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	<title>Roberto Dragone &#187; Gentili lettori</title>
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		<title>racconti dai lettori: il bene e il male</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 12:01:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gentili lettori]]></category>

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		<description><![CDATA[Potessi, aprirei questo post con l&#8217;intro della 20th Century Fox, perché è proprio ganzo e figo. Apri il post e partono le trombe, i violoncelli, e tutto il resto. Perché questo è un ritorno della rubrica dei racconti dei lettori, una festa. In realtà noi giovani troppo belli, approfittiamo di ogni cazzata per far festa. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Potessi, aprirei questo post con <a href="http://www.youtube.com/watch?v=V_DtWlKf5hw">l&#8217;intro della 20th Century Fox</a>, perché è proprio ganzo e figo. Apri il post e partono le trombe, i violoncelli, e tutto il resto. Perché questo è un ritorno della rubrica dei racconti dei lettori, una festa. In realtà noi giovani troppo belli, approfittiamo di ogni cazzata per far festa. Siamo dei fannulloni, dicono. Quindi, non so, oggi c&#8217;è il sole? <em>Festeggiamo</em>! Oppure, stanotte non ho dimenticato come si cammina? <em>Festeggiamo</em>! Con l&#8217;intro ganzo della 20th Century Fox.</p>
<p>Anche questa volta ho un racconto bellissimo da farvi leggere. In fondo v&#8217;ho mai deluso nei miei post? E&#8217; una domanda retorica, non rispondete. Il racconto si intitola <strong>Il bene e il male</strong>, ed è scritto da <strong>Fedaccia</strong>, <a href="http://fedaccia.tumblr.com/">qui il suo tumblr</a>, che una ragazza che non conosco molto, ma da quelle poche email che ci siamo scambiati, e dopo la lettura del racconto, mi permetto di dire che è una ragazza piena di energie e tanto simpatica, con del talento nella scrittura che mi ha colpito molto. Sembra un po&#8217; una cosa falsa, poiché pubblico il suo racconto e quindi sarei quasi obbligato a parlarne bene, ma non è così. E se lo pensate siete delle merde. Sono stato fortunato perché tutti i racconti che mi sono arrivati sono belli, scritti da persone altrettanto simpatiche e interessanti. E io li pubblico più che volentieri, vantandomi di essere stato scelto da menti così stimolanti. Poi, questo racconto qui, sarebbe proprio bello se si riuscisse a trasformare in un piccolo cortometraggio, che ispira davvero tanto.</p>
<p>Prima di farvi leggere il racconto, <a href="mailto:robdragone@gmail.com">vi rinnovo l&#8217;invito a inviarmi i vostri racconti per email</a>; argomento, lunghezza e tutto il resto, sono completamente liberi. Figuratevi se censuro. E ora, <strong>Il bene e il male</strong>!</p>
<p><span id="more-2206"></span></p>
<h1 style="text-align: center;">IL BENE E IL MALE</h1>
<p style="text-align: center;">di Fedaccia</p>
<p>Sedevano uno accanto all’altro, su una panchina verde in una spiaggia deserta. Di fronte il mare urlava tempesta, il cielo era scuro e presto una pioggia fitta si sarebbe unita al vento freddo e tagliente.<br />
Le due figure emanavano luce propria, non venivano toccate dal vento ne’ dalle onde che si schiantavano verso di loro. Sembravano un fotomontaggio riuscito male, ma erano più reali di tutto il resto intorno.<br />
&#8220;Allora&#8221; cominciò uno dei due &#8220;chi ha vinto?&#8221;.<br />
&#8220;Mi pare evidente, abbiamo perso tutti e due&#8221; replicò l’altro.<br />
Si lisciava i baffetti bianchi con un’espressione piuttosto pensierosa. &#8220;Non l’avrei mai detto..&#8221; disse cupo.<br />
&#8220;Grazie tante, l’hai visto ora che non vali niente? Chiunque sarebbe stato pronto a scommettere sulla mia sconfitta, ma sulla tua.. Beh, siete rimasti fregati!&#8221;<br />
&#8220;Ne sei contento?&#8221;<br />
&#8220;Sai cosa me ne frega?&#8221;<br />
