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	<title>Roberto Dragone</title>
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		<title>ultimi film visti #1</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 07:31:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinematografo]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Riprendo in mano le redini di questo mio blog. Lo so, l&#8217;ho trascurato un bel po&#8217;, e probabilmente continuerò a farlo; il fatto è che non sono particolarmente in vena di assecondare le varie aspirazioni e idee che mi vengono. Ho la testa altrove. Tuttavia, mi fa molto piacere vedere che il sito continui a ricevere visite nonostante non lo aggiorni da un po&#8217;. Quindi, grazie per seguirmi. E scusatemi se non mi sono fatto vivo, ma spero di poter avere occasione di farmi perdonare, magari scrivendo nuovi e appaganti post.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma ora torniamo alle cose non-serie. &#8220;<strong>Ultimi film visti</strong>&#8221; è una vecchia rubrica che inaugurai in uno dei miei primissimi blog, dove pubblicavo dei post contenenti mini recensioni di film che avevo visto di recente. Da appassionato di cinema, ho sempre tentato, invano, di inserire questa mia passione nei post che scrivo. A parte qualche recensione, infatti posso definire questo blog una casa di racconti e brani di pura fantasia, alternati a post personali o articoli completamente demenziali, più che un luogo dove cui parlare di cinema è routine. Oggi riprendo in mano questa vecchia rubrica, usando la scusa della crisi creativa per parlare della mia passione preferita. Inoltre, so quanto possano essere noiose le recensioni lunghe, quindi, almeno in questa rubrica, mi limiterò a dare una veloce opinione sui film visti in modo da scrivere brani utili e di facile lettura. Se un film richiedesse una recensione più approfondita scriverò degli articoli appositi. Ovviamente, le critiche sono sempre accette. In questo primo appuntamento parlerò di: <strong>A-Team</strong>, <strong>The Losers</strong>,<strong> Toy Story 3 &#8211; La grande fuga</strong> e <strong>Baarìa</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2493"></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>-</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Come giudicare un film tratto da un telefilm storico e di culto come <strong>A-Team</strong>? Semplice, basta mostrare la pellicola a chi non ha mai visto la serie originale. Infatti, a parer mio i film tratti da telefilm famosi sono più per avvicinare spettatori nuovi e casuali che appassionati accaniti dell&#8217;opera da cui sono tratti. Diciamo subito che A-Team mi è piaciuto, e direi molto, visto il genere. Infatti, tendo a giudicare i film a seconda del genere, e visto che A-Team è un film d&#8217;azione, per antonomasia il genere più banale, direi che questo film bisogna proprio promuoverlo. Infatti, è una pellicola che intrattiene, diverte, sbalordisce. La storia, mai banale e zeppa di colpi di scena, funziona. Amerete i personaggi, interpretati egregiamente da attori molto bravi (c&#8217;è Liam Neeson!), e in più tutto è costruito con un reparto tecnico solido e funzionante. Insomma, se amate i film d&#8217;azione dovreste recuperare di corsa questo A-Team. Se siete appassionati della serie originale guardatelo&#8230; Ma non dite che non vi avevo avvisati. <span style="color: #00ff00;"><strong><span style="color: #00ff00;">Prom</span></strong><strong><span style="color: #00ff00;">oss</span></strong><span style="color: #00ff00;"><strong><span style="color: #00ff00;">o</span></strong></span></span><span style="color: #00ff00;"><strong><span style="color: #00ff00;">.</span></strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #00ff00;"><strong><span style="color: #000000;">-</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #00ff00;"><img class="alignnone" src="http://img265.imageshack.us/img265/4830/zoesaldanathelosers.jpg" alt="" width="480" height="319" /></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ancora film d&#8217;azione con <strong>The Losers</strong>. Ultimamente mi sono molto appassionato a questo genere, quindi appena esce un film che promette un&#8217;ora e mezza di sparatorie e salti acrobatici, io sono il primo della fila al botteghino. Purtroppo, a differenza del sopra recensito, questo film non mi è piaciuto molto. Nonostante alcune trovate registiche molto funzionali, è un film abbastanza scontato che non aggiunge molto ai film di genere. E&#8217; tratto da un fumetto, quindi capisco che il lavoro cinematografico avrebbe potuto comunque aggiungere poco all&#8217;opera, tuttavia i personaggi ne escono costruiti male, e la struttura narrativa è lenta e banale. Bellissima Zoe Saldana che mi ha regalato una bellissima scena di combattimento indossando un pantalone aderente rosso. Che dio la benedica. Piccola nota: questo film è tamarro, una caratteristica che non mi è dispiaciuta. <span style="color: #ff0000;"><strong><span style="color: #ff0000;">Bocciato.