la primavera, la barba, e il fotografo che non sorride 0 commenti
E’ primavera e qui alla penisola del sole che non c’è ci sono speranze che devono essere alimentate. C’è bisogno di una siringa di positivismo iniettata direttamente nelle vene. Non parlo di droga, no, ma proprio positivismo sotto forma di… cioè… va be’ era una metafora e me l’avete rovinata. Stamattina quando mi sono alzato ho illuminato la notte. Io mi alzavo dal letto, e fuori nel cielo veniva la luce, poi mi stendevo e fuori di nuovo la notte. Mentre mi stiracchiavo durante i miei esercizi fisici – che faccio una volta ogni due settimane per non diventare troppo muscoloso – mi ricordavo della promessa che mi sono fatto ieri sera. E’ brutto farsi le promesse da solo, perché poi non si mantengono mai e dopo ti senti una merda che non rispetta neanche sé stesso. La mia promessa consisteva nel farmi la barba. Sì, la barba. Poiché non mi rasavo da almeno un anno, e visto che ho da scattarmi delle foto-tessera da settimane, avevo deciso di fare tutto stamattina e smettere di rimandare. E’ che rasarsi la barba non fa per me, quindi lascio perdere. Quando diventa troppo lunga, l’accorcio con la macchinetta per tagliare i capelli. Così ho sempre una sorta di barbetta, che sembra che non mi rasi da due tre giorni, che mi fa sembrare un figo della madonna.
Spero che abbiate capito la metafora del sole, che mi alzavo e veniva giorno, perché è proprio bella.
Ero in vena di accontentare le mie promesse, e così ho deciso di radermi. Prima ho scelto la musica, qualche canzone movimentata, anche se poi c’era il rischio che, ballando, avrei potuto tranciarmi la carotide e morire dissanguato. Ognuno si fa la barba a suo modo, e anche io ho una sorta di cerimonia, che talvolta sembra un funerale, perché a morire sarà il Rob superfigo. Acqua calda in una piccola bacinella, metto a mollo il rasoio per ammorbidire le lame, poi tampono con le mani bagnate il viso, per avvisare i peli della barba che tra poco moriranno (risata malefica). E’ ora di mettersi la schiuma, che non è una schiuma ma un gel, che mi comprai mesi fa e che non ho mai usato. E’ un gel per pelli delicate (…). Sì, non bastava il fatto che sono poco virile e rude, quindi era giusto avere anche la ‘pelle dedicata’. In pratica quando mi rado è facile che la pelle si irriti. Il mio barbiere dice che forse dipende dal fatto che mi rado una volta l’anno, ma non ne sono sicuro. Leggendo le istruzioni d’uso della schiuma mi sono sentito un uomo-non-rude senza fantasia; infatti, consigliavano di non mangiarla, di non sparare il tubetto (??), oppure di non fumare la schiuma. E io che pensavo solo di stenderla sul viso!
La schiuma è proprio funzionale (sembro un ispettore durante un’ispezione se parlo così). Non mi sono tagliato, e ho la pelle liscia liscia. Con gli occhiali sembro quasi intelligente. Dopo aver fatto accarezzare la guancia liscia dalle innumerevoli donne che occupano la mia stanza in attesa del momento in cui esco dalla doccia e mi vesto in camera, sono uscito, vero l’infinito e oltre, diretto dal fotografo dietro l’angolo. Il fotografo dietro l’angolo è un cretino. Sta alla fotografia come Platinette sta a miss Italia, o come Ben Affleck sta alla recitazione. Non usa Photoshop nel migliore dei modi: la cornice ovale bianca, saturazione a go go, i pennelli di fiori e piante varie che escono dalle orecchie degli ignari sposi. E per di più ha la sfiga di fotografare solo ragazze un po’ bruttine. Entro nel negozio, e lo trovo dietro il bancone che sfoglia facebook. Gli dico che devo fare la foto-tessera, e lui mi fa accomodare su uno sgabello davanti un telo dal colore uniforme. Mi fa “Pronto?” io annuisco, e sorrido, e lui scatta. Alza la testa e mi guarda, “Hai sorriso?”, io gli dico di sì, e lui fa “Non puoi sorridere nelle foto-tessera”. Io lo guardo un po’ dubbioso, e gli chiedo il perché. Mi dice “Be’, sorridere nei documenti è illegale”. E’ illegale? Io di legge non so niente. Mi ricordo appena che è illegale uccidere, e mi sembra che rubare lo sia solo in alcuni casi speciali. Ma mi sembra altamente improbabile che ci sia una legge che vieti di sorridere nei documenti ufficiali. Durante tutto questo ragionamento ero rimasto in silenzio, e lui mi guardava dubbioso. Chissà che espressione ho fatto, che lui mi fa “Ok, vediamo come è venuta questa foto, ma se ti fermano e ti arrestano perché ridi nella foto del documento, non dire che te l’ho fatta io la foto”. E così farò, non lo denuncerò, e quando mi arresteranno dirò alla polizia che, al posto mio, avrebbero riso anche loro.