&#8220;Come fai ora che non c’è più nessuno?&#8221;<br />
&#8220;E tu allora? Siamo nella stessa barca, tu ed io come ai vecchi tempi..&#8221;<br />
&#8220;Ci sono altri mondi…&#8221;<br />
&#8220;E vuoi davvero rovinarne altri?? E poi sarei io il Male..&#8221;<br />
&#8220;Magari facendo scelte diverse..&#8221;<br />
&#8220;Allora non hai proprio capito.. Tu sei sbagliato! Sei tu che non vai! Non ce la puoi fare senza di me, non esisti senza di me, lo sai.. E brutto da accettare, lo so, ma tu non puoi stare senza di me!&#8221;<br />
Cominciò a ridere, l’altro era sempre più affranto.<br />
Il cielo si era scurito ancora di più, le palme venivano strapazzate dal vento impetuoso, qualcuna addirittura sradicata; presto arrivarono anche i fulmini, ma i due di tutto ciò  sembravano non curarsene.<br />
Il Bene si alzò di scatto, cominciò  a passeggiare sulla spiaggia, i piedi a un metro da terra. Ripensava a quando, due secoli prima, aveva accettato la scommessa con il suo nemico.<br />
Nel mondo avevano coesistito sempre entrambi, Bene e Male, in una eterna lotta. Il mondo voleva il Bene, lottava per il Bene, ma il Male vi si opponeva sempre.<br />
Fino a quando, un giorno, volontariamente si ritirò. &#8220;Ti lascio campo libero, hai vinto.&#8221; gli disse &#8220;Ma vedrai come andrà a finire!&#8221; E rise, la stessa risata che ora riecheggiava in ogni angolo della terra.<br />
Ed ora al mondo non c’era più nessuno, e la tempesta che si stava abbattendo l’avrebbe distrutto nel giro di poche ore.<br />
Il Bene aveva trionfato in un giorno qualsiasi del 2012. Così, di punto in bianco. Erano finite tutte le guerre, tutti i litigi, tutte le lotte e le prevaricazioni, erano finiti sfruttamento e povertà. L’odio non esisteva più, solo amore incondizionato verso tutti. Gli animali non venivano più mangiati da nessuno, i carnivori divennero erbivori. Non c’era il capo, non c’erano gli schiavi ne’ i sudditi, non c’erano le razze ne’ le lingue diverse.<br />
Non c’era la legge, non serviva, ognuno faceva ciò che era meglio per gli altri prima che per se stesso. Non c’erano prigioni né omicidi legalizzati.<br />
Come in un paradiso, non si sa come, sparirono pure malattie, incidenti d’auto, buchi nell’ozono, terremoti e straripamenti di fiumi ed ogni genere di disastro ambientale fino ad allora sperimentato.<br />
L’unica causa di morte era la vecchiaia. La televisione venne soppressa, e con lei la notorietà, e con questa l’invidia. Nessun modello a cui dover assomigliare, nessun canone a cui uniformarsi per non sentirsi diverso. Non c’erano più giudizi e pregiudizi, non c’era più il denaro, le droghe, il tradimento. Insomma, qualsiasi cosa di brutto ci fosse stato fino ad allora, ora non c’era più.<br />
Non c’era più niente per cui piangere, niente per cui lottare, niente da desiderare, perché gli uomini avevano tutto quello di cui avevano bisogno.<br />
Il Bene aveva trionfato.<br />
E così gli uomini di quel tempo vissero in pace e in felicità, pienamente coscienti del miracolo e pienamente consapevoli della bellezza di quel nuovo mondo e di quella nuova vita. E i figli di quegli uomini vennero educati ad apprezzare tutto quello che avevano intorno, perché i loro padri raccontavano loro ogni giorno le bruttezze del mondo precedente, un po’ come si raccontano le storie di streghe ai bambini per mettere paura. E così i figli lo raccontarono ai loro figli, e i figli dei figli ai figli ancora e così via.<br />
Solo che, andando avanti, più che di fatti realmente successi sembrò quasi che si trattasse di un invenzione. E piano piano ognuno smise di crederci, un po’ come secoli prima i bambini avevano smesso di credere alle fate.<br />
