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	<title>Roberto Dragone &#187; Certamente demente</title>
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		<title>la primavera, la barba, e il fotografo che non sorride</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 10:09:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; primavera e qui alla penisola del sole che non c&#8217;è ci sono speranze che devono essere alimentate. C&#8217;è bisogno di una siringa di positivismo iniettata direttamente nelle vene. Non parlo di droga, no, ma proprio positivismo sotto forma di&#8230; cioè&#8230; va be&#8217; era una metafora e me l&#8217;avete rovinata. Stamattina quando mi sono alzato ho illuminato la notte. Io mi alzavo dal letto, e fuori nel cielo veniva la luce, poi mi stendevo e fuori di nuovo la notte. Mentre mi stiracchiavo durante i miei esercizi fisici &#8211; che faccio una volta ogni due settimane per non diventare troppo muscoloso &#8211; mi ricordavo della promessa che mi sono fatto ieri sera. E&#8217; brutto farsi le promesse da solo, perché poi non si mantengono mai e dopo ti senti una merda che non rispetta neanche sé stesso. La mia promessa consisteva nel farmi la barba. Sì, la barba. Poiché non mi rasavo da almeno un anno, e visto che ho da scattarmi delle foto-tessera da settimane, avevo deciso di fare tutto stamattina e smettere di rimandare. E&#8217; che rasarsi la barba non fa per me, quindi lascio perdere. Quando diventa troppo lunga, l&#8217;accorcio con la macchinetta per tagliare i capelli. Così ho sempre una sorta di barbetta, che sembra che non mi rasi da due tre giorni, che mi fa sembrare un figo della madonna.</p>
<p>Spero che abbiate capito la metafora del sole, che mi alzavo e veniva giorno, perché è proprio bella.</p>
<p>Ero in vena di accontentare le mie promesse, e così ho deciso di radermi. Prima ho scelto la musica, qualche canzone movimentata, anche se poi c&#8217;era il rischio che, ballando, avrei potuto tranciarmi la carotide e morire dissanguato. Ognuno si fa la barba a suo modo, e anche io ho una sorta di cerimonia, che talvolta sembra un funerale, perché a morire sarà il Rob superfigo. Acqua calda in una piccola bacinella, metto a mollo il rasoio per ammorbidire le lame, poi tampono con le mani bagnate il viso, per avvisare i peli della barba che tra poco moriranno (risata malefica). E&#8217; ora di mettersi la schiuma, che non è una schiuma ma un gel, che mi comprai mesi fa e che non ho mai usato. E&#8217; un gel per pelli delicate (&#8230;). Sì, non bastava il fatto che sono poco virile e rude, quindi era giusto avere anche la &#8216;pelle dedicata&#8217;. In pratica quando mi rado è facile che la pelle si irriti. Il mio barbiere dice che forse dipende dal fatto che mi rado una volta l&#8217;anno, ma non ne sono sicuro. Leggendo le istruzioni d&#8217;uso della schiuma mi sono sentito un uomo-non-rude senza fantasia; infatti, consigliavano di non mangiarla, di non sparare il tubetto (??), oppure di non fumare la schiuma. E io che pensavo solo di stenderla sul viso!</p>
<p>La schiuma è proprio funzionale (sembro un ispettore durante un&#8217;ispezione se parlo così). Non mi sono tagliato, e ho la pelle liscia liscia. Con gli occhiali sembro quasi intelligente. Dopo aver fatto accarezzare la guancia liscia dalle innumerevoli donne che occupano la mia stanza in attesa del momento in cui esco dalla doccia e mi vesto in camera, sono uscito, vero l&#8217;infinito e oltre, diretto dal fotografo dietro l&#8217;angolo. Il fotografo dietro l&#8217;angolo è un cretino. Sta alla fotografia come Platinette sta a miss Italia, o come Ben Affleck sta alla recitazione. Non usa Photoshop nel migliore dei modi: la cornice ovale bianca, saturazione a go go, i pennelli di fiori e piante varie che escono dalle orecchie degli ignari sposi. E per di più ha la sfiga di fotografare solo ragazze un po&#8217; bruttine. Entro nel negozio, e lo trovo dietro il bancone che sfoglia facebook. Gli dico che devo fare la foto-tessera, e lui mi fa accomodare su uno sgabello davanti un telo dal colore uniforme. Mi fa &#8220;Pronto?&#8221; io annuisco, e sorrido, e lui scatta. Alza la testa e mi guarda, &#8220;Hai sorriso?&#8221;, io gli dico di sì, e lui fa &#8220;Non puoi sorridere nelle foto-tessera&#8221;. Io lo guardo un po&#8217; dubbioso, e gli chiedo il perché. Mi dice &#8220;Be&#8217;, sorridere nei documenti è illegale&#8221;. E&#8217; illegale? Io di legge non so niente. Mi ricordo appena che è illegale uccidere, e mi sembra che rubare lo sia solo in alcuni casi speciali. Ma mi sembra altamente improbabile che ci sia una legge che vieti di sorridere nei documenti ufficiali. Durante tutto questo ragionamento ero rimasto in silenzio, e lui mi guardava dubbioso. Chissà che espressione ho fatto, che lui mi fa &#8220;Ok, vediamo come è venuta questa foto, ma se ti fermano e ti arrestano perché ridi nella foto del documento, non dire che te l&#8217;ho fatta io la foto&#8221;. E così farò, non lo denuncerò, e quando mi arresteranno dirò alla polizia che, al posto mio, avrebbero riso anche loro.</p>
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		<title>gli itagliani</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 11:19:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Peli sulla lingua]]></category>

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		<description><![CDATA[Itagliani [i-ta-glià-ni]
agg. dell&#8217;Italia; civiltà (?), lingua itagliana &#124; nessuno tromba come gli itagliani, gli itagliani da grande sognano di sedere su un trono, nonostante ci sia la repubblica, e fare i tronisti.
