<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Roberto Dragone &#187; Moleskine</title>
	<atom:link href="http://www.robertodragone.com/blog/categorie/moleskine/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.robertodragone.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 29 Jul 2010 13:00:02 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>it-it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>mal di pancia</title>
		<link>http://www.robertodragone.com/blog/mal-di-pancia</link>
		<comments>http://www.robertodragone.com/blog/mal-di-pancia#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 09:12:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
				<category><![CDATA[Moleskine]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.robertodragone.com/?p=2480</guid>
		<description><![CDATA[Probabilmente non avrei dovuto bere il latte. Anche se l’ho cotto prima e mi sembrava che fosse buono, mi ha fatto venire un mal di pancia che non ti dico.
Vuoi che mi sposti?
Oh no. Non voglio che tu ti sposti, anzi. Perché non ingrassi? Così quando mi sei sopra, stesa come se fossi il tuo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Probabilmente non avrei dovuto bere il latte. Anche se l’ho cotto prima e mi sembrava che fosse buono, mi ha fatto venire un mal di pancia che non ti dico.<br />
Vuoi che mi sposti?<br />
Oh no. Non voglio che tu ti sposti, anzi. Perché non ingrassi? Così quando mi sei sopra, stesa come se fossi il tuo letto, sentirei di più la tua presenza su di me, nella stanza, e in questo mondo.<br />
Sono già ingrassata già abbastanza, ultimamente. Non ti pare?<br />
No.<br />
Prova a rispondermi come se fossi uno che non mi ama alla follia come mi ami tu. Prova a fingere di essere il postino, o il panettiere.<br />
Il panettiere ti ama, chiunque ti conosca e abbia un minimo di occhio ti ama.<br />
E il postino non ha l’occhio?<br />
Non credo, sbaglia sempre la buca della nostra posta.<br />
No invece credo che sia la signora Bianconi che di proposito ruba la nostra posta, per poi leggerla e portarcela con la scusa che il postino ha sbagliato buca. La signora Bianconi mi ama?<br />
Quella non ama neanche sé stessa, amore mio.<br />
Allora c’è chi non mi ama, prova a metterti nei loro panni e rispondimi: non ti pare che io sia un po’ ingrassata ultimamente?<br />
Vuoi che faccia lo stupido, allora? Ok. Be’, hai messo qualche pizzico di pelle in più qui e lì, ma da qui a dire che sei ingrassata ce ne vuole.<br />
Sei ancora troppo buono. Penso di essere io la causa del tuo mal di pancia, altro che latte.<br />
Forse sì, ma non spostarti.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.robertodragone.com/blog/mal-di-pancia/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>chi essere o chi non essere</title>
		<link>http://www.robertodragone.com/blog/chi-essere-o-chi-non-essere</link>
		<comments>http://www.robertodragone.com/blog/chi-essere-o-chi-non-essere#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 09:38:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
				<category><![CDATA[Moleskine]]></category>
		<category><![CDATA[Rob re dei boschi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.robertodragone.com/?p=2463</guid>
		<description><![CDATA[Non siamo un corpo ma bensì abbiamo un corpo. Il nostro io non esiste fisicamente; anzi molto spesso la nostra personalità si scontra con il corpo che abbiamo. Da qualche parte nella nostra testa c&#8217;è quell&#8217;energia che contiene il nostro sapere, cioè tutto ciò che abbiamo visto, sentito, provato, amato e assaporato, quella stessa energia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non siamo un corpo ma bensì abbiamo un corpo. Il nostro io non esiste fisicamente; anzi molto spesso la nostra personalità si scontra con il corpo che abbiamo. Da qualche parte nella nostra testa c&#8217;è quell&#8217;energia che contiene