come un pinguino conquistò la luna


2 Commenti// Pubblicato in Moleskine by rob il 04.12.08.

Sono sempre stato un tipo che si accontenta nella vita.
Quando alle superiori i miei amici seguivano la moda del motorino, io non mi sono mai chiesto del perché io trovassi stupido comprarne uno. Forse non volevo abbandonare la mia cara vecchia bicicletta. O forse perché i miei me l’avrebbero comprato senza troppi intoppi, il motorino. O forse perché anche senza motorino mi sentivo come se l’avessi, e cioè appagato.
Non cercavo la sufficienza nelle materie, perché studiavo e sapevo di averla ancora prima di fare il compito o essere interrogato. Avevo capito che il mondo gira, fisicamente proprio (non quelle cazzate psicologiche), per un motivo. La storia del nucleo, etc etc. Un’azione, che determina una reazione. Allora bastava capire che reazione volessi, e generare l’azione. La chiamo “erezione vitale”.
Non stavo a lamentarmi della mancanza di qualcosa nella mia vita, e non perché avessi tutto, ma semplicemente perché pensavo che la vita fosse giornaliera, e non settimanale o peggio annuale. Quindi cercavo sempre piccole cose che solo in quel giorno mi avrebbero reso felice sul serio. Il giorno dopo, be’, era un giorno nuovo. Dovevo confermare le cose del giorno prima, è vero, ma di solito i miei bisogni cambiavano, e mi accontentavo di piccole cose: la mia maglia preferita, quella canzone che tanto ti fa cantare, le sue labbra.
Pensavo che se avessi comprato il motorino, o solo se l’avessi desiderato, mettevo in secondo piano altri bisogni quotidiani, di quelli che appunto mi aiutavano a far passare la giornata, perché è questo il nostro scopo. Se avessi desiderato il motorino la gente poteva pensare che Neil Young non mi faceva più sentire in pace con Harvest, che non avevo più bisogno dei film di Gondry, che tutto il mio mondo quotidiano era ormai superato, antico, inutile. Che non riusciva più a farmi sentire bene con me stesso e quindi desiderassi altro. Se avessi desiderato il motorino, se non mi fossi accontentato della mia vita già perfetta nel suo piccolo, dovevo ricominciare a capire come farmi la barba, per capirci. Cioè, desiderare mi faceva sentire debole. E poi io ero felice già così. Conoscevo migliaia di canzoni che mi aiutavano in vari strati di stati d’animo, stavo recuperando tutti i vecchi film dell’Italia degli anni d’oro (almeno nel cinema), e insomma stavo costruendo la mia vita. Io non volevo nient’altro che il mondo mio. Quello che tanto avevo costruito e che stavo costruendo. Ci avevo messo anni per mettermi ad ascoltare Ben Harper. Se l’avessi conosciuto quando ero alle medie l’avrei odiato. Invece, passando prima per altri cantanti, alla fine l’ho scoperto e ora ero completo. Anche senza motorino. Almeno pensavo di esserlo, ma bastava per esserlo sul serio.


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2 Commenti a “come un pinguino conquistò la luna”

  1. enri scrive:

    è bellissimo :-) ma tipo..è liberamente ispirato a una storia vera? XD

  2. rob scrive:

    Oh no, no no no nononononoooooo (déjà vu), cosa te lo fa pensare?

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