"Non badate a me, cerco solo di attirare l'attenzione" - Frances Ha

venerdì 24 giugno 2016

Canzone del momento #1 - Ilenia (e gli Zen Circus)

Avevo segnato sul calendario la data del 13 giugno, giorno dell'uscita del nuovo singolo dei Zen Circus: Ilenia. Appena uscito da lavoro, ho costruito l'atmosfera perfetta per ascoltarlo per la prima volta. Auricolari inseriti, volume dignitosamente alto. Play.


Ricordo perfettamente di aver sorriso dall'entusiasmo già dai primi secondi dopo l'inizio. Quel rif di chitarra, lo scoppio della batteria. Mi sentivo proprio bene. Dopo averla ascoltata l'ho rimessa dall'inizio, e poi ancora. Per giorni non ho ascoltato altro. Facevo partire altre canzoni, ne ascoltavo due o tre e poi tornavo da Ilenia. Quando ripartiva quel rif, mi sentivo in estasi. 


Ho scoperto gli Zen Circus poco tempo fa. Parliamo di settimane. La storia di come li ho scoperti è particolare: la mia amica Noemi mi aveva consigliato un album di un gruppo che non vi dico. Io ignoro i consigli musicali (o almeno li ignoravo), ma lei ha insistito così tanto che io ho dato una possibilità a quell'album. Noemi ci aveva preso, l'ho ascoltato decine di volte. Fu allora che ebbi l'idea: lei aveva una cultura musicale pazzesca, io ero alla ricerca di nuova musica da ascoltare, così le proposi di crearmi una playlist con qualche artista che pensava potesse piacermi. In fondo aveva già dimostrato di aver capito perfettamente i miei gusti, anzi meglio: aveva innescato qualcosa dentro di me, una sorta di viaggio alla ricerca di artisti che rappresentassero quello che mi stava succedendo. Lei accettò la mia proposta, ma fece di più: selezionò interi album, ma anche singole canzoni che voleva rivolgere direttamente a me. Nacque una playlist di poco meno di 200 brani tutta per me. Tra quelle canzoni, ognuna selezionata solo per me (lo dirò ancora mille volte in quanto la trovo una cosa bellissima) c'era un pezzo dei Zen Circus, Viva. L'ascoltai con le cuffie al massimo volume, poi ancora e ancora, come se non credessi alle mie orecchie. Poi ascoltai l'album Canzoni contro la natura, quindi andai a ritroso nella loro discografia e scoprii gli altri album. Alcune settimane fa conoscevo gli Zen Circus solo di fama, ad oggi, ho acquistato la loro intera discografia e l'ascolto la mattina mentre vado a lavoro. Il voltante della mia auto è il tamburo su cui tengo il ritmo (la mia mente canticchia subito Ragazzo eroe. Quando capita nella playlist casuale, è più efficace del caffè). 

Se nemmeno guardare film o leggere riescono a intrattenermi, ascoltare la musica mi tiene a galla, per essere esageratamente melodrammatico. Sono diventato molto curioso e sono sempre alla ricerca di nuovi artisti da ascoltare, molti dei quali probabilmente vi parlerò in questa nuova rubrica (sono "nuovi" per me, poiché da anni avevo gusti musicali molto statici, seppur di vari generi; ma tranquilli, alla domanda "Che genere di musica ascolti?" non ho mai risposto "Ascolto un po' di tutto"). Però gli Zen Circus hanno qualcosa di speciale. Le loro musiche e i loro testi mi hanno subito conquistato. Immaginatemi come il personaggio di un cartone animato in bianco e nero. Ovviamente un cartone animato di origini polacche. Le borse nere sotto gli occhi, le spalle curve dalla stanchezza e dalla tristezza. Poi inizia una musica. È la canzone Mi son ritrovato vivo dei Zen Circus. Bastano i primi sette secondi perché il cartone diventi a colori. Il personaggio alza le spalle e la sua testa viene avvolta da saette di felicità. Tutto diventa un luna park con blackjack e squillo di lusso.