E così nessuno si rese conto della fortuna che aveva, e nessuno sapeva più che cosa fossero la sofferenza, la tristezza, perché nessuno lo raccontava più. E così, nessuno sapeva più che cos’era la felicità, nessuno sapeva più che cos’era il bene, perché nessuno sapeva che cos’era il male. E gli uomini di quel tempo non avevano più nulla per cui gioire. E il mondo gli venne a noia, e l’unica cosa che allora desiderarono fu di morire. E lo fecero, così, semplicemente, smisero di mangiare, di bere, di respirare, di vivere.<br />
E il mondo finì, finì perché  il Bene aveva trionfato. Così si trovarono soli loro due, il Bene e il Male, come vecchi nemici che sono quasi diventati amici, a guardare insieme gli ultimi attimi di quel mondo che ormai era arrivato alla sua inevitabile fine. E ora, mentre tutto si faceva nero, non c’erano più parole fra i due, solo un vuoto incolmabile dentro di loro e l’amara consapevolezza che la loro lotta sarebbe dovuta essere infinita. Si guardarono, poi si incamminarono fianco a fianco verso il nulla eterno.</p>
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		<title>racconti dai lettori: vorrei perdermi</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 10:48:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gentili lettori]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono felice che qualcuno lesse e accolse il mio invito a scrivere un racconto a inviarmelo! Ho avuto molte più risposte di quanto mi aspettassi, e ne sono contento! Ma ripeto l&#8217;invito: potete scrivere e inviarmi un racconto a questa email; l&#8217;argomento è libero, così come la lunghezza. Ditemi il vostro nome e indicatemi il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono felice che qualcuno lesse e accolse il mio invito a scrivere un racconto a inviarmelo! Ho avuto molte più risposte di quanto mi aspettassi, e ne sono contento! Ma ripeto l&#8217;invito: potete scrivere e inviarmi un racconto a <a href="mailto:robdragone@gmail.com">questa email</a>; l&#8217;argomento è libero, così come la lunghezza. Ditemi il vostro nome e indicatemi il vostro blog, o sito web, così che io vi possa linkare.</p>
<p>Detto questo, arriviamo al racconto di questa volta,<strong> Vorrei perdermi</strong>. E&#8217; di <strong>Letizia</strong>, una ragazza dal talento nascosto. In fondo è un po&#8217; lo scopo di questa, uhm, rubrica?, e cioè quello di scoprire e farvi scoprire scrittori. Letizia è infatti molto brava a mettere in ordine i pensieri, e trasformarli in parole. Quando lessi il suo racconto mi colpì molto, perché è un pezzo molto profondo, di quelli che ti fanno toccare la vita. Lo leggi, e un po&#8217; ci pensi su. Inoltre, <a href="http://apneadiparole.tumblr.com/">qui potete trovare il suo tumblr</a>, pieno di parole altrettanto belle e stimolanti. Ma ora, ciancio alle bande, e buona lettura!<br />
<span id="more-2179"></span></p>
<h1 style="text-align: center;">VORREI PERDERMI</h1>
<p style="text-align: center;"><em>di Letizia</em></p>
<p><em></em><br />
Vorrei perdermi,in una notte come tante,tra il chiarore delle stelle,e la lucentezza della luna. Perdermi,e viaggiare sola nel buio,con il passo incerto,ma pur sempre mio. E percorrere quella strada,la mia vera strada,con passo lento,sotto le note di una melodia,che posso ascoltare solo io,e che mi guida anche tra le difficoltà. Vorrei perdermi,in una notte come tante,e durante il mio percorso,superare gli ostacoli,resistere alle tentazioni. Vorrei perdermi con la consapevolezza che io la possiedo,la luce,fortissima ed accecante,capace di illuminare il buio della notte se solo lo volessi. Vorrei perdermi,e viaggiare da sola nel buio,e dopo mille passi,ed altri mille,vedere l&#8217;alba,quello spettacolo che fino ad ora non mi è mai stato concesso. E perdermi dentro la luce del sole,che dopo attimi di immenso sarà già alto, inarrivabile. Vorrei perdermi nel suo calore. E proseguire nella mia strada,senza perdere di vista la luce che mi guida,la mia luce,proseguire senza domande e illusioni,proseguire tra la bellezza del paesaggio,proseguire senza pensieri.<br />
Vorrei perdermi,per ritrovare me stessa.</p>
