quel post capellone e perverso della domenica 8 commenti
Cercando di non notare la mia spaventosa quanto meravigliosa somiglianza con la regina leggenda Freddy Mercury, ci ascoltiamo Bob Marley che canta che io, donna e somigliante regina, non devo piangere. Ma io gli dico che non piango, e che può rilassarsi, ma dallo stecchino bianco e fumante che noto tra le sue dita, direi che è già abbastanza rilassato. Tra parentesi, io vidi da vicino il figlio del Bob (che merita uno spazio adibito a poster in camera mia, per la sua dote di fottersene di tutto), il Ziggy, che, come il figlio di Lennon che indossa gli occhiali a luna, imitava il padre nel modo di camminare con il piede sinistro strisciante, il che mi fece avere un rifiuto repentino e vomitevole verso i soldi e i cognomi d’arte che non hanno più arte.
Riparlando della mia somiglianza, solo fisica, con il Fred, vi linko una foto, con tanto di coscetta di pollo, che può farvi immaginare lontanamente il mio look di codesto periodo. Io, però, non ho i baffetti, e per un pelo neanche ho i calzoncini rosa (l’ultimo modello disponibile non era della mia taglia). La colpa, o il merito questa volta, della mia somiglianza con una celebrityà è del mio barbiere. Non so se dire colpa o merito perché la volta scorsa la mia immagine era simile al meno stimato George Micheal. Certo, è inquietante che ogni volta somigli a un cantate gay, ma tranquilli che se vedessi il mio acconciatore prendere mano a una scodella, mi alzerò d’istinto e urlerò “Mi dispiace ma i capelli alla Elton John li fai al prossimo cliente”.