corsa in ritardo


10 Commenti// Pubblicato in Racconti by rob il 18.07.09.

Che bello che sei quando dormi. Mi fai ricordare a quando ti vidi per la prima volta. A quando sei nato. Te l’ho mai raccontata la storia di quando sei nato? Frank Sinastra cantava con una voce soave My Way. Avevo messo su un 45 giri originale trovato per quattro soldi una mattina quando ero andato un negozio dell’usato.
Avevo tanto tempo libero che sfruttavo per rilassarmi e cantare Frank Sinatra mentre mi guardavo allo specchio.
I did it myyyyyyyyyyyyy way.
Diciamo che non mi ci ero ancora abituato bene all’idea.
A quel punto, dopo il primo ritornello, mi arrivò la telefonata.

Il telefono era uno di quelli anni ’40, con la cornetta grande e il filo attorcigliato come decine di code di maialini. Me lo portavo sempre dietro perché sapevo che tua madre doveva partorire da un momento all’altro. Solo che quel pomeriggio ero in casa, quindi era sul tavolino in salotto.
Lo squillo del telefono era forte e lungo, e quando finiva tipo lasciava l’eco. Risposi con un Pronto?, e tipo una voce mi urlò Pronto?? Mi dici pronto?? Guarda che tua moglie sta partorendo!, allora io, Oh Giuda! e l’altro mi disse Eh! E te sei lì a rilassarti! Sei in ritardo, ti sto chiamando da un po’! Muoviti e non far sì che tuo figlio nasca senza padre!
Pensai che forse era tardi. Attaccai il telefono.
Mi misi a correre fuori di casa. Al volo prima di uscire avevo preso la giacca.
Ovviamente non potevo andarci in macchina, così iniziai a correre verso l’ospedale. Per fortuna dista davvero pochi chilometri da qui. Tagliavo la strada per giardini, scavalcando muretti e recinzioni.
Finalmente un enorme spiazzale con un garage all’aperto mi si presentò davanti. Di fronte c’era l’ospedale, un enorme edificio bianco sotto un sole cocente e un cielo limpido e pulito. Corsi verso l’entrata. Dentro c’erano delle persone sedute su delle panche in un’enorme sala d’attesa. Davanti a me c’era un lungo e infinito corridoio con decine di persone che andavano di qua e di là. Be’, vidi il bancone delle infermiere e così mi avvicinai a chiedere dove fosse una donna dai capelli castani chiaro che stesse partorendo. Ma mi ignorarono, ovviamente. Mi girai e vidi, hai presente, quegli enormi cartelloni con su tutti i reparti con i piani e tutto? Ecco. Vidi che la sala parto era al secondo piano, così ripresi la mia corsa sino alle scale.
Una volta al secondo piano dovevo solo trovare la sala parto dov’era tua madre e il gioco era fatto. Ma la cosa risultò quasi un’impresa. Alla fine però ci riuscii, sbagliando una o due volte. All’improvviso, infatti, sentii un pianto di un bambino, capii che eri tu, mio figlio, e dove dovevo andare. Ma non so perché. Cioè, i bambini piangono tutti nello stesso modo e quel pianto poteva essere del bambino di chiunque. Entrai nella sala parto numero uno -sì, fossi andato in ordine avrei fatto prima- e tua mamma era lì sudata e che piangeva felice. In braccio aveva questo bambino bellissimo. Guardavi tua mamma con curiosità e fascino, ed eri proprio meraviglioso. Tua mamma sorrise, ricordo che guardò tua zia Clara che le era affianco.
Disse che avrebbe voluto che lì ci fossi pure io.
L’infermiera poi ti prese per lavarti. Ti poggiò su un asciugamano su di un mobile, mentre tu riprendesti a piangere. Allora io mi avvicinai. Tu mi vedevi perché dovevo farti la promessa. Ti parlai quasi commosso.
Ti dissi: – Ehilà, ciao ometto. Non prenderlo come un complimento ambiguo, ma sei davvero bellissimo. Sei l’uomo di casa, sai? Ma io, sì, devo farti la promessa. Prometto che io, uhm, Angelo Custode numero di matricola 76538, veglierò sulla tua felicità, sul tuo cuore, e sul tuo sorriso per tutta la tua vita.
Tu mi guardasti e smettesti di piangere. Sorridevi. E io sì, ti risposi: – Be’, lo so che mi avresti preferito vivo e da padre, ma dai, così è meglio di niente.
Tua madre ti guardò, e ripeté che avrebbe voluto che io fossi lì. E’ che io c’ero, c’ero sempre, e lei so che mi sentiva, ma anche no.


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10 Commenti a “corsa in ritardo”

  1. Violentina scrive:

    Io voglio il pulsante ‘Mi piace’. Cheppalle Rob, questo sito manca di cose fondamentali però -.-’

  2. Violentina scrive:

    Io Like, io Like!xD Non toglierlo, nono! *____*

  3. rob scrive:

    Sei una rompipalle. L’avevo già vista come funzione, ma non so se mi piace. La tengo per un po’ per provarla, ma sappi che ti odio

  4. Violentina scrive:

    Oh, ti ho incastrato bello mio, devi ammettere che per una volta sono stata più veloce di te!! u.u (non dico ‘più intelligente di te’ perchè è sottointeso xD)

  5. rob scrive:

    L’ho tolto perché non mi piaceva. Sfigurava con la bellissima e perfettissima grafica che ho creato. Comunque è vero, sei intelligente. Una goccia d’acqua con Einstein.

  6. Violentina scrive:

    Bestia, ho detto tutto u.u

  7. Greta scrive:

    Ecco, su questo volevo commentare che è come Big Fish, ma poi me ne sono dimenticata

  8. rob scrive:

    @ Greta:
    Oh, grazie mille. Sicuramente faccio progressi se ricordo Big Fish XD
    O forse mi accusavi di plagio? XD

  9. Greta scrive:

    No, fai progressi XD E poi la fine è totalmente diversa da Big Fish quindi anche se qualcuno ti accusasse di plagio ha sbagliato. Però magari la fine somiglia a I Sesto Senso. Che tanto non ho visto quindi mi potrei sbagliare XD

  10. rob scrive:

    Ahahahahah, che ti sei risposta da sola va bene, mi aiuti XD
    Io intanto mi limito a ridere, ahahaahaha XD

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