il nostro sapere, cioè tutto ciò che abbiamo visto, sentito, provato, amato e assaporato, quella stessa energia che siamo noi. La somma di ogni paura siamo noi, un elenco interminabile di conseguenze scatenate da azioni che abbiamo vissuto. Se ciò che sappiamo, cioè ciò che siamo nella nostra testa, si scontra con il mondo vuol dire che noi ci scontriamo con quello che siamo per il mondo, perché il nostro corpo è parte del mondo e noi ne abbiamo solo il controllo delle azioni, cioè nulla. Il nostro io è un crepaccio profondo rispetto alla limitata consistenza del nostro corpo. C&#8217;è uno scontro perché tra ciò che pensiamo, e cioè tra ciò che siamo, e ciò che gli altri vedono di noi, cioè le poche azioni che riusciamo a fare per trasmettere la nostra personalità, c&#8217;è un&#8217;enorme differenza; inevitabilmente, il corpo, così come il mondo, è più lento rispetto al nostro io interiore. Hai voglia di dire ciò che pensi, hai voglia di volere proteggere il tuo io per far prevalere il tuo pensiero a quell&#8217;idea omologata che ti impone la massa. La realtà è che se tu sei nella tua testa e il tuo corpo è nella realtà che vedono tutti, tu hai già perso.</p>
<p>A volte mi sento tanto piccolo senza neanche guardare il mondo. Mi basta vedermi dentro per trovare i profondi ricordi che trasporto e sentirmi un formica di fronte alla montagna del passato. Mi vorrei abbandonare, perdermi nella natura tra il verde immenso degli alberi, e la trasparenza infinita del mare. Camminare e capire le cose in mancanza della loro presenza. Mi sento scomodo in questo panni che sono la mia pelle, ma non perché sono io, ma perché sono umano. Vorrei essere qualcosa di più grande in modo che ciò che ho vissuto non mi vada stretto. Vorrei essere qualcosa senza pensiero, inanimato, come una montagna, un lago, o la cascata spumeggiante alla fine di un fiume. Non voglio chiedermi delle cose ma fare parte di un ciclo. Non voglio essere la voce diversa del coro ma fare parte di un gruppo in cui tutti sono completamente uguali. Noi, è la nostra mania di protagonismo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.robertodragone.com/blog/chi-essere-o-chi-non-essere/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>incredibilmente banale</title>
		<link>http://www.robertodragone.com/blog/incredibilmente-banale</link>
		<comments>http://www.robertodragone.com/blog/incredibilmente-banale#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 08:52:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
				<category><![CDATA[Moleskine]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.robertodragone.com/?p=2455</guid>
		<description><![CDATA[Posso dirti che sei semplice? No, non puoi. E che sei bella? Sei bellissima, come quella sensazione di felicità con cui ti svegli la mattina, quando non ti ricordi neanche chi sei. Sei banale. E tu antipatica. Lo so. Anche io lo so, sono banale, ma che ci posso fare? In fondo non mi dispiace [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Posso dirti che sei semplice? No, non puoi. E che sei bella? Sei bellissima, come quella sensazione di felicità con cui ti svegli la mattina, quando non ti ricordi neanche chi sei. Sei banale. E tu antipatica. Lo so. Anche io lo so, sono banale, ma che ci posso fare? In fondo non mi dispiace essere banale. D&#8217;altronde, non ho mai pensato di essere tanto diverso dalla banalità che vedo con i miei occhi negli altri. Zitto, e annoiami ancora. La tua pelle, oh la tua pelle è un tessuto morbido e profumato, una sorta di&#8230; non mi viene niente in mente di banale. Dimmi la prima cosa che pensi, sarà sicuramente banale. La tua pelle mi ricorda le nuvole, o meglio, se penso alle nuvole, alla loro soffice superficie, io penso alla tua pelle. Bianca, morbida. L&#8217;amore è banale, la bellezza scontata, continua. Di te mi piacciono i tuoi difetti. Sì, non potresti essere più