domenica 21 febbraio 2016

Al cinema con: una lontana parente di Tarantino


È raro trovare altri spettatori in sala allo spettacolo delle 17:40, ma non impossibile. Ho visto La buca di Daniele Ciprì e Anime nere di Francesco Munzi da solo in sala. Mentre non avevo mai visto una sala così affollata come lo era con Youth di Paolo Sorrentino. Ricordo che c'era una comitiva di circa una decina di vecchiette seduta due file davanti alla mia. Si scambiavano commenti su molti elementi del film, anche se il loro numero rendeva la comunicazione difficile. Sembrava di assistere a gioco che facevo durante la mia infanzia: il telefono senza fili. Un commento partiva da un'estremità della fila, poi mano a mano arrivava all'altra estremità attraverso un passaparola alquanto divertente. Un commento diceva: "È un film estremamente profondo". Ma nel passaparola diventava semplicemente: "Bello, molto bello". 
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© Uno spettatore qualsiasi

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