1. Gli itagliani sono un popolo che è sotto gli accertamenti psicologici dei migliori laureti al Cepu dell&#8217;anno fiscale 1998/99, quelli dell&#8217;ultimo concorso pubblico. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Itagliani</strong> [i-ta-glià-ni]</p>
<p><em>agg. dell&#8217;Italia</em>; civiltà (?), lingua itagliana | <em>nessuno tromba come gli itagliani</em>, <em>gli itagliani da grande sognano di sedere su un trono, nonostante ci sia la repubblica, e fare i tronisti</em>.</p>
<p><strong>1</strong>. Gli itagliani sono un popolo che è sotto gli accertamenti psicologici dei migliori laureti al Cepu dell&#8217;anno fiscale 1998/99, quelli dell&#8217;ultimo concorso pubblico. E&#8217; un popolo diviso, come ogni popolo fascista mondiale, nonostante non si siano trovati, per ora, sostanziali differenze tra i due schieramenti; ma mai definire retrograde un italiano in sua presenza, perché non sa di esserlo e per lui sarebbe uno shock saperlo. Come per Babbo Natale e i bambini, bisogna far piano. A proposito della ricerca delle differenze fisiche e mentali dei due schieramenti, che per non fare nomi chiameremo nord e sud, c&#8217;è un altro gruppo di ricerca in ricerca. Loro, però, a differenza del primo gruppo, al Cepu non sono mai stati accettati, poiché quando gli han chiesto quale fosse il loro QI, loro hanno risposto &#8220;Dopo la Q va sempre la U, e non so cosa sia il QUI&#8221;. Comunque, neanche loro, in sessantacinque anni di ricerca (solo negli ultimi anni si sono trasferiti su google), hanno trovato qualche differenza sostanziale, a parte qualche vocabolo specifico dei due schieramenti nord e sud, che gli scienziati hanno chiamato con il nome tecnico &#8220;accento&#8221;. Anche qi la differenza è però minima, visto che siede solo nel fatto che quelli del sud iniziano alcune frasi con un semplice &#8220;uè&#8221; (che gli scienziati hanno trasformato subito in &#8220;què&#8221;)</p>
<p><strong>2</strong>. Non ci definizioni per definire in modo preciso gli itagliani in quanto popolo, perché in quanto popolo hanno ben poco. Ma non è un difetto, solo un mancato pregio, di cui non si sente neanche troppo la mancanza, dato che almeno si sono trovati (quasi) d&#8217;accordo ad eleggere il capo che deve rappresentarli nel mondo, quando c&#8217;è da raccontare le barzellette. Sì, perché gli itagliani sanno raccontare benissimo le barzellette, e la loro preferita è &#8220;C&#8217;erano una volta tre padani, e poi un negro, un mulatto, e un cafone di merda, che alla fine della barzelletta non ci saranno più&#8221;. Se molti mangia-bambini trovano questa barzelletta fascista è perché sono mangia-bambini senza senso dell&#8217;umorismo, che per gli itagliani significa dire parolacce tipo &#8220;cazzo&#8221;, o &#8220;merda&#8221;, o una fusione tre le due in un enorme &#8220;pene di sterco&#8221;.</p>
<p><strong>3</strong>. Gli itagliani sono un popolo carnivoro, poiché mangiano tanto, ed sono proprio in carne. La prova bikini, o perizoma maschile leopardato, è per loro il ritrovo annuale per mostrare di cosa sono fatti; gli scienziati, al tal proposito, stanno facendo altri studi, e oltre alla carne, alle ossa, e altre cose che non sanno definire, dicono che siamo tutti uguali. Qi ci fu anche la guerra incivile degli anni quelli, in cui i padani, e le pedane, dissero che qualcosa di differente doveva esserci per forza. E così si è deciso che chi non ha il sangue verde non ce l&#8217;ha duro, ma in compenso riesco a girare lo sterzo della macchina senza problemi.</p>
<p><strong>4</strong>. Se i leopardi corrono dietro le gazzelle (anche se in Italia sono le gazzelle a rincorrere), gli americani dietro il progresso, e gli inglesi dietro la reginetta, gli itagliani corrono verso varie ed eventuali cose, più comunemente e umanamente chiamate donne. Quello degli itagliani è un vanto, quello di definirsi il maschio predominante che tiene il telecomando, e porta i pantaloni firmati da qualche ricchione famoso. Ricchione è un termine itagliano per definire chi, secondo dio, che è tipo più in alto del presidente del consiglio, detta le leggi umanitarie, insieme a Bertolaso. Comunque, è meglio sottolineare che chiunque è più alto del presidente del consiglio, tranne Brunetta, che a discapito del nome, non ha un bel culo. Gli itagliani si vantano di essere stati gli ultimi ad aver inventato la ruota che gira, gira la ruota gira. Molto prima dei russi, ma dopo gli americani. Piccola nota: gli itagliani dicono di non russare, ma intanto Putin è il nostro migliore amico.</p>
<p><strong>5</strong>. In fine, lo sport nazionale degli itagliani è il calcio, ma anche qi girano le palle a tutti. C&#8217;è corruzione sotto porta, e finte che si trasformano in reti in cui ce n&#8217;è per Totti. Se vuoi fare felice un itagliano fagli vedere il pelo (gli scienziati stanno studiano la definizione, analizzando il capello), e dirgli che forse dopo averlo avuto si potranno vedere la partita su mediaset premium, che è un premium solo per i più alti in carica. I più bassi no, quelli non sono di sangue padano.</p>
