"Non badate a me, cerco solo di attirare l'attenzione" - Frances Ha

lunedì 19 maggio 2014

La guerra è dichiarata


La mia regola ferrea di non informarmi mai riguardo un film prima di guardarlo, con La guerra è dichiarata non aveva motivo di essere infranta. Soprattutto perché, consigliatomi dalla mia amica immaginaria, era subito passato in cima alla lista (immaginaria) dei film da vedere assolutamente. E l'ho visto, anche se dopo qualche mese. Mentre rileggevo gli appunti, cercavo qualche informazione da inserire nell'articolo ed ecco che scopro la storia che c'è dietro: la regista, la bravissima e bellissima Valérie Donzelli, interpreta sé stessa accanto al suo vero compagno nella ricostruzione di una storia che hanno veramente vissuto insieme. Avreste dovuto vedere la mia espressione di meraviglia.
Specialmente con questo film, voglio che la mia descrizione della trama sia essenziale: Romeo vede Juliette a una festa (lei, sentendo il suo nome, gli chiede se la stia prendendo in giro), i due si innamorano in una scena frettolosa perché è solo di passaggio per quello che sarà la vera storia del film. Arriva un figlio, e con lui una vita ordinaria e problemi che ogni genitore vive. Almeno apparentemente. Quindi inizia il film, la guerra viene dichiarata.


Il legame tra due genitori si trova loro malgrado ad affrontare un viaggio tortuoso attraverso un'esperienza che lì porterà a vivere diversi stati d'animo, tutti, però, sullo sfondo di una situazione tristemente ingombrante. Ma dove altri hanno preferito scendere nella retorica per raccontare questo tipo di storie, La guerra è dichiarata non sottovaluta lo spettatore ma anzi riconosce la sua intelligenza e soddisfa il suo bisogno di storie stimolanti e interessanti, offrendo una prospettiva originale (e sicuramente coraggiosa) attraverso un continuo tono vivace. È un film delicato che sa esattamente cosa vuole raccontare, ma soprattutto come vuole raccontarlo, e riesce sempre a restare coerente alla sua idea senza essere mai superficiale o scadere nell'insensibilità distaccandosi dalla drammaticità della situazione.
Il fatto che La guerra è dichiarata sia stato scritto dalla stessa coppia che ha vissuto l'esperienza raccontata, e che questa coppia poi abbia recitato nel ruolo dei protagonisti, fa sì che il rapporto dei due personaggi abbia un'armonia fuori dal comune; anche se ovviamente (e per fortuna) il film mostra una ricostruzione e ciò ha portato a scelte per inserire o eliminare elementi della storia per il bene del racconto. È un film che nega di essere sentimentale (nonostante la spensierata scena iniziale) ma soprattutto rifiuta l'amore sdolcinato che spesso vediamo al cinema per dipingere un rapporto magnificamente imperfetto, quindi più realistico e coinvolgente. Ciò però non esclude la presenza di scene bellissime e particolarmente dolci, come quella ambientata nella festa, dove tutto il legame dei protagonisti si esprime attraverso una singola inquadratura, oppure durante la scena dove i due si raccontano le proprie paure, una scena divertentissima che ricorderò a lungo.

La regia di Valérie Donzelli ci regala diverse sorprese, proprio quando il film sembrava aver espresso ogni sfumatura del suo carattere. La scena dove il personaggio della mamma corre nel corridoio, per esempio, è particolarmente espressiva e riesce a comunicare lo stato d'animo della protagonista, sfruttando con astuzia la telecamera a mano, tecnica ormai fin troppo abusata. Attraverso la sua regia, Donzelli mette un ulteriore tocco personale per tenere saldamente uniti tutti gli elementi. Per fortuna non resta a guardare in disparte rischiando di girare un documentario, ma anzi si prende i propri tempi, spesso osando ma senza esagerare mai. Le musiche, infine, sempre appropriate al contesto, vengono utilizzate come contorno perfetto per incorniciare ed enfatizzare l'emotività delle scene. Tuttavia non servono per salvare il finale che non mi ha entusiasmato perché è raccontato male e con troppa fretta. La scena al rallenty con la musichetta in sottofondo non rende merito al resto del film, almeno stilisticamente, visto che è un finale appropriato alla storia (e ampiamente anticipato...).

La guerra è dichiarata raccontata una storia con delicatezza che sfrutta la magia del cinema per reinventare la realtà e modificarne alcuni aspetti in modo da renderla più viva e brillante, paradossalmente, della vita stessa. È una storia ordinaria raccontata in un modo straordinario che sorprende ed emoziona lo spettatore utilizzando uno stile particolare e coraggioso. Questo è il cinema che mi piace.
SHARE:

Nessun commento

Posta un commento

© Il grande re dei boschi

This site uses cookies from Google to deliver its services - Click here for information.

Blogger Template Created by pipdig