Quell’uomo, la mattina del giorno in cui il desiderio si doveva avverare, aveva già gli occhi aperti quando la sveglia suonò. La realtà era che non aveva dormito molto dall’eccitazione. Nel buio, aveva passato la notte a guardare il soffitto. O almeno così pensava, visto che era buio e non sapeva cosa stesse guardando. Oltre ciò, sperava che la mattina venisse presto, e che il vento non soffiasse dalla finestra aperta o se no sentiva la puzza dei suoi piedi.
Aveva comprato le pantofole biodegradabili, dette anche usa e getta. Quelle che svegli la mattina non esistono più, per evitare che se ne sentisse l’orribile odore, che come per maledizione si attacca al dna della gomma anche se non ti lavi i piedi prima di indossarle una e dico una volta. Lui che aveva sempre avuto questo sgradevole problema, pensava che fosse la causa per cui le ragazze scappavano da lui il mattino seguente di una nottata passata nel migliore dei modi. Così iniziò a comprarsi all’ingrosso scatole su scatole di pantofole usa e getta, in modo che la prova della puzza dei suoi piedi scomparisse.
Con le pantofole biodegradabili si lavava i piedi raramente, e capì che non c’era prova della loro puzza a meno che non toccasse qualcosa con gli stessi, e quindi trasferisse la puzza dai suoi piedi a una superficie qualunque. E infatti dormiva con i piedi appesi al letto.
Quando doveva esprimere il desiderio era deciso, a disse: «Voglio incontrare una bella ragazza e innamorarmene all’istante. Voglio subito avere l’istinto di sposarla, di baciarla, di non avere che lei affianco per tutta la vita. Insomma, voglio avere finalmente un vero colpo di fulmine.»
Presto fatto.
La mattina che il desiderio si doveva avverare somigliava al girasole più alto di un intero campo di fiori. Aveva gli occhi spalancati, un sorriso da rimbambito sulle labbra. Si alzò, si fece la doccia con le cuffiette per la testa ai piedi. Era proprio inutile che se li lavava, viste le pantofole biodegradabili. Si vestì un po’ casual, e si pettinò in modo che sembrasse che non si era pettinato.
Andò al parco, e subito la vide. Era la donna più bella che avesse mai visto. Era poco più bassa di lui, i capelli neri e lisci. La pelle bianca come se fosse un petalo, e il sorriso era un filo d’erba che si muoveva al vento. Si innamorò subito di lei. Un calore improvviso gli riempì il corpo, seguito da un gran botto che si udì nell’aria: un fulmine lo colpì in testa, facendolo volare metri più indietro. Morì sul colpo. Tutti i presenti, compresa la donna della sua vita, andarono a vedere come stesse, ma era troppo tardi.
Morì almeno felice, perché innamorato, perché aveva le scarpe chiuse. A casa, le pantofole accanto al suo letto scomparirono velocemente in poche ore, ancora profumate e nuove.
Che spreco.