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		<title>esserini con la coda in corsa verso la vittoria</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 11:42:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tanti piccoli esserini, con una testa rotonda e una coda, si muovono veloci verso una meta comune. Sono miliardi. Ondeggiano quelle code che hanno, si spintonano l&#8217;uno contro l&#8217;altro, e distraggono i loro concorrenti con dei banali &#8220;Guarda là!&#8220;. Uno di loro esce fuori strada, poi si capovolta e scoppia come nei film d&#8217;azione. C&#8217;è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tanti piccoli esserini, con una testa rotonda e una coda, si muovono veloci verso una meta comune. Sono miliardi. Ondeggiano quelle code che hanno, si spintonano l&#8217;uno contro l&#8217;altro, e distraggono i loro concorrenti con dei banali &#8220;<em>Guarda là!</em>&#8220;. Uno di loro esce fuori strada, poi si capovolta e scoppia come nei film d&#8217;azione. C&#8217;è anche l&#8217;esserino che è un capo mafia, circondato da altri esserini che lo proteggono con le loro code, e lo spingono sperando che arrivi primo. Sì perché, solo il primo vince, ed entra in quello che loro chiamano &#8220;nucleo&#8221;, ma in realtà è altro; è più una suite in cui l&#8217;esserino è nato per desiderare di starci, senza sapere cosa sia. La felicità e la tristezza come sempre si prendono a codate, per mettere fuori uso l&#8217;altro e nello stesso momento arrivare prima al nucleo. Ma come spesso accade, negli ultimi metri ci sono tanti colpi di scena, e capita che al nucleo, o cervello, arrivino gli esserini, o stati d&#8217;animo, pensieri, sensazioni, che non conosciamo ancora, o che ci stanno particolarmente scomodi. Stamattina il cervello è stato fecondato dall&#8217;<em>apatia</em>, e mi sento un po&#8217; patetico, ma ricordo di quel giorno che arrivasti prima tu nei miei pensieri; anzi, era una corsa che sapevano tutti di perdere, in quei giorni quando c&#8217;eri. E sorrido, perché con la coda eri proprio divertente.</p>
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		<title>perché non ci facciamo mancare nulla</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 22:09:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Rob re dei boschi]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi ho ascoltato un po&#8217; di musica. Ma non dico scrivere, leggere, tagliarmi le unghie dei piedi, mentre in sottofondo c&#8217;è una playlist casuale che, casualmente, ti fa capitare sempre quei due pezzi che tu, quando sei al pc, li cambi d&#8217;istinto alla primissima nota. No, io parlo di ascoltare musica, e fare solo quello. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ho ascoltato un po&#8217; di musica. Ma non dico scrivere, leggere, tagliarmi le unghie dei piedi, mentre in sottofondo c&#8217;è una playlist casuale che, <em>casualmente</em>, ti fa capitare sempre quei due pezzi che tu, quando sei al pc, li cambi d&#8217;istinto alla primissima nota. No, io parlo di ascoltare musica, e fare solo quello. Tornato a casa, oggi pomeriggio, ero stanco; mi sono steso sul letto, gli stivali sul piumone. Mi sono spogliato, e i calzini erano tutti appiccicati ai piedi per il sudore &#8211; tranquilli, non puzzano (..). Così mi son tolto anche i calzini. E poi? C&#8217;era silenzio, troppo, e volevo rilassarmi un po&#8217;. Non so perché ma ho preso dal cassetto delle vecchie cuffione che non usavo da anni, e le ho collegate all&#8217;iphone, quindi ho messo su una canzone. Dalla playlist &#8220;<em>preferite</em>&#8221; ho scelto Agaetis Byrjun, dei Sigur Ròs, che la traccia del pianoforte mi rilassa molto. E poi quella soave voce. Oh! Ovviamente l&#8217;ho cantata. Nonostante sia una canzone islandese, infatti, io la so <em>t-u-t-t-a</em>. Una volta finita, è iniziata I miss you dei Blink 182, che non ho cambiato. Ero nella playslist &#8220;preferite&#8221;, e sapevo che sarebbero capitate solo bei pezzi, cazzo! Mi son messo a suonare la mia batteria immaginaria, e a cantare. Bellissime le parole, sì, ma non farebbero quell&#8217;effetto magnifico che fanno se non ci fosse quel giro di chitarra e tutto quel <em>tu-tu-tu</em> nella base. Wow, gente! <em>Don&#8217;t waste your time on me you&#8217;re already, the voice inside my head, tu-tu-tu</em>. Dopo è capitata Penelope dei Linea 77, e la folla era in delirio: sono salito infatti sul mio palco di materasso, e aprendo le braccia, ho cantato forte: <em>&#8220;E&#8217;, già seeeera!&#8221;</em> E il pubblico urlava!! &#8220;<em>Ehhh, vai Rob!</em>&#8220;, &#8220;<em>AHHHH</em>!!