Archivio gennaio, 2009

serata al pub 2 commenti

Esempio:
Siete con amici in un pub. Mangiate il solito panino, il vostro amico fa le solite battute volgari, nel bicchiere c’è la birra che a voi piace tanto. Quando iniziaste a bere birra, qualche anno fa, il bicchiere era piccolo, ora invece è un boccale infinito e giallo. Sembra pieno della frustrazione che avete accumulato negli anni.
Sedute al tavolo di fianco al vostro c’è una comitiva di ragazze. Le ascolti ridere, senti il loro sguardo sul tuo tavolo, e nell’aria c’è un senso di attesa.
Ora la cosa sensata da fare è attaccare bottone. Voi siete ragazzi, loro sono ragazze. E’ un puzzle dolce e sexy.
Qui però iniziate a pensare, ed escono fuori vari pensieri (totalmente inutili), e i tuoi amici ne sparano di tutti i colori:

  • Non possiamo perché stiamo mangiando.
  • Non possiamo perché stiamo mangiando panini.
  • Non possiamo perché stiamo mangiando panini con dentro gli hamburger. Tutti lo sanno che le donne sono vegetariane.
  • Non possiamo perché non mi sono fatto il bidet.
  • Non possiamo perché direbbero no.
  • Non vedi che sono donne vere?
  • Va bene Rob, entra in chat e ti raggiungo appena posso.
  • No è che devo scoreggiare. Metti che mi viene quando siamo con loro?
  • Rob dimentichi che sono gay.
  • E poi di cosa mi lamenterei se trovassi una ragazza?
  • Dici che me la danno?
  • La mia ragazza è gelosa, peccato Rob.
  • Domani.
  • A me solo guardare le tettone di quella mi basta. Che la conosco a fare?
  • Rob mi sono lasciato sette mesi fa dopo tre giorni di fidanzamento. Dammi un po’ di tempo per riprendermi.
  • Metti che sono lesbiche?
  • Se fossero lesbiche io le converto.
  • Non prima del matrimonio.
  • Sono le nove e dieci, è tardi.
  • Non sono pronto per iniziare un rapporto serio.

Ecco. Tutto questo la dice lunga sul fatto che l’uomo non vede mai le cose come stanno e ci costruisce sopra, quando in ballo c’è una donna, non un castello ma interi regni. La situazione al pub è tipica, e il fatto che il vostro gruppo maschile si aggiunga a uno femminile implicherebbe solo lo scambio di qualche chiacchiera, e invece per il maschio alfa non è così; per lui, molto spesso una serata tra amici è la causa scatenante di almeno sette complessi in più nella sua mente labirintica. Nessuno si comporta come se fosse pronto ad accettare tutte le conseguenze, che potrebbero essere una semplice serata passata a chiacchierare in dolce compagnia, e invece tutti sembrano pensare che le reazioni da parte del mondo saranno per forza negative. Il mondo è bello, in fondo. In sé, nel complesso, è merda, ma quando si ha a che fare con delle donne in un piccolo pub non ci si può aspettare che la tua vita finisca nei guai, o che la tua autostima (che forse non tanto forte come credevi) ne risenta, e tu debba tornare dallo psicologo.
Dovete solo pensare meno, e agire di più. Tiè.

confessioni di una pentita Un commento

Valentina Eico: ora ti dirò una cosa e mi odierai
Valentina Eico: promettimi di non odiarmi

rob: non ti odierò
Valentina Eico: dopo la prima sera
Valentina Eico: che abbiamo parlato ho pensato
Valentina Eico: “che palle.” e credo di averti bloccato per uno o due giorni

rob: auahauahauahauahauh :D
Valentina Eico: ok, l’ho detto
Valentina Eico: mi ero giurata di non dirtelo mai

rob: è stupenda sta cosa
Valentina Eico: si poi ti ho sbloccato un pomeriggio che probabilmente lavoravi
rob: perché? :D
Valentina Eico: contando poi di ribloccarti dopo una seconda conversazione-possibiltà, volevo capire se avevo sbagliato a valutare
Valentina Eico: ti ho ribloccato poi xD

rob: oddio
Valentina Eico: però poi ho pensato che c’era qualcosa che non andava, per così dire, in te e mi sono incuriosita
Valentina Eico: da li non ti ho più bloccato

rob: è troppo forte sta cosa :D
Valentina Eico: benchè ti abbia aggiunta io
rob: eh, infatti. sei un tipo, scusa
Valentina Eico: oddio ma te l’ho detto davvero :D
rob: io la pubblico sul blog sta cosa :D
Valentina Eico: ahuahauhauhau

favola di cinema 3 commenti

C’era una volta in America l’uomo che non c’era. Quello non era un paese per vecchi, e lui si sentiva fuori dal mondo, desperado, uno elephant man nella notte dei morti viventi. E venne il giorno, però, che egli divenne un pesce innamorato. Così crebbe. Ebbe il coraggio di cambiare, divenne un big fish, e urlò «La vita è bella!». Il sorriso divenne un the gift e la maschera di ferro in quel lunedì al sole, che poi divenne il giorno perfetto, scomparve per andarsene, chissà, nella città incantata. In quei giorni dell’abbandono della tristezza, egli scoprì l’altra metà dell’amore. In un the village nella foresta dei pugnali volanti, infatti, conobbe il favoloso mondo di Amelie, una ragazza dalla porta accanto che dal tramonto all’alba gli faceva pensare di essere un nonno felice.
Vissero insieme una settimana da dio prima di trasferirsi ne la casa sul lago del tempo. Una certa mattina, lui si alzò dal letto di sabbia e disse «Voglio sposare mia moglie». Le nozze furono belle da morire. I 2 single a nozze divennero amanti, e il prete bello sbagliò anche un discorso molto noioso, e disse «Vi dichiaro marito e… marito!».
Il primo giorno d’inverno trovarono il coraggio di parlare di avere un figlio dell’amore. I soliti amici si trovarono d’accordo, quando al pranzo di natale gliene parlarono. Loro che a tempo pieno erano alla ricerca delle felicità, provarono in realtà invidia del mio migliore amico. Tutti, tranne la donna che visse due volte, divennero i soliti sospetti, cospirando, sempre con qualcuno in ascolto. Quel pomeriggio di un giorno da cani la grande guerra divenne ai confini della realtà: il buono, il brutto, il cattivo si diedero battaglia nel cielo, in nome della rosa, e l’amore tra i promessi sposi. L’ultima vittoria fu dei buoni, con i cattivi che in fuga della vittoria costruirono un treno per vivere.
La strana coppia ebbe paura. I due divennero amanti fuggitivi, sognando la California e la stanza del figlio che sognavano di costruire. Nella strada verso la nuova casa, si parlarono. Lei chiese:
«Chiedimi se sono felice»
Lui suspiria, poi disse «Sei bella, come te nessuno mai. Sei felice?»
«Sono una donna con tanto amore. Sì»
«Dà un l’ultimo bacio di questa vita sulle mie labbra»
Si diedero un bacio appassionato. Poi, con le ali della libertà, si incamminarono vero il nuovo mondo, salendo sul titanic.
In tempi moderni vivono tempi felici.

foto 017 Un commento