"Non badate a me, cerco solo di attirare l'attenzione" - Frances Ha

martedì 10 ottobre 2017

Tutti vogliono qualcosa


Siamo nel settembre del 1980. Jake è al primo anno di università. Si è appena trasferito in una casa che condivide insieme agli altri giocatori della squadra di baseball, un mucchio di ragazzi che pensano soltanto a godersi la vita, conquistare ragazze e lanciarsi in ogni nuova esperienza. Il film racconterà il fine settimana prima dell'inizio delle lezioni.

Probabilmente non c'è regista migliore di Richard Linklater in grado di cominciare un racconto da un soggetto così semplice e sicuramente inflazionato e trasformarlo in un film così vigoroso e scorrevole. "Tutti vogliono qualcosa" avanza spedito e mostra uno svolgimento semplice, con cambiamenti praticamente inesistenti. La trama descritta in cima all'articolo è in sostanza l'intero sviluppo del film. Un gruppo di ragazzi divertenti che spolpa ogni momento della propria tenera età per lanciarsi in qualunque situazione e sperimentare qualsiasi tipo di sensazione. Linklater manifesta ancora la sua attrazione verso il tempo che passa come una decorazione della vita; quindi non racconta una storia, bensì dei momenti, che si succedono l'uno all'altro, intanto che il tempo passa. Non c'è motivo di raccontare una storia quando si mostra la vita quotidiana; la vita stessa, nel suo scorrere ininterrottamente, per Linklater sembra rappresentare qualcosa di interessante da mostrare.

È comprensibile presentire una monotonia nel leggere le premesse del film, tuttavia è qui che si palesa il talento di scrittura di Linklater. Tutti vogliono qualcosa è vitalità ininterrotta, un film che procede spedito e non resta mai zitto. Anche se mostra ragazzi che passano il tempo, e lo fanno vedendolo scorrere momento dopo momento, l'energia trasmessa dai personaggi, dalla fotografia con i colori saturati e vivaci, da alcune canzoni bellissime dell'epoca, di quelle che fanno muovere la testa a ritmo, in breve, l'energia trasmessa da ogni componente del film è abbagliante e non concede un attimo di respiro.


È incredibile come Linklater riesca a conquistare il tempo che trascorre in un fine settimana e a dargli un tale interesse non facendo accadere nulla. Ciò è possibile grazie alla scrittura dei personaggi, vero cuore del film. Guardare Tutti vogliono qualcosa mi ha divertito parecchio grazie alla loro sconsideratezza e, certe volte, alla loro stupidità. Il giorno dopo averlo guardato per un attimo mi è balenata in mente l'idea di tornare a casa e ritrovarli, magari in una serie TV (sarebbe bellissima). Il mio coinvolgimento è dovuto soprattutto alle loro personalità, così ben definite e caratterizzate. Ci sono decine di personaggi diversi, insoliti, straordinari. Insieme creano un gruppo cha mette a proprio agio, grazie alla recitazione dei bravissimi attori e alla scrittura dei dialoghi, i quali hanno dei tempi eccellenti e sono piacevoli e divertenti.

E sono proprio i personaggi a rappresentare un contenuto, seppur celato. Tutti vogliono qualcosa è un film di formazione in cui i protagonisti sembrano voler sfruttare il tempo finché possono; talvolta, mostrano una rabbia inconfessata influenzata dalla competizione. L'università offre un tempo nel quale poter sfruttare le opportunità che concede la vita e la gioventù, tuttavia è anche un luogo di crescita dove si smette di essere il ragazzo prodigio della scuola di provincia per lanciarsi in un'arena in cui tutti sono compagni ma anche possibili rivali. Tutti vogliono qualcosa vuole essere una commedia leggera, nel titolo originale ha addirittura due punti esclamativi alla fine, tuttavia c'è agonismo tra i personaggi che, nemmeno a farlo apposta, sono componenti di una squadra di baseball. Un elemento marginale, approfondito al punto giusto. D'altronde dall'inizio viene detto a Jake: "Insieme ci divertiremo, ma non saremo mai amici".

Per concludere: Tutti vogliono qualcosa è una commedia in grado di offrire una serata di riposo e divertimento. Consigliatissimo.
★★★★☆

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