&#8221;, &#8220;<em>Nudo, nudo, nudo</em>!&#8221;. Io che suonavo la chitarra elettrica, <em>peooo</em>, e poi a urlare: &#8220;<em>VAIII GIU&#8217;!!! POI SU</em>!!!&#8221; Poi di nuovo calma, apro le braccia, e a urlare: &#8220;<em>E&#8217; già seraaaa!</em>&#8220;. Dopo il pubblico voleva un lento, e itunes gliel&#8217;ha concesso: Warning Sign, dei Coldplay. Mi sono seduto, ho salutato uno nel pubblico per farmi figo; una ragazza aveva le tette fuori, per me. Ho accavallato le gambe, e mi sono messo a cantare. Come con le altre canzoni, non sentivo la mia voce, e se davo fastidio a qualche vicino era un problema suo (tiè). Ho capito che a volte il volume della musica non è mai abbastanza alto, è che le canzoni in cuffia sono tutt&#8217;altra cosa. Tuttavia, quando ho tolto le cuffie c&#8217;era un silenzio inanimato. E mi sono chiesto dove fossero finiti tutti.</p>
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		<title>io e&#8230; il dermatologo</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 11:36:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sapete come sono le mamme, che ti vedono in mutande e iniziano a scannerizzarti il corpo. Iniziano col vedere che sei dimagrito, e poi dicono la frase che ormai mi terrorizza manco fosse il titolo di un film horror: &#8220;Ma quel neo, c&#8217;era anche prima?&#8221;. Conosco il mio corpo, tuttavia non ho &#8211; ancora &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sapete come sono le mamme, che ti vedono in mutande e iniziano a scannerizzarti il corpo. Iniziano col vedere che sei dimagrito, e poi dicono la frase che ormai mi terrorizza manco fosse il titolo di un film horror: &#8220;Ma quel neo, c&#8217;era anche prima?&#8221;. Conosco il mio corpo, tuttavia non ho &#8211; ancora &#8211; il diario dei nei. Comunque, mi <em>trascinò</em> dal dermatologo diversi anni fa, poiché i nei si digi-evolvono in strani mostri che se magnano questo e quello, quindi è meglio tenerli sotto controllo (..). Così, lo conobbi, il dermatologo che ha meno contatti con i pazienti in assoluto &#8211; meno anche del Dr. House. E&#8217; un bravo dottore, ma pone domande senza poi ascoltare la risposta. Non ti guarda mai negli occhi, e quando lo fa ride come se fossi un imbecille. Anzi, come se lo foste entrambi. Inutile dire, che io sfrutto questo suo assenteismo per divertirmi un po&#8217;. L&#8217;ultima volta, a esempio mi fece spogliare, mi visitò, poi mi disse &#8220;Roberto tu hai la pelle grassa e secca, dipende dai punti del corpo&#8221;, io dissi &#8220;Andiamo bene&#8221;, ma lui non mi sentì, e continuò: &#8220;Roberto, ogni quanto ti lavi?&#8221;. Io sorrisi, mi fa troppo ridere il mio dermatologo! &#8220;Mi faccio una doccia al giorno&#8221;. E lui &#8220;Ti consiglio di farti una doccia al giorno, prima per la pelle grassa, e poi per la tua vita sociale. Se puzzi nessuno ti prende sul serio&#8221;. Io a questo punto ridevo, ma tanto lui leggeva la mia cartella clinica ed era nel mondo dei dottori. &#8220;La tua pelle assorbe tutto lo sporco presente nei tessuti, sei come una spugna&#8221;, e io gli risposi &#8220;Sono <em>SpongeRob</em>!&#8221;, ma niente, non fece segno di avermi ascoltato. Continuò: &#8220;Hai qualcosa lì sotto?&#8221;, io gli dissi, &#8220;Eh sì dottore; è grave?&#8221;, e lui chiese &#8220;Nei?&#8221; e io risposi &#8220;No&#8221;, lui chiese ancora &#8220;Hai un brufolo lì sotto?&#8221;, io che ridevo, gli dissi &#8220;No dottore, sono abbastanza dotato&#8221;. Ma niente, il mio dottore dermatologo è sordo, e non ti ascolta. Lui poi disse: &#8220;Notalo Roberto, che se non ti lavi, puzzi&#8221;. E io &#8220;Morirò?&#8221;.  Lui finalmente alzò la testa dalla cartella, mi guardò e sorrise forte. &#8220;Da quanto tempo ti ho in cura?&#8221;, &#8220;Qualche anno,&#8221;, &#8220;E non mi sono mai accorto che hai la pelle secca in alcuni punti e grassa in altri?&#8221;, &#8220;Tutte le volte, dottore,&#8221; lui tornò a guardare il foglio, e poi disse &#8220;Allora non è solo una mia impressione&#8221;.</p>
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		<title>risultati di ricerca #3</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 12:06:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il mondo va sempre più a puttane, e questa &#8220;aria&#8221; di trans del momento è solo una moda passeggera, come gli emo e l&#8217;AIDS. L&#8217;altro giorno leggevo Josè Saramago, scrittore portoghese vincitore del premio Nobel alla letteratura, che &#8220;bacchettava&#8221; noi italiani, citando il nostro amato premier e la nostra indifferenza nei suoi confronti che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mondo va sempre più a puttane, e questa &#8220;aria&#8221; di trans del momento è solo una moda passeggera, come gli emo e l&#8217;AIDS. L&#8217;altro giorno leggevo Josè Saramago, scrittore portoghese vincitore