banale. I tuoi difetti sono ciò che ti rendono la persona che più mi manca quando non sono tra le persone. Il tuo russare. Io non russo. Il tuo russare, i piedi che ti puzzano quando ti togli le scarpe. I miei piedi non puzzano! Se non puzzassero io non ti amerei. Ti sei salvato, sempre grazie alla banalità, continua. I tuoi capelli sono la natura, e le tue mani come rami di alberi contengono mille foglie, e ognuna corrisponde a una cosa che con quelle mani tu sai farmi provare. Il tuo sguardo come il sole mi riscalda, il tuo seno come il futuro mi accoglie. Avanti, io penso che tu possa essere molto più banale di così. Vediamo, il mio amore nei tuoi confronti è come una giostra che gira, alimentata dalla voglia d&#8217;avventura che hanno i bambini. Poi dici che sono antipatica, te scrivi queste frasi orrende! Io ti amo come si ama la vita appena sei nato, e poco prima di morire. Ti amo come s&#8217;amano due sassi vicini incapaci di spostarsi. Ma tu puoi spostarti, puoi andartene via, lontano, viaggiare e cercare finché non troverai lo stampo originale della tua donna ideale. E invece hai scelto me, perché? Mi raccomando, sii banale nella risposta. Io non ti ho scelto, è la vita che ha scelto per noi. Se potessi non ti amerei, perché in fondo mi fai male e mi ferisci. Ma non posso scegliere, e t&#8217;amo, t&#8217;amo come s&#8217;ama il caldo d&#8217;inverno, e il fresco d&#8217;estate. Ti amo come si odia la tirannia, e ti odio come si ama il sogno di essere felice.</p>
<p>Non riesco più a essere stronza, non con te che mi dici ciò che provi. No, non dire così, oppure la smetterò di essere banale. Va bene, allora sei mediocre.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.robertodragone.com/blog/incredibilmente-banale/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>facciamo l&#8217;amore?</title>
		<link>http://www.robertodragone.com/blog/facciamo-lamore</link>
		<comments>http://www.robertodragone.com/blog/facciamo-lamore#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 09:22:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
				<category><![CDATA[Moleskine]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.robertodragone.com/?p=2451</guid>
		<description><![CDATA[Mi chiedi se voglio fare l’amore, ed è una cosa che non dovresti chiedere. Fare l’amore è lo sfogo di una tensione sentimentale che ci mette tempo per accumularsi, e noi l’amore l’abbiamo già fatto ieri. Non credo di amarti abbastanza perché anche oggi tu possa scoparmi senza che io mi senta in colpa verso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi chiedi se voglio fare l’amore, ed è una cosa che non dovresti chiedere. Fare l’amore è lo sfogo di una tensione sentimentale che ci mette tempo per accumularsi, e noi l’amore l’abbiamo già fatto ieri. Non credo di amarti abbastanza perché anche oggi tu possa scoparmi senza che io mi senta in colpa verso me stessa &#8211; eppure, sono qui che mi lascio scopare, dai tuoi movimenti scomodi e dolorosi che, come uomini avidi di potere, si muovono dentro di me in cerca di ciò che importa a loro e solo a loro. Che cosa sia l’oggetto del desiderio della loro ricerca io non lo so, come non so se mi interessa. Il tuo farmi l’amore è ormai una ricerca di cui non voglio più sapere niente, tanto che mi ha stancato con il suo fare tirannico, ripetitivo. L’amore si fa quando ricordi che la persona che ami non è parte di te fisicamente; quando la guardi, e capisci che sei stanco di parlarle, di ascoltarla, di baciarla, e quindi ti unisci a lei in un piacere che rinfaccia al mondo di essere troppo duro con gli esseri umani. Questo momento di consapevolezza dura pochi attimi, in cui ti rendi conto di quanto sei piccolo e solo nell’intero spazio che circonda il corpo che possiedi. Solo allora ti unirai a un altro essere umano perché la tua persona sia più grande, e meno indifesa, alla cattiveria che il mondo è pronto a regalarti.</p>