</span></strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="color: #000000;">-</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Parlare bene di <strong>Toy Story 3 &#8211; La grande fuga</strong> sembra essere quasi scontato visto l&#8217;enorme successo che ha riscosso dalla critica e dal pubblico. Io, da grande appassionato dei primi due capitoli, ero molto entusiasta di questo seguito e lo difendevo a spada tratta quando c&#8217;era chi lo attaccava, accusandolo di essere l&#8217;ennesimo seguito prodotto per soldi, non sapendo che la Pixar è sempre stata molto cauta verso i seguiti (prima, infatti l&#8217;unico seguito da loro prodotto era Toy Story 2, ora invece sono stati già annunciati i seguiti di Cars e Monsters &amp; Co.), a differenze di altri studi d&#8217;animazione. Toy Story 3 mi ha un po&#8217; deluso. Devo dire che mi è piaciuto, ma non mi ha catturato come i suoi capitoli precedenti. Strutturalmente parlando è molto simile al secondo, e questo non me lo sarei mai aspettato da uno studio di menti geniali come la Pixar. Insomma, diverte, appassiona, e l&#8217;ultima parte è commovente tanto che quasi anche io, uomo rude dal cuore di pietra, stavo per prendere il fazzoletto. Tuttavia non ha quell&#8217;atmosfera tipica delle produzioni Pixar, ossia quel senso di magia misto a serenità che da sempre mi ha legato alle loro pellicole. E&#8217; comunque un film che gli amanti dei primi due capitoli devono vedere, ma non è il capolavoro che mi aspettavo. <strong><span style="color: #00ff00;">Promosso.</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #000000;">-</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #00ff00;"><img class="alignnone" src="http://a.imageshack.us/img525/1/baaria.jpg" alt="" width="480" height="319" /></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #00ff00;"><span style="color: #000000;">Parlare di <strong>Baarìa</strong> senza menzionare il finale sembra un&#8217;impresa ardua, ma ci proverò. Giuseppe Tornatore, uno degli autori più importante del panorama cinematografico italiano, ci regala questo amarcord zeppo di citazioni. Costellato da decine di comparse e personaggi in secondo piano che vedono grandi volti noti, Baarìa è la storia del tempo che passa in un paese siciliano che subisce la guerra, prova la ripresa italiana del dopo-guerra, e vive altre situazioni, il tutto mostrato dal punto di vista di una coppia di amanti che crescerà con l&#8217;avanzare del film. Diciamolo subito, è un film che non mi ha convinto appieno. L&#8217;intera pellicola sembra un insieme di cortometraggi senza capo nel coda, proprio perché le scene che si susseguono, non solo non sembrano avere un nesso tra di loro, ma danno la sensazione di essere un insieme di immagini di qualche spot pubblicitario. Ogni elemento è trattato in modo marginale, e niente arriva sul serio allo spettatore. Inoltre, i due personaggi principali non hanno profondità, e i due attori che li interpretano sembrano scomodi in due parti abbastanza banali. A salvare la pellicola arriva il finale, ma mi sembra ingiusto giudicare due ore e mezza di film per un&#8217;idea originale. Quel che è chiaro è che il film è un omaggio allo stile di vita paesano dei villaggi campagnoli della Sicilia di inizio secolo; a dimostrazione di ciò c&#8217;è la provenienza dei i visi noti che appaiono durante il film che, non vorrei sbagliarmi, è siciliana per tutti. E&#8217; un film che consiglio ai siciliani e agli amanti del cinema d&#8217;autore, il resto del pubblico ne stia alla larga. <span style="color: #ff0000;"><strong><span style="color: #ff0000;">Bocciato.</span></strong></span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #00ff00;"><span style="color: #000000;">Voi avete visto qualcuno di questi quattro film? Siete d&#8217;accordo con le mie opinioni?</span></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">

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		<title>mal di pancia</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 09:12:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
				<category><![CDATA[Moleskine]]></category>

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		<description><![CDATA[Probabilmente non avrei dovuto bere il latte. Anche se l’ho cotto prima e mi sembrava che fosse buono, mi ha fatto venire un mal di pancia che non ti dico.
