"Non badate a me, cerco solo di attirare l'attenzione" - Frances Ha

martedì 2 agosto 2016

La bicicletta verde politicamente scorretta


I titoli di alcuni film mi tormentano per mesi, alcuni addirittura per anni, prima che io decida di arrendermi e di vederli. La maggior parte di essi, all'inizio della loro insistenza subliminale, erano titoli che nemmeno volevo vedere. È il caso del titolo di questo articolo, "La bicicletta verde". Ritrovavo il titolo di questo film un po' ovunque. Anzi, magari non è vero, ma è un titolo che resta impresso e io ricordo chiaramente di esserci inciampato più volte di quanto avrei voluto. Quando la scrittrice Igiaba Scego ha scritto un breve commento su un libro per ragazzi tratto proprio da questo film, ho pensato che l'universo mi stesse comunicando qualcosa. Non avrei voluto vederlo - non ne avevo nessun interesse - ma non guardavo il film d'autore da tanto tempo (in realtà, non guardo un film-e-basta da tanto tempo), così ho ceduto alle lusinghe di questa benedetta bicicletta verde.
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martedì 26 luglio 2016

Canzone del momento #2: Rusty Nails (e i Moderat)

A un certo punto della ricerca di nuova musica da ascoltare, mi sono imbattuto nei Moderat. È stato amore al primo ascolto.


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venerdì 22 luglio 2016

Pokémon GO e le scemenze del TG5


Il servizio di prima pagina del Tg5 dell'edizione delle 20:00 di lunedì 18 trattava la diffusione dei social network e il loro utilizzo, spesso invasivo, per testimoniare ciò che accade intorno a noi. Un servizio abbastanza generico che si limitava a descrivere il fenomeno, senza particolari spunti di riflessione. Anzi, trattava l'argomento attraverso luoghi comuni, senza fornire nessuna informazione specifica. Ma probabilmente è questa la linea guida di questi servizi d'apertura: introdurre un argomento, lasciando allo spettatore la riflessione. Se così fosse, sarebbe sicuramente interessante. Ma il giornalista durante il servizio esprime diverse opinioni personali. Questo annulla automaticamente ogni premessa fatta poco fa. Quindi, il taglio generalista è dettato da un preciso volere di evitare il punto, costruendo il servizio con una serie di banalità demagogiche.

Qui potete trovare il servizio. Inizia al minuto 2:10.

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martedì 19 luglio 2016

My life directed by Nicolas Winding Refn


Questo fine settimana ero molto annoiato. Osservate la fotografia in cima all'articolo, perché ero uguale. Avevo gli occhiali, ma non il piumone. Ah, e avevo la barba lunga. Mi ero steso sul divano in cerca di qualcosa di interessante da vedere. Prima ho visto "Le vacanze del piccolo Nicolas", perché il primo film, "Il piccolo Nicolas e i suoi genitori", mi aveva divertito tantissimo. Il mio commento al riguardo è il seguente: mi avvalgo della facoltà di non commentare (peccato). Subito dopo i titoli di coda, ho sfogliato cosa mi offriva SKY. Sono finito nella sezione documentari e ho trovato "My life directed By Nicolas Winding Refn", diretto dalla moglie del regista, Liv Corfixen. Anche se nel titolo c'è il nome Nicolas, non è il terzo film della serie tratta dai libri per bambini di Goscinny & Sempé.
Che roba è? Ovviamente, ho messo play.
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venerdì 8 luglio 2016

Mr. Robot


Ciao lettore. Quando leggerai queste parole, molto probabilmente avrò finito di vedere la prima stagione di Mr. Robot. Ho visto i primi sette episodi in circa tre giorni, che, tra lavoro, i doppi turni, la vita, l'universo e tutto il resto, e soprattutto in base al tempo medio che impiego per finire una serie TV, non sono affatto pochi. Anzi. Ma non sono curioso; non ho guardato sette episodi in tre giorni per scoprire come prosegue la storia. Bensì, li ho visti perché mi sono affezionato ai personaggi. A dire il vero, mi piace moltissimo anche l'atmosfera.