<p>Non si chiede di fare l’amore perché farlo è un obbligo che abbiamo, prima verso noi stessi, poi verso l’amore temporaneo della nostra terminabile vita.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.robertodragone.com/blog/facciamo-lamore/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>lui e lei</title>
		<link>http://www.robertodragone.com/blog/lui-e-lei</link>
		<comments>http://www.robertodragone.com/blog/lui-e-lei#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 10:06:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
				<category><![CDATA[Moleskine]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.robertodragone.com/?p=2439</guid>
		<description><![CDATA[Lui e Lei erano una coppia destinata a stare insieme. Quando erano sconosciuti e incrociarono gli sguardi per caso, Lui e Lei si riconobbero e insieme sorrisero come se qualcuno avesse fatto loro una sorpresa. Dopo parlarono dei loro errori; cose banali, come zuccherare la pasta al posto di salarla, oppure cose più complicate, come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lui e Lei erano una coppia destinata a stare insieme. Quando erano sconosciuti e incrociarono gli sguardi per caso, Lui e Lei si riconobbero e insieme sorrisero come se qualcuno avesse fatto loro una sorpresa. Dopo parlarono dei loro errori; cose banali, come zuccherare la pasta al posto di salarla, oppure cose più complicate, come salare il tiramisu al posto di zuccherarlo. Lei si innamorò delle sue mani ancora prima di alzare lo sguardo e trovargli gli occhi, Lui si innamorò dei suoi capelli senza sapere cosa ci fosse sotto, intorno, o dietro l&#8217;angolo. Lui e Lei erano nati lo stesso giorno ma in anni diversi, in orari diversi, nello stesso ospedale. Lei gli chiese se in culla avesse trovato il suo biglietto, quello che Lei gli aveva scritto come messaggio di benvenuto nel mondo, ma Lui non capì, così Lei sperò che Lui avesse il senso dell&#8217;umorismo, poi Lui capì e Lei si impose di smetterla di essere la prima nemica di se stessa. Lui le chiese se amasse il cinema, e a Lei piaceva ma non rispose subito di sì, così qualcuno si tuffò nel cuore di Lui, ma poi Lei sorrise e così sorrise anche Lui. Lui e Lei iniziarono a fare piani sul futuro, poi si sposarono prima che i piani fossero completi. Vissero una vita lenta ma felice, fatta di sole, viaggi, e curve artistiche morbide e delicate. Morirono in giorni diversi, ma nello stesso anno. Morirono in posti diversi, senza lasciare nessun biglietto all&#8217;altro.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.robertodragone.com/blog/lui-e-lei/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>spalle</title>
		<link>http://www.robertodragone.com/blog/spalle</link>
		<comments>http://www.robertodragone.com/blog/spalle#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 26 May 2010 10:32:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
				<category><![CDATA[Moleskine]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.robertodragone.com/?p=2429</guid>
		<description><![CDATA[La fregatura siede nelle cose che non capisci, ma con cui convivi. A volte guardi gli altri recitare la loro recita quotidiana e ti rannicchi di più in te stesso, e ti chiedi perché hanno avuto tutti il dono del saper vivere e invece a te è toccata l&#8217;incapacità di iniziare. Perché la realtà vuota [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La fregatura siede nelle cose che non capisci, ma con cui convivi. A volte guardi gli altri recitare la loro recita quotidiana e ti rannicchi di più in te stesso, e ti chiedi perché hanno avuto tutti il dono del saper vivere e invece a te è toccata l&#8217;incapacità di iniziare. Perché la realtà vuota ti pesa così tanto? Di cosa sono fatti quei pesi invisibili che trasporti? Perché non li getti nel fiume e li guardi affondare? Se ti guardi intorno e ti senti