Nel 1992 una bambina di dodici anni zittì 108 capi di stato nel Summit della terra, una conferenza tenutasi a Rio de Janeiro dal 3 al 14 giugno per discutere di vari problemi basati per lo più sulle risorse energetiche, l’inquinamento e la scarsità d’acqua.
Vorrei sottolineare l’anno: 1992. Ora, diciassette anni dopo, che i problemi di cui discussero allora sono aumentati di numero o ingranditi per gravità, resta nel mondo il totale silenzio riguardo alcune questioni di interesse mondiale. Nonostante ci siano richiami d’attenzione ai governi, infatti, questi ultimi restano sordi. Soprattutto il bel paese in cui abitiamo.
Severn Suzuki tenne un discorso nel 1992 perché tre anni prima, all’età di nove anni, fondò l’ECO (Environmental Children’s Organization), un’associazione formata da bambini che aveva il compito di imparare e poi insegnare ad altri bambini argomentazioni e tematiche sulle questioni ambientali e i suoi problemi. Impressionante.
Ora, Severn è diventata una donna attivista nei problemi dell’ambiente, trattando l’argomento in vari modi. Allora però, fu la bambina che per sei minuti zittì il mondo, esponendo le sue idee in problemi umanitari e tematiche importanti che troppo spesso vengono ignorate.
Vi riporto il suo discorso, e vi consiglio un’attenta lettura. Le sue parole toccano l’anima, scuotendola e svegliandola. Ma tipo, non so quante volte è successo al mondo, e il giorno dopo tutti a dimenticare e ignorare. Alla fine del post il link al video. Buona lettura.
Buonasera, sono Severn Suzuki e parlo a nome di ECO (Environmental Children
Organization). Siamo un gruppo di ragazzini di 12 e 13 anni e cerchiamo di fare
la nostra parte, Vanessa Suttie, Morgan Geisler, Michelle Quaigg e me. Abbiamo
raccolto da noi tutti i soldi per venire in questo posto lontano 5000 miglia,
per dire alle Nazioni Unite che devono cambiare il loro modo di agire. Venendo a
parlare qui non ho un’agenda nascosta, sto lottando per il mio futuro. Perdere
il mio futuro non è come perdere un’elezione o alcuni punti sul mercato
azionario. Sono a qui a parlare a nome delle generazioni future. Sono qui a
parlare a nome dei bambini che stanno morendo di fame in tutto il pianeta e le
cui grida rimangono inascoltate. Sono qui a parlare per conto del numero
infinito di animali che stanno morendo nel pianeta, perchè non hanno più alcun
posto dove andare.
Ho paura di andare fuori al sole perché ci sono de buchi nell’ozono, ho paura di
respirare l’aria perchè non so quali sostanze chimiche contiene. Ero solita
andare a pescare a Vancouver, la mia città, con mio padre, ma solo alcuni anni
fa abbiamo trovato un pesce pieno di tumori. E ora sentiamo parlare di animali
e piante che si estinguono, che ogni giorno svaniscono per sempre.
Nella mia vita mia ho sognato di vedere grandi mandrie di animali selvatici e
giungle e foreste pluviali piene di uccelli e farfalle, ma ora mi chiedo se i
miei figli potranno mai vedere tutto questo. Quando avevate la mia età, vi
preoccupavate forse di queste cose? Tutto ciò sta accadendo sotto i nostri
occhi e ciò nonostante continuiamo ad agire come se avessimo a disposizione
tutto il tempo che vogliamo e tutte le soluzioni. Io sono solo una bambina e non
ho tutte le soluzioni, ma mi chedo se siete coscienti del fatto che non le
avete neppure voi.
Non sapete come si fa a riparare i buchi nello strato di ozono, non sapete come
riportare indietro i salmoni in un fiume inquinato, non sapete come si fa a far
ritornare in vita una specie animale estinta, non potete far tornare le
foreste che un tempo crescevano dove ora c’è un deserto. Se non sapete come fare
a riparare tutto questo, per favore smettete di distruggerlo. Qui potete esser
presenti in veste di delegati del vostro governo, uomini d’affari,
amministratori di organizzazioni, giornalisti o politici, ma in verità siete
madri e padri, fratelli e sorelle, zie e zii e tutti voi siete anche figli.
Sono solo una bambina, ma so che siamo tutti parte di una famiglia che conta 5
miliardi di persone, per la verità, una famiglia di 30 milioni di specie. E
nessun governo, nessuna frontiera, potrà cambiare questa realtà.
Sono solo una bambina ma so e dovremmo tenerci per mano e agire insieme come
un solo mondo che ha un solo scopo.
La mia rabbia non mi acceca e la mia paura non mi impedisce di dire al mondo ciò
che sento.
Nel mio paese produciamo così tanti rifiuti, compriamo e buttiamo via, compriamo
e buttiamo via, compriamo e buttiamo via, e tuttavia i paesi del nord non
condividono con i bisognosi. Anche se abbiamo più del necessario, abbiamo paura
di condividere, abbiamo paura di dare via un po’ della nostra ricchezza. In
Canada, viviamo una vita privilegiata, siamo ricchi d’acqua, cibo, case abbiamo
orologi, biciclette, computer e televisioni. La lista potrebbe andare avanti per
due giorni. Due giorni fa, qui in Brasile siamo rimasti scioccati, mentre
trascorrevamo un po di tempo con i bambini di strada. Questo è ciò che ci ha
detto un bambino di strada: “Vorrei essere ricco, e se lo fossi vorrei dare ai
bambini di strada cibo, vestiti, medicine, una casa, amore ed affetto”. Se un
bimbo di strada che non ha nulla è disponibile a condividere, perchè noi che
abbiamo tutto siamo ancora così avidi? Non posso smettere di pensare che quelli
sono bambini che hanno la mia stessa età e che nascere in un paese o in un altro
fa ancora una così grande differenza; che potrei essere un bambino in una
favela di Rio, o un bambino che muore di fame in Somalia, una vittima di guerra
in medio-oriente o un mendicante in India. Sono solo una bambina ma so che se
tutto il denaro speso in guerre fosse destinato a cercare risposte ambientali,
terminare la povertà e per siglare degli accordi, che mondo meraviglioso sarebbe
questa terra! A scuola, persino all’asilo, ci insegnate come ci si comporta al
mondo. Ci insegnate a non litigare con gli altri, a risolvere i problemi, a
rispettare gli altri, a rimettere a posto tutto il disordine che facciamo, a non
ferire altre creature, a condividere le cose, a non essere avari. Allora perché
voi fate proprio quelle cose che ci dite di non fare?
Non dimenticate il motivo di queste conferenze, perché le state facendo?Noi
siamo i vostri figli, voi state decidendo in quale mondo noi dovremo crescere. I
genitori dovrebbero poter consolare i loro figli dicendo:
“Tutto andrà a posto. Non è la fine del mondo, stiamo facendo del nostro
meglio”.
Ma non credo che voi possiate dirci più queste cose. Siamo davvero nella lista
delle vostre priorità? Mio padre dice sempre siamo ciò che facciamo, non ciò che
diciamo.
Ciò che voi state facendo mi fa piangere la notte. Voi continuate a dire che ci
amate, ma io vi lancio una sfida: per favore, fate che le vostre azioni
riflettano le vostre parole.
una persona è tale quando approffittando di essere nata riesce a vivere la propria vita