lunedì 15 gennaio 2018

Good Time


Connie (Pattinson) è un delinquentello che trascina suo fratello Nick (Safdie, uno dei due registi) nelle sue rapine nonostante questo sia affetto da problemi mentali. Quando il fratello verrà arrestato, Connie inizierà un'audace missione per liberarlo. 

Good Time, film diretto dai fratelli Benny e Josh Safdie, somiglia a un viaggio allucinogeno visivo, dove le luci al neon sfarfallano l'immagine e a volte la alterano realizzando quadri sfolgoranti e visivamente onirici. Il direttore della fotografia Sean Price Williams realizza questo risultato usufruendo delle luce ambientali, con le quali Good Time (sembra) girato integralmente. In contraddizione a questa scelta artistica, la fotografia del film, tuttavia, appare assai fedele alla realtà, con scenari spesso bui e poco valorizzati, ripresi da inquadrature a volte scure, altre volte sfuocate; quindi l'aspetto allucinogeno è frutto unicamente delle ambientazioni, dalle quali il film prende possesso dell'atmosfera senza modificarla, e quindi senza snaturarla.  

Quindi il viaggio di Good Time è sicuramente inaspettato. Le inquadrature che opprimono i personaggi, in queste immagini vivaci e abbaglianti, raramente informano com'è fatta la stanza in cui si svolge la scena, e questo aspetto è incantevole. Vediamo unicamente i personaggi e le loro azioni, ascoltiamo ciò che hanno da dire. La cinepresa a mano si muove (quasi) ininterrottamente nell'estremo tentativo di seguire l'azione; questo stile sbrigativo incalza il ritmo, contribuendo a rendere Good Time un thriller inarrestabile, con una messa in scena essenziale in cui il racconto avanza con una concentrazione morbosa verso i personaggi e dialoghi grezzi e volgari scritti benissimo. Da questo punto di vista, il film sembra frutto di una sceneggiatura decisa ma mai superficiale, in cui le azioni si susseguono in un battito costante, con regolarità e armonia e senza tregua. Il ritmo è accompagnato dai brani composti dall'artista di musica elettronica sperimentale Oneohtrix Point Never, i quali contribuiscono con quell'atmosfera frequentemente onirica, almeno visivamente.


Il storia del film riguarda i due fratelli protagonisti, tuttavia è il personaggio di Pattinson a monopolizzare la scena. Connie è un ingannatore che sfrutta i più deboli per i suoi progetti, i quali appaiono disastrosi. La sua corsa contro il tempo in realtà è totalmente egoistica, poiché vuole salvare il fratello nonostante questo sia già salvo perché soltanto lontano da lui, senza essere continuamente zittito o senza essere visto come qualcuno che non è, può esprimere se stesso, ciò che gli piace e ciò che invece detesta. 

Le numerose situazioni che accadono durante il film peggiorano costantemente perché a metterle in pratica sono dei personaggi sfortunati: in Good Time vediamo persone normali, emarginati dalla società e ingenui, e Connie, come una sanguisuga, li mastica per poi sputarli, lasciando dietro di sé tutti (compreso il fratello, all'inizio), per non fermarsi mai ma anche per un puro e autentico egoismo. Nel film assume parecchie personalità per camuffarsi ma anche, sembrerebbe, perché sembra non averne una propria: incapace di badare a sé, vuole per forza badare al fratello, anche se sbaglia ripetutamente e in modi imbarazzanti. Pattinson è abile nel costruire un personaggio così fetente e travolgente, completamente a suo agio in una parte che gli sembra cucita addosso. 

Good Time è un thriller dove un susseguirsi d'azioni tengono lo spettatore incollato allo schermo. Finisce presto perché è coinvolgente; dopo, ci si sente un po' disorientati e questo non può che far piacere.

★★★☆☆

SHARE:

Nessun commento

Posta un commento

© Uno spettatore qualsiasi

This site uses cookies from Google to deliver its services - Click here for information.

Blogger Template Created by pipdig