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		<title>racconti dai lettori: dove sei stata?</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 10:19:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gentili lettori]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccomi qua, a pubblicare il primo racconto scritto dai voi lettori. Ricordate? Un mese fa vi chiesi di scrivere un racconto e mandarmelo, affinché io potessi pubblicarlo qui sul blog. Non avevo dato particolari indicazioni, quindi davo totale libertà nella lunghezza del racconto, l&#8217;argomento e il tempo dell&#8217;invio. Infatti non ci sarà una scadenza particolare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccomi qua, a pubblicare il primo racconto scritto dai voi lettori. Ricordate? Un mese fa vi chiesi di scrivere un racconto e mandarmelo, affinché io potessi pubblicarlo qui sul blog. Non avevo dato particolari indicazioni, quindi davo totale libertà nella lunghezza del racconto, l&#8217;argomento e il tempo dell&#8217;invio. Infatti non ci sarà una scadenza particolare con cui pubblicherò i vostri racconti, ma lo farò quando meglio credo, quindi non abbiate fretta. Vi rinnovo invito: scrivetemi a <strong>robdragone [at] gmail [dot] com</strong>.</p>
<p>I racconti da pubblicare li sceglierò casualmente, ma mi sembrava giusto pubblicare per primo il primo racconto che mi è stato inviato. Il titolo del racconto è <strong>Dove sei stata?</strong> ed è scritto <strong>Francesco Rossetti</strong>, che potete trovare <a href="http://friendfeed.com/elfness">qui nel suo friendfeed</a>. Il racconto è molto bello e malinconico. Ha permesso che ricordassi immagini che avevo quasi rimosso dalla mia memoria. Ma bando alle ciance, buona lettura!</p>
<p><span id="more-2104"></span></p>
<h1 style="text-align: center;">Dove sei stata?</h1>
<p style="text-align: center;"><em>di Francesco Rossetti</em></p>
<p style="text-align: left;"><em></em><br />
Noi umani non ci rendiamo mai conto quanto possa essere bella una piazza innevata, quanto possa essere dolce la panna montata sulla cioccolata, quanto possa essere felice un bambino che gioca con il padre, quanto dolore si possa provare nel salutare una persona che non vedremo per un anno. Noi umani aspettiamo, e lasciamo che davanti ai nostri occhi passino tutte le cose belle della vita.<br />
Mi accorsi di questo un giorno, poco prima di Natale, in un bar in piazza Duomo, davanti a me una persona.<br />
-Dove sei stata?- le chiesi<br />
-Lontana- rispose lei<br />
Si, questo l&#8217;avevo capito. Lontano, molto.<br />
Non mi ricordo con l&#8217;esattezza quando incontrai Elena per la prima volta. Fu&#8230; tanto tempo fa. Tanto, davvero. Eravamo ad una festa di un amico in comune. Credo ci trovassimo in una discoteca, ma non ne sono sicuro. Lei era davanti a me e, dopo che mi chiese di passarle un bicchiere, incominciammo a parlare. Incominciammo parlando del nostro amico. Studiava dall&#8217;altra parte della città, non credo d&#8217;averla mai vista prima. Dopo quella volta lei incominciò ad uscire con noi, ricordi? In poco tempo diventò una costante nella nostra vita. C&#8217;era sempre. Ma non solo quando si usciva, ma anche se avevi bisogno di qualcuno con cui parlare. Anche se la chiamavi a notte fonda, lei ti rispondeva sempre, ricordi?<br />
Lei aveva un sogno. Viaggiare per il mondo. Ogni sera che uscivamo ci raccontava di un posto che voleva visitare. Una volta era il santuario di Itsukushima, in Giappone, un&#8217;altra volta era un piccolo villaggio nel Vietnam, la sera dopo il vulcano Lanin, nelle Ande. E sempre ci portava foto di quei luoghi, e ce ne parlava minuziosamente. A volte mi ritrovo a parlare di quei luoghi come se ci fossi andato veramente. Come se avessi davvero sentito sulla mia pelle il freddo delle montagne, o l&#8217;umido delle risaie. E quando smettevo di parlare venivo come catapultato alla realtà<br />