del premio Nobel alla letteratura, che &#8220;bacchettava&#8221; noi italiani, citando il nostro amato premier e la nostra indifferenza nei suoi confronti che si trasforma in articoli d&#8217;odio, campagne anti-berlusconiane, e organizzazione di eventi pseudo-utili per &#8220;richiedere&#8221; le sue dimissioni. Be&#8217;, in fondo, è un nostro dipendente, no?, e io direi che potremmo anche non &#8220;richiederle&#8221; le dimissioni, ma pretenderle. Comunque, non usciamo fuori argomento che poi mi arrestano per incitazione alla <em>revoluciòn</em>. Saramago alla fine del suo discorsetto rivolto alla società moderna, con appunto una piccola parentesi sul nostro porno-duce, con voce lenta e regolare ci dice: &#8220;<em>E&#8217; il vostro Paese, non il mio</em>&#8220;. E sembra, dalla costante presenza di articoli-attacchi contro il governo, che appunto noi a questo Paese gli vogliamo bene. Sembra, dall&#8217;aumento di persone informate sui fatti e misfatti del così detto premier, che finalmente siamo vicini alla svolta (che può essere anche solo la diminuzione a quattro anni ogni mandato, con massimo due mandati a persona &#8211; sembra la distribuzione del pane dell&#8217;ONU). Sì, noi siamo stanchi di questa società italiana che sembra un po&#8217; auto-distruggersi. Noi, che sfruttiamo internet per informarci, e informare, siamo stanchi che il nano Brunetta si rimangi le promesse sulla banda larga. NOI, siamo STANCHI di avere la nomina di conservanti che credono a Babbo Natale, di avere una tv che sembra una raccolta differenziata, di avere al governo i sette nani, che oltre a scoprarsi Biancaneve, se la sniffano anche! Noi! &#8230;vabbè mi sono stancato. Appunto, io sono <em>stanchi</em>.</p>
<p>Nelle ricerche effettuate dai miei &#8220;<em>visitatori-flash</em>&#8221; questa volta c&#8217;è davvero di tutto. Intravedo, persino qualche verso poetico, o qualche frase d&#8217;amore (maddove?). Come sempre: qual&#8217;è la vostra preferita?</p>
<p><span id="more-2161"></span></p>
<p>come si fanno le coccole su msn (<strong>ALT+F4</strong>)<br />
numeri di telefonino di ragazze (<strong>hai provato sull&#8217;elenco telefonico?</strong>)<br />
foto delle mie tette (<strong>OLE&#8217;!</strong>)<br />
deliri spaventosi differenze (<strong>ok</strong>)<br />
tettone e storie (<strong>storie? che tipo di &#8220;storie&#8221;?</strong>)<br />
inizia una nuova fase della mia vita space (<strong>sono felice per te&#8230;</strong>)<br />
teoria delle tette (<strong>teoria delle tette? sentiamo!</strong>)<br />
noi tettone (<strong>eh, è uno sporco lavoro</strong>)<br />
città tette grandi (<strong>New York, detta le Grandi Mele</strong>)<br />
La città delle donne tette (<strong>le donne tette?? ahahahahaha</strong>)<br />
sognavo di essere una gigantessa (<strong>oh, che bello</strong>)<br />
come farsi le foto allo specchio (<strong>è difficilissimo, fatti aiutare da un professionista</strong>)<br />
grandi tette per tutti (<strong>il partito del PDL</strong>)<br />
pantofole 2 piedi in una (<strong>uhm</strong>)<br />
numeri di telefono di troie (<strong>il numero di cellulare di tua sorella non ce l&#8217;hai?</strong>)<br />
è vero che la chiara ha fatto vedere le tette a gentilini? (<strong>giustamente, google sa tutto&#8230; comunque sì</strong>)<br />
la mia ragazza non si fa il bidè (<strong>oddio XD hai provato con le mentine? XD</strong>)<br />
uomini dotati nudi (<strong>dotati in che senso? tipo Einstein?</strong>)<br />
stitichezza citazioni (<strong>ahahahahaha, questa qualcuno DEVE spiegarmela</strong>)<br />
foto delle tette dell&#8217;amica (<strong>di chi? senza nome non posso aiutarti</strong>)<br />
arpie nude (<strong>che strani gusti che hai</strong>)<br />
donne cosa vi piace farmi fare con i vostri piedi (<strong>lasciarli in pace?</strong>)<br />
tutto l&#8217;occorrente per travestirsi da donna (<strong>ma non si vestono come noi?</strong>)</p>
<p>E come sempre, la cosa più sorprendente è che grazie a queste assurde ricerche sono arrivati al mio blog. Marò.</p>
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		<title>è il nostro turno</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 11:09:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
				<category><![CDATA[Certamente demente]]></category>