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martedì 5 luglio 2016

Transparent e la nudità: imperfetta e bellissima


Qualche tempo fa, grazie alla programmazione di SKY, una sera a settimana mi dedicavo alle serie TV in cui i protagonisti erano affetti da vari, e tra loro diversissimi, problemi esistenziali. Detta così sembra una serata da evitare, invece mi divertivo moltissimo. Una serie TV, per appassionarmi, deve prima di tutto essere scritta bene. La ricerca di questa caratteristica, insieme a un'inspiegabile noia generale di cui inizio a soffrire da po' (saranno i trenta ormai vicini), mi ha fatto abbandonare molte, moltissime serie TV. Ma proprio sul più brutto, ho scoperto che esistono produzioni in grado di catturare la mia attenzione e stimolarmi quel tanto che basta da non abbandonare a metà di un episodio, a poche puntate dalla fine (storia vera). SKY mi venne incontro con la serata "problemi esistenziali" (Sono pigro: se una serie viene da me tramite SKY o Netflix va bene. Ma scordatevi che mi metta ogni settimana a cercare il nuovo episodio di una serie mandata in onda oltre oceano. E che legga addirittura i sottotitoli. Siete proprio matti). Ho scoperto Togertherness (a proposito, che fine ha fatto?), in cui una coppia di mezza età è in crisi. È una commedia (più o meno) e tutto è messo in scena senza troppe frivolezze televisive. Poi ho scoperto Mozart in the jungle, il cui universo immaginario è il luogo in cui vorrei vivere per sempre. La terza serie TV mandata in onda era Transparent.
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lunedì 27 giugno 2016

beji fede aoloviou

Lo so, lo so. Anche io mi sto chiedendo cosa mi abbia spinto a scrivere questo articolo. Alcuni cantanti sono sulla scena musicale da alcuni centinaia di anni per uno dei motivi per cui articoli di istigazione all'odio come questo non dovrebbero esistere: molte persone non sanno criticare o accettare delle critiche rivolte al proprio artista preferito. Così quando esce il nuovo album di Laura P. (il nome è fittizio) vedi una sfilza di recensioni che osannano il suo enorme talento, mentre in pochissimi hanno il coraggio di dire: ehm, ma veramente dice le stesse cose da vent'anni (Laura non c'è e non c'è mai stata, come direbbe Nek). E ho visto che quei pochi che hanno avuto il coraggio di dirlo sono stati invasi dagli insulti. Come dice un vecchio detto spartano: non importa quanto il messaggio sia interessante e riesca a stimolare un confronto, poiché se si distacca da ciò che pensa la massa, il messaggero dovrà essere calciato giù da un pozzo.
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venerdì 24 giugno 2016

Canzone del momento #1 - Ilenia (e gli Zen Circus)

Avevo segnato sul calendario la data del 13 giugno, giorno dell'uscita del nuovo singolo dei Zen Circus: Ilenia. Appena uscito da lavoro, ho costruito l'atmosfera perfetta per ascoltarlo per la prima volta. Auricolari inseriti, volume dignitosamente alto. Play.


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martedì 31 maggio 2016

Lo spettatore irrazionale


Una cosa è certa: se Woody Allen assistesse allo spettacolo di un'eclissi e decidesse di immortalare il momento con un video girato di sfuggita con il suo cellulare, io lo vedrei. Andrei anche al cinema per vederlo. E probabilmente, anche in quel caso, ci sarebbe qualcuno che direbbe: "Eh, ma non è più il Woody Allen di una volta". Ho visto Irrational Man, il lungometraggio del 2015 di Woody Allen, perché a me lui piace tantissimo. Soprattutto come sceneggiatore. Anche se i suoi lavori funzionavano (anche) grazie al triplice ruolo di Allen: regista - sceneggiatore - attore. La sua enorme fama gli ha permesso negli ultimi anni di cedere a quello che è sempre stato il suo più grande desiderio, ovvero girare thriller. C'è solo un piccolo problema, a mio parere: non sa girarli. E questo anche soltanto per un motivo (che è anche un grandissimo problema di Irrational Man, ma tutto a suo tempo), cioè l'atmosfera. Esempio: vi ricordate Sogni e delitti, con Colin Farrell ed Ewan McGregor? Ebbene, la trama era quella di un thriller, inoltre ci sono alcune scene che sono tinte di noir, eppure il film è completamente privo di atmosfera (ricordate l'insipida scena del pedinamento? No? Appunto). Woody Allen gioca a fare l'autore anti-genere, ma il suo problema è che non è David Fincher.
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domenica 17 aprile 2016

