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	<title>Roberto Dragone &#187; Fotografia</title>
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		<title>il post delle scorregge</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 08:13:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Peli sulla lingua]]></category>
		<category><![CDATA[Rob re dei boschi]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando mi iscrissi anni fa a deviantART notai subito che la maggior parte delle fotografie potevano essere classificate in due categorie: le fotografie romantiche, e quelle tristi. Io un po&#8217; mi rompevo gli zebedei perché si ricalcavano all&#8217;infinito gli stessi concetti, e quindi spesso trovavo foto assolutamente identiche. Tipo: c&#8217;era gente che fotografava cuori dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando mi iscrissi anni fa a deviantART notai subito che la maggior parte delle fotografie potevano essere classificate in due categorie: le fotografie romantiche, e quelle tristi. Io un po&#8217; mi rompevo gli zebedei perché si ricalcavano all&#8217;infinito gli stessi concetti, e quindi spesso trovavo foto assolutamente identiche. Tipo: c&#8217;era gente che fotografava cuori dalla mattina alla sera, per la categoria romantica, e sguardi assenti e visi inespressivi che guardavano in camera per la categoria triste. Il bello è che poi parlandone usciva fuori che quelle erano le foto che più riuscivano a esprimere qualche emozione forte. Ho sostenuto forti dibattiti contro chi sosteneva che una fotografia raffigurante un anonimo tizio inespressivo, con dietro una parete unicolore, sia una bellissima foto che esprime di apatia. Sì ma cazzo negli ultimi anni c&#8217;è chi in massa ha fotocopiato questo stile, poiché molti dei fotografi che ho conosciuto e seguivo lo hanno adottato. Stile che a parer mio fa acqua da tutte le parti; come ogni stile ha bisogno di un tocco soggettivo e d&#8217;autore, quindi non è sicuramente alla portata di tutti. Come rispondevo a quelli che mi chiedevano istruzioni su come riprodurre lo stile di una fotografia che mi mostravano, quindi guardavo la foto ed era scattata da un occhio allenato e modificata a modo in photoshop. Ovviamente in tutto ciò che è artistico non basta la tecnica, né sapere il come funziona una macchina fotografica, anzi &#8211; in fondo, mettere un soggetto serio al centro e scattargli una foto sembra facile a un occhio poco allenato, quando invece, come ogni tipo di fotografia, trasmettere tristezza a uno che non sa nulla di fotografia è difficile, per quanto egli possa essere emo o fan di Nick Drake. Questa gente da&#8217; per scontato che se io, fotografo, <em>volevo</em> trasmettere apatia mentre scattavo la foto allora la foto trasmetterà apatia. Per quanto sia un ragionamento del cazzo, ad alcune persone non entra in testa e quindi continuano a imitare stili e trasmettere le loro ripetitive emozioni.</p>
<p><span id="more-2380"></span></p>
<p>Ripetitive emozioni, era il punto di questo post; avendo davanti questa scontata e ripetitiva divisione, ed essendo un ottimista nato, mi chiedevo perché la gente &#8211; in questo caso artisti, quindi menti (si presume) con un bagaglio emotivo e una sensibilità diversa rispetto alla massa &#8211; potesse avere una visione così banale e limitata di tutto ciò che è il mondo e le emozioni. Se per molti nella vita o c&#8217;è amore (inteso quello con le coccole, e tutto il resto) o c&#8217;è tristezza, l&#8217;artista e l&#8217;uomo creativo è obbligato a dare altri spunti e stimoli per vivere meglio, e non dividere anche egli l&#8217;arte in due categorie e renderle, inoltre, ripetitive all&#8217;infinito. Sin da allora, quindi, in me c&#8217;era una sorta di emozione di contrasto, che mi faceva urlare non contro le opere ma chi si definiva artista, quando in realtà era solo un ciarlatano con una macchina fotografica. Uno è libero di essere e fare ciò che ritiene più opportuno essere e fare, ma proprio per questa libertà io mi sentivo libero di contestare tutti questi autori fasulli. Loro in risposta contestavano le mie fotografie, ma a me non importava; uno, perché era un atteggiamento infantile; due, perché a me le mie fotografie piacevano. Tuttavia, non erano educati come io lo ero con loro. Poverini, mi chiedevano cosa pensavo delle loro fotografie credendo che avrei risposto con dei complimenti di rito come facevano tutti.</p>
