vietato stare in ssshilenzio


4 Commenti// Pubblicato in Racconti by rob il 24.07.09.

Era rimasta a casa a leggere un libro, sotto richiesta esplicita della sua amica, che intanto era andata al videonoleggio.
- Per stasera hanno voluto un film horror, – disse appena entrò in camera.
- Ahn ahn, – rispose lei.
- E’ un genere stupido e non commenterai ogni cosa, – continuò l’amica.
- Ok, sì, – disse, mentre ancora leggeva il libro.
L’amica la guardava. In mano la custodia del dvd preso al videonoleggio. Il suo sguardo di rimprovero.
- Guardami negli occhi e promettimi che non si ripeterà la storia di King Arthur.
Lei abbassò il libro e la guardò negli occhi, – Eh ok, te lo prometto.
- Questi sono amici suoi, - ripeté l’amica, –  E voglio fare una bella figura. Quindi fai bene a mantenerle le promesse.
- Uffa, ok. Non si ripeterà la storia di King Arthur. Ma cosa ci posso fare se stravolgo tutto? Parliamo de Lancillotto!
- Niente scuse! Promettilo e basta.
- Ok, ti prometto che non commenterò ogni scena del film.
L’amica continuava a studiarla con lo sguardo, e lei iniziava a esserne stufa.
- Che film ti hanno fatto prendere? – chiese all’amica.
- Nightmare. Sembra perfetto per una serata tra amici, no?
- Sì, certo.
- A meno che non ci sia qualcuno a rovinare la serata…
- Io non rovino le serate. Siete voi che guardate i film in silenzio e uccidete il cinema.
- Al cinema si sta in silenzio!
- Eh, ma guarda caso, io quando ci vado, leggo il cartello che è vietato fumare, ma non leggo nessun cartello che dice “Si prega di fare ssssh”.

La sera venne. Gli uccellini se ne andarono, e i loro cinguettii con loro. Che avessero paura del buio? Lei se lo chiedeva mentre guardava la finestra alla sua sinistra. Era seduta sul divano di pelle marrone. Una roba bruttissima da vedere. E quando ci si sedeva faceva strani rumori. Lei aveva paura che gli facesse male, e che quelli fossero lamenti.
Di fronte a lei il televisore. Un tremila pollici. Era piatto, sia fisicamente, che forse anche caratterialmente. Era solo un televisore, certo, ma si vedeva lontano un miglio che non aveva carattere. Poi con il suo design perfetto stonava con l’ambiente. Ci pensava, e si ricordò i vecchi film di Chaplin, belli nella loro immagine sporca e imperfetta. Nelle loro tonalità di grigi e neri e bianchi. Ovvio che erano anche altri tempi, ma ora si cercava troppo la perfezione nelle pellicole. La perfezione non esiste, e in ogni campo, l’uomo lo capirà troppo tardi. Oddio, doveva pensare meno.
Era cresciuta in quella casa, quella della sua amica. Nonostante tutto, ogni volta si meravigliava della sua accoglienza. Era come le parlasse, e le desse il benvenuto. Poi gli oggetti sembravano sorriderle. Dei bottoni, o altro, diventavano per l’occasione, e con l’aiuto della fantasia, sguardi che la osservavano felici. Le bocche sorridenti erano pieghe nella stoffa. O un graffio nel mobile, probabilmente fatto da una delle trecento cugine piccole che aveva la sua amica.

Il campanello della porta d’ingresso cantò. La porta di legno marrone tremò sotto le nocche di una mano che la picchiava. La sua amica era uscita trenta secondi  per andare ad aprire il cancello in giardino che era rotto, e lei aveva fatto una critica contro la ricerca della perfezione della società guardando il suo riflesso in una tv spenta e piatta. Non era un buon segno per il silenzio, per altro molto richiesto, della serata.