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		<description><![CDATA[Insomma gente, c&#8217;è da organizzarsi. Qui le generazioni muoiono, e quelle nuove nascono come funghi (eppure nell&#8217;era di facebook e delle preghiere per il 2012 la gente dovrebbe fornicare di meno!). Quindi c&#8217;è da gestire le mansioni, poiché è il nostro turno di gestire il mondo. Ovviamente ognuno decide quel che vuole fare, ma tenete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Insomma gente, c&#8217;è da organizzarsi. Qui le generazioni muoiono, e quelle nuove nascono come funghi (eppure nell&#8217;era di facebook e delle preghiere per il 2012 la gente dovrebbe fornicare di meno!). Quindi c&#8217;è da gestire le mansioni, poiché è il nostro turno di gestire il mondo. Ovviamente ognuno decide quel che vuole fare, ma tenete presente che ci sono da coprire anche campi scomodi, e qualcuno dovrà pur sporcarsi le mani. Oppure, come ho pensato io, possiamo fare a turni &#8211; tipo gioco della bottiglia, in cui a turno, ma tutti, diamo il bacio alla bella della festa. Possiamo, a esempio, dire che io i giorni pari faccio il presidente degli U.S.A., e quelli dispari lo spazzino per il centro di Roma. Sarà dura fare il pendolare, ma come ho detto c&#8217;è da sporcarsi le mani!</p>
<p>Un po&#8217; come il progetto Mayhem in Fight Club, bisogna che abbiate delle camice vostre. Sette, e dovreste sudarle tutte. Poi è bene che sappiate fare qualcosa &#8211; anche i talenti inutili possono fare la differenza &#8211; ma soprattutto che abbiate in mente in che modo vorrete contribuire alla continuazione della vita del globo. Dico da subito, però, che mi sono permesso di fare delle regole tutte mie; in questo nuovo mondo non vogliamo né criminali, né religioni. Piuttosto, con il ferro delle armi, avevo pensato di costruire una torre Eiffel in ogni città, visto che piace tanto e a quanto pare aiuti a limonare. Poi vediamo, ci sono da gestire i ruoli politi; poiché gli hobbit hanno l&#8217;attuale turno con la generazione corrente, vorrà dire che noi, quando ci passeranno il turno generazionale, metteremo tipi tutt&#8217;altro che bassi dietro le scrivanie (ora stanno sotto e le usano come fortini mentre giocano alla guerra di palline di carta).</p>
<p>Cos&#8217;altro aggiungere? Pensate che c&#8217;è da coprire ogni ruolo di ogni lavoro nell&#8217;intero mondo, quindi c&#8217;è da pensarci su un bel po&#8217;. L&#8217;ultima volta appunto tardarono, e al cambio generazionale tutto andò a puttane &#8211; nel senso che proprio le prostitute assunsero ogni carica istituzionale, finché non ci fu la guerra fredda che fu vinta dagli hobbit, poiché <em>stufavano</em>, e così le lucciole andarono nei boschi a luccicare. Ma ciancio alle bande, ditemi i vostri talenti inutili e come vorreste contribuire alla continuazione del globo.</p>
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		<title>la rotonda del trash</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 16:04:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
				<category><![CDATA[Certamente demente]]></category>

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		<description><![CDATA[Stamattina per strada sembrava la fiera del trash, che, dopo la fiera del tortellino, è la peggior fiera dell&#8217;intero universo conosciuto. Abito non distante dal buco del culo del mondo, dove già il nulla è un lusso. La periferia molto volte è così, no?, e sono sicuro che molti di voi mi capiranno. Noi, però, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stamattina per strada sembrava la fiera del trash, che, dopo la fiera del tortellino, è la peggior fiera dell&#8217;intero universo conosciuto. Abito non distante dal buco del culo del mondo, dove già il nulla è un lusso. La periferia molto volte è così, no?, e sono sicuro che molti di voi mi capiranno. Noi, però, siamo stati fortunati, perché il comune ci ha detto &#8220;<em>Vi costruiremo qualche bel qualcosa! E li prenderemo dalla cassa comune</em><em>!</em>&#8221; (io l&#8217;ho vista la cassa comune, e sopra c&#8217;era scritto &#8216;Fondi Statali&#8217;). Comunque la camorra mantiene sempre le promesse, e così ci hanno costruito&#8230; una rotonda! Wow! Così noi giovani il sabato sera possiamo andare <em>in giro</em>. La cosa più bella di questa rotonda è però la bellissima panchina che hanno piazzato al centro. La rotonda, che dai tre lati permette di andare in centro, o in uno stradone pieno di isolati, o verso un&#8217;altra cittadina, è più vicina al buco del culo rispetto a casa mia. E&#8217; una bellissima rotonda, con al centro un marciapiedi rotondo con le ultime mattonelle che impone la moda di Camelot (sopra ci sono le foto dell&#8217;intero cast di New Moon), e questa panchina messa sul lato più inutile. La cosa bizzarra è che la gente su quella panchina si va a sedere sul serio. Forse sono comparse pagate dal comune, non so. Stanno lì a guardare le macchine che passano, a sentir suonare <em>Le quatro stagioni </em>con i clacson, e soprattutto a vedere il buco dell&#8217;ozono ingrandirsi, sopra quello del culo su cui si son seduti!</p>