Vuoi che mi sposti?
Oh no. Non voglio che tu ti sposti, anzi. Perché non ingrassi? Così quando mi sei sopra, stesa come se fossi il tuo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Probabilmente non avrei dovuto bere il latte. Anche se l’ho cotto prima e mi sembrava che fosse buono, mi ha fatto venire un mal di pancia che non ti dico.<br />
Vuoi che mi sposti?<br />
Oh no. Non voglio che tu ti sposti, anzi. Perché non ingrassi? Così quando mi sei sopra, stesa come se fossi il tuo letto, sentirei di più la tua presenza su di me, nella stanza, e in questo mondo.<br />
Sono già ingrassata già abbastanza, ultimamente. Non ti pare?<br />
No.<br />
Prova a rispondermi come se fossi uno che non mi ama alla follia come mi ami tu. Prova a fingere di essere il postino, o il panettiere.<br />
Il panettiere ti ama, chiunque ti conosca e abbia un minimo di occhio ti ama.<br />
E il postino non ha l’occhio?<br />
Non credo, sbaglia sempre la buca della nostra posta.<br />
No invece credo che sia la signora Bianconi che di proposito ruba la nostra posta, per poi leggerla e portarcela con la scusa che il postino ha sbagliato buca. La signora Bianconi mi ama?<br />
Quella non ama neanche sé stessa, amore mio.<br />
Allora c’è chi non mi ama, prova a metterti nei loro panni e rispondimi: non ti pare che io sia un po’ ingrassata ultimamente?<br />
Vuoi che faccia lo stupido, allora? Ok. Be’, hai messo qualche pizzico di pelle in più qui e lì, ma da qui a dire che sei ingrassata ce ne vuole.<br />
Sei ancora troppo buono. Penso di essere io la causa del tuo mal di pancia, altro che latte.<br />
Forse sì, ma non spostarti.</p>

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		<title>pensieri sciocchi</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 10:02:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[- Ehi, ehi, questo è il mio spazio! &#8211; disse Tristezza quando Voglia di Sorriso le schiacciò il piede che, a quelle parole, con il piccolo Sport, girò il capo. &#8211; Te lo sei comprato? &#8211; le chiese Voglia di Sorriso, e Sport sghignazzò. Quest&#8217;ultimo era proprio un tipo strano. In pratica, era un nano, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">- Ehi, ehi, questo è il mio spazio! &#8211; disse Tristezza quando Voglia di Sorriso le schiacciò il piede che, a quelle parole, con il piccolo Sport, girò il capo. &#8211; Te lo sei comprato? &#8211; le chiese Voglia di Sorriso, e Sport sghignazzò. Quest&#8217;ultimo era proprio un tipo strano. In pratica, era un nano, ma aveva due spalle larghe così. Se ciò non bastasse per farlo sembrare uno scherzo della mente umana, egli aveva anche una brutta faccia da schiaffi, che quando rideva lo faceva nel modo in cui ridono anche i conigli. A guardarlo, a Sfogarsi gli venne da vomitare e si sentì male, tanto che per l&#8217;ennesima volta Sincerità gli chiese di lasciarsi andare e liberarsi dei propri pesi. A parlare di pesi, il nano Sport mostrò i suoi muscoli, dicendo che non bisogna liberarsi dei pesi. Antipatia, come sempre, lo mandò a cacare, e il nano disse: &#8211; Ah, non avevo capito di che pesi si parlasse, pardon.<br />
- Pardon?? &#8211; sbraitò Educazione, &#8211; Capisco che sia un modo di dire, ma bisogna che ammettiate che è un modo di dire che fa quasi ribrezzo.<br />
- Per non dire che fa cacare, &#8211; aggiunse Antipatia, ma Educazione, una vecchia signora antipatica quanto Antipatia ma in modo diverso, che vestiva sempre con un vestito ottocentesco lurido ai bordi che sfioravano terra quando camminava (&#8220;E&#8217; normale che le signore più pure si sporchino facilmente nel camminare sulla feccia della mente umana&#8221;), prima sorrise nell&#8217;ascoltare una voce che la sostenesse, ma poi arrossì e si voltò dall&#8217;altro lato della testa, nascondendo la sua leggera forma di umanità.<br />