<p>Quello che non capivano, e probabilmente non capiscono, è che io non sputo sopra le due categorie, ma invece mi da&#8217; fastidio che molti fotografi fanno sì che queste sia le <strong>uniche</strong> categorie che la gente sarà costretta ad ammirare. Il loro, inoltre, era un atteggiamento costante, quindi dopo anni &#8211; ho visto &#8211; non sono né cambiati, né migliorati, né hanno sperimentato. Semplicemente perché hanno visto che le loro foto banali funzionano &#8211; ma le loro foto funzionano perché la massa è scema, e sta all&#8217;artista a dover fare la voce di contrasto. Quindi un vero artista non funziona? Sì che funziona, ma capisci che è vero quando ti fa ricordare qualcosa che sapevi ma che avevi dimenticato, oppure ti fa scoprire un nuovo pensiero. Di certo non ti dice quello che sai nel peggiore e più banale dei modi.</p>
<p>E qui entrano in gioco le scorreggie. Sono sempre stato un tipo &#8217;strano&#8217; per i più, ma quando ti ritrovi a conoscere fotografi, e aspiranti scrittori, che secondo te sbagliano a voler ricalcare ciò che è stato già detto solo per avere anche loro la fotografia ganza con la firma sotto, ti senti in obbligo, e io mi sento quasi in obbligo, di contestare duramente la mancanza di idee originali con quante più idee originali, e opposte a quelle di tutti, che puoi. Se c&#8217;è chi vuole fare l&#8217;artista per tirarsela, per mettersi gli occhialini e farsi crescere la barbetta, o per assumere atteggiamenti seri usando paroloni a dozzine di sillabe, te sei obbligato a ricordare a tutti che prendersi troppo sul serio è sempre sbagliato. Alla fine sono obbligato a girare con una candela infilata su per il culo a cantare No woman no cry, e sono fiero di essere abbastanza intelligente da capire che lasciarmi andare e divertirmi è sicuramente una strada verso la felicità più sicura di quella che usano tutti, perché la strada che usano tutti è la stessa che usavano vent&#8217;anni fa e a quanto ne so non ha portato alla felicità di nessuno. C&#8217;è una sorta di stanchezza nell&#8217;aria. Il mondo sembra arrendersi perché c&#8217;è chi parla del fallimento; quindi il viaggiatore neonato non preparerà mai neanche la valigia. Tutto questo, per colpa di quelli che si definiscono artisti, quando invece usano idee altrui per dire che sono affermati intellettuali. Questa gente qui mi fa solo schifo, perché non ne sa nulla di emozioni. Il vero artista ha il diritto di trasmettere qualsiasi triste emozione che vuole, ma da un altro lato ha anche l&#8217;obbligo di fare da oppositore sorridente quando c&#8217;è una realtà che già di suo demoralizza il mondo. Quando vedo l&#8217;uomo serio, che non vuole che i suoi difetti vengano notati dagli altri, mi viene da essere l&#8217;uomo più brutto del mondo, ma divertirmi, essere rilassato e diventarlo per una sorta di ripicca, e trasmettere questo pensiero a più gente che posso, perché l&#8217;arte è libero pensiero e libera espressione, no nascondere il vero io al mondo perché non è come quello di tutti.</p>
<p>Dovremmo tutti, ma soprattutto chi sa di poter creare arte, fare gli scemi più che possiamo. Basta serietà, al diavolo il buon senso. Abbiamo visto e sappiamo che la noia è una cosa bruttissima, e dobbiamo quindi sforzarci per essere allegri e trasmettere allegria. Basta facce tristi, e basta fare le cose che avete fatto ieri; tentate nuove strade. Dite sì a qualcosa che vi siete sempre negati. Se siete infelici e vi conoscete, allora fate qualcosa che non vi piace, perché è probabile che di voi non abbiate capito un cazzo. Guardate un film di un genere che odiate, ascoltate una canzone movimentata e ballate sul letto! Da quanto tempo vi negate la felicità di un ballo? Sgranchite i muscoli. Stando sempre fermi, seduti alla scrivania, o stesi a letto, o sul divano, somatizzate non solo le calorie sui fianchi, ma anche i pensieri tristi ai lati del cervello. Non pensate a pensieri tristi. Guardate foto di sorrisi piuttosto che stupidi idioti che si fanno gli autoscatti dei loro tagli sulle braccia.</p>
<p>Il mondo non è o nero o bianco, ma è infinite sfumature di miliardi di colori differenti. Prima gli artisti, ma anche voi, vi siete seduti nell&#8217;idea che il mondo sia una faccia triste. E tutti sappiamo che la faccia triste non funziona. Non è neanche bella da vedere. Allora dai, non fatemi ridere da solo.</p>
<p>Perché, pensate che io abbia qualche motivo per farlo?</p>
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		<title>consigli: come farsi delle belle fotografie &#8211; terza parte</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 09:40:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella prima parte abbiamo visto, con una visione molto semplificata, cosa sono le inquadrature e come vanno costruite. Nella seconda, invece, mi sono occupato delle pose. Questa volta prenderò in considerazione le espressioni, probabilmente dando consigli che possono interessare di più al fotografo occasionale che cerca solo consigli pratici su come scattarsi delle belle fotografie.
