Un Commento// Pubblicato in Moleskine, Peli sulla lingua, Rob re dei boschi by rob il 28.10.09.
Più ci penso, e più capisco cosa siano le persone, e tutto questo spettacolo che si chiama ‘mondo’. Osservo il loro imbarazzo nel non sapere cosa farne della vita, la loro malinconia nel pensare al passato perché ora gli sembra particolarmente vivo. Si ricordano quei dettagli, e se li legano al dito. Li trasformano, li nascondono, se li tengono per sé come rifugio nei momenti in cui il mondo sembra particolarmente antipatico. Più ci penso, e più mi convinco che le domande esistenziali siano inutili. Insomma, penso che la nostra nascita non abbia uno scopo, ma che sia solo il risultato di un amore. So che nessuno ce l’ha con noi in particolare, è che se subiamo tante cose è solo perché non siamo abbastanza forti per proteggerci, o perché siamo tanto deboli da essere chiamati essere umani. Il problema è che penso che dimentichiamo che siamo incoerenti, che abbiamo difetti, e che vediamo solo il bicchiere mezzo vuoto che è in noi. Non siamo perfetti, e faremmo paura se lo fossimo, ma di questo dobbiamo solo vantarci. Aspiriamo a cose che in realtà non esistono, perché sapere cosa siamo e quale sia il nostro scopo – teorizzando per esempio che ci fosse – non sarebbe più appagante di sentire le parole di conforto di un amico. Dovremmo vivere nelle sfumature che esistono tra una risposta negativa e una positiva, accettare le follie altrui se vogliamo che gli altri accettino le nostre. Dovremmo prendere la vita come viene, ammettere che una parte di noi è morta per questo e quel motivo, ma cercare di non perdere la fiducia che riponiamo verso le piccole e belle cose. Alcune persone in passato mi hanno fatto del male, sì, ma di loro ricordo anche gli attimi belli passati insieme. Anzi, di loro ricordo solo quelli, perché ciò che mi hanno fatto di male è ormai inevitabilmente parte di me, anche se non lo ricordassi – come se fosse possibile dimenticarlo. Insomma le possibilità sono due: o perdi tempo a porti domande, a ricordare, a chiederti il perché -anche sapendo che non avrai mai risposta ma solo scuse di cortesia -, oppure puoi ricordare, puoi trasformare tutto in stimoli che ti facciano crescere, e continuare a camminare nonostante tu sappia che sei destinato a inciampare di nuovo. Ormai siamo in ballo, balliamo. Svegliati Rob.
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Sì. Decisamente concordo! Paradossale, ho scritto un post qualche giorno fa con questo concetto, lo ribadirei anche oggi. :)
Ciao!
Kia