Calò il silenzio tra i presenti in testa. Dai buchi ai lati della stanza entrava una musica rumorosa e ripetitiva, e solo Energia e il nano Sport accennavano dei movimenti legnosi che già molte volte, in passato, erano stati chiamati come il &#8216;ballo involontario del robot&#8217;. A veder ballare Energia, che era la unica donna giovane di tutta la testa e il cuore, Sesso come sempre si eccitò, e non era proprio fermo nell&#8217;angolo dove Educazione aveva posato il proprio sguardo? Ella quindi non vide la legnosità dei movimenti ballerini dei due alle sue spalle, ma vide il legno movimentato di Sesso che, nei movimenti, era ancor più rigido di quelli degli altri due. Neanche a raccontarvelo, che Educazione svenne, ma ormai più nessuno ci fece caso se non Preoccupato, che iniziò a piangere nervoso. Tramava come solo Voglia di Coccole tramava di inverno. In quel preciso istante, Rutto e Scoreggia, la coppia più affiatata della testa, mano nella mano potevano finalmente correre e morire verso l&#8217;esterno, insieme, visto che Educazione non c&#8217;era. Nella storia della testa, quella coppia d&#8217;amore nasceva e moriva in continuazione. Ogni cosa accaduta alla coppia precedente con l&#8217;arrivo di quella nuova si ripeteva, dalla nascita durante i pasti o un sorso di Coca Cola, alla morte durante lo svenimento di Educazione o quando il reparto Evacuazione mandava un globulo telegramma. In questo loro suicido, però, qualcosa andò storto, anche se come sempre i due, come ho detto mano nella mano, si lanciarono nel vuoto esterno della luce con una felicità senza precedenti, Intelligenza, una bambina super-genio che non cresceva mai &#8211; per quante cose sapesse e per quanti anni passassero &#8211; infatti sbuffò, e dopo aver ascoltato delle parole dall&#8217;esterno che dicevano &#8220;Ma cos&#8217;hai scoreggiato dalla bocca?&#8221; chiese ai suoi colleghi e amici: &#8211; Avete fiutato?<br />
Nessuno le rispose. In realtà nessuno le rispondeva mai. Solo Stupidità, una biondina non bella come Sesso credeva, scosse la testa e disse: &#8211; Con tutte queste persone è impossibile fiutare le puzzette, non ti preoccupare piccola bambina. Vuoi una caramella? -, si tastò le tasche ma non vuoi che proprio lì accanto c&#8217;era Sbadato, che le fece cadere la caramella che era riuscita a trovare. In quel momento Educazione si riprese, issata dal nano ed Energia, tuttavia non vi fu molto tempo da quando la vecchia signora ricadde a terra, poiché rivide Sesso e la sua rigida risposta alla visione di Stupidità calata a prendere la caramella da terra. Intelligenza sbuffò ancora quando Stupidità le porse davvero la caramella raccolta, e Tristezza disse: &#8211; Sono triste.<br />
- Siete tutti noiosi come i Coglioni, &#8211; disse Antipatia, ma per fortuna i due gemelli non erano in testa, e la sua voglia di litigare non fu soddisfatta.<br />
Tornò a calare la calma. I momenti di noia capitavano spesso in testa, e venivano sottolineati dai continui &#8220;Ve l&#8217;avevo detto&#8221; di Annoiato. In questi casi, tutti guardavano Silenzio senza dire neanche una cosa per ore. Lui sapeva cosa fare per non fare niente. Depresso piangeva senza fare rumore, la Tristezza lo abbracciava sorridente. Proprio in quell&#8217;istante gli occhi si illuminarono lì su la parete che dava sulla faccia ed entrò l&#8217;enorme persona dell&#8217;Amore, con il suo sorriso rilassato e la sua aria serena. Al suo arrivo, tutti lo guardarono prima di sparire nel nulla come solo i pensieri sciocchi sanno sparire.</p>

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		<title>chi essere o chi non essere</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 09:38:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
				<category><![CDATA[Moleskine]]></category>
		<category><![CDATA[Rob re dei boschi]]></category>

