esserini con la coda in corsa verso la vittoria

Tanti piccoli esserini, con una testa rotonda e una coda, si muovono veloci verso una meta comune. Sono miliardi. Ondeggiano quelle code che hanno, si spintonano l’uno contro l’altro, e distraggono i loro concorrenti con dei banali “Guarda là!“. Uno di loro esce fuori strada, poi si capovolta e scoppia come nei film d’azione. C’è anche l’esserino che è un capo mafia, circondato da altri esserini che lo proteggono con le loro code, e lo spingono sperando che arrivi primo. Sì perché, solo il primo vince, ed entra in quello che loro chiamano “nucleo”, ma in realtà è altro; è più una suite in cui l’esserino è nato per desiderare di starci, senza sapere cosa sia. La felicità e la tristezza come sempre si prendono a codate, per mettere fuori uso l’altro e nello stesso momento arrivare prima al nucleo. Ma come spesso accade, negli ultimi metri ci sono tanti colpi di scena, e capita che al nucleo, o cervello, arrivino gli esserini, o stati d’animo, pensieri, sensazioni, che non conosciamo ancora, o che ci stanno particolarmente scomodi. Stamattina il cervello è stato fecondato dall’apatia, e mi sento un po’ patetico, ma ricordo di quel giorno che arrivasti prima tu nei miei pensieri; anzi, era una corsa che sapevano tutti di perdere, in quei giorni quando c’eri. E sorrido, perché con la coda eri proprio divertente.

Un commento

  1. Violentina, 20 gennaio, 2010

    Direi che ho precisamente ispirato questo racconto, durante una delirante telefonata con il qui presente, malato Sig. Dragone Robellino.

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