sfortunato, pensa che la sfortuna, come ogni parola che indica una situazione che parole non dovrebbe avere, è sopravvalutata e inesistente; ciò che tu chiami sfortuna è in realtà l&#8217;incapacità di nascondersi: certo, nascondersi, tu che diventi una tartaruga appena qualcuno ti parla, tu che arrossisci anche se a farti un&#8217;affermazione inopportuna sia il tuo stesso pensiero. Sei incapace di nasconderti a quei pensieri che ti picchiettano la spalla per farsi pensare. La tristezza è una donna dall&#8217;ego infinito, è come ogni donna talvolta è un&#8217;egoista che vuole solo che la tua vita sia piena d&#8217;attenzioni nei suoi confronti. Non darle soddisfazioni, perché non verrai mai ripagato, se non con solitudine e incubi. E allora che fare? Il segreto è che non ci sono segreti per vivere meglio: il senso, lo scopo, capire queste cose è qualcosa che non ti aiuterà a portare pesi, né tanto meno ti aiuterebbe ad alzarti se tu dovessi cadere. Trova solo qualcosa che funziona e ripetila all&#8217;infinito, o fino alla noia, e cerca di non pensarci, o girarti di spalle se qualcuno ti chiama.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.robertodragone.com/blog/spalle/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>consumapensieri</title>
		<link>http://www.robertodragone.com/blog/consumapensieri</link>
		<comments>http://www.robertodragone.com/blog/consumapensieri#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 21 May 2010 08:49:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
				<category><![CDATA[Moleskine]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.robertodragone.com/?p=2425</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;essere umano è una strana creatura, egli infatti dimentica tutto. La sua memoria sembra fatta di cera, e i pensieri sono come fiamme che vagano nell&#8217;aria, nelle parole, nella musica, nelle immagini, che quando toccano una persona la illuminano di senso, di forza, creatività, talvolta intelligenza, o felicità, o ancora lo illuminano di tristezza, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;essere umano è una strana creatura, egli infatti dimentica tutto. La sua memoria sembra fatta di cera, e i pensieri sono come fiamme che vagano nell&#8217;aria, nelle parole, nella musica, nelle immagini, che quando toccano una persona la illuminano di senso, di forza, creatività, talvolta intelligenza, o felicità, o ancora lo illuminano di tristezza, ma non importa; la luce infatti si affievolisce con il passare del tempo, e quello che ai nostri occhi sembrava un bellissimo lampo di felicità che ci ha aveva sorridere senza motivo, in realtà è sintomo che abbiamo una memoria a breve termine, e una candela davvero tanto corta. Quando invece restiamo illuminati di una pensiero per anni, o addirittura per due vite, non vuol dire che quel pensiero era una fiamma enorme, ma piuttosto che la nostra candela di memoria è lunga e coerente. Che è un pregio, mica un difetto.</p>
<p>Fatto è che l&#8217;uomo dimentica tutto e, anche se lentamente, lascia che ogni pensiero che ha si consumi. Idee e ideali, amore e tenerezze, ma anche odio e indifferenza; l&#8217;essere umano dimentica tutto, e dopo mesi, anni, decenni, è lì &#8216;guarito&#8217; da una fiammella di ricordo, pronto a incendiarsi di nuovo la testa con altre fiamme. La mancanza di felicità è il simbolo dell&#8217;incoerenza umana, perché se è vero che l&#8217;uomo in vita sua prova tutto &#8211; rabbia, odio, spensieratezza, amore, pena, tristezza, gratitudine &#8211; è anche vero che dimentica sempre di essere stato illuminato da altre fiamme, di essere stato il contenitore di altri pensieri, e che questi si sono consumati con il tempo. Da soli. Perché l&#8217;uomo è fatto così, è una strana creatura: non importa ciò che vive, ciò che sa, ciò che trova, perché tanto tutto andrà perduto con l&#8217;arrivo del domani.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.robertodragone.com/blog/consumapensieri/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>tutto troppo grande</title>
