Archivio novembre, 2009

risultati di ricerca #3 3 commenti

Il mondo va sempre più a puttane, e questa “aria” di trans del momento è solo una moda passeggera, come gli emo e l’AIDS. L’altro giorno leggevo Josè Saramago, scrittore portoghese vincitore del premio Nobel alla letteratura, che “bacchettava” noi italiani, citando il nostro amato premier e la nostra indifferenza nei suoi confronti che si trasforma in articoli d’odio, campagne anti-berlusconiane, e organizzazione di eventi pseudo-utili per “richiedere” le sue dimissioni. Be’, in fondo, è un nostro dipendente, no?, e io direi che potremmo anche non “richiederle” le dimissioni, ma pretenderle. Comunque, non usciamo fuori argomento che poi mi arrestano per incitazione alla revoluciòn. Saramago alla fine del suo discorsetto rivolto alla società moderna, con appunto una piccola parentesi sul nostro porno-duce, con voce lenta e regolare ci dice: “E’ il vostro Paese, non il mio“. E sembra, dalla costante presenza di articoli-attacchi contro il governo, che appunto noi a questo Paese gli vogliamo bene. Sembra, dall’aumento di persone informate sui fatti e misfatti del così detto premier, che finalmente siamo vicini alla svolta (che può essere anche solo la diminuzione a quattro anni ogni mandato, con massimo due mandati a persona – sembra la distribuzione del pane dell’ONU). Sì, noi siamo stanchi di questa società italiana che sembra un po’ auto-distruggersi. Noi, che sfruttiamo internet per informarci, e informare, siamo stanchi che il nano Brunetta si rimangi le promesse sulla banda larga. NOI, siamo STANCHI di avere la nomina di conservanti che credono a Babbo Natale, di avere una tv che sembra una raccolta differenziata, di avere al governo i sette nani, che oltre a scoprarsi Biancaneve, se la sniffano anche! Noi! …vabbè mi sono stancato. Appunto, io sono stanchi.

Nelle ricerche effettuate dai miei “visitatori-flash” questa volta c’è davvero di tutto. Intravedo, persino qualche verso poetico, o qualche frase d’amore (maddove?). Come sempre: qual’è la vostra preferita?

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quando mi parli te 0 commenti

Il sole usciva ora da dietro i palazzi, nonostante la mattina fosse iniziata da diverse ore. Le strade erano deserte, tutti erano negli uffici o nelle scuole. Il bar era ancora vuoto. Il barista, un uomo alto, dai capelli lunghi legati in una coda e i lineamenti del viso appuntiti, puliva il bancone nel silenzio, intervallato solo da qualche macchina che passava ogni tanto.
- Non ho mai pensato che tu fossi pazza, anzi. Come puoi pensarlo? Devi chiederti, invece, se ciò che dici è vero, e cioè secondo te sul serio mi dai tutte le attenzioni che servono a un marito?
La radio parlava a bassa voce, che non si capiva cosa stesse dicendo. Dalla porta sulla strada entrò una ragazza, giovane dall’aria disordinata. Il barista, allora, prese un cornetto e glielo porse, quindi iniziò a fare il caffè.
- Insomma, chi ti credi di essere? – chiese la donna. – Io non sono la cretina di nessuno, tanto meno la tua.
Il barista alzò lo sguardo, vide la ragazza e disse: – Tu sei sempre alla tv a guardare telenovela. Io che non le seguo, so che è alquanto bizzarro che il personaggio di quell’attore alto e biondo è sopravvissuto a troppi incidenti automobilistici.
- Io non ti avevo mai detto che potevi uscire con un’altra ragazza. Secondo te mi facevo scopare sul tavolo da te se fossi stata libera di farmi scopare da chiunque?
Il caffè era pronto, e il barista lo mise sul bancone. Fumava di calore, e la donna agitò la bustina dello zucchero e l’aprì, poi disse: – E poi non lo trovi abbastanza un cliché andarsi a scopare la mia amica? Sono duemila anni che non ve lo perdoniamo, perché avrei dovuto cambiare idea? Non ne ho neanche l’autorità, credo.
Il barista si rivolse alla ragazza: – Io voglio solo un po’ d’attenzioni da te, tutto qui. Fai venire le amiche per il tè, parlate per ore, poi se ne vanno e cala il silenzio in casa. Siamo stati altro.
- Forse ti amo tanto da perdonarti, – disse la ragazza, e bevve un sorso del caffè. – E in fondo sono felice che tu abbia inculato proprio la Gigia, se lo meritava.
La porta del bar si aprì di nuovo, ed entrò una donna di mezza età. Indossava una pelliccia vistosa, i capelli sembravano una scultura dell’ottocento. – Come ti permetti di chiedermi una cosa del genere.
Il barista subito scattò. Iniziò a preparare un nuovo caffè, e prese un altro cornetto e lo mise sul bancone, poi disse: – Dopo un po’ di anni le coppie si chiudono in po’, è normale. Ma noi non siamo mai stati normali, e pensavo non saremmo diventati banali.
La ragazza, dopo un altro sorso di caffè, guardò entrambi poi disse: – Avrei preferito non innamorarmi di te. L’amore sono richieste che rovinano ogni cosa. Ma io t’amo, ed è una parola troppo grande per ingoiarla.
La signora, agitò la bustina di zucchero, mentre il barista gli porgeva il caffè. – Ormai abbiamo un’età. Abbiamo i figli grandi. Tu ha il tuo golf, io il mio bridge. Abbiamo le nostre vite, mi sembra stupido provare a fare di nuovo la coppietta. Ormai il nostro dovere a Dio l’abbiamo fatto.
- Prova almeno a parlarmi, – disse il barista.
La donna lo guardò, e disse: – Mi chiedi troppo. Io non ho più attrazione verso di te.
Allora il barista deluso replicò: – Il mondo è tornato a essere cupo.
- Vorrei che tu fossi qui con me. Perché non sei qui con me? – chiese la ragazza.
A quel punto nel bar entrò un uomo di colore, con un enorme borsone sulla spalla, e pacchi di fazzoletti in mano. Tutti lo guardarono, lui aprì bocca e chiese: – Vi serve qualcosa?