Io [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.robertodragone.com/blog/consigli-come-farsi-delle-belle-fotografie-prima-parte/" target="_blank">Nella prima parte</a> abbiamo visto, con una visione molto semplificata, cosa sono le inquadrature e come vanno costruite. <a href="http://www.robertodragone.com/blog/consigli-come-farsi-delle-belle-fotografie-seconda-parte">Nella seconda</a>, invece, mi sono occupato delle pose. Questa volta prenderò in considerazione le espressioni, probabilmente dando consigli che possono interessare di più al fotografo occasionale che cerca solo consigli pratici su come scattarsi delle belle fotografie.</p>
<p>Io sono sempre stato affascinato dal fotografo che si fa scatti a se stesso. Io ho iniziato a fotografarmi da solo, quasi all&#8217;inizio, per la mancanza di soggetti. Poi ho trovato quasi una <a href="http://www.facebook.com/album.php?aid=76261&amp;id=72594394802">valvola di sfogo</a> in questo tipo di fotografie. Personalmente sono tra quei fotografi che odia farsi fotografare. Ovviamente la cosa è dipesa dal fatto che, sapendo che dalla fotografia può uscire la personalità di una persona, odio pensare di farmi fare una semplice foto, in cui la mia immagine risulterebbe semplice e fredda.</p>
<p>Egocentrismo? Anche, sì. Ma nessuno è perfetto.</p>
<p><span id="more-1434"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LE ESPRESSIONI.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Fare una bella fotografia è sempre difficile. C&#8217;è chi pensa che basti premere il pulsantino, oppure che il fotografo fa davvero poco dinanzi a certe bellezze naturali (tramonti, panorami vari, il cielo, eccetera). In realtà, come spiegavo anche in <a href="http://www.robertodragone.com/blog/foto-074/">questo articolo</a>, il fotografo da carattere a elementi che potrebbero anche non averne in una fotografia. Decidendo, sì, quando scattare, ma soprattutto prendendo decisioni stilistiche che costruiranno la fotografia e quello che trasmetterà.</p>
<p style="text-align: justify;">Parliamo di foto in posa, certo, ma soprattutto della fotografia generale. E&#8217; sempre sbagliato pensare che la bellezza di una foto sia dipesa soprattutto dalla bellezza del soggetto. Anzi, la bellezza della fotografia è scaturita soprattutto dalla bravura del fotografo, o da quanto ha culo. Eh sì, a volte c&#8217;entra molto anche quello.</p>
<p style="text-align: justify;">Non sono un fotografo ritrattista professionista, assolutamente. E di tecnica ne so poco. Ma sicuramente negli anni ho imparato a &#8216;trattare&#8217; il soggetto in modo da &#8216;addomesticarlo&#8217; ai miei voleri creativi, trasformando anche il suo umore, o addirittura il suo carattere, per le ore in cui lo fotografavo. Comunicare con il soggetto a volte è davvero complicato. Parlare a noi stessi di come vogliamo la foto, invece, dovrebbe essere meno difficile. Ma per un po&#8217; facciamo il gioco dei ruoli: voi siete il mio soggetto, e io il vostro fotografo.</p>
<p style="text-align: center;"></p>
<p style="text-align: justify;">Prima cosa per far belle fotografie è rilassarsi. Se siete nervosi ne risentiranno le vostre espressioni. Io per rilassare il soggetto di solito lo faccio parlare per un po&#8217;. Una volta con una mia amica parlammo per ore, e alla fine lei mi chiese &#8216;Bene, sono rilassata. Facciamo le foto?&#8217; io le risposi che in realtà avevo già tutte le foto che avevo in mente di scattare. E&#8217; ovvio che voi non potete parlare a voi stessi, o forse sì. Qui vi propongo due alternative:</p>
<ol>
<li>Dovete scattare qualche foto in cui state bene? Invitate un vostro amico, o amica, in casa. Passerete qualche ora a parlare, ma nello stesso momento vi fotograferete a vicenda. So che la fotografia è una cosa che spaventa ai più, ma, e più in là prenderò in considerazione l&#8217;argomento, quando le persone parlano fanno diverse espressioni che non saprebbero costruire a freddo. Basta scattare nel momento giusto, e parlare degli argomenti giusti. La cosa è meno strana di quanto sembri.</li>
<li>Se avete vergogna anche solo di leggere questo articolo, potete prendere esempio dagli attori, e cioè una volta messi di fronte alla macchina fotografica (che la teniate in mano voi, o che abbiate trovato un appoggio), pensate a ricordi in modo che la vostra espressione cambi e si rilassi. Oppure ascoltate il vostro album preferito, in modo sempre da <em>costruire</em> un&#8217;espressione.</li>
