Archivio febbraio, 2009

in crisi per la figa Un commento

C’è crisi, gente. Le famiglie si arrangiano, la massa tenta di risparmiare sul pane e il caviale. Ho letto un articolo di un tipo che diceva felice della crisi, poiché doveva rimboccarsi le maniche e non dare nulla per scontato. E io sono d’accordo, però penso che fondamentalmente ci sia un ignoranza sulla questione da parte di tutti. Se tu sei in crisi, e infatti colpa di qualcuno. Tua, o come in questo caso, non tua e di chi tu non pensi che sia. E intanto lo ascolti anche dettare leggi su come risolverla, questa crisi. Fare tagli alle istituzioni mentre da tagliare c’è anche il suo stipendio. Ahhh, l’egoismo. La politica, l’idea repubblicana e quella fascista. Grrr.

Intanto però la gente sa come vivere. In giro si trovano molte più persone con abiti contraffatti dai cinesi. Eh sì, per quanto siano riprodotti in modo perfetto, si capisce che sono falsi. A esempio l’altro giorno ho visto un tipo con la maglietta con scritto Almani. E proprio questi soggetti non sanno con chi prendersela, ma io li capisco. Tentano da anni di toglierci ciò che oggi ci han tolto, e noi non ce ne siamo accorti. Metti che eravamo distratti dalla figa, dalla tv, e dalla figa, ma non ce ne siamo proprio accorti. E ora? Be’, e ora non saprei. Sicuramente dobbiamo farci sentire. E non intendo solo che dobbiamo andare a cantare da Amici, e neanche manifestare per strada, dove poi gli unici che ci ascolteranno saranno i due che seguiranno il TG, che tral’altro ha montato un servizio in cui si evince che la nostra è una disperazione vera… eh… Piuttosto si dovrebbe manifestare dove si dettano le leggi che ci rovinano. Pretendere di essere noi quelli che parlano per… noi. Oppure ci mettiamo a pregare affinché Obama venga qui in Italia. Pregare non dio, però, che da quando abbiamo scelto di essere un paese laico si vendica appena può, facendo parlare il papa, regalandoci Emilio Fede e i suoi relativi padroni, e facendoci informare dai mass media che il cucciolo Dolly finalmente ha trovato casa. Ah sì, a proposito, se potete fare una colletta per Dolly perché, poverino, non può permettersi il collare d’oro che ama tanto. Quello griffato Almani.

PS. “Ma quello è tutto per la figa… Sì, sta crisi qua, è per la figa… Come perché?? Le tipe ora fanno vedere le tette al cellulare, sono molto più facili. E quindi il governo è inutile che fa girare i soldi visto che non te la devi comprare, la figa, portandola al cinema, al ristorante, etc… etc… Te basta che la porti fuori una sera, e lei prima ti tromba e poi uscite insieme. Mi dici io che vado a lavorare a fare più del minimo indispensabile?? E’ tutta una copertura la crisi, in realtà nessuno vuole lavorare più di quanto si dovrebbe lavorare un minimo. E’ sempre colpa per la figa, amico.”

la gigantessa e il suo vento 0 commenti

Fuori c’è un vento fortissimo. Mi fa pensare a una gigantessa, una bambina enorme, con il padre che è sindaco e la madre che dice sempre “Uh! La mia bambina!”. Penso a questa bambina che compie gli anni e la maggior parte degli invitati era convinta che li avesse compiuti da un pezzo. Ed è lì con davanti la torta con le candeline, che non riesce a spegnere. I suoi genitori la viziano, ed è grossa, e non ha abbastanza fiato per spegnere tutte le candeline. Così soffia furiosa e si mette a fare i capricci. “Uffa papà, perché non ci riesco?”.
Ecco cosa mi fa pensare questo vento.

paura e deliri all’una del mattino 5 commenti

Da piccolo avevo paura del buio. Immaginavo che in quel vuoto ci fosse di tutto, e delle volte non riuscivo a dormire. Così anche d’estate usavo le lenzuola, perché mi ero convinto che se mi fossi coperto con qualcosa nessun mostro mi avrebbe potuto farmi del male. E così in fondo è stato.
Non ricordo da dove prendo questa frase, ma la mia mente mi dice che le persone che hanno paura del buio non hanno paura del buio in se, ma di cosa può esserci dentro. Sembra una frase da trailer di film horror di serie B (zona retrocessione). Dentro il mio buio c’era una vecchia tipo la vecchia di shining. Di notte sognavo di essere un supereroe senza macchia, ma la sera nella realtà mi cagavo in mano dalla paura. Quando poi vedevo i film horror, oh, non ero tipo da non pensarci poi la sera. Davo a vedere il contrario, ma in realtà ero scosso. Non vedevo le scene spaventose dei film quando chiudevo gli occhi, ma semplimente non ero sereno, e non riuscivo a dormire bene. Di notte facevo gli incubi e il mattino dopo ero stanco, ma non ricordavo gli incubi. Quindi fanculo sono stato fortunato.
Negli ultimi tempi riprovo una leggera paura prima di dormire. C’è silenzio, e a volte una presenza di nome paranoia. Non che ora non ci dormi su come quando ero piccolo, ma c’è, e piuttosto mi incuriosce e affascina. Il fatto che possa provare ancora paura del buio è una cosa meravigliosa. Il non essere comunque calmato dalla consapevolezza che dietro quel muro nero non c’è altro che casa mia è una cosa che mi tranquillizza sul fatto di poter sempre provare un brivido di umanità nel cuore. Non umanità aiuto-il-prossimo, ma un’altra che comunque potrebbe far nascere quella-aiuta-prossimo. Parlo dell’umanità che rende ogni uomo vincibile. Parlo di quella cosa che ci fa piangere, o non ci lascia con l’anima in pace. Parlo del senso di calore umano che non viene estinto e sostituito dall’egoismo e dalla tirannia del diventare qualcuno superiore agli altri. Piuttosto, essere qualcuno che sa mettersi in gioco per gli altri, che sa aiutare. Altruista. Di quelle persone che possono e fanno, ma di cui nessuno sentirà mai parlare.
Non c’è differenza tra un uomo che ha cambiato la storia con il suo nome, “Combattento qualcosa usando come arma solo la propria vita”, e un uomo qualunque che è ancora umano dopo l’esperienza.
Buonanotte.

recensione: Gone baby gone 0 commenti

Gone Baby Gone, di Ben Affleck (2007)
con Casey Affleck, Michelle Monaghan, Morgan Freeman, Ed Harris

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