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		<description><![CDATA[Non siamo un corpo ma bensì abbiamo un corpo. Il nostro io non esiste fisicamente; anzi molto spesso la nostra personalità si scontra con il corpo che abbiamo. Da qualche parte nella nostra testa c&#8217;è quell&#8217;energia che contiene il nostro sapere, cioè tutto ciò che abbiamo visto, sentito, provato, amato e assaporato, quella stessa energia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non siamo un corpo ma bensì abbiamo un corpo. Il nostro io non esiste fisicamente; anzi molto spesso la nostra personalità si scontra con il corpo che abbiamo. Da qualche parte nella nostra testa c&#8217;è quell&#8217;energia che contiene il nostro sapere, cioè tutto ciò che abbiamo visto, sentito, provato, amato e assaporato, quella stessa energia che siamo noi. La somma di ogni paura siamo noi, un elenco interminabile di conseguenze scatenate da azioni che abbiamo vissuto. Se ciò che sappiamo, cioè ciò che siamo nella nostra testa, si scontra con il mondo vuol dire che noi ci scontriamo con quello che siamo per il mondo, perché il nostro corpo è parte del mondo e noi ne abbiamo solo il controllo delle azioni, cioè nulla. Il nostro io è un crepaccio profondo rispetto alla limitata consistenza del nostro corpo. C&#8217;è uno scontro perché tra ciò che pensiamo, e cioè tra ciò che siamo, e ciò che gli altri vedono di noi, cioè le poche azioni che riusciamo a fare per trasmettere la nostra personalità, c&#8217;è un&#8217;enorme differenza; inevitabilmente, il corpo, così come il mondo, è più lento rispetto al nostro io interiore. Hai voglia di dire ciò che pensi, hai voglia di volere proteggere il tuo io per far prevalere il tuo pensiero a quell&#8217;idea omologata che ti impone la massa. La realtà è che se tu sei nella tua testa e il tuo corpo è nella realtà che vedono tutti, tu hai già perso.</p>
<p>A volte mi sento tanto piccolo senza neanche guardare il mondo. Mi basta vedermi dentro per trovare i profondi ricordi che trasporto e sentirmi un formica di fronte alla montagna del passato. Mi vorrei abbandonare, perdermi nella natura tra il verde immenso degli alberi, e la trasparenza infinita del mare. Camminare e capire le cose in mancanza della loro presenza. Mi sento scomodo in questo panni che sono la mia pelle, ma non perché sono io, ma perché sono umano. Vorrei essere qualcosa di più grande in modo che ciò che ho vissuto non mi vada stretto. Vorrei essere qualcosa senza pensiero, inanimato, come una montagna, un lago, o la cascata spumeggiante alla fine di un fiume. Non voglio chiedermi delle cose ma fare parte di un ciclo. Non voglio essere la voce diversa del coro ma fare parte di un gruppo in cui tutti sono completamente uguali. Noi, è la nostra mania di protagonismo.</p>

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		<title>incredibilmente banale</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 08:52:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Posso dirti che sei semplice? No, non puoi. E che sei bella? Sei bellissima, come quella sensazione di felicità con cui ti svegli la mattina, quando non ti ricordi neanche chi sei. Sei banale. E tu antipatica. Lo so. Anche io lo so, sono banale, ma che ci posso fare? In fondo non mi dispiace [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Posso dirti che sei semplice? No, non puoi. E che sei bella? Sei bellissima, come quella sensazione di felicità con cui ti svegli la mattina, quando non ti ricordi neanche chi sei. Sei banale. E tu antipatica. Lo so. Anche io lo so, sono banale, ma che ci posso fare? In fondo non mi dispiace essere banale. D&#8217;altronde, non ho mai pensato di essere tanto diverso dalla banalità che vedo con i miei occhi negli altri. Zitto, e annoiami ancora. La tua pelle, oh la tua pelle è un tessuto morbido e profumato, una sorta di&#8230; non mi viene niente in mente di banale. Dimmi la prima cosa che pensi, sarà sicuramente banale. La tua pelle mi ricorda le nuvole, o meglio, se penso alle nuvole, alla loro soffice superficie, io penso alla tua pelle. Bianca, morbida. L&#8217;amore è banale, la bellezza scontata, continua. Di te mi piacciono i tuoi difetti. Sì, non potresti essere più banale. I