mercoledì 8 novembre 2017

Clerks - Commessi (1994)


Dante lavora come commesso presso un negozio di alimentari. Durante il suo giorno libero viene chiamato da un collega per sostituirlo, con la promessa che sarebbe tornato a mezzogiorno. Dante, malvolentieri, apre il negozio. Il fatto che qualcuno avesse messo delle gomme da masticare nei lucchetti delle serrande gli avrebbe dovuto suggerire quale piega avrebbe preso la giornata.

Film d'esordio del regista Kevin Smith, "Clerks" è un'opera indipendente con un basso budget (metà del quale fu speso per acquistare i diritti delle canzoni) che racconta una giornata ordinaria di Dante (che vivrà il suo inferno?) e Randal, i quali rispecchiano perfettamente un'intera generazione di giovani intrappolati in una vita nella quale perdura una persistente scontentezza e insoddisfazione. Il primo, intimorito dall'incognita del futuro, si è auto-recluso in un lavoro che detesta pur di non osare una scommessa su se stesso; il secondo, più astuto, è un autentico scansafatiche e rappresenta l'esemplare perfetto del giovane fannullone e negligente. La scrittura, per niente banale, dissotterra dalle situazioni comuni un'insofferenza generazionale e la evidenzia attraverso un'ipocrisia umana che si accumula e si ammassa, fino a demoralizzare ogni prospettiva della gioventù.

Clerks è una commedia con sottili sfumature grottesche dove una sequela di gag tragicomiche si susseguono scena dopo scena; personaggi bizzarri più o meno particolari divertono e incuriosiscono, sorretti da una scrittura brillante la quale solleva riflessioni anche abbastanza significative. Sotto la patina di commedia, infatti, Clerks nasconde un'anima disillusa, per niente angosciosa, nel ritrarre un'intera generazione di giovani oppressi da atteggiamenti snervanti, e talvolta illogici, di clienti stupidi; "Questo sarebbe anche un bel lavoro se non fosse per i clienti" (cit. film) giustifica la loro estenuazione come una sorta di resa a quegli atteggiamenti irrazionali e incomprensibili delle persone - loro compresi; perché loro fanno parte di quel mucchio, con i loro comportamenti deleteri e monotoni riescono a rimanere in quel mondo assurdo. In questa commedia ci ho sempre intravisto questa sorta di remissione alla vita; d'altronde, vivere per Clerks sembra significhi sopportare una serie di comportamenti irragionevoli e portarsi a casa la giornata; e domani ancora, si ricomincia daccapo. Ogni giorno, tutto si crea e si distrugge; tutto cambia e non cambia niente. "La vita è una sequela di finali duri", un esaurimento perpetuo da tollerare per poter sopravvivere. Per il film è questa la vita: sopravvivenza e attesa che finisca la giornata (lavorativa).


Ma ripetiamolo: Clerks è una commedia. La cosa che sorprende è che è una commedia pensante. Smith aveva un proprio punto di vista da esprimere e si vede: si respira la passione per il cinema... e per Star Wars. Il fatto stesso che abbia girato il film nel negozio di alimentari nel quale lavorava ai tempi delle riprese suggerisce che sotto le vesti della commedia si nasconda un carattere più intenso, più personale; infatti, lo spettatore viene coinvolto in un'atmosfera genuina, nonostante la vena grottesca. I personaggi ormai sono giustamente mitizzati, mentre ci sono diverse scene meravigliose; inoltre, la coppia di Dante e Veronica è verosimile (più di quelle di molti film sentimentali), con i loro dialoghi incerti e le loro carenze. Insomma, nella sceneggiatura si percepisce la passione entusiasta di un esordiente; per questo, a Clerks gli si perdona abbondantemente la fotografia in bianco e nero piuttosto amatoriale e quell'aria generale di film a basso budget, perché è un cinema che offre un contenuto, dove c'è inventiva, dove ci sono idee, una cosa rara sia nel 1994 che oggi. 

Clerks è una commedia pensante, divertente, riflessiva. Lo riguardo con piacere a cadenza di qualche anno. 

★★★☆☆
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