</ol>
<p><img class="alignnone" src="http://www.robertodragone.com/wp-content/gallery/portrait/sorriso_d__agento_by_robertodragone.jpg" alt="" width="500" height="445" /></p>
<p><!--adsense--></p>
<p style="text-align: justify;">Questa fotografia l&#8217;ho scattata proprio mentre parlavo con la ragazza. Ricordo che Rosalba era nervosa, ma voleva essere fotografata. Così iniziai a parlare di qualcosa, chiedendole solo di guardare nell&#8217;obiettivo nel frattempo. E&#8217; una cosa che funziona quasi sempre, se sapete sfruttare bene la situazione.</p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p style="text-align: justify;">Ovvio che se siete da soli la cosa non cambia. Non vi sentirà nessuno. Cantate, pensate, ricordate, sorridete. Nel frattempo scattate foto, senza però guardare come siano venute man mano, se no vi bloccate. Solo alla fine le guardate tutte, e non siate troppo severi. Ci sarà sicuramente qualcuna in cui siete venuti bene.</p>
<p style="text-align: justify;">Se proprio cantare da soli non vi va giù, mettetevi da qualche parte fermi. Vi inquadrate e aspettate diversi secondi senza fare nulla. Cosa vi viene in mente? Non importa, appena pensate a una cosa scattate. Se avete fatto tutto bene, i vostri occhi non guarderanno l&#8217;obiettivo. Una delle mie foto preferite l&#8217;ho scattata così. E&#8217; <a rel="lightbox" href="http://www.robertodragone.com/wp-content/gallery/portrait/photo_017_by_robertodragone.jpg">questa qui</a>. Come potete vedere, quando pensate siete proprio belli.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone" src="http://www.robertodragone.com/wp-content/gallery/portrait/senza_pensieri_in_testa_by_robertodragone.jpg" alt="" width="500" height="295" /></p>
<p style="text-align: justify;">Questa è una delle primissime foto che scattai una volta appassionatomi alla fotografia. Trascinai la mia amica Romina in questo pomeriggio di &#8216;gioco&#8217;, in cui sperimentai per la prima volta la fotografia insieme a un soggetto che non ero io. Feci molti bei scatti, ma forse questo è il migliore. La feci stendere sul letto, e la feci rilassare. Allora ne sapevo ancora poco su come &#8216;trattare&#8217; il soggetto, e infatti penso che le belle foto che uscirono quel pomeriggio siano dovute soprattutto al fatto che conoscevo benissimo lei. Infatti, non aspettatevi di fare foto così, anche se non è certamente impossibile. Quello che voglio dirvi è che in questa foto c&#8217;è un fotografo dietro, e una modella. Due persone, con ognuno il suo ruolo. Voi sarete una persona con due ruoli, e non è lo stesso. Poi, una cosa che vale molto, quella foto è il frutto di un rapporto tra me e la mia amica, che siamo amici da sempre. Vi auguro di fare foto così al primo tentativo, per carità, e non che elogi questa foto rendendola un capolavoro, dico solo che non è una foto che possono fare tutti. Spero solo di essermi spiegato su quel che vorrei dirvi.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli ultimi consigli pratici che posso darvi sono sicuramente molto interessanti. Il primo è di ridere. Sì, so che ci sono molte più possibilità che usciate bene in foto se ridete. Quindi, fate i cretini, ridete tanto e scattate nel frattempo. La cosa divertente è che gli altri vedranno solo il risultato, e non che avete fatto i cretini per ottenerlo. Il secondo, e ultimo ultimo, consiglio che mi sento di darvi è di NON baciare quando vi fate le foto. Avete capito che intendo? Quelle foto in cui tutti danno i baci, magari per ingrandire le labbra, o chissà per quale folle motivo. Non fatelo, sono trash in una maniera chiara come una nuvola a primavera.</p>
<p style="text-align: justify;">Detto questo, ho finito di darvi consigli. Spero di aver aiutato qualche bella foto a nascere.</p>
<p><!--adsense--></p>
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		<title>consigli: come farsi delle belle fotografie &#8211; seconda parte</title>
		<link>http://www.robertodragone.com/blog/consigli-come-farsi-delle-belle-fotografie-seconda-parte</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 10:24:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella prima parte ho preso in considerazione, in modo del tutto non approfondito, tutto quello che può interessare al fotografo occasionale per quanto riguarda le inquadrature. Quest&#8217;oggi parlerò delle pose, dando sempre consigli mirati a voi che volete solo uscire bene in una fotografia.


LE POSE.
