esserini con la coda in corsa verso la vittoria
Tanti piccoli esserini, con una testa rotonda e una coda, si muovono veloci verso una meta comune. Sono miliardi. Ondeggiano quelle code che hanno, si spintonano l’uno contro l’altro, e distraggono i loro concorrenti con dei banali “Guarda là!“. Uno di loro esce fuori strada, poi si capovolta e scoppia come nei film d’azione. C’è anche l’esserino che è un capo mafia, circondato da altri esserini che lo proteggono con le loro code, e lo spingono sperando che arrivi primo. Sì perché, solo il primo vince, ed entra in quello che loro chiamano “nucleo”, ma in realtà è altro; è più una suite in cui l’esserino è nato per desiderare di starci, senza sapere cosa sia. La felicità e la tristezza come sempre si prendono a codate, per mettere fuori uso l’altro e nello stesso momento arrivare prima al nucleo. Ma come spesso accade, negli ultimi metri ci sono tanti colpi di scena, e capita che al nucleo, o cervello, arrivino gli esserini, o stati d’animo, pensieri, sensazioni, che non conosciamo ancora, o che ci stanno particolarmente scomodi. Stamattina il cervello è stato fecondato dall’apatia, e mi sento un po’ patetico, ma ricordo di quel giorno che arrivasti prima tu nei miei pensieri; anzi, era una corsa che sapevano tutti di perdere, in quei giorni quando c’eri. E sorrido, perché con la coda eri proprio divertente.
Un commento
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Direi che ho precisamente ispirato questo racconto, durante una delirante telefonata con il qui presente, malato Sig. Dragone Robellino.
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