		<link>http://www.robertodragone.com/blog/tutto-troppo-grande</link>
		<comments>http://www.robertodragone.com/blog/tutto-troppo-grande#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 May 2010 08:46:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
				<category><![CDATA[Moleskine]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.robertodragone.com/?p=2411</guid>
		<description><![CDATA[In questo mondo è tutto troppo grande per un solo uomo, e io questo sono, nient&#8217;altro che un solo uomo. Ogni cosa non fa altro che ricordarmi della sua grandezza, e in continuazione sento la minaccia di quella forza che se il mondo usasse contro di me io rimarrei schiacciato in un attimo, e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo mondo è tutto troppo grande per un solo uomo, e io questo sono, nient&#8217;altro che un solo uomo. Ogni cosa non fa altro che ricordarmi della sua grandezza, e in continuazione sento la minaccia di quella forza che se il mondo usasse contro di me io rimarrei schiacciato in un attimo, e di me dopo non rimarrebbe nient&#8217;altro che carne cruda e un ricordo sfocato di una voce nasale. La mia Madre è la Natura, slanciata, imponente, tanto grande che a pensarci mi gira la testa e mi viene da vomitare; Lei anche non fa altro che ricordarmi della mia piccina vanità, mostrandomi continuamente quella che sembra essere una sconfinata bellezza, che non ha altri difetti se non il fatto che non mi appartiene. Ma quando il vento soffia e le foglie più deboli cadono, con un brivido freddo in me entra quel pensiero che ogni idea è più grande di me; io non sono che una di quelle foglie, che cade al primo soffiar di nuvola, e ogni cosa, anche la Madre, mi dice che a trattenermi al mio albero non c&#8217;è che un mio credo insicuro basato su nozioni fasulle che a cadere ci mettono il tempo di un ricordo nostalgico. E in fondo basta un attimo per sentirmi misero, mediocre, piccolo. Basta che ricordi cose grandi, come l&#8217;amore, la smisurata indifferenza della Terra, il rancore, la prepotenza dell&#8217;inesperienza. Elementi innaturali di cui io sono vittima, di cui la mia individualità è vittima. Ho paura di mia Madre, ho paura di lasciarmi logorare ancora dal vento sbagliato, ma quant&#8217;è vero che io respiro e vivo, un giorno sarò morto dopo una vita in cui ogni giorno mi sono sentito piccolo e indifeso, contro un mondo in cui tutto è troppo grande.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.robertodragone.com/blog/tutto-troppo-grande/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>la vita come il cactus</title>
		<link>http://www.robertodragone.com/blog/la-vita-come-il-cactus</link>
		<comments>http://www.robertodragone.com/blog/la-vita-come-il-cactus#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 May 2010 10:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
				<category><![CDATA[Moleskine]]></category>
		<category><![CDATA[Rob re dei boschi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.robertodragone.com/?p=2393</guid>
		<description><![CDATA[La pratica dice che per scrivere bene bisogna vivere, ma la teoria dice che appena vissuta una situazione è consigliabile lasciarla raffreddare prima di scriverci su. Un po&#8217; come i pensieri scomodi, quando avremo un tormento tenderemo sempre a pensare ad altro, ed è così che funziona la scrittura: se io voglio parlare di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La pratica dice che per scrivere bene bisogna vivere, ma la teoria dice che appena vissuta una situazione è consigliabile lasciarla raffreddare prima di scriverci su. Un po&#8217; come i pensieri scomodi, quando avremo un tormento tenderemo sempre a pensare ad altro, ed è così che funziona