Nessun Commento// Pubblicato in Peli sulla lingua by rob il 22.07.09.
Volendo essere tragici, come una commedia teatrale ( che forse non vedrà luce ), possiamo dire che le fasi di uccisione della democrazia da parte del governo continuano.
Questa volta se la prendono con il FUS ( Fondo Unico per lo Spettacolo ) tagliando berluscamente 130 milioni di euro. Il cinema italiano, per molti morto da anni, ha avuto il colpo di grazia. Ma attenzione, poiché il fondo è unico per lo spettacolo, vuol dire che anche il teatro, che in Italia purtroppo viene snobbato ( siamo un popolo di cul-tura velinistica e calcistica ), subirà il colpo di grazia, poiché già sta messo ( molto ) peggio del cinema. E di mezzo ci sono anche le fiction, ma cioè, chissenefrega di loro.
Io, però, non mi sento di schierarmi con chi tenta invano di protestare. Non farò però neanche la Svizzera della situazione. La protesta è giustissima, ma viene dalle bocche sbagliate. Infatti non dimentico cosa sia il cinema italiano solo perché ingiustamente gli viene tolto il pane.
Infatti non dobbiamo dimenticare che anche quando i fondi c’erano e non era tempo di crisi, il FUS schierava la maggior parte dei fondi per produrre commedie italiane di dubbio valore culturale. E il teatro? Mah, che vi devo dire. Qui in Italia non funziona come, a esempio, in America, dove i fondi sono per lo più di privati, che sborsano per un film 130 milioni di dollari, perché poi ci saranno entrate dieci volte tanto. Qui invece tra mazzette, tra magna-magna, i fondi erano comunque gestiti male.
Parlo del cinema. Lì infatti oltre il 50% del budget viene sfruttato per spese ‘extra’. Dalla passeggiata sul set dell’Attore, alle spese giornaliere di comparse, o attori. Io ho lavorato a piccole produzioni, so qual’è l’aria del set e come si produce un prodotto audio-visivo. Tutto sta nell’organizzazione. Se stili un piano di lavorazione ammodo, non perderai neanche un secondo di una giornata destinata alle riprese. Mentre con la produzione dei prodotti audio-visivi italiani ( film e fiction ), nel piano di lavorazione sono compresi giorni di riposo sul set, dove gli attori vengono comunque pagati 400-500 euro al giorno.
Ci sono, poi, i ruoli di una singola persona all’interno della produzione. Ci sono sceneggiatori che si pagano anche come supervisori della loro stessa sceneggiatura. Od ovvio i vari raccomandati, portaborse, coglioni usciti dal grande fratello che vengono pagati con uno stipendio più alto rispetto a un attore vero per non-recitare davanti alla telecamera ( nonostante l’abbiano prima fatto per tre mesi nella casa del programma suddetto ).
Quindi si è tagliato un fondo a una piccola associazione criminale legale? Non esageriamo. Io sono del parere che il cinema italiano si stia risollevando negli ultimi anni. Solo per citare qualche titolo Nuovomondo, Non pensarci, Si può fare, Gomorra, Il divo, film di qualità che ricordano il vero cinema italiano, quello di De Sica ( senior ) e Fellini. E tutto questo purtroppo lo andranno a subire quei grandi artisti che hanno fatto sempre cinema di qualità, e che forse non continueranno a fare. Ovviamente possiamo solo immaginare che con i tagli generali, a subirne le conseguenze saranno gli autori e il teatro, per facilitare la produzione di film commerciali ( le cacate di Boldi e De Sica, per capirci ) e fiction politiche pseudo-interessanti.
Quello che ci vuole, quindi, non è solo fiducia dal governo ( che taglia qui, che taglia là, ma che poi gira in Rolls Royce) ma anche una completa riorganizzazione da parte delle produzioni. Sembra che comunque non ce ne sarà bisogno. Infatti non ci sarà una seconda possibilità, nonostante si facciano incontri tra deputati e parlamentari con personalità del mondo dello spettacolo. Incontri cordiali, ma che non risolvono nulla, e forse mai lo risolveranno. A parlare è anche il presidente della Repubblica Napolitano, con un appello alla commissione cultura della Camera. Diciamo che manca solo il papa. Ma non ce lo vedo a dire ‘Non tagliate i fondi. Vogliamo vedere Il codice Da Vinci italiano‘.
Non saprei cosa aggiungere. Provo amarezza, e rabbia. Ci stanno togliendo tutto e non ce ne rendiamo conto. O meglio lo sappiamo e il massimo che riusciamo a fare non è molto. E lui ride. Certo, è anche vero che come ho detto ( e come ben sapete ) il cinema italiano non ha sempre eccelso, ma è anche vero che è importantissimo risollevarlo, o perdere tutte le camice per tentare di farlo. E’ importante salvare il teatro. E’ importante che dimostriamo a certi tipini che la cultura è tutt’altro che marginale, e morta.
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