"Non badate a me, cerco solo di attirare l'attenzione" - Frances Ha

martedì 31 maggio 2016

Lo spettatore irrazionale


Una cosa è certa: se Woody Allen assistesse allo spettacolo di un'eclissi e decidesse di immortalare il momento con un video girato di sfuggita con il suo cellulare, io lo vedrei. Andrei anche al cinema per vederlo. E probabilmente, anche in quel caso, ci sarebbe qualcuno che direbbe: "Eh, ma non è più il Woody Allen di una volta". Ho visto Irrational Man, il lungometraggio del 2015 di Woody Allen, perché a me lui piace tantissimo. Soprattutto come sceneggiatore. Anche se i suoi lavori funzionavano (anche) grazie al triplice ruolo di Allen: regista - sceneggiatore - attore. La sua enorme fama gli ha permesso negli ultimi anni di cedere a quello che è sempre stato il suo più grande desiderio, ovvero girare thriller. C'è solo un piccolo problema, a mio parere: non sa girarli. E questo anche soltanto per un motivo (che è anche un grandissimo problema di Irrational Man, ma tutto a suo tempo), cioè l'atmosfera. Esempio: vi ricordate Sogni e delitti, con Colin Farrell ed Ewan McGregor? Ebbene, la trama era quella di un thriller, inoltre ci sono alcune scene che sono tinte di noir, eppure il film è completamente privo di atmosfera (ricordate l'insipida scena del pedinamento? No? Appunto). Woody Allen gioca a fare l'autore anti-genere, ma il suo problema è che non è David Fincher.
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© Il grande re dei boschi

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