recensione: Drag me to hell


Nessun Commento// Pubblicato in Cinematografo by rob il 06.10.09.

Drag me to hell, di Sam Raimi (2009)
con Alison Lohman, Justin Long, Lorna Raver, David Paymer

Potrei iniziare con ‘certe volte ritornano’, poiché questo horror è niente poco di meno scritto e diretto da Sam Raimi, maestro cult dell’horror messo in pausa dopo la saga di Spider Man. Questo Drag me to hell è infatti definito da lui stesso una pausa, poiché in lavorazione c’è già il quarto capitolo della saga dell’uomo ragno (e il quarto capitolo de La casa…). Ma andiamo con ordine…

Trama: tanto semplice quanto efficace. Christine è un’impiegata in un ufficio prestiti. Per mostrare al capo che è abbastanza spietata per fare carriera, rifiuta di aiutare una vecchietta che la implora, finché quest’ultima non la aggredisce e la maledice. Da allora, la povera ragazza sarà tormentata da demoni e incubi.

Raimi è decisamente un ottimo regista. Il film sin dai primi minuti spaventa, immergendo lo spettatore direttamente in quella che sembra essere l’atmosfera di tutta la pellicola; un’atmosfera veloce e tesa, che non ha punti morti e non da’ tempo allo spettatore di riprendere fiato. Il vero punto forte è la regia, che qui dirige scene con un’impronta ‘alla vecchia scuola’, usando trucchi classici che mai come questa volta funzionano e creano un effetto di terrore puro. E’ una regia fatta di dettagli, di espedienti già visti ma che ultimamente vengono sostituiti da effetti speciali e scene splatter.

La sceneggiatura è decisamente scritta bene, nonostante non abbia amato alcuni sviluppi, né il mancato approfondimento di alcuni personaggi – quali il fidanzato di lei, che si vede poco o mai, mentre avrebbe dovuto assumere un ruolo molto più presente nella storia. Di Raimi c’è il lato grottesco, quelle due o tre battute che fanno sorridere; di lui ci sono gli effetti della vecchia scuola, decisamente riusciti, e c’è anche l’inserimento di una metafora quasi umana in tutta la storia, che fa molto karma e Romero. Il finale colpisce perché il film prima sembra scontato, mentre invece la storia sfocia nella sorpresa, lasciando lo spettatore come un pesce lesso.

In conclusione
Grazie ad alcuni titoli degli ultimi anni (The Orphanage, lo stesso Drag me to hell, The descent, ma anche Rec) l’horror sta tornando a galla. Infatti Drag me to hell è un horror che spaventa senza usare violenza né trucchi disgustosi che mostrano sangue in abbondanza. E’ il film ideale per una serata tra amici, e il film perfetto da vedere al cinema.


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