la scrittura: se io voglio parlare di una cosa, parlo d&#8217;altro. Di cazzate, se ci riesco. In fondo è una vittoria più grande rendere delle cazzate belle solo grazie al tuo stile, piuttosto che trasmettere qualcosa con un argomento che di per sé è emozionante. Tuttavia, questo metodo, per quanto sia consigliabile per la scrittura, nuoce la salute se applicato ai propri pensieri. Ti ritrovi, infatti, migliaia di pensieri che non vorrai pensare perché <em>immagini</em> che possano farti del male. Quei migliaia però non sono nient&#8217;altro che un centinaio, e quel centinaio sono due pensieri che probabilmente sopravvaluti. E quindi alla tecnica che tutti consigliano, io aggiungo che è più sensato fare delle prove per capire che tipo di carattere abbiamo. Per esempio, io non dico mai cos&#8217;ho dentro, che è per tutti una cosa normale, ma a me è una cosa che spaventa terribilmente. La solitudine è infatti il pensiero, e a me, anche risultando un patetico cretino, mi è sempre piaciuto spingermi nel dire sempre cosa penso. Anche se questa sia una cosa scomoda, banale, ignorante, futile, anche se questa mi denudi delle mie sicurezze. Dico che voglio bene, dico alle persone che mi sono mancate, perché se non lo facessi avrei poi dei rimpianti su cui rimuginare &#8211; perché mi conosco, io rimugino su qualsiasi cazzo di cosa. E cavolo, sapete quante figure di merda, quante volte sono stato respinto, quanto volte ho dato un&#8217;impressione sbagliata, per questo mio carattere? Oh, voi non avete idea.</p>
<p><span id="more-2393"></span></p>
<p>Ci sono anche cose che vorrei dire ma non posso, ovviamente. E sono forse quelle cose che consumano un essere umano &#8211; che andrà comunque a consumarsi, quindi tanto meglio concentrare la consumazione su un pensiero piuttosto che decine di pensieri diversi. Lettere che vorrei scrivere, parole che vorrei urlare, schiaffi che vorrei dare, e poi abbracci, carezze, e ancora parole, ma questa volta sussurrate. Ma resto fermo e non faccio nulla di tutto ciò, perché? E&#8217; semplice: per le reazioni. Una delle mie migliori amiche la conobbi un giorno di sei anni fa mentre stavo vivendo un brutto periodo per colpa di una ragazza. Sapete cosa feci? Entrai in un forum di Avril Lavigne (allora ne ero fan) e scrissi alla prima email del primo profilo che mi capitò sotto il mouse. Così conobbi quella che oggi è una delle mie migliori amiche. In realtà è proprio bello raccontare di sé così, a una sconosciuta, senza che quella ti giudichi o parta prevenuta nei tuoi confronti. Ovviamente però ci sono delle parole che vorremmo che una persona in particolare leggesse, ovviamente. Io scrivo lettere, lunghe lettere, che poi strappo. Non funziona per nulla e dopo mi sento uguale a prima, ma sapere che sarei in grado di parlare di ciò che ho dentro mi fa sentire poco meglio. Quando strappo quelle lettere provo una sensazione bruttissima; capita di parlare con quella persona a cui hai scritto quella lettera strappata e non vedere in lei nessun cambiamento, o meglio: quella persona non ha letto la tua lettera e se per te sarà tutto più chiaro proprio grazie alla lettera (in cui hai dovuto razionalizzare qualche pensiero) vedrai invece in lei, ovviamente, nessun cambiamento, e quindi diventi un po&#8217; triste. E&#8217; una cosa stupidissima, ma mi è capitata spesso. Oppure capita l&#8217;inverso, quando parli a quella persona e sembra che lei abbia letto la tua lettera strappata. Chissà come. In più sembra che abbia capito il vero punto, quello che tu pensavi di non essere riuscito a trasmettere con le parole, e la vedi felice, mentre magari lei era felice per tutt&#8217;altro. Anche questa è una cosa stupidissima, va beh.</p>