Fuori dal letto nessuno è perfetto


Domenica pomeriggio, o forse sabato. Ero a casa casa di mio zio e avevamo appena finito di vedere Chi è senza colpa (tuttora ignoro il significato di alcuni sviluppi della trama, probabilmente a causa del fatto che abbiamo cominciato a vederlo quando era già iniziato da 24 minuti). Facevo zapping quando mi sono imbattuto nel film Chiedimi se sono felice. Grande Giove! Improvvisamente sono stato catapultato agli inizi degli anni duemila...
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sabato 12 marzo 2016

Inception e la scena spaccamascella


Ieri ho rivisto Inception. Avevo acquistato il blu-ray alcuni mesi fa approfittando di una delle tante offerte vantaggiose di Amazon, ma non riuscivo mai a trovare il pomeriggio giusto per rivederlo (piccola parentesi: per colpa delle offerte maledette sia di Amazon che DVD-Store.it, nelle ultime settimane ho messo su una discreta mini collezione di blu-ray e DVD). Se da una parte Inception è un film d'azione, genere leggero che può essere gustato per puro divertimento, dall'altra esiste tutta una parte concettuale e filosofica che di certo non gli permette di essere visto in un giorno qualunque. Ma ieri ero esaltato e avevo voglia di spaccare nasi con pugni e testate, così mi son detto Ma sì, perché no?
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mercoledì 9 marzo 2016

Anima fragile e senso dell'orientamento instabile


Ogni volta che mi capita di riascolatare Anima Fragile di Vasco Rossi, i miei ricordi tornano all'estate del 2010. Ero a Roma in vacanza. In quei giorni mi incontrai con la mia amica Greta (qui assumo un'aria formale e non la chiamo con il soprannome che le do da anni) e insieme facemmo i turisti per qualche giorno. A causa del mio senso di orientamento peggiore delle mappe Apple (battuta nerd che soltanto due lettori capiranno), la seguivo a occhi chiusi tra le strade romane. Avevo piena fiducia nel suo senso dell'orientamento, sembrava estremamente sicura di sé. Ecco appunto, sembrava.
Da questo momento in poi, Greta in questo articolo diventerà Gretomtom.

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sabato 5 marzo 2016

Love, una serie moderna


Quest'oggi voglio parlarvi di una serie TV che ho visto lo scorso fine settima. Per "fine settimana" ovviamente intendo che ho visto tutti gli episodi in una maratona durata cinque ore. La serie è Love, disponibile nel catalogo di Netflix. La trama sembra uscita da una commedia americana: lui è uno sfigatello (ovviamente porta gli occhiali con una montatura spessa e nera) e lei è una dura (ovviamente bionda). Le loro vite (sentimentali e non) sono un disastro. Si incontreranno per caso e da allora succederanno cose.
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domenica 21 febbraio 2016

Al cinema con una lontana parente di Tarantino


È raro trovare altri spettatori in sala allo spettacolo delle 17:40, ma non impossibile. Ho visto La buca di Daniele Ciprì e Anime nere di Francesco Munzi da solo in sala. Mentre non avevo mai visto una sala così affollata come lo era con Youth di Paolo Sorrentino. Ricordo che c'era una comitiva di circa una decina di vecchiette seduta due file davanti alla mia. Si scambiavano commenti su molti elementi del film, anche se il loro numero rendeva la comunicazione difficile. Sembrava di assistere a gioco che facevo durante la mia infanzia: il telefono senza fili. Un commento partiva da un'estremità della fila, poi mano a mano arrivava all'altra estremità attraverso un passaparola alquanto divertente. Un commento diceva: "È un film estremamente profondo". Ma nel passaparola diventava semplicemente: "Bello, molto bello". 
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© Il grande re dei boschi

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