il domani che non c’è
Di questi tempi se penso al domani non vedo nulla, il che è abbastanza grave come fatto in sé, se poi a parlare è un giovane 22enne, il discorso assume toni abbastanza gravi. Qui, oggi, io non parlo di pessimismo, di tristezza o dell’ospite inquietante, ma parlo delle ingiustizie che quotidianamente un cittadino italiano deve subire. Oggi qui, parlo del fatto che, nonostante la vera ascesa dell’idea che tutto possa cambiare sia viva più che mai in questo periodo, esistono comunque fatti, troppi fatti, che non si sanno, che si fa finta di non sapere, e che purtroppo alcuni neanche immaginano. Accendo un tg a caso e ascolto censurare e mutare ogni tipo di notizia per i primi dieci minuti, per poi parlare di stronzate il resto della mezz’ora. Sorridenti, quelle puttane delle giornaliste, continuano a parlare del caldo (siamo in estate, se non fa ora caldo quando lo deve fare?), della Arcuri a cui è scoppiata una tetta, degli strani provini per i film del maestro (delle elementari) Tinto Brass. Voi, non sapete lo scandalo D’Addario, perché noi siamo un paese “parzialmente libero” per quanto riguarda la libertà d’informazione. Questo significa che la fetta più grande dei cittadini italiani che si informano grazie alla televisione, sono “parzialmente informati” su cosa succeda in realtà nel nostro paese. O almeno, non sono informati sulle cose importanti. E mentre il Papa combatte contro il Papi e i suoi servi, e voi non lo sapete, l’Italia sembra capire solo ora che qualcosa non va. Un po’ la crisi, un po’ c’è un senso di abbandono che sembra coprire ogni giovane cittadino, quelli che purtroppo perdono tempo a sognare un mondo migliore, ma che non agiscono affinché questo accada. Il fatto è che penso che la realizzazione di un sogno sia un’utopia solo per creare uno specchietto per le allodole affinché il giovane medio non abbia rimpianti nella sua passività, pensando che “è inutile provarci poiché è impossibile”. Ricordo, invece, che c’è la frase niente è impossibile che io ritengo assolutamente vera, e come prova di questo posso dirvi che ci sono stati uomini in passato che da nulla hanno creato vere e proprie leggende della storia della politica, combattendo campagne per la lotta contro nemici ben più grandi di uno psiconano. Parlo di Harvey Milk, che combatté per i diritti degli omosessuali negli anni ’70, o anche Martin Luther King, che invece lottò affinché gli uomini di colore avessero gli stessi diritti dei bianchi. Questo, solo per citarne due. Quindi? Quindi nulla, guardo al domani e non vedo che il nulla. Generazioni che, ahimè, vedranno sgretolarsi la terra sotto i piedi perché al nostro comando c’è una persona che, dopo la libertà d’informazione e il dominio economico italiano, vuole sfumare i bordi della parola democrazia, per farle assumere toni più adatti alle sue sporche esigenze. Distruggendo la libertà d’informazione, tentando di sopprimere chi gli fa opposizione, cerca solo di dividerci ma soprattutto di toglierci quella speranza che noi mai dobbiamo perdere. Purtroppo oggi con la crisi economica, che ha aperto le porte a una crisi sociale, molte cose che diamo come scontate stanno andando a perdersi, oggi, quindi quando la mia generazione sarà quarantenne quale sarà lo stato sociale dell’Italia? Ecco, io penso questo, e cavolo non immagino nulla di buono.

Mi sembri un pò paranoid android. Tirati un pò su e non intendo con la coca…
Dammi retta Palle!
Minimizza, minimizza! Bravo, bravo!
La Democrazia è un fallimento.
Al nostro (??) popolo gli andrebbe data la dittatura, ma quella vera, non quella odierna, ci vorrebbe un bel regime militare alla Pinochet, perchè a ‘sta gente con i diritti ci si pulisce il culo, ma se gli levi l’iphone & la 500 si sfavano.
A mali estremi, estremi rimedi.
Oggi festeggiano i 70 anni dalla presa di Danzica..ma c’è davvero da esser contenti?
Il problema è che non impariamo dai nostri errori, e “ricordiamo”, o sogniamo un mondo pieno di pace e amore. Ci lamentiamo, e basta. Diciamo che quello è merda, quell’altro pure, ma non mettiamo in atto un piano per provare a salvare il paese. Ma uno poi pensa: che possiamo fare? E poi ancora: siamo sicuri che poi l’uomo, o meglio l’italiano medio moderno, non rovini ancora una volta un possibile nuovo piano di costruzione di una democrazia degna di questo nome?
Siamo troppo tradizionalisti e spaventati dal tentare. Fifoni, siamo fifoni! XD
Io, parlo da diciottenne che pensa di comunque avere un’opinione politica, che pensa comunque di sapere qualcosa del sistema politico…ma io in realtà non so assolutamente niente di ciò che davvero accade in italia…so di non sapere niente perchè non mi informo molto, ma il problema è che se anche vorrei informarmi comunque dovrei ricorrere a mezzi alternativi a quelli che dovrebbero essere i mezzi d’informazione, ad esempio la televisione e i giornali, che ormai non parlano d’altro (come dicevi tu) che di tette e culi o a limite di persone ritenute eroi per aver salvato dei suicida che si erano rotti il cazzo di vivere in un paese di merda come il nostro e avevano deciso di farla finita…Spero soltanto che si possano trovare dei metodi per eliminare questa dittatura e di portare davvero l’italia ad essere uno STATO DEMOCRATICO e libero di sapere…
Ribadisco che la Democrazia è un fallimento, il popolo è troppo stupido per essere sovrano.
E rinnovo a tutti voi un appello:SALVIAMO IL CONGIUNTIVO!
Si ho capito…ma gli errori di DISTRAZIONE sono solo l’ultimo dei nostri problemi…comunque se ci tieni tanto la prossima volta sarò più attento…