Nessun Commento// Pubblicato in Cinematografo by rob il 20.07.09.
L’era glaciale 3: l’alba dei dinosauri, di Carlos Saldanha (2009)
con (voci) Simon Pegg, Seann William Scott, John Leguizamo
In questi ultimi anni i film d’animazione digitale hanno preso il sopravvento sull’animazione tradizionale, e si sono guadagnati un posto particolare nel cinema moderno. Grazie a studi di animazione quali Pixar e DreamWorks, infatti, sono stati creati prodotti che senza troppi problemi hanno dimostrato che il cinema d’animazione, se fatto a dovere, non ha nulla da invidiare a quello ‘tradizionale’.
Trama: il terzo capitolo della saga d’animazione più fredda degli ultimi anni. Questa volta il gruppo di amici deve affrontare la sfida di rimanere uniti dopo che Manny il mammuth si è creato, con la moglie incinta Elly, una ‘famiglia’ tutta sua. Sid si sente escluso, così decide di tenere tre uova di dinosauro che ha trovato in una grotta per adottarle e diventare la loro mamma. Poi però la vera mamma, una tirannosaura, viene a reclamare i propri figli…
Era difficile che non venisse prodotto un altro seguito dopo che il secondo capitolo di questa saga ha divertito il pubblico almeno quanto il primo. I paraocchi del guadagno, però, il più delle volte fanno sì che si lavori ignorando il fatto che il filo del discorso si è ormai perso anni fa. Il ‘seguito non giustificato’ lo trovo quasi sempre di cattivo gusto, soprattutto quando parliamo di grandi cult ( chi ha parlato di Donnie Darko e del suo recente seguito? ). Qui però c’è un film d’animazione. Ci sono i bambini, le risate e la spensieratezza nel non capire molto i risvolti scontati della trama di una film, ma solo la sua comicità, forse la sua essenza più profonda.
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Proprio per la ‘serietà’ che hanno guadagnato i film d’animazione ( prima erano i ‘cartoni animati‘ ), meritano di essere visti anche sotto un occhio critico oltre a quello piccolo e dolce di un pargolo di otto anni o meno.
L’alba dei dinosauri, che segue la moda del 3D di quest’ultimo anno ( e lo dico senza neanche essermi informato in rete, poiché si nota anche se non sei in primafila al cinema ), è un film che fatica a decollare, ma poi quando prende quota nell’aria ci resta, riuscendo anche a raggiungere picchi fin sopra le nuvole. Nella prima mezz’ora davanti agli occhi lo spettatore si ritrova poche scene divertenti, con uno sviluppo della trama assai poco originale. Insomma, ho storto parecchio naso. Nella seconda parte, invece, il film continua nella sua comicità più pura. Riesce, infatti, a sfruttare anche la scena più piccola per far sorridere lo spettatore, tirando fuori idee geniali e originali. Il tutto è dovuto secondo me alla comparsa di un nuovo personaggio, Buck, che da al film un tocco di pazzia umoristica davvero ben riuscita.
Resta comunque il fatto che anche questo capitolo ( terzo capitolo dopo un seguito poco riuscito, secondo me ) sembra di averlo già visto. La saga, infatti, sembra fatta un po’ con lo stampino, con situazioni già viste ( pericolo > fuga > tutti salvi ), e i personaggi ‘anziani’ che danno l’impressione di non aver più nulla da dire. Spero di non ritrovarci davanti una nuova Alla ricerca della valle incantata, che per quanto il primo fosse bello, si è arrivati a produrre il decimo capitolo, od oltre, somigliando più a un noioso telefilm che a un film simpatico per bambini. Qui non so quando si fermeranno, ma penso che vedremo L’era glaciale 4.
Piccola nota. Qui Scrat ha la ‘svolta’. Nel secondo capitolo le scene con lui protagonista erano un po’ troppe, chiare come il sole che volevano sfruttare un personaggio che era piaciuto molto nel primo capitolo. Qui invece lo vediamo alle prese con l’amore, e l’interazione con il resto dei personaggi è molto più presente. Nonostante questo, nel primo capitolo i suoi sketch rimangono i migliori.
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