Sinceramente, vi direi di improvvisare e di NON mettervi in posa. Una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella <a href="http://www.robertodragone.com/blog/consigli-come-farsi-delle-belle-fotografie-prima-parte">prima parte</a> ho preso in considerazione, in modo del tutto non approfondito, tutto quello che può interessare al fotografo occasionale per quanto riguarda le inquadrature. Quest&#8217;oggi parlerò delle pose, dando sempre consigli mirati a voi che volete solo uscire bene in una fotografia.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1452"></span></p>
<p><!--adsense--></p>
<p><strong>LE POSE.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sinceramente, vi direi di improvvisare e di NON mettervi in posa. Una cosa che vi SCONSIGLIO di fare è di mettervi in una posa costruita. La maggior parte delle volte ne uscirà fuori una foto bruttissima, se non avete pratica. Questa è una &#8216;guida&#8217; per fotografarvi in modo che veniate bene, che il vostro carattere esca fuori, e non che vi fotografiate a basta.</p>
<p style="text-align: justify;">Il volere una foto in posa costruita è dettato da fotografie viste su riviste, o in internet. Sì, mi è capitato anche che mi dicessero di volere foto &#8216;come&#8217; in quella foto di quell&#8217;attrice lì. Ovvio che la cosa è impossibile da fare, e infatti poi facevo come volevo, regalando comunque degli scatti riusciti. O non facevo per nulla.</p>
<p style="text-align: justify;">Dovete capire che dietro una fotografia non c&#8217;è solo il soggetto e il fotografo ( bravo, cosa che comunque non avete ), ma anche luci, composizioni sceniche, trucchi e costumi. E magari qualche fotoritocco al computer.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che quindi vi consiglio di fare è di lasciarvi andare. Non costruite pose particolari. Anzi, facciamo che vi consiglio qualche buon link su dove trovare ispirazione ( vengono aggiornati automaticamente con le fotografie più popolari, quindi potete anche controllarli più volte al giorno e trovare ogni volta scatti diversi ).</p>
<ul>
<li><a href="http://browse.deviantart.com/photography/people/selfportrait/#order=11">DeviantART &#8211; SelfPortrait</a></li>
<li><a href="http://browse.deviantart.com/photography/people/emotive/">DeviantART &#8211; Emotive portrait</a></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Come potete vedere ci sono delle ottime foto scattate da fotografi a se stessi. Il secondo link, invece, vi può tornare utile per trovare qualche idea originale su come trovare qualche bella posa. Ovvio che vi sconsiglio di guardare l&#8217;estetica della foto, poiché non riuscirete mai a ricrearne una uguale uguale. In questo caso vi consiglio solo di sfogliare le pagine dei link, e lasciarvi trasportare e incuriosire.</p>
<p style="text-align: justify;">Potete anche &#8216;imitare&#8217; una posa, e vede a voi come esce la foto. Anche se di base c&#8217;è l&#8217;idea che la posa è importante per la foto artistica, e NON per la foto occasionale. Appunto, il vostro caso.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone" style="border: 1px solid black;" src="http://www.robertodragone.com/wp-content/gallery/robs/2375133962_c2278274cb_o.jpg" alt="" width="500" height="350" /></p>
<p><!--adsense--></p>
<p style="text-align: justify;">Il consiglio che però più spero ascoltiate è quello di non fare nulla. Mi spiego meglio. Avete presente quelle fotografie improvvisate alle feste? Oppure quando tipo, a un evento, vi accorgete che qualcuno vi sta fotografando, perché lo vedete con la coda dell&#8217;occhio? Bene. E voi qual&#8217;è la prima cosa che fate? Vi mettete nella &#8216;vostra&#8217; posa, quella che è un po&#8217; anonima, ma che vi permette di uscire ne&#8217; troppo male ne&#8217; troppo bene. Ecco, non fate nulla, invece. Quando vi accorgete di essere fotografati, NON fate NULLA. Continuate a fare quel che state facendo, e se avete fortuna e il fotografo ha un minimo di occhio, avrete una nuova foto in cui state bene. In cui il vostro carattere è uscito fuori, nella sua massima spontaneità.</p>
<p style="text-align: justify;">In questa foto in alto con queste tre belle figliole usai questo metodo. Si misero in posa, immobili, di fronte a me. Eravamo a una festa di matrimonio, e volevano essere fotografate tutte belle ed eleganti. Ora come ora non ricordo cosa scatenò quel riso, ma ovvio che scattai nel loro momento più spontaneo, e non in quello in cui erano in posa, in cui avevano sorrisi costruiti e finti.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi in quei casi siate voi stessi, e vedrete che in fondo quella foto non sarà tanto male come pensate. Siate oggettivi, e ammettete che in fondo vi riconoscete in quella foto. Sempre meglio, comunque, di quella che fate girare ora. Che sinceramente c&#8217;ha rotto i maroni ( qualsiasi essa sia).</p>
<p style="text-align: justify;">Piccola nota finale: io che odio farmi fotografare usai questo metodo del-non-far-nulla nello stesso matrimonio. Mia cugina prima fotografò la pianta dietro di me, ovviamente quando voleva fotografare me, poi ci riprovò e riuscì a fotografare me. <a rel="lightbox" href="http://fc05.deviantart.com/fs30/f/2008/180/0/5/nemo_il_mafioso_by_robertodragone.jpg">Ecco il risultato</a>. Certo, non è la foto di me che faccio vedere più volentieri, ma è pur sempre un buon risultato, o no? (in realtà a me non piace per niente)</p>
