Anche ieri non avevo niente da fare, così dopo mangiato mi ero messo in macchina guidando per un po’, fino ad arrivare al centro commerciale. Era illuminato da un sole illuso, e da migliaia di luci natalizie che riempivano anche gli angoli più remoti e insoliti: tubature dell’acqua, un divieto di fumare e un estintore. Le luci trasformavano il maga-palazzo in un enorme lampadina, che alle tre del pomeriggio e con il sole in alto, era proprio brutta da vedere.
Entrai come sempre nel negozio di accessori per la casa. C’era qualche quadro nuovo, diversi vasi spostati con uno sconto del trenta per cento che in realtà era il prezzo pieno, e delle nuove cornici in argento. Una in particolare, intrecciata e spessa, al suo interno come foto-esempio c’era una foto che ritraeva una donna sorridere. Riccia, dallo sguardo deciso. Compro cornici senza poi togliere le foto-esempio, mi fanno sentire meno solo se le metto in giro per casa. Ma so che tutte le pose che ci sono sopra sono finte e costruite. Ho questa paura. Forse lo sono, io penso di sì, ma è comunque un forse il mio sì. Cioè, non posso saperlo di preciso. Ma quello sguardo di quella ragazza… non so, forse rideva sul serio. L’ho comprata, e ora è lì in ingresso. Penso che la guarderò sempre prima di uscire.
Uscito dal negozio di casalinghi e ero andato dal Mc Donalds. Mi fa schifo come cucinano lì, ma io mi porto sempre il panino da casa e fingo di mangiare qualcosa di loro. Nessuno mi ha ancora scoperto. Mi piace mettermi di spalle a una famiglia e ascoltarle parlare. Ieri, con il baccano che sento in tutto il locale, capivo appena poche parole. Frasi, o pensieri, che non riuscivo a decifrare. Anche ieri ho seguito una famiglia dopo che è uscita dal Mc Donalds. Una volta usciti dal ristorante, avevano finito il giro per la galleria. Li ho persi all’uscita, c’era folla. Ma tanto io non volevo ancora uscire e tornare a casa.
Se conoscessi una nuova persona mentre sono in giro, gli direi che divido la casa con amici. Prima di uscire di casa, ogni volta, scrivo un biglietto e lo lascio sul tavolo in cucina.
Siamo andati da Marco. Ti aspettiamo lì!
Così portavo i nuovi amici a casa e loro vedevano che in realtà non ero solo. Non l’ho usato mai, comunque.
Ah sì. Ieri sera, al ritorno dal centro commerciale mi sono messo al pc. Ho passato in realtà la notte a parlare con una donna in chat. Ho finto di essere il responsabile marketing di un’azienda di grafica. Ogni sera cambio nick, e identità. E mai chatto per più di una volta con la stessa persona.
Mi sono iscritto a Facebook. Ora i siti a cui sono iscritto salgono a quarantadue. Mi piace così tanto riempire le caselle durante l’iscrizione. Mi fa sentire come se qualcuno si fosse interessato a me.
oddio in realtà sei uno psicopatico