recensione: Il favoloso mondo di Amélie


Nessun Commento// Pubblicato in Cinematografo by rob il 15.07.09.

Il favoloso mondo di Amelie di Jean-Pierre Jeunet (2001)
con Audrey Tautou, Mathieu Kassovitz, Dominique Pinon, Rufus

Alcuni film che fanno parte della storia del cinema. Ci sono i capolavori e i cosiddetti cult, che possiamo definire come piccoli capolavori che sono amati più dal pubblico che dalla critica, che si limita ad ‘accettati’, poiché forse cercano sempre la perfezione, come se emozionare lo spettatore non fosse già abbastanza.

Trama: siamo in Francia, e la piccola Amelie cresce in un’allegra ma malinconica solitudine fino a diventare una cameriera in un bar, vivendo nella quotidianità e nella tranquillità. E’ una sognatrice in cerca ormai di nulla. La sua vita cambierà presto, quando scoprirà che si sente bene quando vede che le persone sono felici. E scopre che per far felici le persone basta poco.

La protagonista è Amelie Poulain, un personaggio che oggi, a otto anni di distanza dall’uscita del film, per tantissime persone è divenuto quasi un simbolo del vivere libero, senza paure ne esitazioni. Questo film è suo, della sua fantasia e bontà. A parer mio però, è anche e soprattutto una pellicola sulle persone, e trasforma ‘loro’ in veri protagonisti della pellicola, dicendo allo spettatore che la vita in fondo è bella, basta saperla prendere, accettare, ma soprattutto che bisogna saper rischiare e mettersi in gioco.

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Il fatto che mostri un lato della vita che c’è, ma che lo mostri sotto un punto di vista surreale, non significa che il film sia irrealistico, anzi. Io penso che sia stato girato in modo che risulti molto semplice comprendere il messaggio che c’è dietro il film, ‘Non sei solo, spettatore‘, ma che comunque non disdegna nel mostrare lati crudi della vita, a volte sporchi e perversi. Basti pensare all’inserimento del ‘Regno del porno‘ come luogo di lavoro di Nino, il ragazzo che conquista il cuore di Amelie. Un posto così fuori luogo rispetto a tutto il film? Non direi. Come ho detto, secondo me, i protagonisti del film sono le persone, nelle loro piccole azioni che compiono per non finire nell’apatia totale. E in queste azioni ci sono anche le perversioni, e il sesso.

Tempi duri per noi sognatori.

Dice a un certo punto di sfruggita un personaggio marginale del film ( la collega di Nino all’incontro con Amelie ), ma è una delle mie citazioni preferite. Il film fa sentire le persone a casa e in compagnia. Infatti Amelie non è una ragazza speciale per la personalità graziosa della protagonista, una ragazza comune, una sognatrice. E io so che le persone sono così, con i loro sogni e le loro fantasie, che non prendono sempre vita poiché la vita reale non è una pellicola, ma che comunque fanno parte del loro quotidiano.

Una delle mie scene preferite è quando Amelie piange dopo aver saputo che Nino è uscito con la sua collega di lavoro. In realtà sono usciti per parlare di Amelie, ma lei non lo sa, e così cade in depressione mettendosi a cucinare dei dolci per tirarsi su di morale. Quando vede che il lievito è finito lei immagina che Nino sia giù al palazzo a comprarglielo al negozio, per poi salire le scale e farle una sorpresa alle spalle. Immagina la scena, e mentre nell’inquadratura c’è Amelie che cucina, in alto a sinistra c’è una nuvoletta con Nino che entra in casa piano, per poi arrivare alle sue spalle e muovere piano i fili appesi in uno di quei separa-stanze. Nell’inquadratura di Amelie i fili si muovono sul serio, allora lei si chiede se quello che ha sognato sia successo davvero, o no. In realtà il gatto è entrato in cucina e ha mosso i fili, e lei si disillude. E’ una scena che amo ( soprattutto per come continua ).