tuoi difetti sono ciò che ti rendono la persona che più mi manca quando non sono tra le persone. Il tuo russare. Io non russo. Il tuo russare, i piedi che ti puzzano quando ti togli le scarpe. I miei piedi non puzzano! Se non puzzassero io non ti amerei. Ti sei salvato, sempre grazie alla banalità, continua. I tuoi capelli sono la natura, e le tue mani come rami di alberi contengono mille foglie, e ognuna corrisponde a una cosa che con quelle mani tu sai farmi provare. Il tuo sguardo come il sole mi riscalda, il tuo seno come il futuro mi accoglie. Avanti, io penso che tu possa essere molto più banale di così. Vediamo, il mio amore nei tuoi confronti è come una giostra che gira, alimentata dalla voglia d&#8217;avventura che hanno i bambini. Poi dici che sono antipatica, te scrivi queste frasi orrende! Io ti amo come si ama la vita appena sei nato, e poco prima di morire. Ti amo come s&#8217;amano due sassi vicini incapaci di spostarsi. Ma tu puoi spostarti, puoi andartene via, lontano, viaggiare e cercare finché non troverai lo stampo originale della tua donna ideale. E invece hai scelto me, perché? Mi raccomando, sii banale nella risposta. Io non ti ho scelto, è la vita che ha scelto per noi. Se potessi non ti amerei, perché in fondo mi fai male e mi ferisci. Ma non posso scegliere, e t&#8217;amo, t&#8217;amo come s&#8217;ama il caldo d&#8217;inverno, e il fresco d&#8217;estate. Ti amo come si odia la tirannia, e ti odio come si ama il sogno di essere felice.</p>
<p>Non riesco più a essere stronza, non con te che mi dici ciò che provi. No, non dire così, oppure la smetterò di essere banale. Va bene, allora sei mediocre.</p>

<div style="font-size:0px;height:0px;line-height:0px;margin:0;padding:0;clear:both"></div>]]></content:encoded>
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		<title>facciamo l&#8217;amore?</title>
		<link>http://www.robertodragone.com/blog/facciamo-lamore</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 09:22:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi chiedi se voglio fare l’amore, ed è una cosa che non dovresti chiedere. Fare l’amore è lo sfogo di una tensione sentimentale che ci mette tempo per accumularsi, e noi l’amore l’abbiamo già fatto ieri. Non credo di amarti abbastanza perché anche oggi tu possa scoparmi senza che io mi senta in colpa verso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi chiedi se voglio fare l’amore, ed è una cosa che non dovresti chiedere. Fare l’amore è lo sfogo di una tensione sentimentale che ci mette tempo per accumularsi, e noi l’amore l’abbiamo già fatto ieri. Non credo di amarti abbastanza perché anche oggi tu possa scoparmi senza che io mi senta in colpa verso me stessa &#8211; eppure, sono qui che mi lascio scopare, dai tuoi movimenti scomodi e dolorosi che, come uomini avidi di potere, si muovono dentro di me in cerca di ciò che importa a loro e solo a loro. Che cosa sia l’oggetto del desiderio della loro ricerca io non lo so, come non so se mi interessa. Il tuo farmi l’amore è ormai una ricerca di cui non voglio più sapere niente, tanto che mi ha stancato con il suo fare tirannico, ripetitivo. L’amore si fa quando ricordi che la persona che ami non è parte di te fisicamente; quando la guardi, e capisci che sei stanco di parlarle, di ascoltarla, di baciarla, e quindi ti unisci a lei in un piacere che rinfaccia al mondo di essere troppo duro con gli esseri umani. Questo momento di consapevolezza dura pochi attimi, in cui ti rendi conto di quanto sei piccolo e solo nell’intero spazio che circonda il corpo che possiedi. Solo allora ti unirai a un altro essere umano perché la tua persona sia più grande, e meno indifesa, alla cattiveria che il mondo è pronto a regalarti.</p>
<p>Non si chiede di fare l’amore perché farlo è un obbligo che abbiamo, prima verso noi stessi, poi verso l’amore temporaneo della nostra terminabile vita.</p>

