venerdì 20 ottobre 2017

It (2017)



Derry è una normalissima cittadina della provincia americana nella quale i ragazzi sembrano scomparire con una percentuale maggiore rispetto al resto del paese. In pochi, tuttavia, sembrano farci particolarmente caso. A parte un gruppo di ragazzini guidati da Bill, un ragazzo che piange la scomparsa del fratellino Georgie. Il gruppo si vedrà costretto suo malgrado ad affrontare un'entità demoniaca che loro chiamano semplicemente It.

Premessa d'obbligo: in questo articolo mi limiterò a parlare del film del 2017, senza confrontarlo con la miniserie del 1990. Non posso paragonarlo al romanzo perché non l'ho letto. Non ci saranno spoiler sulla trama. 

Avevo alcune preoccupazioni all'idea di scrivere su un film horror. Il genere mi piace molto, ciò nonostante raramente un film horror si offre per un articolo approfondito. Almeno secondo me, il genere spesso è fine a se stesso. Però ci sono le eccezioni. "It", diretto da Andrés Muschietti, ne è l'esempio. Ambientato nella provincia americana, che di per sé è un luogo tendenzialmente monotono e piatto, Derry è descritta come un ambiente lugubre abitato da individui che sembrano disumani. Nessun adulto del film è positivo; al contrario, sono depravati, corrotti da un'immoralità che sembra radicata nelle profondità. La bravura della direzione di Muschietti è nel rappresentare l'indole guastata dei personaggi secondari con tenuità, suscitando così un'inquietudine sottaciuta. It è un horror che fa sentire scomodi sulla poltrona anche per ciò che lascia immaginare. 

Oltre alla pignoleria nella descrizione dei personaggi secondari, ovviamente c'è l'abilità della costruzione dei ragazzi protagonisti, appartenenti al così detto "Club dei Perdenti". Sono personaggi ben differenziati tra loro: ognuno delinea e simboleggia un temperamento diverso nell'affrontare le difficoltà dell'età dell'adolescenza e quelle (molto) più particolari del film. L'accanimento avverso scaraventato contro questi poveri ragazzi è spropositato: oltre ai genitori opprimenti e maligni, oltre ai bulli prepotenti che sembrano criminali, ci si mette pure un mostro raccapricciante che personifica le loro paure più inconfessate. Però prima di parlare di It voglio soffermarmi proprio su questo: le tematiche affrontate. Lontano dal consigliare It a un ragazzino, in realtà credo che sia addirittura un film che offre più di un insegnamento. Qui probabilmente si intravede il background letterario del libro di Stephen King da cui è tratto, perché non è un horror comune, anzi, il modo in cui sviscera le tematiche affrontate, importanti come il bullismo e il rapporto tra i genitori e i propri figli, rende It un film intenso e complesso. 

Per questo l'horror di Muschietti rappresenta una rarità rispetto ai suoi simili: la trama vede un gruppo di ragazzini fronteggiare le loro paure in un mondo che gli è ostile sotto molteplici aspetti; non è certamente il solito horror, anzi è un film multiforme che mostra un orrore eterogeneo che va oltre al semplice jumpscare (link). La mostruosità manifestata non appartiene solo a It, anzi è più contorta e raccapricciante, perché è antropica e vista come una cosa ordinaria. La scrittura qui fa un lavoro eccellente, delineando con comprensibilità l'intricato intreccio della trama di tutti i personaggi. Proprio riguardo la scrittura però ho da fare un appunto: nonostante la durata di ben 135 minuti, avrei gradito un approfondimento maggiore della parte investigativa. Il film cela, non so per influenza del romanzo, alcune spiegazioni che avrei apprezzato.


Al di là dei temi trattati, It ha una personalità horror più che riuscita. La costruzione della paura avviene attraverso scene efficaci, caratterizzate da un'atmosfera opprimente. La composizione e la realizzazione di queste scene è eccezionale. Muschietti sovraccarica l'angoscia e l'inquietudine con destrezza e sfrutta l'eroismo (o l'imprudenza) e l'autocontrollo dei protagonisti per spingerli a interessarsi a ciò che accade, creando così le classiche scene di trepidazione del genere. Tuttavia, le scene spaventose di It non sono banali per due fondamentali motivi. Il primo è la loro esecuzione; di altissima qualità, secondo me hanno creato un nuovo punto di riferimento. Il secondo motivo, che poi è probabilmente il pregio più importante dell'intero film, l'ho trovato nella fisionomia dei mostri: a partire da It fino ad arrivare alle altre apparizioni. 

L'aspetto di It mi ha conquistato sin dai primi trailer. È minaccioso, agghiacciante; la sua presenza scenica è terrificante, il suo comportamento mette agitazione. Credo che in generale la sua fisionomia sia perfetta. Al suo fianco ci sono alcuni dei migliori mostri (perdonate la semplificazione) che abbia mai visto in un horror. Il loro aspetto ripugnante è in grado di centrare l'obiettivo e creare un senso di legittima angoscia. Il trucco è straordinario. Tutto questo, insieme alla competenza sia di Muschietti che degli sceneggiatori, hanno fatto sì che It diventasse un horror magnifico. 

It è un horror con una personalità variegata che non delude le aspettative. Consigliato. 

★★★★☆
SHARE:

Nessun commento

Posta un commento

© Uno spettatore qualsiasi

This site uses cookies from Google to deliver its services - Click here for information.

Blogger Template Created by pipdig