Poi una sera tutto scomparve, non c&#8217;erano più i viaggi, non c&#8217;erano più le città, non c&#8217;erano più i racconti, né le foto. E anche lei<br />
-Lontano- ripresi -molto lontano. Per non mandarmi, in 10 anni, né un&#8217;email né nessun altro segno della tua esistenza dev&#8217;essere stato molto lontano-<br />
-Non puoi capire&#8230;-<br />
-Sbagli, invece capisco benissimo. Capisco che non volevi avere più niente a che fare con me. Capisco che hai fatto di tutto per cercare di eliminarmi dalla tua vita. Ma c&#8217;è una cosa che non capisco. Perché mi hai cercato? Perché mi hai chiamato dopo 10 anni che non ti facevi sentire?-<br />
Non disse niente. Aprì la sua borsa e prese un pacchetto. Lo posò sul tavolo. Si alzò e se ne andò.<br />
Presi il pacchetto, e mi diressi verso casa. C&#8217;era un bigliettino, per me. C&#8217;era scritto di aprirlo a Natale. Non prima, non dopo.<br />
Passarono dei giorni, non la sentii mai.<br />
Un bel giorno ci alziamo e, appena il nostro piede tocca il freddo pavimento, nella nostra mente balena il pensiero di essere cresciuti, di poter chiudere definitivamente il libro dell&#8217;infanzia e di incominciare quello degli adulti. Crediamo di avere definitivamente chiuso con babbo Natale, i regali di compleanni, le domande delle zie e annessi. Ma in realtà non è così. Dentro di noi ci sarà sempre il bambino che, sotto la fievole luce di una piccola lampadina, continuerà a leggere il libro dell&#8217;infanzia.<br />
Non credo di aver aspettato con così tanta ansia la notte di Natale. Aspettavo che arrivasse mezzanotte per poter aprire quel pacco, come a seguire una legge non scritta ma che tutti rispettano. Non si apre un regalo di Natale prima che sia Natale.<br />
Strappai leggermente la carta, infilai la mano nella fessura che si era aperta e le mie mani toccarono quello che sembrava essere una scatola delle scarpe. Era una scatola delle scarpe.  Francobolli di paesi a me sconosciuti si mischiavano con foto di luoghi mai visti né sognati. Conteneva 10 anni, 10 anni di lettere non spedite, di parole non dette. 10 anni di vita non raccontata.<br />
L&#8217;ultima lettera non aveva un francobollo. Ma era espressamente indirizzata a me. Le parole che vi erano scritte mi fecero male come nessun&#8217;altra parola abbia mai fatto e mi farà male. Tutti quei sentimenti repressi espressi in delle righe. Un semplice &#8220;ti amo&#8221; più potente di tutte le canzoni d&#8217;amore mai scritte e che mai saranno scritte. 10 anni in una parola.<br />
&#8220;Appena hai finito di leggere tutte queste lettere vieni sotto i Portici di Piazza Broletto. Sarò lì fino all&#8217;una di Natale&#8221;<br />
Uscii di casa, presi la bicicletta, e pedalando il più veloce possibile arrivai sotto i Portici. Buttai la bici e mi guardai intorno.<br />
Intorno me e dentro me il deserto.<br />
Guardai l&#8217;orologio. Erano le 3 passate.<br />
Chiamai tutti i nostri amici in comune per farmi dare il suo numero di telefono, per sentirla. Per dirle di tornare. Per dirle che l&#8217;amavo.<br />
Ma ormai era già partita per un altro viaggio, e non avrei mai più potuta vederla.<br />
Oppure chissà, fra 10 anni, poco prima di Natale, in un bar del centro, mentre nevica, mentre un padre gioca con il figlio, mentre due persone si danno addio.</p>
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		<title>orrobile awards 2009</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 11:49:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gentili lettori]]></category>

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		<description><![CDATA[In questo periodo si parla delle nomination agli Oscar, da poco è finito il festival del cinema di Venezia, e ora inizierà quello di Roma (con i Coen!!); i premi sono nell&#8217;aria. Quindi, mi è venuta un&#8217;idea proprio scema, ma bellina e che voi siete obbligati a farvi piacere.
