Archivio gennaio, 2010

ancora, e ancora Un commento

Beati i pazzi perché che non capiscono un cazzo. Percepisco, e mi rassegno, che c’è qualcosa di tremendamente sbagliato. Un mondo che si sgretola a suon di bombe, ma anche bugie, cattiveria, avidità, apatia. Apro facebook e trovo quelli che si credono i nuovi Che Guevara, rivoluzionari che combattono per la giusta causa, a suon di click e link. “Condividete, mostrate umanità”. E io rido, rido. E mi chiedo se pensano davvero di fare una buona azione con quella condivisione, oppure se credono di iniziare a cambiare il mondo da lì. Siamo nella merda perché chi odia il mondo è troppo giovane per capire anche minimamente di cosa cazzo stia parlando, e chi invece ama il mondo è l’intelligente perché ha deciso di non sapere, per godersi tutto meglio. Chi sbaglia? E io che ne so, solo sento puzza di qualcosa fatto male.

Ballavo un valzer con l’aria, mentre nell’aria c’era Baciami ancora, il nuovo singolo di Jovanotti, che non riesco a smettere di ascoltare. Mi hanno preso per deficiente, “Ma come, balli da solo?”. Io stavo bene, quella canzone mi mette allegria perché mi sembra un valzer. Io ho detto che, a questo punto non vale più restare seri, fare i civili, gli educati. Che i pazzi sono felici, perché forse hanno visto il mondo e non gli è piaciuto, ma poiché la vita è una loro hanno deciso di godersela nel loro mondo immaginario. Che c’è di male? Piuttosto… Perché fare una vita ordinaria? Fare sempre il serio? Non dire le parolacce? E per cosa? Prendi un’idea, ho detto, e sposatela. Vivi con quella idea per tutta la tua vita. Se l’idea ti fa ballare con l’aria un valzer mentre ascolti la solita canzone per decine di volte forse sei fortunato, perché alla fine c’è chi ha sposato idee che gli fanno avere l’aria triste. Fatto sta, gli ho detto, che il deficiente era lui, che perdeva tempo a non fare il pazzo.

Il mondo è quel che è. A te resta scegliere, se stare fermo e fartici schiacciare, oppure danzare ancora, e ancora.

sotto le coperte 2 commenti

A volte tutto è troppo, a volte tutto è troppo poco. Quando capita che si aggiunge qualcosa alla nostra vita, e il nostro cervello è già al completo, le nostre forze già tutte prenotate, noi non possiamo fare altro che cercare di sistemare il nuovo arrivo in un punto lontano da noi, sperando che non lo toccheremo mai. Ma certe volte come fai? Arrivano tante di quelle cose, anche solo in una frazione di secondo, che te non puoi fare altro che metterle nel cassetto, e spostare i sogni altrove, perché per ora ci sono troppi casini arrivati senza preavviso. Per fortuna non siamo geni, per fortuna non siamo sassi, e siamo imperfetti, e siamo limitati, e per fortuna lo sappiamo. Quindi, quando arriva troppo dal mondo, non dobbiamo prendercela con noi se non sappiamo gestirci, perché lo sapevamo che non sappiamo volare.

Io chiudo la porta della camera, e chiudo la finestra. Non entrano suoni, non c’è la luce. Cammino sulla punta dei piedi per non svegliar il silenzio che dorme. Poi mi stendo sul letto e mi metto sotto le coperte. Mi copro tutto, fin sopra la testa, e sento il calore che mi brucia le guance, mentre mi rannicchio e metto le mani tra le cosce. In quegli attimi chiedo a tutti di lasciarmi in pace senza dire una sola parola. Ogni tanto mi ci vuole, essere lasciato in pace, per lavorare di fantasia, per mettermi a pensare, a sorridere. Lì, sotto le coperte, posso dosare la vita a mio piacimento, e l’unica cosa che non posso fare, è scorreggiare.

esserini con la coda in corsa verso la vittoria Un commento

Tanti piccoli esserini, con una testa rotonda e una coda, si muovono veloci verso una meta comune. Sono miliardi. Ondeggiano quelle code che hanno, si spintonano l’uno contro l’altro, e distraggono i loro concorrenti con dei banali “Guarda là!“. Uno di loro esce fuori strada, poi si capovolta e scoppia come nei film d’azione. C’è anche l’esserino che è un capo mafia, circondato da altri esserini che lo proteggono con le loro code, e lo spingono sperando che arrivi primo. Sì perché, solo il primo vince, ed entra in quello che loro chiamano “nucleo”, ma in realtà è altro; è più una suite in cui l’esserino è nato per desiderare di starci, senza sapere cosa sia. La felicità e la tristezza come sempre si prendono a codate, per mettere fuori uso l’altro e nello stesso momento arrivare prima al nucleo. Ma come spesso accade, negli ultimi metri ci sono tanti colpi di scena, e capita che al nucleo, o cervello, arrivino gli esserini, o stati d’animo, pensieri, sensazioni, che non conosciamo ancora, o che ci stanno particolarmente scomodi. Stamattina il cervello è stato fecondato dall’apatia, e mi sento un po’ patetico, ma ricordo di quel giorno che arrivasti prima tu nei miei pensieri; anzi, era una corsa che sapevano tutti di perdere, in quei giorni quando c’eri. E sorrido, perché con la coda eri proprio divertente.

racconti dai lettori: il bene e il male Un commento

Potessi, aprirei questo post con l’intro della 20th Century Fox, perché è proprio ganzo e figo. Apri il post e partono le trombe, i violoncelli, e tutto il resto. Perché questo è un ritorno della rubrica dei racconti dei lettori, una festa. In realtà noi giovani troppo belli, approfittiamo di ogni cazzata per far festa. Siamo dei fannulloni, dicono. Quindi, non so, oggi c’è il sole? Festeggiamo! Oppure, stanotte non ho dimenticato come si cammina? Festeggiamo! Con l’intro ganzo della 20th Century Fox.

Anche questa volta ho un racconto bellissimo da farvi leggere. In fondo v’ho mai deluso nei miei post? E’ una domanda retorica, non rispondete. Il racconto si intitola Il bene e il male, ed è scritto da Fedaccia, qui il suo tumblr, che una ragazza che non conosco molto, ma da quelle poche email che ci siamo scambiati, e dopo la lettura del racconto, mi permetto di dire che è una ragazza piena di energie e tanto simpatica, con del talento nella scrittura che mi ha colpito molto. Sembra un po’ una cosa falsa, poiché pubblico il suo racconto e quindi sarei quasi obbligato a parlarne bene, ma non è così. E se lo pensate siete delle merde. Sono stato fortunato perché tutti i racconti che mi sono arrivati sono belli, scritti da persone altrettanto simpatiche e interessanti. E io li pubblico più che volentieri, vantandomi di essere stato scelto da menti così stimolanti. Poi, questo racconto qui, sarebbe proprio bello se si riuscisse a trasformare in un piccolo cortometraggio, che ispira davvero tanto.

Prima di farvi leggere il racconto, vi rinnovo l’invito a inviarmi i vostri racconti per email; argomento, lunghezza e tutto il resto, sono completamente liberi. Figuratevi se censuro. E ora, Il bene e il male!

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