<p>Sono venuti quelli dell&#8217;FBI, anzi agenti speciali che si occupano dei profili criminali &#8211; in gergo dei <em>profiler</em> &#8211; per studiare questa nuova razza che passa il tempo su una panchina al centro di una rotonda. Hanno capito esser una razza mansueta, nulla facenti che passano il tempo a lanciare pop-corn alle biciclette, e discutere su teorie <em>meta-fisiche </em>su come il marito, anni fa, aveva <em>metà-del-fisico</em> di ora. Lardoso! Con i miei occhi, tra l&#8217;altro, ho visto l&#8217;esemplare donna, stamattina, prendere un tubetto bianco da una busta della spesa che aveva in mano, poi aprirlo e&#8230; mettersi il deodorante sotto le ascelle. Dopo questa visione, per riacquistare un po&#8217; d&#8217;amore verso il mondo femminile, mi son visto qualche video di Platinette su youtube, e abbracciato sconosciute per strada ringraziandole, mentre loro mi guardavano come fossi un cretino che si mette il deodorante per strada. <em>Touchè</em>.</p>
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		<title>beati i pelati</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 18:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
				<category><![CDATA[Certamente demente]]></category>
		<category><![CDATA[Moleskine]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mio barbiere è tanto simpatico. Appena mi siedo sulla poltrona di fronte alla parete specchio, mi fa sempre la stessa domanda &#8220;Rob, questa volta come te li taglio?&#8221;. Io quasi sempre gli rispondo &#8220;Il solito&#8221;. All&#8217;inizio che ci andavo quasi perdevo minuti interi per spiegargli il taglio perfetto che avrei voluto, ma lui alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mio barbiere è tanto simpatico. Appena mi siedo sulla poltrona di fronte alla parete specchio, mi fa sempre la stessa domanda &#8220;Rob, questa volta come te li taglio?&#8221;. Io quasi sempre gli rispondo &#8220;Il solito&#8221;. All&#8217;inizio che ci andavo quasi perdevo minuti interi per spiegargli il taglio perfetto che avrei voluto, ma lui alla fine diceva sempre &#8220;E se te li facessi così?&#8221;. Così, poi me li tagliava come voleva lui, e ne uscivo sempre bene. Un taglio ordinato, come impone l&#8217;alta società &#8211; e io sono oblungo, e devo rispettarla. Tuttavia mi lasciava pensare questo suo atteggiamento; non importava, infatti, ciò che voleva il cliente ma piuttosto quello che pensava lui potesse piacergli. E in fondo fa il barbiere da anni, e chi meglio di lui sa vedere il taglio perfetto per la fisionomia del tuo viso?</p>
<p>No, non diciamo puttanate. Non penso che il barbiere mio sia uno di quei professionisti del pelo, anche perché non mi sembra gay. Lui fa la barba, accorcia i capelli, li sfoltisce e ti fa lo shampo, e non prende le misure con la riga per vedere come ti starebbero bene i capelli. Lui la riga la fa. In fondo ammiro la sua visione radicale, e unica, della capigliatura. Scegli il taglio, ma non sempre può accontentarti. Si devono vedere vari fattori, tipo il tipo di capello, e la lunghezza. Cose che un cliente rozzo medio non capisce. A esempio, entrasse un pelato nella bottega, le decisioni sul tipo di taglio sarebbero molto limitate. Tutto dipende da quanto dolore vorrebbe provare, e quanto lo vuole profondo. Però è bello a volte non avere scelta, e far decidere agli altri una cosa per te. Dopo la seduta, all&#8217;inizio ti guardi con il pelo nuovo e non ti vedi bene, ma pensi che sia l&#8217;abitudine e che domani ci farai l&#8217;occhio. In fondo prima li avevi folti (che alle elementari li usavi come cartella), e ora hai solo qualche ciuffo qui lì, e sembri la bella copia di Lupin &#8211; senza la fedina penale al dito. Quindi sì, è l&#8217;abitudine di non vederti così.</p>
<p>Entri nella bottega, e parli per ore su come vorresti essere &#8211; cosa direttamente collegata alla tua capigliatura. E il barbiere ti fa &#8220;Senti, no. Non posso farti i capelli come li vuoi tu. Te li faccio come la volta scorsa, che stavi bene. Li vuoi così: sì o no?&#8221;. A volte dici no, a volte sì. Altre volte sei pelato e non hai scelta.</p>
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		<title>ai lov sciòpping</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 14:09:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avrei preferito svegliarmi in un letto matrimoniale, dalle lenzuola bianche e i cuscini soffici. Accanto a me, una bella ragazza, dai riccioli infiniti, e il sorriso radioso. Mi avrebbe svegliato con un bacio sulla guancia, e mi avrebbe detto &#8220;Ciao&#8221; come per ringraziarmi della notte passata insieme. Mi avrebbe abbracciato, ma io sarei stato un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avrei preferito svegliarmi in un letto matrimoniale, dalle lenzuola bianche e i cuscini soffici. Accanto a me, una bella ragazza, dai riccioli infiniti, e il sorriso radioso. Mi avrebbe svegliato con un bacio sulla guancia, e mi avrebbe detto &#8220;Ciao&#8221; come per ringraziarmi della notte passata insieme. Mi avrebbe abbracciato, ma io sarei stato un ballerino che inizia a ballare I can&#8217;t stay dei The Killers, e lei, che mi avrebbe conosciuto bene, mi avrebbe detto &#8220;Vai a fare pipì&#8221;. Avrei riso, e nudo sarei corso al bagno; al mio ritorno, poi, avrei trovato il mio, e il suo profumo uniti in un <em>nostro</em> profumo. Lei mi avrebbe invitato di nuovo a letto, sottovalutando l&#8217;effetto che mi fa la visione della sua tetta nuda. Avrei preferito questo magnifico risveglio, e invece, mi sono svegliato con l&#8217;idea di andare a fare&#8230; shopping. Anzi, <em>sciòpping</em>.</p>
