il chip difettato


Nessun Commento// Pubblicato in Racconti by rob il 02.10.09.

(2 ott 2009) – La società di telecomunicazioni Speak © è spiacente nell’informarvi che a causa di un errore dovuto a un calcolo matematico di alcuni nostri ingegneri, l’ultimo modello di cellulare della nostra nuova linea autunnale è affetto da un grave problema tecnico. L’errore, causato dall’assenza di una calcolatrice, ha causato la progettazione erronea del chip A-B-C-Ecciù, che difetta non facendolo funzionare nel migliore dei modi.

Mentre un’indagine decreterà chi quel giorno, tra gli ingegneri, doveva portare la calcolatrice, la Speak © assumerà le proprie responsabilità ritirando tutti i modelli dal mercato. La buona notizia è che i danni sono limitati, poiché ci siamo accorti dell’errore quando i nostri camion erano riusciti a consegnare i colli solo nella nazione d’Italia. Così in tempo abbiamo potuto fermare gli altri camion che si occupavano di escortare il nuovo modello del cellulare altrove.

Prima di concludere, dobbiamo sottolineare che il difetto di fabbrica non è grave quanto potrebbe sembrare; tuttavia consigliamo di consegnare il vostro modello al più vicino centro Speak ©, in modo da poter avere in cambio un modello che non difetta nel cip A-B-C-Ecciù.

Roma, 2 ott 2009

Usciva di casa come sempre in ritardo. Era l’ultima occasione che lei gli dava e lui la sprecava così, camminando a passo svelto sotto la pioggia. Aveva ritardato a fare la doccia per giocare al nuovo videogioco di calcio; non poteva abbandonare la finale della coppa del mondo per lei, nonostante la definisse “l’amore della sua vita”. Quando la conobbe non si chiese come una donna come lei, bella e simpatica, che sembrava una Barbie in carne e ossa (con curve sui rettilinei giusti), potesse stare con uno sfigato come lui. Era un fotografo, è vero, ma ciò non toglie che fosse uno sfigato cretino. Tutto ciò, però, sembrava appunto non toccarlo. Infatti nei tre anni in cui erano stati insieme non si era mai posto questa domanda (perché sta con me?), e quindi non si preoccupava neanche troppo di essere l’uomo che pensava potesse piacerle. Tutto cambiò quella volta in cui rischiò di essere cacciato di casa, dopo un litigio nato quando lui mise, per sbaglio, i vestiti sporchi nella lavastoviglie. Da quel suo semplice errore lei gli rinfacciò errori di due anni e mezzo di convivenza, e lui tutto ciò che rispose dopo il monologo di mezz’ora della ragazza fu: – Dovrebbero specificare che i jeans non sono stoviglie.

Le cose ovviamente cambiarono da allora; c’era sempre tensione in casa, ma lui provava a migliorare per lei. A lui inoltre fu vietato di avvicinarsi alla lavastoviglie. Nel bilico di quel filo su cui lei l’aveva piazzato, lui capì che era la donna giusta, così provò almeno a mettere la testa a posto. E in parte ci riuscì. Sì perché a volte si lasciava comunque andare in capricciose voglie da ragazzino troppo cresciuto. Lei però lo sopportava. Lo amava e, guardandolo con uno sguardo fulminante, lo rimetteva subito in riga. Ma quella sera un’insieme di cause sfigate colpirono il povero lui. Correva sotto la pioggia in ritardo verso la cena romantica che lei aveva organizzato per ritrovare il loro rapporto iniziale, fatto di passione e romanticismo, quando decise che l’avrebbe chiamata per avvisarla, ma non rispose la sua ragazza.
- Perché vuoi chiamarla? – chiese una voce, quando aveva appena preso il cellulare dalla tasca.
Lui si guardò intorno, ma sotto la pioggia incessante non c’era nessuno. Face un’espressione dubbiosa, poi si mise a guardare lo schermo del suo nuovo cellulare per chiamare la sua ragazza.
- Ha deciso di lasciarti, ed è ormai inutile che vai al ristorante. E’ inutile anche che chiami per avvisarla del tuo ritardo, – disse la voce.
Lui guardava il cellulare e capì che, chissà in che modo, era proprio quel piccolo aggeggio tecnologico che parlava.
- Ma tu parli? – gli chiese, e si sentì stupido mentre pronunciava quella domanda assurda.
- Parlo, sì. Ci chiamano ‘errore’, ma invece penso che dovrebbero complimentarsi a vicenda per aver inventato un cellulare parlante. Solo sbagliando l’uomo riesce a fare qualcosa di buono, – la voce non era elettronica ma molto naturale e profonda.
Lui non sapeva cosa dire, era parecchio confuso.
- Ok sentimi giovanotto, io so’ che lei vuole lasciarti stasera. E pensaci un secondo: a te conviene continuare a farti trattare in quel modo da una ragazza? Insomma, lei porta i pantaloni, e tu porti una schifosa gonna. Fai schifo! Anche proprio guardandoti in gonna.
- Ma no, io non mi faccio comandare da lei. Un rapporto è anche compromessi. Lei ne fa per me, io volentieri per lei.
- Sì ma quando usciranno fuori i coglioni e prenderai in mano la situazione? Solo perché casa è sua, solo perché paga le bollette, ti può trattare a pesci in faccia?
- Non mi tratta a pesci in faccia, anzi. Mi tratta bene e non mi ha fatto pesare nulla se non dopo anni. Io avrei ceduto molto prima, e mi sarei incazzato con lei ogni volta che avrebbe sbagliato. Questo è amore vero.
- Ti sta manipolando! Non lo capisci? Vuole farti credere questo, in modo che ti senti in colpa per come ti sei comportato. E’ tutto studiato e programmato!
Lui era pensieroso. In fondo la teoria del cellulare non era del tutto sbagliata, e sembrava fare acqua da più parti solo perché pioveva.
- Scappa lontano da lei, – continuò il cellulare – E vivi la vita che vuoi, senza compromessi.
Guardò in alto. La pioggia gli picchiettava il viso. – Sììì! – urlò.
- Sììì! – ripeté il cellulare.

Si mise a correre più che poté verso un punto non ben deciso della città. Era sotto la pioggia, il cellulare era in tasca che sorrideva appena. Intanto al ristorante di lusso, lei aprì di nuovo la borsa per guardare di nuovo i biglietti per il concerto dei Muse, gruppo preferito del fidanzato, dove gli avrebbe chiesto di sposarla. Negli ultimi mesi lui era cambiato molto, restando però sempre il suo magnifico amore, e lei sapeva che questo era il momento giusto per chiedergli di passare la vita con lei. Ripose i biglietti in borsa e si mise a guardare la tv; il comunicato stampa della Speak sotto forma di pubblicità avvisava del pericolo del chip difettoso che poteva creare danni nei rapporti di coppia, in quanto i cellulari si sentivano soli e malignamente volevano che tutti fossero soli come loro. Lei riconobbe il modello di cellulare del suo ragazzo, e quasi in testa le balenò l’idea che lui potesse non aver visto la pubblicità ed essersi fatto abbindolare da uno stupido cellulare.


Puoi lasciare un commento, oppure fare un trackback dal tuo sito.

Lascia un commento