<p style="text-align: justify;">Poi magari fate tutto questo sforzo per restare naturali, e il fotografo in questione sta fotografando la pianta dietro di voi, eh. Egocentrici.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.robertodragone.com/blog/consigli-come-farsi-delle-belle-fotografie-terza-parte">Qui la terza parte in cui parlo delle espressioni</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>consigli: come farsi delle belle fotografie &#8211; prima parte</title>
		<link>http://www.robertodragone.com/blog/consigli-come-farsi-delle-belle-fotografie-prima-parte</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 11:54:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>

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		<description><![CDATA[Con il boom dei social network ( facebook su tutti ) è diventato importante avere delle belle fotografie di noi stessi. E&#8217; raro però ritrovare la nostra personalità in una fotografia, e siamo sempre costretti a &#8216;usare&#8217;una fotografia di noi che ci soddisfa poco. In questo articolo proverò a darvi qualche consiglio pratico su come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con il boom dei social network ( facebook su tutti ) è diventato importante avere delle belle fotografie di noi stessi. E&#8217; raro però ritrovare la nostra personalità in una fotografia, e siamo sempre costretti a &#8216;usare&#8217;una fotografia di noi che ci soddisfa poco. In questo articolo proverò a darvi qualche consiglio pratico su come farvi belle fotografie, in modo da poterle usare ovunque voi vogliate.</p>
<p><span id="more-1386"></span>Sono un appassionato di fotografia da anni, e ho fatto diversi book fotografici. Ho ricevuto con il tempo, per fortuna, molti complimenti, ma non ho continuato a fotografare per questo. La fotografia è parte di me. E con gli anni sto imparando a gestire quella parte di me. Quindi, la prima cosa che vi devo dire è che io NON posso insegnarvi a fare belle foto. E&#8217; una cosa che non si può insegnare. Che vi scopriate fotografi grazie a questo articolo è un&#8217;altra cosa, ma io mi limiterò a darvi semplici consigli pratici che ho imparato io con gli anni.</p>
<p>Prima di iniziare, vi dico che secondo me i fotogenici ( chi è più adatto a essere fotografato ) non esistono. Ovvio che sì, ci siano volti che sono più facili da fotografare rispetto ad altri, ma secondo me tutti i volti hanno le stesse possibilità di uscire gradevoli in foto. Non è una cosa facile se non si ha un po&#8217; di pratica, ma sicuramente è possibile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Prima di iniziare a fotografarvi.<br />
</strong>Prima di iniziare a fotografarvi dovete rilassarvi. E&#8217; un gioco, una cosa per divertirvi. Non siate nervosi o ne risentiranno le vostre espressioni. Nello stesso momento, però, rendetevi conto che state per fotografarvi per cercare di catturare il vostro carattere. La foto che deve uscire dovrà essere una di quelle che è piacevole da guardare, ma anche uno specchio del vostro carattere. Se non riuscite a rilassarvi usate la musica. Io infatti fotografo sempre con un po&#8217; di musica in sottofondo, per rilassare me e la modella.</p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Inquadratura.</strong><br />
L&#8217;inquadratura è la struttura che date alla fotografia. E&#8217; molto importante ai fini della bellezza della fotografia che l&#8217;inquadratura sia ordinata. <em>A esempio: in una foto ci siete voi sorridenti al centro. Luce perfetta, siete venuti benissimo. Dietro, però, c&#8217;è un manifesto strappato su un mur</em><em>o</em>. L&#8217;inquadratura, che è l&#8217;insieme di tutti gli elementi nella fotografia, risulterebbe disturbata. L&#8217;attenzione di chi la osserva infatti è molto probabile che sia compromessa dalla presenza del manifesto strappato alle vostre spalle. Per questo motivo le fotografie professionali vengono fatte con sfondi di colore omogenei, di solito bianchi. In modo da esaltare il soggetto, sì, ma anche per non disturbare l&#8217;occhio di chi la foto la guarda.<br />
In poche parole vi consiglio di usare uno sfondo omogeneo per le vostre fotografie. Un muro bianco, o colorato. O, non so, un cespuglio, il cielo. Qualcosa che non contenga elementi che possano attirare l&#8217;attenzione lontano da voi. <em>Es</em>:</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone" src="http://www.robertodragone.com/wp-content/gallery/portrait/chi_fu__by_robertodragone.png" alt="" width="500" height="385" /></p>
<p><!--adsense--></p>
<p style="text-align: justify;">Come potete vedere lo sfondo è omogeneo. In questo caso l&#8217;occhio cade subito sullo sguardo del soggetto.<br />