La cosa che più mi piace di questo film è la genialità e la fantasia usata in ogni minuto della pellicola. Quello che non trovo accettabile, infatti, è quando un film viene scritto e girato seguendo a grandi linea solo una bella idea. Il soggetto, il più delle volte, è originale, ma alla fine la pellicola viene scritta con una struttura fatta con lo stampino, facendo risultare la pellicola già vista e rivista. Ne Il favoloso mondo di Amelie questo non accade. Infatti lo sceneggiatore fa lavorare la sua mente in ogni fotogramma, dando in continuazione dettagli geniali ( su tutte quella del pesciolino rosso suicida ). Ovvio che il prodotto finale ne risenta in positivo, facendo risultare il film una vera e propria perla di fantasia e allegria.

Alla fine la vita è bella. Il messaggio del film è semplice, ma non per tutti. Nonostante sia un film leggero e riuscito sotto tutti i punti di vista, infatti, non è un film che mi sento di consigliare a tutti. Il suo ‘sperimentare’ può lasciare può lasciare a bocca asciutta spettatori che cercano la comune storia d’amore strutturata come ogni film sentimentale che si rispetti ( conoscenza – amore – litigio – felici e contenti ) Non che Il favoloso mondi di Amelie non abbia struttura, anzi, solo non tutti possono notare i piccoli dettagli che il film vuole regalare, ne la bellezza di alcune inquadrature studiate nei minimi particolari ( quella nella foto che segue è la mia preferita ).

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Un piccola nota può essere il ‘consiglio’ che da il film ai sognatori per vivere meglio. Ci sono elementi artistici, o anche l’idea del karma. Gli elementi artistici li possiamo trovare nel quadro che il personaggio de l’uomo di vetro ridipinge ogni anno, o anche nelle fotografie, presenti come fototessere o come quelle che Amelie faceva da piccina, o anche nelle immagini video, presenti nelle videocassette che Amelie faceva arrivare a l’uomo di vetro, con situazioni che lasciano pensare che il mondo è piccolo, ma i punti di vista infiniti. Rifugiarsi nell’arte sembra essere il consiglio del regista, immergendoci nelle opere altrui partorite in momenti loro ma molto simili ai nostri. E io sono d’accordo con lui. Il ‘karma’ poi, è presente durante tutta la pellicola sotto le azioni della stessa Amelie. Punire che compie cattive azioni con piccole azioni cattive sembra essere il suo motto, mettendola nei panni di una persona che giudica. Io non lo trovo sbagliato. Le persone giudicano, solo non lo ammettono, e quindi anche sotto questo punto di vista lo trovo un film sincero, senza veli.

Dal punto di vista tecnico non posso che applaudire. La fotografia è magnifica, dando un senso di leggero e armonico ( che tende al verde, quindi poco meglio ). Il montaggio è azzardato, ma dal mio punto di vista riuscito, con scene velocizzate come se volesse dire che le situazione belle sono limitate nel tempo, quindi è meglio ‘andare avanti veloce’. La regia è sublime, e costruisce un film che rilassa e diverte. Più di tutti gli elementi citati, però, una citazione speciale va alla colonna sonora: perfetta sotto tutti i punti di vista. Le canzoni sono allegre e movimentate, o lente e malinconiche. Sempre e comunque perfette per scena in cui vengono inserite.

In conclusione
Il favoloso mondo di Amelie è una commedia, ma è davvero riduttivo catalogarlo in un solo genere. Potrebbe benissimo passare per un sentimentale, un film d’autore, un film surreale o, certi punti di vista, addirittura grottesco. Il motivo è semplice: è un film che sperimenta. E per questo motivo, quindi, non è un film per tutti. Chi vuole guardare un film riuscito sotto tutti i punti di vista, fatto di tanti piccoli dettagli, può guardarlo senza esitazioni. Se invece cercate un film comune, che mostri cose che avete già visto, cercate altrove.

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