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		<title>lui e lei</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 10:06:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lui e Lei erano una coppia destinata a stare insieme. Quando erano sconosciuti e incrociarono gli sguardi per caso, Lui e Lei si riconobbero e insieme sorrisero come se qualcuno avesse fatto loro una sorpresa. Dopo parlarono dei loro errori; cose banali, come zuccherare la pasta al posto di salarla, oppure cose più complicate, come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lui e Lei erano una coppia destinata a stare insieme. Quando erano sconosciuti e incrociarono gli sguardi per caso, Lui e Lei si riconobbero e insieme sorrisero come se qualcuno avesse fatto loro una sorpresa. Dopo parlarono dei loro errori; cose banali, come zuccherare la pasta al posto di salarla, oppure cose più complicate, come salare il tiramisu al posto di zuccherarlo. Lei si innamorò delle sue mani ancora prima di alzare lo sguardo e trovargli gli occhi, Lui si innamorò dei suoi capelli senza sapere cosa ci fosse sotto, intorno, o dietro l&#8217;angolo. Lui e Lei erano nati lo stesso giorno ma in anni diversi, in orari diversi, nello stesso ospedale. Lei gli chiese se in culla avesse trovato il suo biglietto, quello che Lei gli aveva scritto come messaggio di benvenuto nel mondo, ma Lui non capì, così Lei sperò che Lui avesse il senso dell&#8217;umorismo, poi Lui capì e Lei si impose di smetterla di essere la prima nemica di se stessa. Lui le chiese se amasse il cinema, e a Lei piaceva ma non rispose subito di sì, così qualcuno si tuffò nel cuore di Lui, ma poi Lei sorrise e così sorrise anche Lui. Lui e Lei iniziarono a fare piani sul futuro, poi si sposarono prima che i piani fossero completi. Vissero una vita lenta ma felice, fatta di sole, viaggi, e curve artistiche morbide e delicate. Morirono in giorni diversi, ma nello stesso anno. Morirono in posti diversi, senza lasciare nessun biglietto all&#8217;altro.</p>

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		<title>spalle</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 10:32:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La fregatura siede nelle cose che non capisci, ma con cui convivi. A volte guardi gli altri recitare la loro recita quotidiana e ti rannicchi di più in te stesso, e ti chiedi perché hanno avuto tutti il dono del saper vivere e invece a te è toccata l&#8217;incapacità di iniziare. Perché la realtà vuota [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La fregatura siede nelle cose che non capisci, ma con cui convivi. A volte guardi gli altri recitare la loro recita quotidiana e ti rannicchi di più in te stesso, e ti chiedi perché hanno avuto tutti il dono del saper vivere e invece a te è toccata l&#8217;incapacità di iniziare. Perché la realtà vuota ti pesa così tanto? Di cosa sono fatti quei pesi invisibili che trasporti? Perché non li getti nel fiume e li guardi affondare? Se ti guardi intorno e ti senti sfortunato, pensa che la sfortuna, come ogni parola che indica una situazione che parole non dovrebbe avere, è sopravvalutata e inesistente; ciò che tu chiami sfortuna è in realtà l&#8217;incapacità di nascondersi: certo, nascondersi, tu che diventi una tartaruga appena qualcuno ti parla, tu che arrossisci anche se a farti un&#8217;affermazione inopportuna sia il tuo stesso pensiero. Sei incapace di nasconderti a quei pensieri che ti picchiettano la spalla per farsi pensare. La tristezza è una donna dall&#8217;ego infinito, è come ogni donna talvolta è un&#8217;egoista che vuole solo che la tua vita sia piena d&#8217;attenzioni nei suoi confronti. Non darle soddisfazioni, perché non verrai mai ripagato, se non con solitudine e incubi. E allora che fare? Il segreto è che non ci sono segreti per vivere meglio: il senso, lo scopo, capire queste cose è qualcosa che non ti aiuterà a portare pesi, né tanto meno ti aiuterebbe ad alzarti se tu dovessi cadere. Trova solo qualcosa che funziona e ripetila all&#8217;infinito, o fino alla noia, e cerca di non pensarci, o girarti di spalle se qualcuno ti chiama.</p>