Nonostante sia facile trovare parti di pareti vuote dove effettuare qualche scatto, magari foto così non piacciono, poiché troppo &#8216;formali&#8217;. L&#8217;alternativa è fare foto con elementi nell&#8217;inquadratura oltre voi. E&#8217; una cosa che non so insegnarvi, poiché le regole non le so neanche io. Quando mi è capitato di fare foto con elementi nell&#8217;inquadratura tendevo sempre a decidere la posizione di ogni singolo oggetto, costruendo una foto che sembrava casuale, mentre invece era più in posa di quanto possiate immaginare. Quindi vi consiglio, se proprio volete provare a scattare con altri elementi oltre voi, di fare qualche scatto di prova e vedere cosa disturba e cosa, invece, abbellisce.</p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://fc00.deviantart.com/fs39/f/2008/362/5/4/photo_012_by_robertodragone.jpg" alt="" width="300" height="332" /></p>
<p style="text-align: justify;">Questa foto è un chiaro esempio di inquadratura con elementi di contorno al soggetto. Come potete ben vedere il soggetto non è l&#8217;unico elemento presente, però l&#8217;occhio cade lo stesso prima su lui, non lasciandosi distrarre da ciò che la circonda. I motivi sono tanti. Il primo è la posizione della ragazza ( il soggetto ), e cioè esattamente al centro dell&#8217;inquadratura. L&#8217;occhio, infatti, tende a cadere prima lì piuttosto che altrove. Potrei dirvi che nell&#8217;angolo in basso a sinistra c&#8217;è la sua mano più vicina all&#8217;obiettivo rispetto alla ragazza senza che voi l&#8217;abbiate notato prima. Questo dipende dal secondo motivo, e cioè la messa a fuoco. Infatti solo la ragazza risulta nitida rispetto al resto della fotografia che è sfuocata. Il terzo motivo è la luce. Infatti se notate bene, grazie allo specchio, la luce le illumina esattamente il viso, mettendo in ombra la sua persona già dalla spalla in giù. Un quarto motivo potrebbe essere l&#8217;assenza di colore. In questo modo l&#8217;occhio non viene distratto da colori forti, che possono attirare di più rispetto alla maglietta bianca della ragazza.</p>
<p>Questa fotografia è artistica e studiata. Io a priori vi consiglio di non fare fotografie se non solo con voi presenti con dietro uno sfondo omogeneo.<br />
Come? E&#8217; facile. Prendete la fotocamera, o il cellulare, e girate l&#8217;obiettivo verso di voi.</p>
<p>Cose da fare:</p>
<ul>
<li> Scattate prima qualche fotografia di prova per cercare di inquadrarvi bene. Molto spesso quando non si guarda nell&#8217;obiettivo si tende a inquadrare tutt&#8217;altra cosa anziché il soggetto ( in questo caso il vostro sorriso ). Quindi effettuate qualche scatto di prova per regolare l&#8217;inquadratura.</li>
<li>Sfruttate gli scatti di prova anche per vedere altre cose, come la luce. Una volta inserito le opzioni automatiche nella fotocamera le foto dovrebbero essere un minimo decenti, almeno tecnicamente. Se così non fosse dovete modificare qualcosa dell&#8217;ambiente. La luce è poca? Spostatevi affinché la fonte luminosa più forte ( balcone, finestra, lampada, sole, etc.. ) sia di fronte a voi. In questo caso spostate il braccio teso che tiene la fotocamera leggermente di lato in modo che la sua ombra non vi apparirà addosso.</li>
<li>Se non riuscite proprio a inquadrare il vostro viso, e avete fatto delle bellissime fotografie al muro, sfruttate questa cosa. Se infatti ritenete opportuno che non sia un problema da curare, potete scattare foto particolari al vostro viso. Il mio avatar attuale, che uso un po&#8217; ovunque, è un &#8216;errore&#8217;, poiché non mi ero accorto che lo zoom era attivato. <a rel="lightbox" href="http://photos-a.ak.fbcdn.net/photos-ak-snc1/v1939/189/70/1220195304/n1220195304_30233392_5798.jpg">Cliccate qui per vedere la foto</a>.</li>
<li>Il soggetto, in teoria, deve stare al centro della foto. Avete presente il mirino degli obiettivi delle macchine fotografiche? Ecco, serve proprio a facilitare la posizione centrale del soggetto.</li>
</ul>
<p>Cose da <strong>NON</strong> fare:</p>
<ul>
<li>Parlando di inquadrature, l&#8217;unica cosa che vi consiglio di non fare è scattare la foto alzando le braccia. Io non so proprio perché alcune persone tendono ad alzare le mani e fare foto dall&#8217;alto, poiché le foto escono sul serio bruttine. So che esiste una legenda metropolitana che dice che alzando le mani le foto tendono a risultare come scattate da lontano. Be&#8217;, le vostre braccia non si allungano se solo le alzate, vi pare? Quindi non c&#8217;è differenze tra le braccia alzate, e braccia tese in avanti. Solo che, con le braccia alzate, le foto sono proprio brutte. A meno che, poi, non vogliate inquadrare anche qualcosa dietro di voi, o ai vostri piedi.</li>
<li>Le varie regole di base per fare una foto, come non mettere le dita davanti all&#8217;obiettivo ne davanti al flash spero di non doverle sottolineare.</li>
</ul>
<p><!--adsense--></p>
<p><a href="http://www.robertodragone.com/blog/consigli-come-farsi-delle-belle-fotografie-seconda-parte">Ciccate qui la seconda parte: le pose.</a></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>foto 074</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jul 2009 11:09:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Moleskine]]></category>

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		<description><![CDATA[Passeggiavo per il parco come tutti i giorni. Si tagliavano un paio di chilometri, ma in realtà a me piaceva vedere quel verde prima di immergermi nel centro cittadino, nella sua vita veloce e chiassosa.
