Archivio marzo, 2009
ore 2.45 am
Joe 0 commenti
Mia mamma ha sentito che parlavo a Joe, e Joe ha sempre detto che nessuno doveva sentirci mentre parliamo. Non perché trattiamo argomenti segreti, dice Joe, ma perché una vera coppia di amici non è una vera coppia di amici finché non avranno un segreto da gustodire insieme, e il segreto mio e di Joe è che siamo amici. E poi non tutti capirebbero.
Conosco Joe da quando avevo sette anni. Il mio settimo compleanno fu un brutto compleanno. I miei non mi organizzarono nesssuna festa, e non mi fecero nessun regalo poiché pessavano tutto il tempo a litigare. Così fu un compleanno che passò inosservato, un giorno come tanti. Quella sera salii nella mia stanza, ed ecco che vidi per la prima volta Joe. All’inizio ne avevo paura, infatti la sua ombra era enorme e spaventosa sulla parete, e pensavo fosse un fantasma. Quella sera Joe mi tirò su di morale, e chiacchierando tutta la notte, facemmo amicizia. Da allora, io e Joe iniziammo a essere buoni amici, e ogni volta che possiamo, la sera su in camera mia, o quando quando sono solo in casa in salotto e in cucina, o addirittura quando sono in bagno a lavarmi, parliamo e passiamo del tempo insieme. Lui è sempre triste, ma non per questo mi da consigli sbagliati, anzi. Io mi fido solo di Joe. Però so che non tutti capirebbero il nostro rapporto, perciò il nostro segreto è che non dobbiamo dire a nessuno che parliamo. Cioè, era il nostro segreto, visto che mia mamma mi ha sentito parlare in camera ed è entrata all’improvviso e non ha trovato nessuno in camera con me. Mi ha urlato contro, per poi iniziare a piangere. Dice che sono sempre sembrato un ragazzo strano, ma che addirittura parlassi da solo, o che avessi amici immaginari, mamma non se l’era mai sognato. Andò a dirlo a mio padre, ed entrambi mi parlarono per ore preoccupati. Io li ascoltavo, e li guardavo con aria stanca. Non vollero ascoltarmi, la mia versione dei fatti, la storia d’amicizia di me e di Joe, no. Mi parlarono di quanto fosse importante non fare il solitario, e giocare con gli altri bambini. Poi, senza accorgermene che io non battevo ciglio, se ne andorono fuori a cena. Senza sentire le mie ragioni, senza ascoltare le alternative alla lora presuntuosa idea da genitori. Se avessero visto bene, oltre l’apparenza, avrebbero visto Joe, e non mi avrebbero sgridato. Avrebbero visto lì, quel corvo, poggiato sul ramo. Con i suoi abiti di tenebre, il suo sguardo fiero ma stanco. Se solo mi avessero ascoltato, io potevo dirgli che no, non sono pazzo e non parlo con amici immaginari.