è il nostro turno 3 commenti

Insomma gente, c’è da organizzarsi. Qui le generazioni muoiono, e quelle nuove nascono come funghi (eppure nell’era di facebook e delle preghiere per il 2012 la gente dovrebbe fornicare di meno!). Quindi c’è da gestire le mansioni, poiché è il nostro turno di gestire il mondo. Ovviamente ognuno decide quel che vuole fare, ma tenete presente che ci sono da coprire anche campi scomodi, e qualcuno dovrà pur sporcarsi le mani. Oppure, come ho pensato io, possiamo fare a turni – tipo gioco della bottiglia, in cui a turno, ma tutti, diamo il bacio alla bella della festa. Possiamo, a esempio, dire che io i giorni pari faccio il presidente degli U.S.A., e quelli dispari lo spazzino per il centro di Roma. Sarà dura fare il pendolare, ma come ho detto c’è da sporcarsi le mani!

Un po’ come il progetto Mayhem in Fight Club, bisogna che abbiate delle camice vostre. Sette, e dovreste sudarle tutte. Poi è bene che sappiate fare qualcosa – anche i talenti inutili possono fare la differenza – ma soprattutto che abbiate in mente in che modo vorrete contribuire alla continuazione della vita del globo. Dico da subito, però, che mi sono permesso di fare delle regole tutte mie; in questo nuovo mondo non vogliamo né criminali, né religioni. Piuttosto, con il ferro delle armi, avevo pensato di costruire una torre Eiffel in ogni città, visto che piace tanto e a quanto pare aiuti a limonare. Poi vediamo, ci sono da gestire i ruoli politi; poiché gli hobbit hanno l’attuale turno con la generazione corrente, vorrà dire che noi, quando ci passeranno il turno generazionale, metteremo tipi tutt’altro che bassi dietro le scrivanie (ora stanno sotto e le usano come fortini mentre giocano alla guerra di palline di carta).

Cos’altro aggiungere? Pensate che c’è da coprire ogni ruolo di ogni lavoro nell’intero mondo, quindi c’è da pensarci su un bel po’. L’ultima volta appunto tardarono, e al cambio generazionale tutto andò a puttane – nel senso che proprio le prostitute assunsero ogni carica istituzionale, finché non ci fu la guerra fredda che fu vinta dagli hobbit, poiché stufavano, e così le lucciole andarono nei boschi a luccicare. Ma ciancio alle bande, ditemi i vostri talenti inutili e come vorreste contribuire alla continuazione del globo.

la rotonda del trash Un commento

Stamattina per strada sembrava la fiera del trash, che, dopo la fiera del tortellino, è la peggior fiera dell’intero universo conosciuto. Abito non distante dal buco del culo del mondo, dove già il nulla è un lusso. La periferia molto volte è così, no?, e sono sicuro che molti di voi mi capiranno. Noi, però, siamo stati fortunati, perché il comune ci ha detto “Vi costruiremo qualche bel qualcosa! E li prenderemo dalla cassa comune!” (io l’ho vista la cassa comune, e sopra c’era scritto ‘Fondi Statali’). Comunque la camorra mantiene sempre le promesse, e così ci hanno costruito… una rotonda! Wow! Così noi giovani il sabato sera possiamo andare in giro. La cosa più bella di questa rotonda è però la bellissima panchina che hanno piazzato al centro. La rotonda, che dai tre lati permette di andare in centro, o in uno stradone pieno di isolati, o verso un’altra cittadina, è più vicina al buco del culo rispetto a casa mia. E’ una bellissima rotonda, con al centro un marciapiedi rotondo con le ultime mattonelle che impone la moda di Camelot (sopra ci sono le foto dell’intero cast di New Moon), e questa panchina messa sul lato più inutile. La cosa bizzarra è che la gente su quella panchina si va a sedere sul serio. Forse sono comparse pagate dal comune, non so. Stanno lì a guardare le macchine che passano, a sentir suonare Le quatro stagioni con i clacson, e soprattutto a vedere il buco dell’ozono ingrandirsi, sopra quello del culo su cui si son seduti!

Sono venuti quelli dell’FBI, anzi agenti speciali che si occupano dei profili criminali – in gergo dei profiler – per studiare questa nuova razza che passa il tempo su una panchina al centro di una rotonda. Hanno capito esser una razza mansueta, nulla facenti che passano il tempo a lanciare pop-corn alle biciclette, e discutere su teorie meta-fisiche su come il marito, anni fa, aveva metà-del-fisico di ora. Lardoso! Con i miei occhi, tra l’altro, ho visto l’esemplare donna, stamattina, prendere un tubetto bianco da una busta della spesa che aveva in mano, poi aprirlo e… mettersi il deodorante sotto le ascelle. Dopo questa visione, per riacquistare un po’ d’amore verso il mondo femminile, mi son visto qualche video di Platinette su youtube, e abbracciato sconosciute per strada ringraziandole, mentre loro mi guardavano come fossi un cretino che si mette il deodorante per strada. Touchè.

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