizzo, spesso invasivo, per testimoniare ciò che accade intorno a noi. Un servizio abbastanza generico che si limitava a descrivere il fenomeno, senza particolari spunti di riflessione. Anzi, trattava l'argomento attraverso luoghi comuni, senza fornire nessuna informazione specifica. Ma probabilmente è questa la linea guida di questi servizi d'apertura: introdurre un argomento, lasciando allo spettatore la riflessione. Se così fosse, sarebbe sicuramente interessante. Ma il giornalista durante il servizio esprime diverse opinioni personali. Questo annulla automaticamente ogni premessa fatta poco fa. Quindi, il taglio generalista è dettato da un preciso volere di evitare il punto, costruendo il servizio con una serie di banalità demagogiche.

Qui potete trovare il servizio. Inizia al minuto 2:10.

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martedì 19 luglio 2016

My life directed by Nicolas Winding Refn


Questo fine settimana ero molto annoiato. Osservate la fotografia in cima all'articolo, perché ero uguale. Avevo gli occhiali, ma non il piumone. Ah, e avevo la barba lunga. Mi ero steso sul divano in cerca di qualcosa di interessante da vedere. Prima ho visto "Le vacanze del piccolo Nicolas", perché il primo film, "Il piccolo Nicolas e i suoi genitori", mi aveva divertito tantissimo. Il mio commento al riguardo è il seguente: mi avvalgo della facoltà di non commentare (peccato). Subito dopo i titoli di coda, ho sfogliato cosa mi offriva SKY. Sono finito nella sezione documentari e ho trovato "My life directed By Nicolas Winding Refn", diretto dalla moglie del regista, Liv Corfixen. Anche se nel titolo c'è il nome Nicolas, non è il terzo film della serie tratta dai libri per bambini di Goscinny & Sempé.
Che roba è? Ovviamente, ho messo play.
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© Il grande re dei boschi

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