Archivio settembre, 2009

humor sapiens #1 4 commenti

Da quando ho un blog ho sempre cercato di far sorridere i miei lettori. In giro per la rete ci sono giù abbastanza blog tristi e triti perché anche io mi metta a scrivere articoli tristi. Per fortuna far sorridere è una cosa che mi riesce anche non volendo (il che preoccupa anche). Tuttavia a volte è davvero difficile scrivere qualcosa di divertente. Vuoi perché sei confuso e non riesci a mettere due parole di fila, vuoi perché sei in quel minuto della giornata in cui vedi solo le cose negative del mondo. Per questi momenti, inauguro questa nuova catena di post che userò per pararmi il culo, in cui posterò video divertenti, di quelli che mi hanno fatto sbellicare. Perciò: buona visione, e buon divertimento!

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la teoria sulle donnine nude 16 commenti

Ho pensato (e come ormai ben saprete è un hobby che non dovrei praticare) al ‘pallino’, anzi senza virgolette, dell’uomo medio verso la donna nuda. Insomma, cosa c’è dietro? Oltre al culo, ho ragionato un pochetto e ho creato una mia teoria sulla questione. E’ vero che dell’uomo medio ho poco (sono alto due metri e novanta), ma ho cercato di immergermi nel loro cervelletto e, facendomi spazio tra calcio, auto e film d’azione, ho trovato finalmente il reparto ‘donne nude’. Dico prima che se apprezzassero, delle cosiddette donnine nude, le parti migliori, io questo post non l’avrei scritto (e forse sarei anche io un uomo medio); infatti sono degli appassionati delle parti cosiddette ‘banali’: le tette e la patata (il culo si apprezza quasi solo in jeans o perizoma). Allora io mi sono chiesto: ma perché piace tanto la donna nuda? Solo che, ecco, me lo sono chiesto ad alta voce e la donnina nuda presente nel cervello dell’uomo medio in cui ero ha sentito, e mi ha risposto. In pratica, mi ha detto, che la colpa non è nostra, cioè loro -uomini medi-, ma vostra, cioè non voi lettori, ma voi donnine.

Ho ragionato dopo questa sconvolgente rivelazione, e in fondo ho deciso che sì, la donnina nuda nel cervelletto dell’uomo medio ha regione. Le donne non vanno a trovare le foto di uomini con il birillo di fuori: perché? Ma perché fondamentalmente non esistono uomini dotati addirittura di un birillo, e anche perché l’uomo nudo fa schifo. Lasciando stare i finti miti perfezionati con photoshop dei calendari, i vari Raul Bova e Piero Fassino, dobbiamo dire che il corpo maschile è brutto da vedere. Insomma, ci sono donnine che vedono donnine nude e le apprezzano, ma non ci sono uomini che vedono uomini, anche non nudi, e dicono ‘Ua, che bello’. A parte l’omofobia di cui il mio sesso è fieramente pieno, e i vari pregiudizi sessisti esistenti, posso affermare con certezza che quindi il sesso maschile è il vero sesso che vede la bellezza umana. Ma voi donnine mi urlerete “Ma scusa, le vediamo anche noi le donnine belle!” e io vi dirò “Sì, ma non vi vedrete mai belle come solo i nostri occhi possono vedervi”.

comunicazione di servizio per i gentili lettori: donne, uomini ed eventuali bambini 4 commenti