Inauguro la prima edizione degli Orrobile Awards, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo periodo si parla delle nomination agli Oscar, da poco è finito il festival del cinema di Venezia, e ora inizierà quello di Roma (con i Coen!!); i premi sono nell&#8217;aria. Quindi, mi è venuta un&#8217;idea proprio scema, ma bellina e che voi siete obbligati a farvi piacere.</p>
<p>Inauguro la prima edizione degli <strong>Orrobile Awards</strong>, datata 2009 (ricordatemi l&#8217;anno prossimo di rinnovarla), incentrata su questo proprio codesto blog. In questa sede verranno decretati, tra i post che ho pubblicato, i vincitori in varie categorie: <strong>miglior post</strong>, <strong>miglior racconto</strong>, <strong>post più divertente, </strong><strong>peggior post</strong>, <strong>frase più bella</strong> e <strong>miglior titolo</strong>. E voi siete la giuria!</p>
<p><span id="more-1992"></span>So di avere più lettori di quanto mi fate credere. Molti di voi mi contattano in privato commentando i post che pubblico, e dicendo che hanno vergogna di pubblicare un commento sul blog. Perciò penso di andare sul sicuro quando dico che mi aspetto tanti voti&#8230; Se così non fosse mi deprimerei e sarà solo colpa vostra.</p>
<p><strong>Come votare?<br />
</strong>Copiate tutto il batacchietto qui sotto e incollatelo nel commento. Poi cancellate le spiegazioni che ho inserito sostituendole con il titolo dei post vincitori, ed eventuali commenti.</p>
<p><strong>MIGLIOR POST </strong></p>
<p>Qui tutti i post possono essere votati. <a href="http://www.robertodragone.com/blog/mappa">Qui potete consultare l&#8217;elenco completo</a>, così leggete i titoli e vi ricordate e dite &#8216;Ah! Sì, questo!&#8217;.</p>
<p><strong>POST PIU&#8217; DIVERTENTE</strong></p>
<p>Anche qui non c&#8217;è un elenco limitato. Delle volte ho scritto cose mie, &#8216;quasi&#8217; deprimenti, e invece ho letto commenti di lettori divertiti. Quindi chi lo sa&#8217; quando vi faccio ridere e quando no. Ovviamente, consultando l&#8217;elenco dei post per decretare il miglior post, vi conviene cercare nel frattempo anche il post che più vi ha divertito.</p>
<p><strong>PEGGIOR POST</strong></p>
<p>Questa è la categoria che più mi incuriosisce! Aahahahah!</p>
<p><strong>FRASE PIU&#8217; BELLA </strong></p>
<p>Come da titolo: la frase che mi vi è piaciuta. O anche un paragrafo, un pensiero, o una parola.</p>
<p><strong>MIGLIOR TITOLO </strong></p>
<p>Be&#8217;, il miglior titolo (oddio faccio schifo a spiegare le cose, sì).</p>
<p><strong>MIGLIOR RACCONTO </strong></p>
<p>Categoria che ho lasciato per ultima perché ho pensato un modo intelligente (??) per aiutarvi a decidere. Sotto elencati ci sono tutti i link ai racconti che ho pubblicato, con un piccolo riassunto per farvi ricordare quale racconto sia, o per mostrarvi se c&#8217;è qualcuno che avete zompato.</p>
<p><a href="http://www.robertodragone.com/blog/il-chip-difettato">Il chip difettato</a> &#8211; Un cellulare difettato, che prende parola.</p>
<p><a href="http://www.robertodragone.com/blog/storia-da-un-altro-secolo">Storia da un altro secolo</a> &#8211; Un futuro lontano raccontato attraverso gli occhi di un cittadino comune.</p>
<p><a href="http://www.robertodragone.com/blog/questo-numeri-di-telefono">Questo numeri di telefono</a> &#8211; Un uomo vuole sapere un numero di telefono da un suo amico.</p>
