mercoledì 18 ottobre 2017

It follows



Jay è una bella ragazza che attira l'attenzione dei ragazzi che la circondano, dai figli piccoli del vicino a quella dell'amico di sua sorella minore. Una sera, dopo aver fatto sesso con un ragazzo, questo la addormenta e la lega; quando Jay si risveglia apprende un elenco di regole: infatti, il ragazzo le ha trasmesso una sorta di maledizione. D'ora in avanti, Jay verrà seguita da una misteriosa entità che assumerà sembianze sempre diverse. Per lei avrà inizio un vero incubo. 

Nell'articolo non sono presenti spoiler, tuttavia li ho inseriti tramite approfondimenti attraverso le note a piè di pagina. 

La scena di apertura di "It follows", scritto e diretto da David Robert Mitchell, presenta sin da subito il linguaggio filmico che Mitchell utilizzerà per il resto del film. Un'inquadratura grandangolare gira su se stessa per mostrare tutto ciò che circonda una ragazza in fuga. Vediamo che non c'è niente; le voci fuori campo della vicina e del padre le chiedono cosa sta succedendo, mentre lei, chiaramente spaventata, ignora tutti e scappa. È un inizio efficace, sufficientemente insolito da destare subito curiosità; soltanto a film finito, quando ho ripensato a tutte le vicende, sono nate alcune perplessità ripensando alla scena d'apertura¹. Ma vado con ordine. 

Mitchell parte da un soggetto ingegnoso per costruire l'intero atteggiamento del film. Le entità maligne che inseguiranno Jay si muoveranno con lentezza; partendo da questo, It follows impiega ritmi lenti anche nella messa in scena. Per questo motivo è un horror anomalo. Attraverso una regia attenta a scrutare sia l'intero ambiente che circonda i personaggi che piccoli dettagli, ho assistito a un racconto che esplora il genere attraverso un'inversione delle sue tipiche abitudini (e delle tradizioni). Quindi le scene sono narrate con pacatezza. A creare l'ingrediente d'orrore, comunque presente, sono principalmente elementi di solito complementari come la fotografia e le musiche.

Ad assecondare il soggetto, dunque, c'è una fotografia con inquadrature ricercate, caratterizzate principalmente da campi larghi², le quali paradossalmente aiutano a infondere un senso opprimente allo spettatore perché mostrano la ricerca ossessiva di una delle entità tra i passanti. L'ossessione trova quasi una voce nella musica del film: una colonna sonora elettronica, spesso con suoni alterati e inconsueti, che si contorcono in volumi eccessivi e, ovviamente, improvvisi. L'ansia accresce e viene accompagnata dalla musica e da alcuni suoni: l'uso del suono delle cicale, un suono ambientale così banale, nella scena dell'altalena dimostra l'idea di Mitchell di esasperare lo spettatore attraverso un utilizzo singolare di ogni elemento che il linguaggio filmico mette a disposizione. 


It follows ha un elemento che, a parer mio, non è armonizzato con il resto: la scrittura. Se "Donnie Darko" di Richard Kelly ha un soggetto geniale e una scrittura che riesce a sorreggerlo e "The Neon Demon" di Nicolas Winding Refn riesce a conciliare la componente visiva ricercata con una narrazione appassionante, It follows si perde nell'esecuzione del soggetto e la sua concretizzazione. Ho avuto l'impressione di vedere un film diluito e monotono, sorretto da una direzione artistica magnifica. Il problema non è tanto nella narrazione ambigua e indecifrabile, quanto nel fatto che tale imperscrutabilità sia realizzata male da una sceneggiatura confusionale e poco concreta³

Dunque, mi sono ritrovato di fronte un film horror inconsueto rispetto al genere, con una regia efficace che riesce a compensare le mancanze di una scrittura inconsistente. All'inadeguatezza di riuscire a reggere le promesse fatte dall'ottimo soggetto, si aggiungono alcuni sviluppi poco verosimili e una recitazione degli attori inadeguata persino per il genere. It follows probabilmente vorrebbe essere di più, lo si percepisce dalla regia ricercata; ma la scrittura non ha i requisiti necessari per accontentare gli spettatori più esigenti. Il soggetto originale si perde in un film horror insipido. It follows non è nulla di più. 

Per concludere: "It follows" è un buon tentativo di realizzazione di un film horror diverso dai soliti. Lo consiglio perché costruisce una tensione palpabile, tuttavia gli bisogna perdonare la scrittura debole. 
★★☆☆☆

¹ La morte della ragazza iniziale è contraddittoria con l'idea del resto del film. Greg, infatti, morirà in tutt'altro modo, più coerente con l'idea di una maledizione che si trasmette tramite il sesso. 
² Curiosità affascinante: ho notato almeno un'entità inseguitrice che non ha scatenato nessuna scena spaventosa, era solo lì lontana, troppo perché si avvicinasse prima del cambio di scena. Un'idea geniale. 
³ Il fatto che non ci sia una spiegazione concreta non è un difetto, ciò nonostante non bisogna confondere It follows con un film che distribuisce indizi per speculare su possibili significati perché non dà l'impressione di esserlo. La ragazza nella prima scena muore picchiata, mentre Greg sembra subire una sorta di furto di vitalità attraverso l'atto sessuale; poi ancora, le entità hanno sempre l'espetto di persone normali, finché non compare un bambino con la faccia demoniaca. La mia impressione è che nemmeno Mitchell sapesse bene come impostare l'entità; se così non fosse, la scrittura è peggiore di quello che sembra.
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