La porta si aprì, finalmente. ‘Entrate, entrate, basta che non mi picchiate più’ avrebbe detto, ci scommise, la porta. Entrò la sua amica che rideva, con dietro in una fila non indiana ma italiana ( è un po’ quella fila in cui ognuno fa quel che cazzo vuole ) di ragazzi e ragazze. Non aveva sentito la battuta che aveva spinto la sua amica a ridere, ma doveva essere tipo la battuta del secolo. Gli ospiti appena la videro la salutarono, urlando come sei lei fosse sorda.
- Ohilà, ciao bella! - Le urlò una ragazza alta, capelli biondo chiaro, vestita con una maglietta rosa e le converse rosa ai piedi. – Mi chiamo Barbie.
‘Non ti chiami solo con quel nome. Wow, andiamo bene’, pensò. – Barbie?
- Sì, come la bambola.
- Ah, che nome strano, – disse lei.
La Barbie fece una smorfia in viso, poi le fece una radiografia squadrandola. – Belle le tue scarpe, – le disse. Calzava un paio di converse nere.
‘Be’, non penso lo stesso delle tue’, ma non lo disse. – A me le tue non piacciono, – cioè, non disse quelle parole, ecco.
Barbie la fulminò con lo sguardo. Barbie sguardo fulminante, nuovo modello.
- Be’, meglio essere chiare e sincere, – continuò.
- Sì, meglio di sì, – le rispose secca la bambola, con un sorriso che diciamo oscillava nella smorfia.
- Ehi ciao, – le disse un ragazzo che si avvicinò. – Io sono Paolo, lui è Giovanni, Andrea, Chiara e quella è la tua amica, – disse indicando con le dita persone in piedi che erano vicino al tavolino degli alcolici e stuzzichini. In teoria stavano aprendo il banchetto ora, ma lei aveva già mangiato prima uno di tutto, per poi spostare alcune tartine per ricostruire lo smile che la sua amica aveva disegnato nel vassoio. Paolo era il ragazzo che piaceva alla sua amica. La mandria di bambolotti i suoi amici. Andrea doveva essere ‘ l’esperto di cinema ‘. La sua amica le aveva detto così: – Dai vieni, mi fai compagnia e conosci un ragazzo per te. Sareste perfetti insieme, gli piace il cinema.

Ora, lei non voleva sempre lamentarsi di tutto, però bisognava prima vedere che film gli piacevano, a questo qui. Sarà tipo fan di qualche autore polacco? Il cinema polacco a lei stava sulle palle. Nel senso, che era noioso e triste, e non faceva decisamente per lei. E poi uno a cui piaceva il cinema polacco era un finto appassionato di cinema, secondo lei, poiché quel robo là non poteva davvero piacere. Poi c’era la storia che per le sue amiche se a un ragazzo piaceva il cinema voleva dire che andava bene per lei. Era un’idea sbagliata. Andrea, da com’era vestito, sembrava un tipo a cui piaceva il cinema polacco. Nel senso che le scarpette del nonno poteva anche darle in beneficenza a un museo, e il maglione di natale indossarlo solo quando veniva la nonna il 25 dicembre. Il dettaglio più agghiacciante erano però i calzini bianchi sbucare sotto il pantalone modello cavigliare. Quando il suddetto appassionato di cinema ( polacco ) si girò, mostrò un viso bambino, e dei fili di barba presenti qui e lì. Era abbastanza ridicolo. ‘Se non ti cresce la barba ma fili di riporto, ti rasi e punto’. Ma lei suppose, anzi sapeva, che non si rasava per sembrare più grande. Il fatto è che poteva avere vent’anni. Ma con quel viso da bambino ne dimostrava diciassette, e i fili di barba incompleta lo facevano scendere ai quattordici.

