Archivio dicembre, 2008

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Difendere quel frammento di illusione che inonda una minima e immatura fetta del mio solito cuore, scontento e disilluso, è una mansione che tocca a fanatismi che ora come ora non accontentano neanche il mio desiderio di armonia. Canzoni prive di parole, film colorati e raramente creativi.
Viviamo nella nostra insolenza e nell’emarginazione tanto odiata, disprezzata, maledetta, quanto creata e innalzata. Oscuriamo i nostri visi, nascondendo finti sorrisi per edificare un immagine esemplare di noi stessi. Crolliamo da soli in stanze scure, piangiamo lacrime che non cadono dai nostri visi afflitti. E spenti attendiamo, e attendiamo, finché un giorno non tiriamo fuori dal nostro cappello magico una motivazione che al suo interno ci chiamava da anni.

letterina, Un commento

Caro Gesù Bambino,
la mamma è tanto triste perché a scuola vado male ma non è vero. A me piace la matematica perché la maestra Chiara fa matematica ma però non è vero che non finisco i compiti di italiano perché non voglio bene alla maestra Elena che fa la maestra di italiano. La maestra Chiara è bella perché ha i capelli gialli? Forse è bella perché fa la maestra. Dopo domani l’ho sognata. Diceva che ero bravo che avevo fatto il disegno con la maestra Chiara e io che stavo in braccio a lei ma però ha detto che devo camminare e non devo stare in braccio a lei perché sono ormai un ometto. Papà dice che devo scrivere la lettera a te Gesù Bambino perché ti devo dicere cosa voglio da Babbo Natale ma io non so cosa scrivere. Il giocattolo di naruto già ce lo eppure quello di sasuke. Ho pure la maestra Chiara e quindi una sola cosa che posso chiedere di dicere a Babbo Natale per me e se mi fai andare bene a scuola in italiano così la mamma non è più triste.

ti toglio tanto bene,
sono Andrea Campidoni.

citazioni msn, atto secondo. 0 commenti

Omar: rob
rob: we
Omar: rob
Omar: e tu rispondi con -omar-
Omar: rob
rob: omar
Omar: we
Omar: rotfl
rob: sei un cretino
Omar: yes
rob: no
rob: allora
rob: io dico
rob: tu sei un cretino
rob: e tu
rob: ti difendi

22:39:31 rob: da capo
22:39:50 rob: ..

rob: devi dire rob
Omar: rob
rob: omar
Omar: we
Omar: rotfl
rob: sei un cretino
Omar: ma va la, va la, quando mai

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rob: ma è vero che quando le donne sono da sole fanno le lotte con i cuscini in perizoma e poi si baciano?
Val: uhm, oddio lotte di cuscini si e si baciano anche
Val: però alcune si mettono le coulotte, eh
rob: e dopo i baci?
Val: bah dipende da quanti si è in quel momento
rob: uhm, se in due?
Val: ci si fa le coccole
rob: le coccole stile film porno, o le coccole da amiche?
Val: dipende dall’umore
rob: di solito?
Val: uhm, dipende dall’amica. cmq anche in stile film porno, uhm, si
rob: sono nato decisamente del sesso sbagliato
Val: perchè poi due donne che dormono insieme va bene, due uomini diventa subito strano. E’ divertente dormire con le amiche
rob: sì, è divertente dormire con le amiche anche per me

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rob: uhm, parlale, no?
Mp: quando torneremo in quella pizzeria, vedrò il da farsi
Mp: intanto ieri aveva un robo rosso vicino al naso che era anti-sesso
rob: “anti-sesso”
Mp: sisi
Mp: e poi boh, me la vorrei solo chiavare e basta
Mp: senza parlare