No, non vi voglio comunicare che il papa ha deciso di scomunicarvi tutti. No, neanche vi regalo un biliardo, né di dollari né da gioco, per la vostra masochistica pazienza nel seguirmi. Ma bensì, vi comunico la mia nuova “pazzia”. Negli anni ho avuto diversi blog. Sono stato un po’ la prostituta dei servizi di blogging: da splinger, a blogspot e wordpress, dove i miei blog sono ancora aperti (ma senza aggiornamenti, ovviamente). Negli anni ho sperimentato molto grazie a questo modo di comunicare. Scrivo molto, dal moleskine alle mail, alle chat in skype. Ognuno di queste scritture ha un lettore: nessuno per il moleskine (o “la” moleskine?), i miei amici per email, i miei amici per skype. E qui, nel blog, io scrivo per voi. E’ inutile che c’è un giro di parole. Ci sono blogger che dicono “Io scrivo per me”, il che è anche vero, scrivi per te nel senso che non sei soggetto ad argomenti o censure, ma qualora apri un blog ti aspetti lettori, commentatori, discussioni e quant’altro. E io, bene o male, nella salute e nella malattia, nella gioia e nel dolore, ho sempre dato spazio ai lettori. Chiamandoli, a volte, “gregge” nei miei precedenti blog, o anche c’era la pagina “fanz” in un altro, dove creai un elenco di nomi con le persone che mi seguivano. Be’, dopo un anno e mezzo -più o meno- di vita, è ora che faccia qualche sperimento anche in questo blog. E cosa ha pensato la mia pericolosa mente? Niente di originale, o forse sì.

Avete mai scritto un racconto? La maggior parte di voi no, quindi vi chiedo di scriverne uno per il mio blog. Mi spiego meglio: senza un argomento imposto, senza limite di lunghezza o di parole, senza censure né altro, vi chiedo di scrivere un racconto, mandarmelo per email, e io lo pubblicherò sul blog. Ma, perché farlo? Come di solito mi chiedo io: perché no? E poi non ve la tirate; scrivete un racconto, mandatemelo per email all’indirizzo robdragone chiocciola gmail punto com, con eventuali premesse o qualsiasi cosa vorreste che io pubblicassi, con nome o nick, ed eventuale link. Tiè, vi faccio anche pubblicità.

Se avete domande, chiedete pure nei commenti.

storia da un altro secolo 6 commenti

Prima di lasciarvi leggere questo mio nuovo racconto, mi sento quasi l’obbligo di avvisarvi che è un brano che, se sapessi, prima della lettura, di cosa tratta, non so se lo leggerei. Non ho mai scritto nulla di violento, in vita mia, ma mi è venuta questa idea così ho provato a scriverci qualcosa, ed è uscito fuori un racconto freddo e cinico che, a discapito della sua riuscita, ha comunque elementi che possono turbare chi lo legge. Non che sia niente di esagerato, per carità, ma ho capito che faccio provare tristezza anche non volendo, quindi meglio avvisarvi prima, ecco.

Ti scrivo per chiederti un favore, ma prima ti voglio raccontare una cosa stranissima che mi è successa quando la settimana scorsa sono uscito. Sì, proprio uscito fuori, per strada. Fuori c’era il sole, lo vedevo da camera mia che prepotentemente cercava di passare attraverso le tende chiuse. Ho letto da qualche parte che il sole fa male, che al suo contatto l’uomo si brucia all’istante. Neanche fossi carbone, o un nero di merda. Insomma mia moglie mi aveva dato appuntamento, e io dovevo comunque uscire. Credere a stupide leggende che dicono che il sole bruci le persone non aveva senso. O l’ho visto in qualche video-documentario? Bo’.

Mentre scendevo le scale, quella troia della mia vicina usciva da casa sua. Quella vecchia handicappata che zoppetta quando cammina quasi mi sfiorava mentre passavo accanto a lei. Poi si è messa a salire verso il tetto lentamente. Metteva un piede su uno scalino, poi l’altro accanto, poi ricominciava di nuovo. Perché esce tutti i giorni? La sento che apre la porta, e la sento anche quando ci mette anni solo a salire e scendere le scale. Va sopra al tetto e prende i treni che si spostano per il paese. Che poi, continua a mugolare, tra sé e sé, che ai suoi tempi era diverso, o si lamenta del fatto che non ci fossero barriere architettoniche. Spero non si rivolgesse a me. Riesco a capire che ai suoi tempi le persone comunicavano da vicino, e la vita era divera, ma sa benissimo che ora è vietato. Se ci riprova, io la denuncio al partito. Che cazzo, certa gente dovrebbero accopparla quando sono ancora in fasce.

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