<p>Diciamo che sono un bel vedere, ma anche no. Ormai il capello alla John Travolta non c&#8217;è più, sostituito da una massa informe di peli, che su si alza con il desiderio di toccare le nuvole. I miei capelli sono impermeabili, ma purtroppo inquinano l&#8217;ambiente; sono, infatti, responsabili del 7% dell&#8217;aggravarsi del buco dell&#8217;ozono. Erano non-pettinati a mo&#8217; di cuscino, ma non fighi come quelli Zac Efron. La maglietta &#8211; a maniche corte &#8211; era la stessa con cui ho dormito (e non ho dormito con nessuna riocciolina, quindi &#8216;profumava&#8217; solo di me), i jeans di ieri, gli stivali al piede e il giubbetto di pelle alla Fonzie. Insomma, ero un vero fighetto (..).</p>
<p>La gente in strada mi guardava come se avessi i baffi disegnati con un pennarello. Era uno sguardo molto &#8220;Ma come si veste, quello?&#8221;, e il mio in risposta era &#8220;Ma saranno cazzi miei, quello?&#8221;. Loro tutti vestiti in viola; pantaloni viola che scoprivano appena il calzino bianco (<em>brrr</em>), con ai piedi quelle scarpe-pantofole che neanche più mio nonno calza. I maglioni, però, erano tra i più belli che abbia mai visto, e quando dico belli, sto scherzando. Con righi, quadrati, rombi, forme non definite, di tutti i colori. Tra cui, il viola. Sbarbati, con le basette perfezionate ieri dal barbiere, e i capelli a forma di monte Rushmore.</p>
<p>Entrato nel primo negozio, Alcott (sponsor ufficiale di questo post), mi è venuto incontro un baldo giovane che voleva aiutarmi. Dopo averlo sviato con il classico &#8220;No grazie, voglio solo dare un&#8217;occhiata&#8221;, ho passeggiato per l&#8217;intero negozio in cerca di qualcosa che potesse piacermi. Alla mia ricerca, è ritornato il commesso, e mi ha chiesto &#8220;Cerchi qualcosa in particolare?&#8221; e io &#8220;Be&#8217;, qualcosa che non sia con sfumature, borchie o strappi?&#8221; e lui, confuso, &#8220;In che senso?&#8221;. Alla fine mi ha mostrato qualcosa; un maglione, bello, ma di un colore dal nome &#8216;nocciola scaduta&#8217;. Poi, mi fa &#8220;Secondo me, slanciato come sei, questo pantalone ti starebbe proprio bene&#8221;, e mi mostra un pantalone viola. E io &#8220;Il viola non mi piace&#8221;, era sconvolto, e mi fa &#8220;Sicuro? E&#8217;&#8230; semplice, come lo vuoi tu&#8221;, &#8220;Sì,&#8221; ribatto io, &#8220;Ma è viola&#8221;. Alla fine, scocciato (neanche gli avessi chiesto io di accompagnarmi nel giro turistico per i capi che non mi piacevano), mi mostra una maglietta, simile a come la indossavo, ma con una strana scritta (che diceva &#8216;crazy feet&#8217; (??) ) viola. Io gli sorrido, e dico &#8220;Penso non ci sia nulla che mi possa interessare&#8221;, ed esco.</p>
<p>Secondo negozio, non ricordo il nome (sponsor ufficiale Alcott: comprate da loro, viola-te la vostra sciatteria). Mi si presenta una commessa sorridente, e mi guarda come se volesse sposarmi. Mi chiede se mi può aiutare, ma io le dico che faccio il solito giro e poi le faccio sapere. Lei, però, mi risponde con un tono che come se volesse vendermi un set di valigie intonate alle borse sotto agli occhi, e dice &#8220;Sono arrivati dei jeans bellissimi che ti calzerebbero a pennello. Fa vedere, girati&#8221;. Be&#8217;, da grande voglio fare la commessa così potrò, con una scusa, far girare le clienti e veder il loro culo. Alla fine questa commessa qui mi ha accompagnato per tutta la passeggiata nel negozio. Ho anche provato i suddetti jeans, e in una scena molto imbarazzante, le ho mostrato come mi stesse, e lei si è inginocchiata per aggiustarmi la zip &#8211; che non mi sembrava dovesse aggiustata. Con suo rammarico, sono uscito da quel negozio senza acquisti.</p>
<p>Dopo due negozi, mi ero già rotto di sciòppingare. Tempo fa capii che non bisogna <em><strong>mai</strong></em> andare a fare acquisti con una ragazza, o più, a farti compagnia; loro infatti tenderanno a farti acquistare cose che piacciono a loro, e la tua voce nel loro cervello sarà come un fischio in un uragano. Tuttavia oggi ho capito che, però, queste gite nel consumismo vanno fatte in loro compagnia anche se non acquisterai nulla (alla fine basta ignorarle, o dire &#8220;Io quel <em>coso</em> non lo indosserò mai&#8221;), perché almeno ti diverti con i loro motivi per cui tu <em>devi</em> comprare quel capo, viola.</p>
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