Oggi ho ascoltato un po’ di musica. Ma non dico scrivere, leggere, tagliarmi le unghie dei piedi, mentre in sottofondo c’è una playlist casuale che, casualmente, ti fa capitare sempre quei due pezzi che tu, quando sei al pc, li cambi d’istinto alla primissima nota. No, io parlo di ascoltare musica, e fare solo quello. Tornato a casa, oggi pomeriggio, ero stanco; mi sono steso sul letto, gli stivali sul piumone. Mi sono spogliato, e i calzini erano tutti appiccicati ai piedi per il sudore – tranquilli, non puzzano (..). Così mi son tolto anche i calzini. E poi? C’era silenzio, troppo, e volevo rilassarmi un po’. Non so perché ma ho preso dal cassetto delle vecchie cuffione che non usavo da anni, e le ho collegate all’iphone, quindi ho messo su una canzone. Dalla playlist “preferite” ho scelto Agaetis Byrjun, dei Sigur Ròs, che la traccia del pianoforte mi rilassa molto. E poi quella soave voce. Oh! Ovviamente l’ho cantata. Nonostante sia una canzone islandese, infatti, io la so t-u-t-t-a. Una volta finita, è iniziata I miss you dei Blink 182, che non ho cambiato. Ero nella playslist “preferite”, e sapevo che sarebbero capitate solo bei pezzi, cazzo! Mi son messo a suonare la mia batteria immaginaria, e a cantare. Bellissime le parole, sì, ma non farebbero quell’effetto magnifico che fanno se non ci fosse quel giro di chitarra e tutto quel tu-tu-tu nella base. Wow, gente! Don’t waste your time on me you’re already, the voice inside my head, tu-tu-tu. Dopo è capitata Penelope dei Linea 77, e la folla era in delirio: sono salito infatti sul mio palco di materasso, e aprendo le braccia, ho cantato forte: “E’, già seeeera!” E il pubblico urlava!! “Ehhh, vai Rob!“, “AHHHH!!”, “Nudo, nudo, nudo!”. Io che suonavo la chitarra elettrica, peooo, e poi a urlare: “VAIII GIU’!!! POI SU!!!” Poi di nuovo calma, apro le braccia, e a urlare: “E’ già seraaaa!“. Dopo il pubblico voleva un lento, e itunes gliel’ha concesso: Warning Sign, dei Coldplay. Mi sono seduto, ho salutato uno nel pubblico per farmi figo; una ragazza aveva le tette fuori, per me. Ho accavallato le gambe, e mi sono messo a cantare. Come con le altre canzoni, non sentivo la mia voce, e se davo fastidio a qualche vicino era un problema suo (tiè). Ho capito che a volte il volume della musica non è mai abbastanza alto, è che le canzoni in cuffia sono tutt’altra cosa. Tuttavia, quando ho tolto le cuffie c’era un silenzio inanimato. E mi sono chiesto dove fossero finiti tutti.