piuttosto, vorrei
Trovare parti di sé nei libri preferiti è normale. In fondo lo scrittore non è un genio, ma solo una persona comune che trascrive le sue irrazionali fantasie. E noi? E tu? E tu sei una persona speciale, ancora devi capirlo? Se leggi e apprezzi è solo perché quelle cose le hai pensate già, e prima che pensassi anche di comprarlo, quel libro. Le persone come te fanno un percorso, durante il quale perdono tempo a sentirsi incomprese. Ma a che scopo vuoi che gli altri ti capiscano? Per dirti “Ti capisco”? Cosa? Per non sentirsi solo? Be’, a vivere quelle situazioni che racconti, le stesse che ti hanno formato e che gli altri, dici, non capiscono, eri solo. Ma ora sono passate, respira. E ti senti solo perché non ti capiscono? Non capiscono cosa? Il tuo passato? Ti ripeto: che scopo ha farsi capire? Tutti hanno le proprie croci, tutti i propri amori impossibili, i genitori degeneri, lo stress che ha lo scopo di farci il solletico. Ma non sei solo, nessuno lo è. Tu stesso hai capito lo scrittore che leggi perché prima che lo leggessi hai pensato quelle cose, e secondo voi siete solo in due? La realtà? No, non siete solo in due. La realtà è che siamo tutti uguali, con lo stesso bagaglio. Perciò non stare male perché non ti senti capito, perché la verità è che tutti ti capiscono, anche chi non conosci, perché tutti capiscono e conoscono sé stessi. Ma che ci capiamo a vicenda è una cosa totalmente inutile. Piuttosto, comunichiamo, e ricordati del suono della mia voce. Piuttosto, non facciamo sì che il tempo ci presenti la noia, o l’abbandono. Piuttosto, da’ il cambio allo stress, e fammi il solletico.
Un commento
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Mancavo da un pò qui mio caro Rob! Come va la vita da quelle parti?
Mi è piaciuto assai questo post,non ti smentisci mai.:)
Ora leggo quelli passati per vedere cosa mi sono persa.
Ti abbraccio…
ps. sto aspettando ancora una luuuuuuuuunga chiaccherata io :)
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