<p>A volte ti senti completamente svuotato dal fatto che non riusciresti a dire cos&#8217;hai dentro neanche volendo, e se prima sapevi cosa avevi ma non volevi dirlo, ora non sai cos&#8217;hai e non sai dirlo. E&#8217; una bella fregatura. Per questo motivo io faccio cose stupide ma senza perdere l&#8217;abitudine di parlare. Nella mia testa, mi chiedo sempre come reagirebbe un vecchio amico che non sento più a una determinata cosa, e paradossalmente quando scopro che è ciò che fa anche lui per tenersi in contatto con me, quando ci incontriamo e parliamo ci ridiamo su. E&#8217; così, ci sono alcuni rapporti che devi annaffiare ogni giorno e coccolarli, e altri che come cactus riescono a sopravvivere per mesi senza che tu li annaffi. L&#8217;essere umano si consuma perché, a prescindere del tipo di rapporto, ha bisogno di essere annaffiato ogni giorno.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.robertodragone.com/blog/la-vita-come-il-cactus/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>il silenzio</title>
		<link>http://www.robertodragone.com/blog/il-silenzio</link>
		<comments>http://www.robertodragone.com/blog/il-silenzio#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 11:54:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
				<category><![CDATA[Moleskine]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.robertodragone.com/?p=2335</guid>
		<description><![CDATA[Come l’orgasmo migliore della nostra vita, quello che dal piacere sembra che ti stia facendo esplodere le carni, non ricordo la bellezza e la perfezione del silenzio di quel pomeriggio. Tutto sembrava in una perfetta armonia; gli elementi si erano accordati affinché mostrassero pace e non tristezza, amore e non odio; erano attenti a me, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come l’orgasmo migliore della nostra vita, quello che dal piacere sembra che ti stia facendo esplodere le carni, non ricordo la bellezza e la perfezione del silenzio di quel pomeriggio. Tutto sembrava in una perfetta armonia; gli elementi si erano accordati affinché mostrassero pace e non tristezza, amore e non odio; erano attenti a me, e non indifferenti alla mia solitudine e ai miei sogni. Dopo anni, e tanti silenzi, non ho mai più incontrato <em>quel</em> silenzio. Ogni volta che ne ascolto uno, proprio come ogni volta che provo un orgasmo, mi dico che <em>quello</em> era sempre più bello. Ma come fai ricordarti della sensazione? non puoi. Puoi solo ricordarti che quella era una bella sensazione, ma questo significa che è molto probabile che di sensazioni migliori ne abbiamo incontrate a decine, solo che a noi piace <em>quella</em>, e quindi tendiamo a sottovalutare tutto il resto.</p>
<p>Se potessimo entrare ogni volta che vogliamo in una bella sensazione la ricerca, forse la vita stessa, non avrebbe senso. Tuttavia, l’uomo a parer mio è ripetitivo perché siede nelle uniche due sensazioni tramandatagli, le stesse che ha vissuto, o che gli hanno fatto vivere, senza ricercarne altre. In fondo siamo tutti spaventati, sarti che si cuciono addosso i problemi a costo di non vivere. Un uomo senza problemi non esiste, come è raro trovarne qualcuno che non si sia creato da solo i suoi problemi. Detto ciò, come è possibile che poi si desidera la pace, quando noi stessi ci siamo ficcati in questa situazione che è il nostro presente? In fondo, dov’eri sino a ora? Oppure ti sei svegliato già grande e piano di guai? Quante volte mi sono fatto questo discorso. Lo stesso pensare era un problema, perché le cose è raro che solo pensando vadano a migliorare; o peggioreranno, oppure hai la fortuna di aver trovato un equilibrio che non fa peggiorare più nulla. Ma neanche migliorare qualcosa. E proprio nella stanchezza dell’aver pensato troppo, io decisi di fare un’azione: restare zitto. E quel silenzio, dopo tutto quel vociferare dei miei innumerevoli pensieri, era una forma di felicità che non dovevo far altro che apprezzare.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.robertodragone.com/blog/il-silenzio/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
