Archivio maggio, 2009

A chi amo 0 commenti

Ti guardo,
e vivo del tuo dolce respiro
Che chiama il mio amore a viverti e assaporarti,
come si assapora la pioggia sulle guance
mentre guardi il cielo piangere per te.
Ti guardo e mi perdo nei tuoi occhi,
dolci labirinti fatti con pareti di raggi di sole.
Ti guardo e mi brucio il cuore,
per quanto il tuo muoverti è leggero
come il saltar nel cielo di una bimba su un’altalena.
Ti guardo e sento il tuo silenzio,
che sorridente mi dice m’ama,
come s’amano il fiore, e i suoi petali.
Ti guardo, e mi annoio del mondo che è fuori dai tuoi fianchi.
Quel mondo violento e chiuso,
che noi non ne accettiamo l’esistenza.
Ti guardo ed è una mattinata stellata.
Ti guardo e sei come l’arcobaleno,
decine di bei colori perfetti,
uniti e senza la presunzione di sceglierne solo uno.
Ti guardo e sei la natura,
e come una madre coccola gli alberi,
lasciando che prendano vita dal tuo seno.
Sei una collina ricoperta di sogni,
un’astronave con ali d’angelo,
un tronco d’albero fatto di cioccolata.
E nevica panna quando ti guardo.
Sei l’ultima lacrima pianta, bellissima.
Sei il senso di calore che provoca l’abbraccio del sole.
Ti guardo e vedo la bellezza lasciare che mi vanti al mondo d’averti.
Guardo le tue labbra parlare e baciarmi,
baciarmi e parlare,
e attendo al loro cospetto l’essere fortunato
e aver anche oggi come regalo un tuo sorriso.
Ti guardo e sogno le ombre,
forme perfette che riescono con classe a essere il mondo.
Ti guardo e sei il mio freddo che copre la schiena se mi sfiori la pancia,
sei il mio dolore che affonda le dita in essa,
e le tue braccia,
sottili rami che l’avvolgono come si avvolge un nido.
Ti guardo e sei il potere delle mie decisioni,
la forza che mi alza quando fallisco
e il talento che non mi fa fallire.
Ti guardo e sei la perfezione che esiste,
e l’utopia che tutti sognano, ma che io ho.
Ti guardo e sei l’unica cosa che voglio guardare,
l’unico pensiero che voglio pensare,
l’unico scopo delle mie mani,
l’obiettivo dei miei baci.

AH! come no 0 commenti

L’aria è arancione e fa tipo caldissimo. Che poi, guardo il mio sfondo, e mi viene caldo per altri motivi (e non solo, visto che la vista dei collant è quasi claustrofobica). E decisamente mi mancava dormire con il balcone aperto, anche se tipo ora alle sei del mattino tutti gli uccelli del mondo cantano e io, ovviamente, li sento come se dormissero con me. Però almeno sto fresco fresco (fino alla prossima visione dello sfondo, che penso non cambierò mai).
Eh? Oltre alla paura di dormire in mutande con tanti uccelli nel letto, e la mancanza di qualcosa di puzzoloso e macchioloso, le mie giornate sono piene di scrittura, piedi scalzi e attesa. E dire che davvero ci sono molte persone che aspirano e sognano la vita che ora sto facendo: il mantenuto. Che, ragazzi… sì be’, lasciate perdere. Sognare di fare il mantenuto da grande è divertente come credere che a Berlusconi cresca un cuore con la stessa facilità con cui gli sono cresciuti i capelli. E mentre cago il romanzo italiano (tipo stampante, in fogli A4) nella mia mente c’è un ricordo di pioggia, calzini e Wikipedia. Che poi, il tutto è davvero divertente e un giorno ve lo racconterò. Il tutto inizia con un ritardo, ma per fortuna, con un altro ritardo non è finito.

Detto questo, mi servono lettori. Perciò, o girate voce di questo magnifico (??) blog, oppure mi trovo costretto a comprarvi di Apicelli, e poi farvi ascoltare (in loop) la canzone scritta dal Berlusca in cui dice che è davvero un angelo di nano.