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come coriandoli a carnevale: ma taci che ho un periodo di stitichezza XD
rob: uahauahauahauah xD
come coriandoli a carnevale: non ridere che è grave
rob: ma aspetta, di che stitichezza parliamo? (piccola nota: una volta le dissi che avevo la diarrea artistica, e cioè che scrivevo troppo)
come coriandoli a carnevale: stitichezza cacca, di che stitichezza dobbiamo parlare?
rob: ma io pensavo quella artistica
come coriandoli a carnevale: no perchè io nn ho mai paragonato i miei flussi artistici alla diarrea, come invece fai te
come coriandoli a carnevale: ho ancora un po’ di sensibilità
rob: ah, sensibilità che si trasforma al confessare a me la tua stitichezza
come coriandoli a carnevale: va beh mamma mia sono cose naturali
rob: sarà
come coriandoli a carnevale: hai 20 anni..cioè certe cose le sai anche te XD
come coriandoli a carnevale: adesso non è che quando fanno la pubblicià dei tampax fai finta di non capire
come coriandoli a carnevale: (detto per inciso, ho detto tampax xke non mi ricordo come si chiama quello per la diarrea, non che io mi metta i tampax su per il culo. sempre per essere sensibile)

E il giorno dopo mi arrivò un sms in cui esultava di esser riuscita a fare la cacca.

una storia sola Un commento

Anche ieri non avevo niente da fare, così dopo mangiato mi ero messo in macchina guidando per un po’, fino ad arrivare al centro commerciale. Era illuminato da un sole illuso, e da migliaia di luci natalizie che riempivano anche gli angoli più remoti e insoliti: tubature dell’acqua, un divieto di fumare e un estintore. Le luci trasformavano il maga-palazzo in un enorme lampadina, che alle tre del pomeriggio e con il sole in alto, era proprio brutta da vedere.
Entrai come sempre nel negozio di accessori per la casa. C’era qualche quadro nuovo, diversi vasi spostati con uno sconto del trenta per cento che in realtà era il prezzo pieno, e delle nuove cornici in argento. Una in particolare, intrecciata e spessa, al suo interno come foto-esempio c’era una foto che ritraeva una donna sorridere. Riccia, dallo sguardo deciso. Compro cornici senza poi togliere le foto-esempio, mi fanno sentire meno solo se le metto in giro per casa. Ma so che tutte le pose che ci sono sopra sono finte e costruite. Ho questa paura. Forse lo sono, io penso di sì, ma è comunque un forse il mio sì. Cioè, non posso saperlo di preciso. Ma quello sguardo di quella ragazza… non so, forse rideva sul serio. L’ho comprata, e ora è lì in ingresso. Penso che la guarderò sempre prima di uscire.
Uscito dal negozio di casalinghi e ero andato dal Mc Donalds. Mi fa schifo come cucinano lì, ma io mi porto sempre il panino da casa e fingo di mangiare qualcosa di loro. Nessuno mi ha ancora scoperto. Mi piace mettermi di spalle a una famiglia e ascoltarle parlare. Ieri, con il baccano che sento in tutto il locale, capivo  appena poche parole. Frasi, o pensieri, che non riuscivo a decifrare. Anche ieri ho seguito una famiglia dopo che è uscita dal Mc Donalds. Una volta usciti dal ristorante, avevano finito il giro per la galleria. Li ho persi all’uscita, c’era folla. Ma tanto io non volevo ancora uscire e tornare a casa.

Se conoscessi una nuova persona mentre sono in giro, gli direi che divido la casa con amici. Prima di uscire di casa, ogni volta, scrivo un biglietto e lo lascio sul tavolo in cucina.

Siamo andati da Marco. Ti aspettiamo lì!

Così portavo i nuovi amici a casa e loro vedevano che in realtà non ero solo. Non l’ho usato mai, comunque.
Ah sì. Ieri sera, al ritorno dal centro commerciale mi sono messo al pc. Ho passato in realtà la notte a parlare con una donna in chat. Ho finto di essere il responsabile marketing di un’azienda di grafica. Ogni sera cambio nick, e identità. E mai chatto per più di una volta con la stessa persona.
Mi sono iscritto a Facebook. Ora i siti a cui sono iscritto salgono a quarantadue. Mi piace così tanto riempire le caselle durante l’iscrizione. Mi fa sentire come se qualcuno si fosse interessato a me.

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