Gli si avvicinò con delle briciole indefinite intorno alla bocca. Nella mano sinistra aveva un bicchiere di coca cola, e la mano destra era stesa per stringere la sua e presentarsi ammodo. Solo che da dove andò sembrava volesse salutare il bracciolo del divano. Che portasse gli occhiali, modello ‘culo di bottiglia’, che si era tolto quella sera per far vedere il suo bellissimo sguardo? Be’, forse sì. Non vedeva l’ora che finisse quella serata, e probabilmente lui con lei. Solo che lui non la vedeva per altri motivi, diciamo.
‘Fallo per lei’, continuava a ripetersi in mente.
- Ciao, io sono Andrea, – disse sorridente.
Sì ma che cazzo ridi? – Ciao Andrea.
- So che sei appassionata di cinema. Qual’è il tuo film preferito?
Ecco, ebbe la conferma che non era appassionato di cinema. ‘Come fai a chiedere a una ragazza qual’è il suo film preferito come prima domanda? Mah’.
- In realtà non lo so bene. Sai, varie sensazioni, vari ricordi. Ce ne sono tanti.
- Ah sì, capisco, – non è vero, bugiardo!, – Il mio film preferito forse non lo conosci, è straniero.
‘Ah, ‘straniero’. Per caso polacco? Brutto mio, hanno subito tanto nelle guerre mondiali, ma non li giustifica a fare quelle opere. Madò’.
- Più precisamente, – continuò, – Polacco.
‘OMMIODDIO. Lo sapevo!’
- Penso che il cinema polacco sia, – disse lui e guardò in alto, poi bevve un sorso di coca cola come se fosse whisky e lui fosse John Wayne, – Particolarmente interessante.
‘Come no. Sai che fa più morti suicidi dell’amore, quel cinema interessante??’ – Uhm.
La guardò. – Non ti piace il cinema polacco?
‘NO. NOOOOO. Nel senso… NOOOO!!! Fa proprio schifo!’ – Non saprei.
- Che tipo di film preferisci?
‘Ma cos’è, l’iscrizione a un sito per appassionati? La prossima domanda è sull’attore preferito’. – Uhm, – disse mentre pensava a una risposa che lo convincesse ad andare via, che so, in Polonia a trovare il suo regista preferito solo per stringergli la mano.
Ma lui la interruppe. – Io preferisco i film d’autore. I CULT.
Ok, bella questa. Non disse CALT, ma CULT. ‘E che cult ti piacciono, scherzo della natura?’ – E che… – trattenne il sorriso, – Cult ti piacciono?
- Be’, Nightmare, stasera, l’ho scelto io, – disse come se stessero per vedere un’opera nuova e inedita di Kubrick.
‘Cos’è, ha un macchinista polacco?’ – Ahhh.
- Non ti piacciono gli horror?
‘Come no. Insieme al cinema polacco è il mio genere preferito. Se è polacco e horror, WOW. Mi si drizzano i capelli e i peletti delle braccia, proprio. Mi sono tagliata i capelli per non girare sempre con l’acconciatura emozionata di un afro’. – Non esattamente. Preferisco le commedie, o tipo i film che raccontano di una vita. Biografico, o anche no.
- Ahhh, – ‘cosa ‘Ahhh’? Ti ho illuminato sul senso della vita?’
- Daaai, mettiamo su questo cult! – disse l’altro ragazzo. Non quello per cui la sua amica aveva una cotta, ma l’altro. ‘Com’è che si chiama?’
- Sììì!! – urlò Barbie.
Il quattordicenne polacco sorrise e si strinse a lei, per far sedere anche gli altri. ‘Sì ma no stammi lontano’.
Le luci si spensero. ‘Ma guarda un po’. Non solo devo sopportarmi un horror, ma anche questo qui, e questi qui, e la maglietta rosa’.
Schermo nero. Le ultime chiacchiere, poi vari Sssh. Il polacco era tutto concentrato.
Sullo schermo comparvero delle mani che lavoravano su qualcosa. ‘Sarà Freddy Krueger? Com’è che si chiama il mostro di questo film?’. – Com’è che si chiama il cattivo del film?
- Sssh! – bisbigliò la tipa in rosa.
- Oh, è una parte muta. Non mi ricordo il nome del cattivo.
- Sssssh!
‘Vaffanculo’.
Finalmente le mani completarono il lavoro. Ne uscì fuori un guanto con montate sulle dita dei rasoi.
- Oddio! – urlò la Barbie, stringendosi al braccio del suo vicino.
Lei piegò la schiena in avanti per vederla meglio. – E’ un guanto di plastica, – disse indicando lo schermo.
Esce il titolo del film CULT: Nightmare. Il primo piano di una ragazza in camicia da notte. Era in una fogna, o qualcosa di simile. Delle urla di qualcuno in lontananza tentavano di creare un’atmosfera spaventosa. Lei non aveva paura, ma scommise che la Barbie si stava cacando in mano. O nel perizoma fluorescente. Rosa, ovviamente.
La ragazza nel film iniziò a correre. – Ahahaha, ma come corre?
Subito l’amica la guardò con uno sguardo da usare solo con il porto d’armi. ‘Scusa’, disse con le labbra.
La donna continuò a correre in un modo tanto buffo. Lei sorrideva tra le mani, sotto lo sguardo stizzito degli altri presenti.
Il primo piano. La ragazza era spaventata, poi un suono forte che la terrorizzò. Si girò e vide una… pecora. – Ahahahaha, una pecora??
- Ssssh! – dissero tutti in coro.
- Ops, ok. Scusatemi.
Sullo schermo però comparve la scritta ‘and Robert Englund as Fred Krueger‘. – Ahhh, ecco! Fred Krueger!
Un tecnico si chiamava ‘Fonseca‘, e lei pensò alle converse rosa della Barbie. Ma si censurò, e cercò di non ridere. La ragazza nel film continuava a spostarsi in questo posto pieno di tubi, e fumo. Con una musica che creava un’atmosfera parecchio inquietante. Lei scappava e si guardava intorno, ma sembrava avere le puntine sotto i piedi da come correva. I titoli di testa continuavano, e un produttore esecutivo era Stanley Dudelson. Stanley. Se lo avrebbe visto un bel film di Stanley Kubrick. Ma uno dei primi, tipo Rapina a mano armata. Sicuramente non Shining. Oh no, non Shining.
Uscì il nome del regista, Wes Craven. Dov’è che l’ha già sentito? Si chiese, mentre pensava a Wes Anderson. Le andava anche di vedere Il treno per Darjeeling. Tutto, piuttosto che quella donna, con la pecora e le puntine sotto i piedi. – Che altri film ha fatto Wes Craven?
- Ssssh, – rispose qualcuno.
- E’ il maestro dell’horror, – disse il polacco.
- E di quale scuola? – rispose lei sorridendo, ma probabilmente l’altro non capì la battuta, perché il suo sguardo restò serio. Lei ci rinunciò, fece qualche colpetto di tosse finto, poi tornò a vedere la ragazza che scappava dal mostro ormai comparso.
- Ahahaha, ma come corre?? Poi si lamentano che ammazzano prima le bionde. Ma se corrono così, ahahahah, – disse divertita, poi guardò la Barbie e aggiunse. – Senza offesa.
La Barbie la ignorò, attenta a non perdersi un attimo della ragazza che scappava. La bionda del film poi si fermò, e urlò. Il mostro le comparve dietro ( dal retro delle sue caviglie ) e la spaventò, insieme a tutti i presenti, esclusa lei. Poi la stessa ragazza che si svegliò a letto, sudata. Era in incubo. Cioè, ‘Nightmare’, un po’ si intuiva. Mentre c’era il dialogo tra la ragazza e i suoi genitori, venuti in stanza dopo che lei aveva urlato per l’incubo, tutti sul divano tentavano di calmarsi per il batticuore. Nel film comparvero delle bambine che giocavano con la corda, e che cantavano una canzone che lei non riuscì a sentire bene. L’inquadratura si spostò e mostrò una macchina rossa che prima rallentò e si fermò.
- E’ la ragazza di prima? – chiese Paolo.
- Mi ricordi mio fratello, – rispose lei, – Che non riesce a distinguere le attrici.
- Sì, è lei, – disse la sua amica, mentre la uccise con lo sguardo.
Le due ragazze che erano scese dalla macchina, e il ragazzo che le accompagnava parlavano degli incubi, e camminavano verso la telecamera avvicinandosi mano mano. Ma… Oddio… – Ma quello è Johnny Depp!! Ahahahahaha! Bellissimo, ma quanti anni aveva lì? Ahahahaha, guarda che capelli!
- Senti, – disse la bionda mentre lei rideva tenendosi la pancia, – Puoi parlare meno??
- Ahahaha, che bello che era! – disse lei ignorandola.
- Ohh?? – intanto il film proseguiva, con dialoghi che nessuno riusciva a sentire.
- Andiamo! Rispetto! – urlò il polacco. – Questo è un CULT!
- Ahahaha, ma guardatelo che amore!
- Parla di meno! – urlò la bionda.
Lei si calmò, respirò piano. Qualcuno accese la lampada, il film era in pausa con Depp che parlava a telefono.
- E’ bellissimo. Guardatelo, – diceva lei indicando lo schermo. Tutti la guardavano incazzati.
- Ci fai vedere il film in santa pace? Parla di meno.
- E tu parla di più, al posto di dire solo ‘sssh’.
La ragazza la guardava.
- Perché non ci vediamo una commedia? – disse lei infine. – Tipo qualcosa di Wes Anderson.
- Chi è Wes Anderson? – chiese il quattordicenne polacco.
OMMIODDIO. Pensò, mentre sbuffava e guardava sorridente Johnny Depp con un ciuffo che non avrebbe non potuto commentare.