Ma potrei scrivere un libro e raccontarvi di ogni loro singola canzone senza riuscire a trasmettervi quanto aspettassi Ilenia. L'attesa (brevissima, rispetto ad altri fan che aspettano un nuovo album dal 2014. Anzi la mia attesa è stata brevissima in ogni caso) è stata comunque ripagata da una canzone stupenda. Il testo di Ilenia è quanto mai bellissimo: 

Scrivere mi riesce meglio, ma non voglio farmi leggere
non riesco nemmeno io a leggermi
aspetto la rivoluzione, ma aspettare è non agire
scegliere, di non scegliere
una scelta obbligata
ma i problemi degli altri mi hanno sempre affascinata
o forse distratta
odio il giorno del mio compleanno
io volevo andare via, camminare sui vetri con le scarpe
mentre sono ancora qua a compiacere tutti quanti
compiacere qualcuno che dice di amarmi
il mondo non ha unicorni, non ha foglie a sette punte
ha voci ma non visi, sempre le stesse voci
di una donna in silenzio e di uomini confusi 
e i padron ‘ntoni della nostra epoca non possono capire 
la mia adolescenza è stata la prima a fuggire
Ilenia, la piazza è vuota
Ilenia, la piazza è muta
se mi tocchi l’ombelico c’è un filo che mi arriva in gola
ho una madre che vorrebbe fossi un’altra persona
io non so parlare, il mio viso narra per me
sono un po’ bestia, un po’ danno e vorrei vivere nuda
sento il mondo con il naso, odio avercelo tappato
mi affeziono facilmente ma non ho voglia di spiegare
che poi in realtà so anche parlare, ma non si capisce bene e quindi un po' mi dispiace
anzi non mi dispiace di averti conosciuto in un brutto periodo
perché sei stato più bello, hai brillato di più
una scopata, un peso, non so cosa è stato per te ma, ma non voglio saperlo il perché
mi piace fantasticare e mettere alla fine delle frasi il perché
Ilenia, qui le piazze sono affollate, ma innocue
ormai le piazze fanno rivoluzioni solo quando sono vuote
Ilenia, la piazza è vuota
Ilenia, la piazza è muta
Ilenia, la piazza è vuota
Ilenia, la piazza è muta
qui le bare sono strette ma le vogliono abitare
le chitarre senza corde, l‘avere senza il dare
qui confondono il dolore con le lacrime di gioia
pochi brividi o sussulti, molta prosa troppa noia
qui non puoi fuggire perché tu sei il carceriere
qui tutto è razionale, solo obbligo e dovere
qui dove vivi adesso, in un anelito del cuore
in attesa di un qualcosa, di un qualcuno, di un errore

Una delle cose più belle che mi piace dei loro pezzi è il fatto che i testi, oltre a essere brillanti, sono sempre accompagnati da musica vera, un ritmo che non si ferma mai. Leggendo il testo di Ilenia hai l'impressione di leggere una poesia. Insomma, ha senso. Non ci trovi parole assurde inserite per tenere coerente il suono, messe lì soltanto per fare rima. E questo testo non è solo profondo, ma è anche accompagnato, costantemente, da musica. Tutto è ritmato, ogni parola ha una collocazione precisa. Questa è una capacità molto rara nei testi italiani. Gli Zen Circus non compongono poesie e ci piazzano sotto una base musicale perché non riescono a ideare una base adatta. E non ti sparano il ritmo fighetto con un testo zeppo di rime simpatiche e metafore incomprensibili. I loro testi sono chiari, la loro musica è autentica. Per questo trovano una collocazione ben precisa nel panorama musicale italiano e, per essere più specifici, nella musica che ascolto. Quando faccio partire un loro disco è perché ho voglia di ascoltare una tipologia precisa di musica, che può essere migliore o peggiore di altri gruppi, ma sicuramente è insostituibile. Ha quelle caratteristiche uniche che solo i grandi autori possiedono e sanno gestire.

Ilenia è poesia pura. Ci sono alcune frasi che mi mettono i brividi anche dopo decine di ascolti ("io volevo andare via, camminare sui vetri con le scarpe, mentre sono ancora qua a compiacere tutti quanti"). Penso che gli Zen Circus e questa canzone siano arrivati con premeditazione nella mia vita. Questo è il momento perfetto per accogliere i loro testi e ballare sulla disillusione della loro musica. 
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