"Non badate a me, cerco solo di attirare l'attenzione" - Frances Ha

venerdì 22 luglio 2016

Pokémon GO e le scemenze del TG5


Il servizio di prima pagina del Tg5 dell'edizione delle 20:00 di lunedì 18 trattava la diffusione dei social network e il loro utilizzo, spesso invasivo, per testimoniare ciò che accade intorno a noi. Un servizio abbastanza generico che si limitava a descrivere il fenomeno, senza particolari spunti di riflessione. Anzi, trattava l'argomento attraverso luoghi comuni, senza fornire nessuna informazione specifica. Ma probabilmente è questa la linea guida di questi servizi d'apertura: introdurre un argomento, lasciando allo spettatore la riflessione. Se così fosse, sarebbe sicuramente interessante. Ma il giornalista durante il servizio esprime diverse opinioni personali. Questo annulla automaticamente ogni premessa fatta poco fa. Quindi, il taglio generalista è dettato da un preciso volere di evitare il punto, costruendo il servizio con una serie di banalità demagogiche.

Qui potete trovare il servizio. Inizia al minuto 2:10.

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martedì 19 luglio 2016

My life directed by Nicolas Winding Refn


Questo fine settimana ero molto annoiato. Osservate la fotografia in cima all'articolo, perché ero uguale. Avevo gli occhiali, ma non il piumone. Ah, e avevo la barba lunga. Mi ero steso sul divano in cerca di qualcosa di interessante da vedere. Prima ho visto "Le vacanze del piccolo Nicolas", perché il primo film, "Il piccolo Nicolas e i suoi genitori", mi aveva divertito tantissimo. Il mio commento al riguardo è il seguente: mi avvalgo della facoltà di non commentare (peccato). Subito dopo i titoli di coda, ho sfogliato cosa mi offriva SKY. Sono finito nella sezione documentari e ho trovato "My life directed By Nicolas Winding Refn", diretto dalla moglie del regista, Liv Corfixen. Anche se nel titolo c'è il nome Nicolas, non è il terzo film della serie tratta dai libri per bambini di Goscinny & Sempé.
Che roba è? Ovviamente, ho messo play.
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venerdì 8 luglio 2016

Mr. Robot


Ciao lettore. Quando leggerai queste parole, molto probabilmente avrò finito di vedere la prima stagione di Mr. Robot. Ho visto i primi sette episodi in circa tre giorni, che, tra lavoro, i doppi turni, la vita, l'universo e tutto il resto, e soprattutto in base al tempo medio che impiego per finire una serie TV, non sono affatto pochi. Anzi. Ma non sono curioso; non ho guardato sette episodi in tre giorni per scoprire come prosegue la storia. Bensì, li ho visti perché mi sono affezionato ai personaggi. A dire il vero, mi piace moltissimo anche l'atmosfera.

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martedì 5 luglio 2016

Transparent e la nudità: imperfetta e bellissima


Qualche tempo fa, grazie alla programmazione di SKY, una sera a settimana mi dedicavo alle serie TV in cui i protagonisti erano affetti da vari, e tra loro diversissimi, problemi esistenziali. Detta così sembra una serata da evitare, invece mi divertivo moltissimo. Una serie TV, per appassionarmi, deve prima di tutto essere scritta bene. La ricerca di questa caratteristica, insieme a un'inspiegabile noia generale di cui inizio a soffrire da po' (saranno i trenta ormai vicini), mi ha fatto abbandonare molte, moltissime serie TV. Ma proprio sul più brutto, ho scoperto che esistono produzioni in grado di catturare la mia attenzione e stimolarmi quel tanto che basta da non abbandonare a metà di un episodio, a poche puntate dalla fine (storia vera). SKY mi venne incontro con la serata "problemi esistenziali". Ho scoperto Togertherness (a proposito, che fine ha fatto?), in cui una coppia di mezza età è in crisi. È una commedia (più o meno) e tutto è messo in scena senza troppe frivolezze televisive. Poi ho scoperto Mozart in the jungle, il cui universo immaginario è il luogo in cui vorrei vivere per sempre. La terza serie TV mandata in onda era Transparent.
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© Il grande re dei boschi

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