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4 Commenti a “vietato stare in ssshilenzio”

  1. Violentina scrive:

    No ma io dico, sei pazzo? Sei malato? Ma lo sai che con questa battuta, cito testualmente “..in una fila non indiana ma italiana ( è un po’ quella fila in cui ognuno fa quel che cazzo vuole )..” Te sei un potenziale serial killer?!?! Questa battuta fa CREPARE dal ridere, ommioddio xD e se la legge un cardiopatico, ma ci hai pensato?!?!?!? xD

  2. la Scopa scrive:

    Grazie. è bellissimissimo. La Barbie è il tocco di classe.

  3. la Scopa scrive:

    Forse adesso potrei guardare Nightmare, anche se non credo supererò l’avversione per i film horror (ma poi, è un cult veramente?!?). E veramente c’è Johnny Depp?

  4. rob scrive:

    @ Violentina: Sì ma no, il tuo commento è un qualcosa a cui non posso rispondere XD Cioè, mi spiazza, ecco.

    @ la Scopa: Ahahahah, ma il vero tocco di classe sta nel tuo nick : D Bellissimo XD Domani andremo all’anagrafe e cambieremo il nome definitivamente XD

    Comunque sì, per molti Nightmare è un cult. Nel periodo d’oro degli horror, cioè intorno agli anni ’80, furono create tutte quelle saghe che poi sono diventate dei cult di genere: Halloween, Venerdì 13, e appunto Nightmare. In realtà hanno carattere solo per i loro protagonisti, e non per i film in se’, che fanno cagare. Comunque Nightmare è il primo film di Johnny Depp, sì. La più classica delle leggende: lui andò ad accompagnare un amico, ma il regista prese lui. Ha un ciuffo davvero bellissimo XD

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