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		<title>consumapensieri</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 08:49:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;essere umano è una strana creatura, egli infatti dimentica tutto. La sua memoria sembra fatta di cera, e i pensieri sono come fiamme che vagano nell&#8217;aria, nelle parole, nella musica, nelle immagini, che quando toccano una persona la illuminano di senso, di forza, creatività, talvolta intelligenza, o felicità, o ancora lo illuminano di tristezza, ma non importa; la luce infatti si affievolisce con il passare del tempo, e quello che ai nostri occhi sembrava un bellissimo lampo di felicità che ci ha aveva sorridere senza motivo, in realtà è sintomo che abbiamo una memoria a breve termine, e una candela davvero tanto corta. Quando invece restiamo illuminati di una pensiero per anni, o addirittura per due vite, non vuol dire che quel pensiero era una fiamma enorme, ma piuttosto che la nostra candela di memoria è lunga e coerente. Che è un pregio, mica un difetto.</p>
<p>Fatto è che l&#8217;uomo dimentica tutto e, anche se lentamente, lascia che ogni pensiero che ha si consumi. Idee e ideali, amore e tenerezze, ma anche odio e indifferenza; l&#8217;essere umano dimentica tutto, e dopo mesi, anni, decenni, è lì &#8216;guarito&#8217; da una fiammella di ricordo, pronto a incendiarsi di nuovo la testa con altre fiamme. La mancanza di felicità è il simbolo dell&#8217;incoerenza umana, perché se è vero che l&#8217;uomo in vita sua prova tutto &#8211; rabbia, odio, spensieratezza, amore, pena, tristezza, gratitudine &#8211; è anche vero che dimentica sempre di essere stato illuminato da altre fiamme, di essere stato il contenitore di altri pensieri, e che questi si sono consumati con il tempo. Da soli. Perché l&#8217;uomo è fatto così, è una strana creatura: non importa ciò che vive, ciò che sa, ciò che trova, perché tanto tutto andrà perduto con l&#8217;arrivo del domani.</p>

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		<title>tutto troppo grande</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 08:46:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo mondo è tutto troppo grande per un solo uomo, e io questo sono, nient&#8217;altro che un solo uomo. Ogni cosa non fa altro che ricordarmi della sua grandezza, e in continuazione sento la minaccia di quella forza che se il mondo usasse contro di me io rimarrei schiacciato in un attimo, e di me dopo non rimarrebbe nient&#8217;altro che carne cruda e un ricordo sfocato di una voce nasale. La mia Madre è la Natura, slanciata, imponente, tanto grande che a pensarci mi gira la testa e mi viene da vomitare; Lei anche non fa altro che ricordarmi della mia piccina vanità, mostrandomi continuamente quella che sembra essere una sconfinata bellezza, che non ha altri difetti se non il fatto che non mi appartiene. Ma quando il vento soffia e le foglie più deboli cadono, con un brivido freddo in me entra quel pensiero che ogni idea è più grande di me; io non sono che una di quelle foglie, che cade al primo soffiar di nuvola, e ogni cosa, anche la Madre, mi dice che a trattenermi al mio albero non c&#8217;è che un mio credo insicuro basato su nozioni fasulle che a cadere ci mettono il tempo di un ricordo nostalgico. E in fondo basta un attimo per sentirmi misero, mediocre, piccolo. Basta che ricordi cose grandi, come l&#8217;amore, la smisurata indifferenza della Terra, il rancore, la prepotenza dell&#8217;inesperienza. Elementi innaturali di cui io sono vittima, di cui la mia individualità è vittima. Ho paura di mia Madre, ho paura di lasciarmi logorare ancora dal vento sbagliato, ma quant&#8217;è vero che io respiro e vivo, un giorno sarò morto dopo una vita in cui ogni giorno mi sono sentito piccolo e indifeso, contro un mondo in cui tutto è troppo grande.</p>

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