<p><a href="http://www.robertodragone.com/blog/quel-cane-a-forma-di-nuvola">Quel cane a forma di nuvola</a> &#8211; La piccola storia di un cane che si sentiva solo.</p>
<p><a href="http://www.robertodragone.com/blog/le-pantofole-usa-e-getta">Le pantofole usa e getta</a> &#8211; Un uomo esprime il desiderio della sua vita.</p>
<p><a href="http://www.robertodragone.com/blog/il-colore-dei-pesciolini-rossi-la-protesta-dei-piccioni-e-i-pesci-fessi-e-lessi">Il colore dei pesciolini rossi, la protesta dei piccioni e i pesci fessi e lessi</a> &#8211; Guardate, lasciamo perdere.</p>
<p><a href="http://www.robertodragone.com/blog/bello-in-un-mondo-di-brutti">Bello in un mondo di brutti</a> &#8211; In un mondo in cui han deciso che il brutto è ciò che piace, l&#8217;ultimo bello rimasto si sente solo.</p>
<p><a href="http://www.robertodragone.com/blog/vietato-stare-in-ssshilenzio">Vietato stare in ssshilenzio </a>- Una chiacchierona parla troppo mentre guarda un film tra amici.</p>
<p><a href="http://www.robertodragone.com/blog/le-elezioni-delle-tette">Le elezioni delle tette</a> &#8211; Elezioni: i due partiti delle tette espongono le proprie idee agli elettori.</p>
<p><a href="http://www.robertodragone.com/blog/corsa-in-ritardo">Corsa in ritardo</a> &#8211; Il figlio sta per nascere, e il padre deve correre subito in ospedale perché è in ritardo!</p>
<p><a href="http://www.robertodragone.com/blog/tanto-rumore-per-nulla">Tanto rumore per nulla</a> &#8211; Un vecchio frigorifero pensante che fa tanto rumore.</p>
<p><a href="http://www.robertodragone.com/blog/lui-vuole-volere">Lui vuole volere</a> &#8211; Breve incontro tra un uomo e una prostituta&#8230;</p>
<p><a href="http://www.robertodragone.com/blog/il-mago-max">Il mago Max</a> &#8211; Lo spettacolo del mago Max!</p>
<p><a href="http://www.robertodragone.com/blog/foglie">Foglie</a> &#8211; Arrivato l&#8217;autunno, mamma foglia insegna alle sue foglioline come cadere dall&#8217;albero.</p>
<p><a href="http://www.robertodragone.com/blog/alla-ricerca">Alla ricerca</a> &#8211; Uno strano ragazzo cerca qualcosa nell&#8217;erba&#8230;</p>
<p><a href="http://www.robertodragone.com/blog/joe">Joe</a> &#8211; Parla un bambino del suo amico Joe.</p>
<p><a href="http://www.robertodragone.com/blog/la-bambina-e-il-buio">La bambina e il buio</a> &#8211; Una bambina e la paura del buio&#8230; e i suoi rimedi per superarla.</p>
<p><a href="http://www.robertodragone.com/blog/racconto-modenese">Racconto modenese</a> &#8211; Un uomo che racconta un aneddoto della sua giovinezza.</p>
<p><a href="http://www.robertodragone.com/blog/favola-di-cinema">Favola di cinema</a> &#8211; Una fiaba scritta con dei titoli dei film.</p>
<p><a href="http://www.robertodragone.com/blog/una-storia-sola">Una storia sola</a> &#8211; Un&#8217;inquietante storia di un uomo solo.</p>
<p><a href="http://www.robertodragone.com/blog/io-bambola">Io, bambola</a> &#8211; Una bambola viene acquistata da un bambina. Il suo punto di vista è tutto ciò che racconto.</p>
<p><a href="http://www.robertodragone.com/blog/la-bottega-del-barbiere">La bottega del barbiere</a> &#8211; Dal barbiere!</p>
<p><a href="http://www.robertodragone.com/blog/verso-la-parola">Verso la parola</a> &#8211; Un ragazzo innamorato di una sconosciuta, cerca le parole per avvicinarsi.</p>
