"Non badate a me, cerco solo di attirare l'attenzione" - Frances Ha

lunedì 10 marzo 2014

Lo sconosciuto del lago e le scene penose

Titolo completo dell'articolo: Lo sconosciuto del lago e le scene penose: articolo per la salvaguardia del pene.
Nota iniziale: in questo articolo si parlerà del pene senza sostituirlo con nessuno dei suoi nomignoli, quali pisello, pesce, uccello, membro, fallo, mazza, coso, pipino e, il mio preferito, pistolino. Ce ne sono molti altri (minchia, verga, ecc.) ma ho elencato soltanto i più comuni. Nessun pene è stato maltrattato per la stesura di questo articolo
Ho visto il film Lo sconosciuto del lago e ne sono rimasto piacevolmente colpito, nonostante, devo ammetterlo, non sia un film per tutti. Non fraintendetemi, non ho scritto questa definizione che detesto perché il messaggio che trasmette il film sia difficile da capire, ma perché mostra tanti peni e si sa, il mondo è avverso alla visione del pene al cinema. Ormai si vedono donne nude anche nelle pubblicità dei cotton fioc, ma quando c'è da mostrare il pene si trovano mille stratagemmi per non farlo.


Una scena del videogioco Metal Gear Solid 2: Sons of liberty
Credo lo consiglierò ai miei amici bigotti senza dir loro nulla riguardo alla trama, perché vi compaiono soltanto uomini e la maggior parte sono nudi. È ambientato sulla riva di un lago dove vanno gli omosessuali per rimorchiare, ma, nonostante la trama, è un thriller e il sesso non è mai né volgare né gratuito. È un film essenziale, dalla raffinata ricerca stilistica e dall'atmosfera apparentemente serena che stride con l'acuirsi della tensione. Malgrado la presenza di diverse scene esplicite e una trama apparentemente provocatoria, ammetto che non mi ha per niente scandalizzato. Credo, infatti, che non fosse l'intenzione del film, e questo gli rende sicuramente merito perché sarebbe stato facile creare scandalo per far parlare di sé (non sto insinuando che un certo regista danese faccia esattamente l'opposto) e quindi avere più successo. È un film che incanta grazie alla location fissa, quasi un paradiso, e che, con la regia elementare ma mai banale di Alain Guiraudie, racconta una storia che seduce lo spettatore. Inoltre è un film coraggioso perché mostra tanti peni senza nasconderli. Sembra sia una rivincita del pene per essere stato sempre messo da parte al cinema, neanche fosse la fidanzata brutta che si evita di presentare agli amici o il cugino scemo che si incontra a Natale.

Una scena del film Lo sconosciuto nel lago
Tutti quei peni in vista mi hanno fatto penensare e improvvisamente ho capito una cosa. In una scena di sesso che avevo visto in un telefilm (ovviamente parlo del Trono di spade) la regia evitava in tutti i modi di inquadrare il pene dell’attore, mentre il bosco incantato (questo non è un articolo sulla vagina, quindi vai con i nomignoli) veniva inquadrato volentieri e spesso fuori contesto (?). Eppure è più facile evitare di inquadrare la frittata che il pene. Ma perché questa discriminazione? È forse così brutto da non essere mostrato? Ho fatto un ragionamento: se in una scena viene mostrata una donna nuda non si evita di inquadrare la farfalla, ma in realtà noi non vediamo altro che un pizzetto di peli; ciò significa che tutta la mercanzia è ben nascosta e non viene mai mostrata. Quindi in realtà la nudità della donna può trarre in inganno, perché alla fine non vedi niente. Mentre con l’uomo non puoi nascondere nulla: la mercanzia è ben visibile. Sarà questo il motivo?

A ogni modo è sicuramente un caso di discriminazione, se non addirittura razzismo verso il pene. Quanti peni possiamo dire di aver visto al cinema? E invece quante passere? C’era un tempo in cui Nicole Kidman la mostrava sempre, anche in commedie per famiglie e film natalizi. Mentre ricordo pochissimi peni di pochissimi attori. Forse il pene non piace al cinema? Mostrano gli uomini nudi soltanto dal culo, ma il culo è uguale per tutti (esteticamente, perché ogni culo ha una personalità unica), quindi mi sembra tanto un contentino.

La riga in mezzo di De Niro nel film Novecento
Lo sconosciuto del lago è un film francese e fuori dalla Francia i peni sono pochi. Mostrare un pene al cinema in alcuni Paesi è impenesabile, e, quando accade, si parla per mesi di scandalo e ci si pongono profonde e inutili domande morali. Un esempio perfetto lo troviamo nel film Shame di Steve McQueen, dove è stato addirittura affermato che il protagonista del film sia il pene di Fassbender e non l'attore stesso.
Il pene e in generale il nudo maschile è molto simbolico ed è visto come espressione di potere e virilità, quindi il significato della scena avrebbe diverse chiavi di lettura a seconda della presenza o meno delle mutande. Tuttavia non voglio pensare che il pene nascosto abbia sempre un significato così profondo. Col pene viene celata anche una profonda diseguaglianza sessuale che caratterizza e imbratta ancora la nostra società. La vera parità dei sessi si raggiungerà solo abbassando anche le mutande maschili al cinema. Meno pene d'amore e più pene per tutti!

Nota finale: questo articolo è stato scritto grazie al prezioso contributo della mia amica Scopa. Grazie, sei il pene del mio cinema.
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1 commento

  1. Il pene resta ancora il più grosso tabù di questa società che ci ha illuso sulla libertà sessuale. Non esiste nessuna libertà. Nessuna.

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