Per il centro spesso camminavo con la monospalla chiusa, e la reflex al suo interno. Quando attraversavo il parco la reflex [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Passeggiavo per il parco come tutti i giorni. Si tagliavano un paio di chilometri, ma in realtà a me piaceva vedere quel verde prima di immergermi nel centro cittadino, nella sua vita veloce e chiassosa.</p>
<p>Per il centro spesso camminavo con la monospalla chiusa, e la reflex al suo interno. Quando attraversavo il parco la reflex era sempre nella mia mano destra. Spenta, con l&#8217;indice accanto al pulsante di scatto, pronto ad accenderla.</p>
<p><span id="more-1265"></span></p>
<p>E ne ho viste di cose. Molte non le ho fotografate. Un po&#8217; per paura del soggetto, un po&#8217; perché non avrei saputo fotografare quel momento. E se so di non riuscire a trovare un equilibrio perfetto tra situazione e geometria nella composizione della foto, non ci provo neanche a scattare una fotografia. Eh lo so, ma che ci posso fare, è più forte di me.</p>
<p>(non avevo paura che il soggetto mi menasse. in realtà però non so spiegarvi la cosa, quindi non vi dico altro oltre la parole &#8216;paura&#8217;)</p>
<p>Poco prima dell&#8217;uscita del parco c&#8217;è l&#8217;ennesimo prato. Il parco ne è pieno. Tappeti fatti di fili d&#8217;erba che ti coccolano se ti ci stendi sopra, con macchie di foglie colorate sparse qua e là, e sassi, e fiori. A correrci sopra trovavo bambini, con le famiglie al seguito. Per lo più però c&#8217;erano cani con i loro padroni. Persone che avevano l&#8217;aria di godersi la vita. Io penso che il fotografo sia questo. Non importa cosa sia la realtà, ed è ovvio che in un&#8217;occhiata non puoi sapere la vita di un perfetto sconosciuto. Ma con una fotografia, decidendo ogni dettaglio della sua costruzione, tu crei una vita e un personaggio. Le persone di quel parco penso si dessero appuntamento ogni giorno. C&#8217;erano sempre le stesse teste, con espressioni sempre sorridenti e rilassate.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.robertodragone.com/wp-content/gallery/portfolio/074_by_robertodragone.jpg" alt="" width="500" height="331" /></p>
<p>Poco prima dell&#8217;uscita del parco c&#8217;era l&#8217;ennesimo prato, e quelle due persone guardavano un punto, dandomi le spalle. Continuai a camminare, calpestando metri, ma quelle persone non si mossero. Era una situazione assurda da vedere: due persone immobili in mezzo a un prato a guardare lo stesso punto, senza muovere un muscolo solo del loro corpo. Il cane era invece girato verso me, con la testa ad annusare qualcosa tra l&#8217;erba. Con tutta calma decisi l&#8217;inquadratura, e scattai una foto, questa. Poi misi da parte la reflex per tentare di cercare con l&#8217;occhio qualcosa di interessante che potesse aver catturato i loro sguardi. Be&#8217;, non trovai nulla. Però c&#8217;ho guadagnato una bella foto a cui tengo molto, e un mistero a cui pensare ogni tanto.</p>
<p>L&#8217;avrò attraversato decine di volte quel parco, e sì, ho sempre trovato qualcosa interessante da vedere. Quindi non li biasimo se per qualche secondo siano sembrati assurdi nella loro curiosità.</p>
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		<title>foto 017</title>
		<link>http://www.robertodragone.com/blog/foto-022</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Jan 2009 21:47:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://farm4.static.flickr.com/3118/3175236494_8c1b0d580c.jpg" alt="" width="399" height="590" /></p>
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