"Non badate a me, cerco solo di attirare l'attenzione" - Frances Ha

venerdì 5 dicembre 2014

Lo sciacallo - Nightcrawler


Lo sciacallo del titolo è Lou Bloom, un uomo in cerca di lavoro che per sopravvivere (davvero?) si è ridotto a fare il ladro. Una notte per caso assiste a un incidente stradale e scopre un'opportunità di lavoro: vede, infatti, che una troupe televisiva riprende il luogo dell'incidente per poter avere un video da vendere ai telegiornali. Bloom deciderà di acquistare una videocamera (procurata con la vendita di un oggetto rubato) e passare le notti ad attendere la notizia perfetta da riprendere.
Siamo cinematograficamente ben lontani da quando Travis Bickle in Taxi Driver si aggirava per le strade notturne di una città le cui fondamenta morali andavano in rovina. Bickle provava disgusto nel punto in cui era arrivata la società, mentre Bloom non solo si è adattato in questo disgusto, ma lo alimenta. Sono cambiati i tempi e i due film non sono altro che uno specchio (o parte di esso) di uno spaccato della società contemporanea in cui sono stati girati. Lo sciacallo - Nightcrawler non mostra un mondo molto rincuorante, ma d'altronde sembra soltanto assecondare quella che ormai è la visione del mondo riguardo se stesso: una visione pessimista, dove ognuno è sciacallo della carne altrui. La prospettiva pessimista che viene alimentata con intelligenza dal "giornalismo" mostrato nel film, la stessa che istiga le paure nella gente per il bene degli ascolti, sembra essere la stessa che il film mostra allo spettatore arreso alla consapevolezza di dove sia arrivato il mondo. La differenza sta nel fatto che lo spettatore davanti al film risveglia una propria morale, quindi è come se il film annullasse il pessimismo del mondo, mostrando un barlume di speranza proprio nello spettatore che nega quei fatti. Lo sciacallo (nel titolo - a differenza di Prisoners, che era al plurale - ma anche in gran parte del film) è uno soltanto, ma contribuisce ad alimentare le paure di tutti quanti. Il giornalismo che ridefinisce addirittura il significato di "crimine", annullando i fatti e determinando che soltanto alcuni di essi, come per esempio crimini fatti da minoranze o poveri a danno di persone bianche e benestanti, non fa altro che sfruttare quelle disgrazie altrui che sembrano più efficaci e adatte a un pubblico di sciacalli. Ognuno ha quello che vuole e il pubblico non è affatto meno colpevole dei giornalisti. 

La storia del film è insolita, perché a conti fatti è quasi assente. L'evoluzione narrativa solita nei film qui è nel cambiamento del protagonista (probabilmente fittizio, perché Bloom sembra essere uguale dall'inizio alla fine e cambia soltanto nel fatto che ha trovato un'opportunità per sfruttare il suo talento). Il fatto che non ci sia una storia definita che evolve porrebbe un problema, perché la storia e la sua evoluzione è la calamita dell'attenzione dello spettatore, se non fosse che Lo sciacallo - Nightcrawler ha un ritmo fantastico che riesce comunque a incuriosire, senza annoiare mai. Sarà anche grazie al fatto che il film si pone al confine tra due generi: Thriller e Drammatico. Spesso si definisce Drammatico un film inclassificabile in ogni altro genere a causa di alcuni alcuni sotto-generi confusionari che si sono creati negli ultimi anni, ma a conti fatti questo film non è un dramma, ma anzi un thriller con dei ritmi diversi dai soliti, ma sento che sia limitato definirlo un semplice dramma. 

Il film mi è piaciuto proprio per l'attenzione quasi ipnotica che è riuscito a risvegliare in me, ma oltre al ritmo parte di questa attenzione è da attribuire all'attore protagonista Jake Gyllenhaal, di cui ormai, dopo Prisoners e Lo sciacallo - Nightcrawler, inizio ad aver un po' di paura (come accadde con Javier Bardem in Non è un paese per vecchi). La sua interpretazione è sorprendente, lui ormai è di una bravura impressionante. Bloom a prima vista sembra quasi un cretino, ma quel sorriso da iena nasconde una furbizia che, se all'inizio sembra mossa dalla disperazione, ben presto si intuisce alimentata da una cattiveria profonda e inumana. Il fatto che parli meccanicamente, ripetendo alla lettera ciò che impara, lo fa sembrare un robot apatico che si limita a imitare le sembianze di un uomo. D'altronde si è formato online, come molto altri individui che incontriamo virtualmente ogni giorno: fogli bianchi con deliri di onnipotenza, riempiti da scritte confuse copiate da idee altrui. Il suo sguardo è famelico, inquietante, il suo viso scavato trasmette una sensazione spaventosa, uno (appunto) sciacallo pronto a mangiarti vivo mentre ti sorride. È davvero impressionante come il suo sorriso in realtà metta i brividi. 

Anche sotto il punto di vista tecnico Lo sciacallo - Nightcrawler fa un ottimo lavoro. La regia è di Dan Gilroy, qui al suo esordio (è uno sceneggiatore affermato da anni, tra l'altro ha scritto The fall, qui trovate il mio articolo). Sembrerebbe che la regia si limiti ad assecondare quel mostro (letterale e di bravura) di Gyllenhaal, ma invece attraverso alcune scelte crea le basi stesse per il film, mutando genere quando la sceneggiatura lo richiede e riuscendo sempre a raccontare con sicurezza la storia. La fotografia di Robert Elswit è meravigliosa: è un film scuro, come la storia che racconta, e viene mostrata una città con più punti bui che luminosi, dove talvolta l'oscurità è illuminata soltanto dalle sirene della auto di emergenza. 
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