Un Commento// Pubblicato in Cinematografo by rob il 01.08.09.
True blood è una serie televisiva che ha riscosso un enorme successo, prima negli USA poi nel resto del mondo, Italia compresa. Io, tra una seduta di scrittura intensiva e un’altra, ho deciso di guardare di cosa si trattasse (sapendo che fossero solo 12 episodi). Sì lo so, non ve ne frega nulla e ok.
Prima di tutto forse vi sfato un mito. Infatti non tutti sanno che True blood è un telefilm tratto da una saga cartacea di una scrittrice di nome Charlaine Harris, la saga invece porta il nome di Southern Vampire (che sono tipo nove libri). Ecco ora sì, ricordo di aver visto i libri in libreria, e di averli evitati. Eh oh, il fantasy non fa per me.
La trama è abbastanza complessa. Il telefilm parla di vampiri, omicidi, con altri elementi paranormali e bizzarri, che costruiscono un mondo sporco e surreale, che però specchia fin troppo bene il mondo vero. Siamo in un’America in cui i vampiri sono usciti allo scoperto, e chiedono eguali diritti come gli umani. Ci sono battaglie politiche, e ovviamente in entrambi gli schieramenti ci sono i favorevoli all’idea di un mondo unito, e quelli sfavorevoli alla cosa. Sookie, protagonista di questa serie, è una cameriera che riesce a sentire i pensieri delle persone. Dopo la morte dei genitori, abita con la nonna e il fratello. Quest’ultimo è una testa calda che si scopa qualsiasi cosa respiri. Sookie, sapendo cosa pensano le persone, non ha mai avuto un ragazzo ne nessun rapporto di qualsiasi genere. Tutto cambia, però, quando nel locale in cui lavora, entra Bill, un vampiro dall’aria affascinante. Lei infatti scopre che non riesce ad ascoltare i suoi pensieri. Dal loro incontro nasce l’amore, ma anche un inizio di una serie di omicidi che sembra colpire donne che avevano rapporti con vampiri.
Ma la trama non finisce qui. Infatti come contorno ci sono diverse storie, che raccontano la vita di tutti i personaggi presenti nel telefilm.

In generale e True Blood è una serie che sicuramente spicca per la sua realizzazione tecnica, e la scelta degli attori. Tutti molto bravi (Anna Paquin, che interpreta Sookie, è vincitrice di un oscar), che riescono a costruire personaggi come solo un film saprebbe fare. La fotografia, la regia, le musiche, sono tutti elementi che rendono la serie un vero telefilm d’autore (d’altronde il creatore è il papà di Six Feet Under).
L’evitare di girare alcune scene per indirizzare il telefilm a un pubblico ampio, non sembra essere la paura fondamentale di True Blood. Infatti, ci sono parecchie scene spinte, sia sessualmente parlando che come esibizione gratuita di violenza. Questo lo rende un telefilm coraggioso, che in alcune scene supera davvero i limiti.
Per quanto riguarda la mia opinione, nonostante sia un telefilm davvero fatto bene, ci sono alcune cose che non mi sono piaciute. Nel finale scade un po’, dovendo collegarsi a una possibile seconda stagione (o secondo episodio della saga cartacea), e inserisce elementi nuovi d’improvviso, lasciando che lo spettatore ne sia disorientato e deluso. Ma è una serie furba, poiché regala comunque IL finale che ogni fan della serie avrebbe voluto (e non cito altre serie furbe o qualcuno potrebbe picchiarmi).

Quindi da miniserie si trasforma in serie vera e propria, arrivando ad annunciare addirittura una terza stagione. E qui resto un po’ dubbioso, poiché, nonostante ci fossero tante sottotrame (forse, decisamente troppe), la storia principale era la serialità delle uccisioni da parte di un serial killer misterioso. Questa storia si conclude nella prima serie, in una fretta che lascia pensare che, una volta fatti i fan, una serie può far vedere decisamente di tutto: verrà seguita comunque.
Le sottotrame del telefilm sono diverse. Alcune che funzionano, altre che arrivano a prendere risvolti che ho decisamente trovato fuori luogo. L’esorcismo su tutti, ma anche altri avvenimenti, sembrano solo un modo come un altro per continuare a parlare di un personaggio in particolare.
Sinceramente, io consiglierei la visione anche solo per la presenza di tre personaggi (cliccate sui nomi per vederne le foto). Bill, il protagonista maschile, è il vampiro di cui Sookie (personaggio che mi sta parecchio sui coglioni) si innamora. L’attore riesce a costruire un personaggio dalla personalità quasi magica. E decisamente i suoi stivali sono belli. Poi c’è Lafayette, che è il mio personaggio preferito. E’ un omosessuale che lavora praticamente in tutte le location del film, e in più fa lo spacciatore. E’ intelligente, e l’attore è bravissimo. Che sia sul serio gay non lo so, ma sicuramente lo fa benissimo. E questo è un complimento, viste le circostanze. E infine c’è Eric, che è tipo il capo regionale dei vampiri (..). La sua schiettezza lo rende un personaggio divertente, ma anche tremendamente spaventoso.
Qui, nella presenza di personaggi maschili molto incisivi ( e non solo per i denti da vampiro ), e grazie a elementi ‘rosa’, si vede che la scrittrice della saga cartacea sia una famminuccia. Non voglio sembrare sessista, ma i personaggi femminili tendono a essere troppo instabili, nonostante i numerosi tentativi di farle diventare almeno ‘sopportabili’.
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SEMPLICEMENTE E CONTORTAMENTE…FANTASTICA! ;)