farfalle


Nessun Commento// Pubblicato in Moleskine by rob il 27.08.09.

La lampada è accesa, ma qualche angolo buio c’è comunque. Non quelle fette di parete che non hanno mai la carezza della luce, come dietro la porta, o sotto il letto, no, ma quegli angoli che sembrano non esistere di giorno. Ne guardo uno, come se l’intensità del mio sguardo possa illuminarlo. Uhm, niente, resta oscuro. Immagino che nascosto nella sua ombra ci sia una farfalla, una di quelle che nascono con un pensiero che vuoi dimenticare. Vivi un momento, ascolti una parola, e il tuo stomaco si spezza. Poi starnutisci, e una farfalla ti esce dalla bocca, vola via e si nasconde in un angolo della tua stanza. E una sera, magari questa, la lampada è fioca e lascia quell’angolo buio e quel pensiero dimenticato. Altre sere, forse, la lampada è cattiva, o te sei cretino e la sposti, ed ecco illuminare tanti angoli bui sparsi per la tua stanza. Ed è allora che una o più farfalle volano verso di te: non serve che le mangi di nuovo, basta anche solo guardarle bene, alla luce della lampada, per far spezzare di nuovo lo stomaco.

Stasera vieni a dormire da me? Spogliati nuda, senza dire parole. Farai, lo so, quel leggero sorriso di imbarazzo quando anche le mutandine faranno compagnia al pavimento. Se vuoi che non ti guardi va bene, mi benderò, ma fammi sentire la tua pelle. Ho bisogno della sua compagnia, della sua soffice e profumata compagnia. Oppure guarderò il soffitto, mentre sento i tuoi capelli farmi il solletico sulla spalla. Voglio sentirti addosso, e se vuoi che non ti guardi va bene, spegniamo la lampada. Così le farfalle stanotte non ci disturberanno.


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