"Non badate a me, cerco solo di attirare l'attenzione" - Frances Ha

venerdì 22 luglio 2016

Pokémon GO e le scemenze del TG5


Il servizio di prima pagina del Tg5 dell'edizione delle 20:00 di lunedì 18 trattava la diffusione dei social network e il loro utilizzo, spesso invasivo, per testimoniare ciò che accade intorno a noi. Un servizio abbastanza generico che si limitava a descrivere il fenomeno, senza particolari spunti di riflessione. Anzi, trattava l'argomento attraverso luoghi comuni, senza fornire nessuna informazione specifica. Ma probabilmente è questa la linea guida di questi servizi d'apertura: introdurre un argomento, lasciando allo spettatore la riflessione. Se così fosse, sarebbe sicuramente interessante. Ma il giornalista durante il servizio esprime diverse opinioni personali. Questo annulla automaticamente ogni premessa fatta poco fa. Quindi, il taglio generalista è dettato da un preciso volere di evitare il punto, costruendo il servizio con una serie di banalità demagogiche.

Qui potete trovare il servizio. Inizia al minuto 2:10.

(Oltre alla frase che mi ha spinto a scrivere questo articolo, ci sono altre due chicche nel servizio. Il giornalista a un certo punto dice: "I selfie dei terroristi dal sorriso idiota", ma in realtà quelle mostrate sono semplici fotografie (però il termine selfie rende il servizio più moderno, capite?). Ma la chicca più grande è la musica drammatica che inizia a un certo punto. Io lo dico, che alcuni giornalisti sono dei romanzieri falliti.)

In particolare, mi voglio soffermare sulla chiusura del servizio. Il giornalista dice: "Bisogna stare attenti alla propaganda distruttiva, come alle scemenze di massa, come quella di convogliare migliaia di persone a caccia di Pokémon". Non guardo mai il TG5, ma l'altra sera è capitato che per caso ne vedessi l'inizio e, quando ho ascoltato questa frase, sono rimasto un attimo a pensarci. In realtà, mi sono quasi infuriato. Com'è possibile che un servizio giornalistico dia degli idioti a milioni di persone che non fanno altro che giocare? La spiegazione, probabilmente me la sono data da solo poco fa: quello citato è soltanto un servizio abbastanza frivolo che non fa altro che riunire tutti i luoghi comuni, per avere quanti più consensi possibili. Probabilmente, lo scemo sono io a dargli tanta importanza (stiamo pur sempre parlando di un servizio giornalistico che ha una colonna sonora). Tuttavia, come ho già detto, sentire quella frase mi ha dato particolarmente fastidio. In realtà, rispetto al resto del servizio, l'argomento pokémon è fuori contesto. Ma è un argomento popolare troppo appetibile per essere ignorato. Quindi l'inserimento del commento al videogioco, e il modo in cui è stato commentato, non fa altro che rispettare una moda collettiva. Di certo non è giornalismo, bensì un giudizio che divide i cittadini con presunzione. Da una parte gli idioti che giocano, dall'altra un gruppo elitario di spettatori intelligenti. In questo periodo va di moda criticare chi gioca a Pokémon GO e un servizio così frivolo (con una magnifica colonna sonora) non poteva che approfittarsene.

Per chi ancora non lo sapesse, Pokémon GO permette di catturare i famosi animaletti utilizzando il proprio smartphone. Per giocare bisogna uscire di casa: attivando il GPS e utilizzando la realtà aumentata, si potranno catturare i pokémon in giro per la propria città. Non gioco a Pokémon GO, ma sono cresciuto con i videogiochi. L'idea di questo gioco, a parer mio, è davvero ottima. Per chi è appassionato, sembra divertente! Ci sono stati decine di giochi dei pokémon, ma le meccaniche erano diverse. Erano videogiochi che non richiedevano di uscire di casa e la ricerca degli animaletti avveniva soltanto in un mondo virtuale.

Per chi fosse interessato ad approfondire l'argomento, Fraws del canale youtube Parliamo di Videogiochi, esprimere la propria opinione sul gioco in questo video.

La popolarità del gioco ha attirato a sé molta visibilità, rendendo l'argomento di dominio pubblico. Questo, ovviamente, ha portato a una valanga di critiche ai giocatori di Pokémon GO. Anzi, come dico anche sopra, sembra andare di moda insultare chiunque giochi a questo videogioco. Ma la sola colpa di questi giocatori sta nell'avere una passione che non è facilmente condivisibile, per il semplice motivo che è una novità. Per questo, sono un bersaglio facile per chi ama sparlare senza avere la minima idea di cosa stia dicendo. Ho letto commenti di tutti i tipi, alcuni anche divertenti. Addirittura, qualcuno affermava che Pokémon GO sia un'ennesima prova che "l'umanità ha fallito" (inizio musica drammatica). A differenza di molti frequentatori dei social, non sono un antropologo e non saprei sollevare una tesi professionale sul fenomeno. Tuttavia, non serve di certo un esperto per capire che insultare un individuo per una passione, non è sinonimo di intelligenza. È un videogioco, non la fine del mondo.

Ma lo sappiamo: in questi tempi esprimere la propria opinione non solo è diventato più semplice, ma è quasi un obbligo se non vogliamo che il nostro profilo sui social diventi inattivo. Ci siamo tutti riscoperti esperti in categorie di cui ignoravamo l'esistenza (un'amica direbbe: tutti esperti di sta minchia). Antiterrorismo, politica internazionale, sicurezza ferroviaria. L'obbligo (non richiesto) di dover mettere becco su tutto ha contribuito a creare moltissime opinioni di cui non si sentiva la mancanza. Io non voglio semplicemente giustificare questi commenti perché sono, appunto, soltanto opinioni. È vero: sono chiacchiere espresse da chi non sa niente riguardo quell'argomento specifico, e parla, spesso giudicando, laddove sarebbe meglio che tacesse. Ma tali chiacchiere sono espresse da qualcuno con le piene capacità di intendere e di volere. Giudicano su conoscenza basate su quattro articoli scritti da qualcuno che, probabilmente, proprio come ha fatto il giornalista del Tg5, sfrutta un argomento popolare per scrivere frivolezze. Ovviamente, non hanno nemmeno provato a giocare a Pokémon GO e probabilmente pensano che i videogiochi siano soltanto questo: la possibilità di pestare i passanti in Grand Theft Auto. Ah, e Super Mario Bros.
Il segreto è capire quando bisogna stare zitti e farsi una manciata di cazzi propri.

Ci sono tantissime passioni e, anche se ignoro i motivi per cui ognuno di noi sia colpito da una anziché da un'altra, sono fermamente convinto che non ci siano passioni più stupide rispetto ad altre. Questa dovrebbe essere un'idea diffusa, persino scontata. Ma non è così. Il Tg5 (il secondo telegiornale più seguito in Italia) ha preferito ascoltare la massa ed esprimere un'opinione con la stessa superficialità con cui, centinaia, se non migliaia, di cittadini, hanno fatto sui social network. Gli stessi social, la cui diffusione viene annunciata con allarmismo nel servizio (veramente, non si capisce la posizione al riguardo del servizio; probabilmente, resta al centro, così sono d'accordo tutti). Un cane rabbioso che non sa quello che dice, e si morde la coda.

Per concludere, vi invito a vedere il video che Scottecs ha fatto su Pokémon GO. Suggerisce la soluzione definitiva al fenomeno.

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