<p>Bene; avete una settimana per votare!</p>
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		<title>comunicazione di servizio per i gentili lettori: donne, uomini ed eventuali bambini</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 10:20:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
				<category><![CDATA[Certamente demente]]></category>
		<category><![CDATA[Gentili lettori]]></category>

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		<description><![CDATA[No, non vi voglio comunicare che il papa ha deciso di scomunicarvi tutti. No, neanche vi regalo un biliardo, né di dollari né da gioco, per la vostra masochistica pazienza nel seguirmi. Ma bensì, vi comunico la mia nuova &#8220;pazzia&#8221;. Negli anni ho avuto diversi blog. Sono stato un po&#8217; la prostituta dei servizi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No, non vi voglio comunicare che il papa ha deciso di scomunicarvi tutti. No, neanche vi regalo un biliardo, né di dollari né da gioco, per la vostra masochistica pazienza nel seguirmi. Ma bensì, vi comunico la mia nuova &#8220;pazzia&#8221;. Negli anni ho avuto diversi blog. Sono stato un po&#8217; la prostituta dei servizi di blogging: da splinger, a <a href="http://ilmionomeisrob.blogspot.com/">blogspot</a> e <a href="http://ilmionomeerob.wordpress.com/">wordpress</a>, dove i miei blog sono ancora aperti (ma senza aggiornamenti, ovviamente). Negli anni ho sperimentato molto grazie a questo modo di comunicare. Scrivo molto, dal moleskine alle mail, alle chat in skype. Ognuno di queste scritture ha un lettore: nessuno per il moleskine (o &#8220;la&#8221; moleskine?), i miei amici per email, i miei amici per skype. E qui, nel blog, io scrivo per voi. E&#8217; inutile che c&#8217;è un giro di parole. Ci sono blogger che dicono &#8220;Io scrivo per me&#8221;, il che è anche vero, scrivi per te nel senso che non sei soggetto ad argomenti o censure, ma qualora apri un blog ti aspetti lettori, commentatori, discussioni e quant&#8217;altro. E io, bene o male, nella salute e nella malattia, nella gioia e nel dolore, ho sempre dato spazio ai lettori. Chiamandoli, a volte, &#8220;gregge&#8221; nei miei precedenti blog, o anche c&#8217;era la pagina &#8220;fanz&#8221; in un altro, dove creai un elenco di nomi con le persone che mi seguivano. Be&#8217;, dopo un anno e mezzo -più o meno- di vita, è ora che faccia qualche sperimento anche in questo blog. E cosa ha pensato la mia pericolosa mente? Niente di originale, o forse sì.</p>
<p>Avete mai scritto un racconto? La maggior parte di voi no, quindi vi chiedo di scriverne uno per il mio blog. Mi spiego meglio: senza un argomento imposto, senza limite di lunghezza o di parole, senza censure né altro, vi chiedo di scrivere un racconto, mandarmelo per email, e io lo pubblicherò sul blog. Ma, perché farlo? Come di solito mi chiedo io: perché no? E poi non ve la tirate; scrivete un racconto, mandatemelo per email all&#8217;indirizzo <strong>robdragone chiocciola gmail punto com</strong>, con eventuali premesse o qualsiasi cosa vorreste che io pubblicassi, con nome o nick, ed eventuale link. Tiè, vi faccio anche pubblicità.</p>
<p>Se avete domande, chiedete pure nei commenti.</p>
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