la bambina e il buio 2 commenti
Quella sera, però, non sapeva, se il buio stesse sul serio per attaccarla di nuovo, come difendersi. Ora i suoi genitori c’erano, era vero, ma la forza che si era sentita in corpo la prima volta, quando uscì vittoriosa dallo scontro con il fantasma, la portava a fantasticare su strane idee di avventura e di guerra. Quando quella scarica di adrenalina le attraversò il corpo, allora lei si scoprì del tutto dalle coperte, in segno di sfida. Il silenzio veniva lentamente sostituito da un suono chiuso e basso che man mano aumentava di volume. Non sapeva cosa fosse e ne era un po’ spaventata. Doveva pensare e preparare un piano di difesa. Ma cosa fare? Eri lì, nella sua stanza buia appena illuminata da una finestra, che dolcemente lasciava entrare una luce bluastra. Non aveva aspira polveri in camera. La luce fioca illuminava appena i contorni di una scrivania con sopra libri di fiabe e delle bambole sedute nell’oscurità della cucina di una piccola casa in un angolo della stanza. Poi c’era la cesta dei pupazzi, i disegni fatti con il carboncino a terra sul tappeto, e… Il suo sguardo smise di cercare. La cesta dei pupazzi, ma certo! La capovolse liberando il suo esercito di soldati di pezza per contrastare la cattiveria del buio. Sparsi tutti per il pavimento, li prese uno a uno e li poggiò in ordine sul letto. Il leone sorrideva e non spaventava, ma era enorme quanto una sua gamba, e l’avrebbe difesa a zampate. La tartaruga era piccola e stanca. Le avrebbe fatto da scudo. Poi c’era una bambola vecchia, che dura com’era grazie alla lana che l’imbottiva sarebbe stata un’ottima arma. Poi c’era il maialino, che era solo divertente ed elegante, con un papillon intorno al collo. Era buffo e l’avrebbe aiutata a calmarsi. Poggiò con cura tutti i soldati sul letto, disegnando un contorno in cui stendersi per essere protetta. Quando ebbe sistemato tutti, prese il pupazzo migliore: la regina giraffa. L’aveva poggiata sulla scrivania mentre sistemava tutti gli altri, così la prese. Si stese sul letto e si coprì a fatica poiché usava una mano, l’altra impegnata a stringere la regina giraffa, che con la sua classe, eleganza e decisione, avrebbe potuto battere ogni tipo di attacco che io buio aveva intenzione di sfoderare. Una volta coperta per bene, e circondata da ogni tipo di pupazzo, attese. Il vento fuori era forte e premeva contro la finestra fischiando. Strinse ancora più forte la regina giraffa, pronta a essere attaccata. Attese, e attese, però purtroppo non seppe mai cosa aveva in serbo per lei il buio quella notte. Si addormentò pochi minuti dopo, mentre pensava che nel peggiore dei casi sarebbe potuta correre dai suoi genitori, senza fare l’eroina.
news dal vaticano 2 commenti
Ogni tanto mi piace fare il serio. Così vi riporto una notizia che mi ha passato un informatore direttamente dal vaticano. Pare che infatti il papa abbia piani ben precisi su come risolvere i problemi del mondo, e ha stilato una lista di obbiettivi che si prefissa di raggiungere al più presto. Ecco la lista in esclusiva.
- Dopo aver cancellato l’Olocausto, far sparire ogni traccia evolutiva della visione del razzismo da parte delle leggi e i diritti.
- Quali gay? I gay non esistono.
- Far approvare la legge che vieterà a ogni umano di sesso maschile di masturbarsi. Infatti oltre a essere vietato dalle leggi di dio, l’atto comporta anche l’omicidio di futuri esemplari di razza pura che saranno (una volta diventati meno spermatozoi) membri (non in senso di pene) della chiesa.
- Creare un gruppo in Facebook che parli di gesù. Molti giovani emo non sanno chi sia.
- Avviare la produzione del programma televisivo “Grande Padre”, in cui ci sarà solo un enorme confessionale in cui tutti i peccatori chiederanno il perdono a dio, con concorrenti che sono solo coppie sposate. Niente single, né coppie. Le coppie andranno all’inferno.
- Ogni opera audiovisiva, ogni articolo di giornale, cartaceo e non, ogni post di un blog, ogni notizia dei telegiornali, ogni prodotto di intrattenimento, dovrà essere visionato dal visto censura del vaticano, che saranno lieti di curare il benessere spirituale e fisico collettivo.
- Per il 2010 avviare l’organizzazione de I mondiali di calcio tra le religioni mondiali. Il premio sarà il santo graal (che Indiana Jones assicura di averlo trovato per quella data), e se vincesse una religione che non reputa il santo graal santo, verrà annullata la vittoria per fallo di mano. Se, però, il fallo di mano lo fanno alcuni preti (magari sui loro parrochiani), negare fino alla morte, o peggio, fino alla scomunica.
- Aggiornare i dieci comandamenti cattolici, dicendo che l’ha chiesto dio in persona, con leggi che vietano di scoreggiare in chiesa, e di usare le K negli sms. Se non sono disponibili tavole sacre su cui scrivere le leggi, rubare (usare il termine “riprendere dopo il prestito”) tavole da pranzo agli ebrei.