giro, giro tondo


5 Commenti// Pubblicato in Peli sulla lingua by rob il 02.12.09.

Ritorna sembra essere la parola d’ordine della società moderna. L’altro giorno una mia amica ha detto una cosa di per sé geniale, solo che lei non se n’è resa conto. Mi fa: “I miei inverni sono sempre stati così. E’ come se ogni volta la pellicola della mia vita si fermasse, poi si riavvolgesse e ricominciasse. Ed è in questa pausa che io sto bene“. Così ho pensato e ragionato, e sono arrivato alla conclusione che possiamo trovare l’intera vita, come viene intesa nella società moderna, in questa frase.

Schiavi di un lavoro, per sopravvivere, o comprare beni materiali che ci attraggono. Possiamo parlare di accessori d’abbigliamento, possiamo parlare di videogame, persino libri, fatto sta che in ognuno di questi oggetti siede l’idea di possedere qualcosa, che da settimana in settimana, o da mese a mese, si ripete fino alla fine dei nostri giorni. La lunghezza della pellicola varia da persona a persona, ma magari anche dopo dieci anni, c’è una nuova ricerca nel desiderare un qualcosa che o già si ha o che già si è avuto. L’idea di desiderare in sé non cambia, mentre invece l’oggetto del desiderio può cambiare anche radicalmente, o anche, paradossalmente, ripetersi a sua volta.

Così la vita diventa ripetitiva. Nei giorni, nelle frasi che si sentono, e si dicono. Non c’è mai un deragliamento drastico, perché nella completa scoperta del mondo, non c’è nulla che possa davvero definirsi “nuovo“. C’è un continuo senso di usato, di passività, che altro non è la crisi che abbiamo già vissuto mesi prima, ma di cui non ricordiamo il finale che ci salvò il culo, e cosa facemmo per superarla. Inevitabilmente ricadremo, e ci rialzeremo, e anche qui c’è una ripetizione voluta. Forse già nel non mettere in gioco grandi certezze della società moderna, e accettarle a priori, c’è un senso di voler continuare una continuità che non condividiamo nel nostro vero io.

So anche, che la società non vuole una vita imprevedibile, ma cerca un ordine maniacale, nascosto da una fittizia libertà. Quello che è sotto gli occhi di tutti, non è altro che il finto desiderio di vivere una vita mai vissuta, ma che viene subito represso alla proposta di vivere una vita adagiata e nella fama – che viene vista come l’interessamento di sconosciuti alla tua vita, cosa che il tuo ego approverebbe, o nella semplice condivisione di momenti in compagnia di amici. Insomma, ascolto le canzoni, guardo film, leggo libri, ma vedo sempre le stesse idee, gli stessi ragionamenti, camuffati sotto personaggi diversi. Continuiamo a confermare cose che già centinaia di anni fa vennero dette. Mi chiedo quando distruggeremo la pellicola, e ne gireremo una più lunga.


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5 Commenti a “giro, giro tondo”

  1. Cecilia scrive:

    La frase della tua amica mi ha colpito davvero tanto, sai? Probabilmente perché per me è lo stesso. D’inverno mi raggomitolo come un gatto e aspetto che cominci un nuovo frammento di vita. Forse è necessario al nostro metabolismo di poveri, piccoli, fragili umani.

    Per il resto… mi vengono in mente le versioni di greco e latino che facevo fino a due anni fa; Cicerone (ma anche altra gente) si lamentava pressoché delle stesse cose di cui ci lamentiamo oggi, e alle volte mi viene da pensare che non ne usciremo mai, purtroppo.

  2. Smile scrive:

    Il genere umano stesso è una ripetizione, una consecuzione che avviene attraverso la procreazione. Un proseguimento che tende all’infinito. In base a ciò non posso fare altro che concordare con le tue parole, e ricordarti che ormai siamo ciò che possediamo.

  3. Sara scrive:

    Perdonatemi eh, ma siamo noi poveracci Mediterranei, bramosi solo di bagni in mare e tintarella, che viviamo l’inverno come un letargo, è proprio una questione di mentalità.
    Poi l’attualità delle cose e la ripetitività della vita è cosa strettamente legata all’essere umano, che altro non è che un animale con dei ritmi.
    Poi scusate eh..ma voi avete letto tutto il leggibile?Perchè in tal caso mi inchino a cotanto sapere!

  4. rob scrive:

    Bellezza Mia, non ho letto tutto il leggibile, anzi. Però vedo sempre un continuo “lamento” verso sempre gli stessi problemi, che in realtà si basano tutto sul fatto che l’essere umano, dopo millenni, non abbia ancora capito un cazzo di come si conviva. Mettiamo che andiamo a convivere io e te. Scopriamo che siamo diversi, allora cosa facciamo? Troviamo compromessi; io ti vengo incontro, tu vieni incontro me. E cosa succede? Succede che dopo mesi stiamo bene. Abbiamo capito come vive l’altro, collaboriamo a vicenda, e ci troviamo bene. Ok. L’essere umano ha duecento mila anni, e non ha ancora imparato, praticamente, un cazzo! XD E non solo. Perché l’uomo poi ritenta strade un cui, in passato, i suoi predecessori, hanno fallito. E posso prendere come esempio il fatto che continua a risolvere i problemi a colpi di proiettile con le guerre, o che ancora non abbia capito come si dia la fiducia agli altri. Amore Cara, se tu sei esperta in un settore, e mi vieni a dire una cosa di un argomento in cui sei competente, io mi metto l’anima in pace, fiducioso. Dico “Sara ha detto così, quindi è così”. Invece no; qui tutti sono laureati in scienze, medicina, legge e scienze politiche. Fiducia, Cara, serve fiducia per non ripetersi e fare parte di uno di quei capitoli nei libri di storia che la professoressa non ti fa studiare perché senza innovazioni sociali.

  5. Sara scrive:

    Dovrebbe esserci più fiducia e meno danaro. Decisamente!

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