mercoledì 25 aprile 2018

Loro 1


Il racconto su alcune figure che girano intorno alla figura di Lui: un giovane ambizioso che racimola prostitute per attirare la sua attenzione, un ministro devoto che brama il suo potere, una escort di lusso che lo conosce direttamente. 

Premessa obbligatoria: Loro è un'opera divisa in due parti, ciò nonostante valuterò questa prima parte come un racconto autonomo, in quanto resta comunque frutto di una scelta precisa di separazione del racconto, con decisioni artistiche su come e cosa mostrare. Quindi nonostante la divisione, Loro 1 rimane un'opera autosufficiente. 

Ritorna l'ambizione macchinosa di Paolo Sorrentino, che con Loro 1 si trasforma senza progredire, al contrario assume forme ambigue, indeterminate, in una composizione artistica confusa e pretenziosa. L'effetto è un film vanitoso (peggio di Youth - La giovinezza), a tratti sicuramente geniale ma prevalentemente arrogante e sconnesso. 

Sorrentino esibisce una società moderna che schernisce l'epoca della dolce vita ormai passata di moda, sormontata da una società superficiale succube del postmodernismo più frivolo. È una trasformazione che apprezzo di Loro 1, perché è audace e dichiara una propria identità, la quale si colloca con disinvoltura nel panorama cinematografico moderno. La società superficiale, tossicomane e sessuomane esibita è in qualche modo fedele a quella attuale; una sorta di ammissione, che però non emette giudizi, ma si limita a mostrare. 

In questo ritratto esasperato si fa un uso eccessivo di un linguaggio allegorico, in cui ogni concetto viene dilatato per trasformarsi in un'immagine eccessiva; Sorrentino realizza una regia esaltata, sfrenata, con la quale riproduce uno stile che ricorda a tratti quello televisivo e a tratti quello di alcuni videoclip musicali. Questa emulazione stilistica è ovviamente la causa di ciò che mostra: per mostrare la frivolezza intellettuale è egli stesso frivolo; tuttavia, appare come una soluzione disorganizzata che riesce soltanto a denotare una confusione artistica. 

Zoom televisivi, scene al rallentatore, immagini caleidoscopiche, musiche elettroniche che si susseguono come in una playlist: lo spettacolo di Loro 1 è sovrabbondante di figure retoriche, in un'ambizione artistica che Sorrentino non riesce a reggere. 

Sotto le immagini ridondanti, si scorge un'idea geniale, vale a dire raccontare il personaggio senza mostrarlo; in realtà ho preferito di gran lunga la prima parte del film, dove Berlusconi non ha un nome ma viene nominato con il pronome Lui, e la sua figura ineffabile, di smisurato potere e ammirazione, viene raccontata attraverso l'eco che emette lo spessore del suo personaggio. L'occultamento del protagonista, e la scelta del titolo, rende di fatto Loro 1 non soltanto un film biografico su Berlusconi, ma sull'influenza, sulla suggestione e sul risultato della sua figura. Non è un film soltanto politico, anzi è un ritratto delle conseguenze del berlusconismo e il modo in cui ha guastato fatalmente la società moderna. 

I "loro" di Sorrentino formano un gruppo elitario volgare, immorale, corrotto; il racconto però si concentra su un unico argomento: il sesso. L'uso del nudo femminile è esagerato e mostrato in ogni occasione, anche decontestualizzata; una svalutazione formale della donna oggetto, qui usata come valuta di scambio. La donna è vista come una merce, senza nessuno scrupolo; il problema, oltre alla mancanza di qualsiasi considerazione della donna se non attraverso il suo corpo nudo, è la mediocrità del punto di vista narrativo, poiché Loro 1 riduce tutto a una visione materiale e ossessiva del sesso, in un ritratto biografico che appare alquanto ristretto (nonostante il tentativo svalutare la potenza sessuale maschile). 

In questo contesto, il quadro che appare da Loro 1 è quello composto da personaggi grotteschi, che sembrano macchiette. Gli attori tutti bravissimi: Toni Servillo, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak e l'incredibile Fabrizio Bentivoglio. L'inefficacia dei loro personaggi è solo colpa della sceneggiatura che, nonostante riesca a offrire scene di una bellezza artificiale, studiata a tavolino, in generale fa respirare un'aria di mediocrità e inconsistenza, poiché non c'è sviluppo ma anzi, ogni cosa è fine a se stessa. 

Loro 1 è un'opera disordinata e goffa che non riesce a sviluppare le proprie idee; il fatto che sia la prima parte di un'opera più ampia giustifica soltanto in parte la sue debolezze, poiché sono assai evidenti e scomode. Sorrentino è sicuramente vanitoso e il suo film appare pretenzioso. Ora non ci resta che aspettare Loro 2 (edit: Articolo su Loro 2).
★★½
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